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giovedì 19 gennaio 2012

Slow Boat

Non so se avete notato che il Ministro dell'Ambiente, con riferimento ai possibili danni all'ecosistema marino in caso di affondamento rapido della Costa Concordia, cita gasolio e olio pesante, come combustibili presenti nella pancia della nave. Combustibili in serbatoi ancora pieni, visto che la nave era appena partita, ma per fortuna usciti intatti dall'incontro ravvicinato con lo scoglio.
Sulla quantità totale di combustibili presenti  i dati  coincidono (2.800 tonnellate); quello che non torna è come queste tonnellate sono ripartite tra i due tipi di combustibili.
Per il motivo che ora vi illustro, sono propenso a pensare che la quantità maggiore (2.400 tonnellate) sia di olio pesante, quella minore (200 tonnellate) sia gasolio.
Quale sia la verità è un fatto assolutamente importante, in quanto l'olio pesante ha un impatto ambientale enormemente maggiore del gasolio e una volta in mare, a causa dell'alta viscosità e densità, si depositerà sul fondo e potremo dire addio alla riserva naturale del Giglio e d'intorni.
Il perchè di due tipi di combustibili è presto detto: l'olio pesante, molto economico, ma anche con fumi molto inquinanti,  è utilizzato in navigazione; il gasolio, più pulito, è usato per alimentari motori diesel che con l'elettricità prodotta servono a far funzionare tutti gli impianti di bordo (luce, climatizzazione, frigoriferi) quando la nave è ferma nei porti.
Posso testimoniare, in base alla mia prima e penso unica crociera, che in mare aperto, sulle terrazze di poppa della nave, sono cadute quantità importanti di fuliggini, vere e proprie palline nere, residui di combustione dell'olio pesante utilizzato dai grandi diesel navali per far girare le eliche.
L'olio pesante è l'ultimo residuo, quello di  di minor valore della distillazione del petrolio e che oggi è utilizzato solo per le navi, in quanto nessuno controlla cosa esce dai camini quando la nave è lontana dalla costa.
Se oggi fossero già entrate in vigore le norme anti inquinamento che è doveroso applicare anche alle navi, la Costa Concordia avrebbe i serbatori pieni di bio-diesel di origine vegetale che è meno tossico e più biodegradabile dell'olio pesante. Ovviamente 2400 tonnellate di biodiesel riversati in mare un impatto anche loro lo hanno, ma almeno non avremo le solite foto di poveri uccelli marini ricoperti di petrolio, diventate un classico delle cronache di questi disastri.