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martedì 6 marzo 2012

PaP a Bogliasco: i bambini ci guardano 2)

Ecco il secondo "pensierino" di uno studente delle scuole medie di Bogliasco, un bel paesino ligure da circa 20 giorni alle prese con la nuova raccolta ( Porta a Porta) dei suoi Materiali Post Consumo.

"Non sta andando tanto bene perchè a qualche persona non va molto bene allora per ribellarsi buttano tutta la roba dentro un cassonetto che per loro è come l'indifferenziato. Poi vorrei fare un osservazione quando noi per esempio cuciniamo il pesce gli scarti li buttiamo nell'umido ma dato che l'umido si ritira ogni settimana poi dopo 3 o 4 giorni inizia a puzzare e allora siamo costretti a portarlo dove non fanno questa raccolta. A me questa raccolta sembra molto utile così saremo dei veri ecologisti"

Commento
A parte la punteggiatura che ignora l'uso della virgola, Roberto (nome inventato) segnala un fatto vero: qualche Bogliaschino non ci vuole sentire e non è disposto a cambiare abitudini.
Comunque, a distanza di qualche giorno, sembra che la situazione sia migliore.
Il tema del pesce che puzza lo troveremo in altri "pensierini", ma la mia impressione è che questo disagio sia più psicologico che reale. Infatti Roberto (la sua famiglia?) sembra che non abbia letto con attenzione le istruzioni che il Comune ha fornito a ogni famiglia. La raccolta della frazione organica (questa è la sua denominazione corretta), d'inverno si effettua due volte alla settimana e precisamente il mattino di lunedì e venerdì; d'estate i ritiri  settimanali saranno tre. Pertanto se, ad esempio, la famiglia di Roberto mangia pesce venerdì sera, le lische si tengono in casa al massimo per due giorni e con qualche attenzione, che spiegheremo nel prossimo post, le lische difficilmente possono produrre odori fastidiosi. Ho anche il dubbio che Roberto confonda il "l'umido" con il "secco", in quanto è questa la frazione che a Bogliasco viene raccolta una volta alla settimana.
Da quanto scrive Roberto (siamo costretti a portarlo dove non fanno questa raccolta), temo che la sua sia una delle tante (?) famiglie bogliaschine che hanno deciso di esportare i rifiuti nel comune vicino, Genova, dove (ahime) la raccolta porta a porta, per il momento, non si fa e i cassonetti (per l'indifferenziato e il riciclo) sono tutti ad accesso libero.
Ricordo che esportare rifiuti è un'infrazione grave per i quali i vigili di Genova, difficilmente chiuderanno un occhio.
Comunque Roberto aspira a diventare un vero ecologista e siamo certi che così sarà.