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sabato 24 marzo 2012

Marcia indietro tutta, si torna alla legna!

Mi scrive Mario (nome di fantasia ma testimonianza vera)

 "Le scrivo dalla provincia di Alessandria e precisamente Masio, ma il problema riguarda tutti i paesi. Il metano nelle nostre zone c'è da circa trent'anni e fino a tre o quattro anni fa tutti andavano a metano. Adesso quasi tutti  hanno la stufa a legna e bruciano tutto il giorno; in ogni paese ci sono duecento o trecento camini che sputano fumo.
Io sono diventato ipersensibile e quando accendono le stufe il fumo entra in casa e mi fa stare male.
Ho fatto una ricerca approfondita sul fumo di legna e ho letto che è dannoso per il sistema respiratorio cardiocircolatorio, che in Lombardia è proibito l'uso di stufe e camini sotto i 300 metri per il ristagno dell'aria,che anche a Torchiarolo, in Puglia sono stati trovati alti livelli di inquinamento da stufe a legna e perciò ne è stato vietato l'uso: sia a Capannori in toscana, che a Londra i camini sono solo a gas ed è vietato l'uso delle stufe a legna.
Negli altri stati sono obbligatori filtri per le emissioni dai camini a legna.
Ma se parli con la gente e dici che il fumo di legna è dannoso per la salute ti prendono in giro.
Ma se la stufa a legna può avere senso in montagna, dove non arriva il metano e le case sono lontane tra di loro, è veramente dannoso quando nel raggio di cinquanta metri hai cinque o sei stufe che intossicano l'aria. La ringrazio per la sua gentilezza e la saluto molto cordialmente.
Mario"

 Mario ha assolutamente ragione.
 Che il fumo di legna sia pericoloso per la salute (e non solo per chi e' ipersensibile all 'inquinamento) e' ampiamente documentato e, nel 2010, l 'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito il fumo di legna tra i possibili cancerogeni umani.
L' aumento del consumo di legna e' dovuto a motivi economici. La legna costa meno del metano, e anche questo e' un segnale di allarme degli effetti della crisi finanziaria in atto.
Ma per quale motivo nessuno spinge ad investire nell'isolamento termico delle abitazioni che, in Italia, sono spesso dei "colabrodo" di calore, a danno degli utilizzatori, dell ambiente, della salute ?
Per quali motivi si regalano montagne di danaro pubblico per incentivare inquinanti centrali che bruciano legno e altre biomasse per produrre elettricità, e nessuno pensa di  dirottare questi soldi a sostegno d'interventi di efficienza energetica su tutti gli edifici pubblici e privati, in classe energetica G (la peggiore e quella dominante nelle case costruite dal dopoguerra ad oggi)?