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venerdì 18 gennaio 2008

Modello genova

Ieri il Modello Genova ha fatto i suoi primi passi.

 Il Comune di Genova ha approvato la linea presentata  dal Sindaco Marta Vincenzi e dall' ing Senesi, Assessore ai rifiuti ( e se cambiassimo nome anche a questo assesorato?), linea che punta decisamente ad una moderna gestione dei materiali post consumo: energica riduzione alla fonte, raccolta differenziata "Portone a Portone" finalizzata al riciclo ( con avvio a febbraio),  compostaggio e fermentazione anaerobica della frazione umida, trattamenti a basso impatto ambientale della frazione indifferenziata residuale da decidere nel dettaglio dopo attente valutazioni.

 Mi sembra che questo sia il "DeProfundis" ( il canto funebre) per il mega inceneritore- termovalorizzatore  previsto da chi ci voleva imporci  il Modello Brescia ( termovalorizziamo tutto quello che brucia e anche quello che non brucia..).

Se le cose vanno avanti così, Genova si affianca alla provincia di  Savona che la scelta politica di cassare il termovalorizzatore l'ha già fatta e si potra cominciare a parlare di Modello Liguria, un modello per il resto el Paese.


Postato da: federico46 a 07:52 | link | commenti (5)
ambiente, ambiente e società, materiali post consumo


Commenti:
#1  18 Gennaio 2008 - 09:21
 
Federico,

appena troverò un po' di tempo farò un resoconto completo della conferenza col prof. Brunner, però qui voglio riportarti brevemente una sua affermazione: secondo lui il TMB non conviene perché, pur costando meno nel breve termine, nel lungo termine costa di più, in quanto bisogna tenere sotto controllo per centinaia di anni - e questo costa - le discariche nelle quali si va a gettare il residuo.

Quanto sei d'accordo con quest'affermazione?

La prima obiezione che mi viene in mente è: ma se quello che esce fuori dal TMB è inerte, perché mai dovrei tenerlo sotto controllo?

La seconda è: e le discariche per le ceneri degli inceneritori?

Un'altra cosa che ha detto è che riciclare la plastica non conviene, in quanto il modo più efficiente di recuperare il cadmio che contiene è attraverso i filtri degli inceneritori, e non si può neanche interrare perché col tempo rilascia gli ftalati che contiene, che sono ormono-simili e che quindi andrebbero ad avere effetti nefasti sul ciclo alimentare.

Di nuovo, quanto sei d'accordo con tale affermazione?

Cercherò di recuperare l'intero video della conferenza.

Fabio
utente anonimo
#2  18 Gennaio 2008 - 11:04
 
Per dirla in linguaggio corrente queste affermazioni del prof Brunner, se sono state effettivamente dette nei termini che riporti ( non ne dubito, ma a volte si ragiona su sfumature di linguaggio) sono delle emerite puttanate. Pensavo a riguardo di scrivere una lettera aperta a Brunner non appena avrò potuto sentire la registrazione del suo intervento.
Saluti da Genova
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  18 Gennaio 2008 - 11:05
 
Attenzione ai facili proclami delle amministrazioni.

A cesena ci stanno spergiurando di voler introdurre il modello "porta a porta", poi andando a scavare nella proposta salta fuori che la sperimentazione è in "affiancamento" al sistema tradizionale, senza togliere i cassonetti stradali, snaturando così l'iniziativa che diventa un mero spot pubblicitario per l'amministrazione (tanto finanzia la regione per l'avviamento).

Vigilare sempre, mai fidarsi troppo..
Paolo - MIZ Cesena
utente anonimo
#4  18 Gennaio 2008 - 14:29
 
Purtroppo è tutto vero, Federico.

Cose sensate le ha dette, comunque: che incenerire non serve a produrre energia, serve solo a smaltire i rifiuti. La qual cosa ha lasciato sbigottiti gli pseudo-giornalisti, ma nessun giornale la riporta.

A breve dovrebbe essere inserito online il video girato da un ragazzo del meetup di Napoli.

Fabio
utente anonimo
#5  19 Gennaio 2008 - 15:57
 
Caro Paolo
A Genova non corriamo il rischio di Cesena. Il progetto di Genova nasce su nostro suggerimento e con il nostro stretto controllo.
Il sistema di Cesena che affianca i cassonetti convenzionali ad un pò di raccolta volotaria a domicilio è un sicuro fallimento.
Anche a Genova, qualche anno fa, è andata così con le conclusioni della azienda che la raccolta differenziata spinta non si può fare.
Comunque grazie per l'avvertimento
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46