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giovedì 24 settembre 2026

Qualità dell’aria: non solo divieto di circolazione agli Euro 6. La tutela della salute di 550.000 genovesi merita scelte razionali e “coraggiose” .


Stima delle concentrazioni di polveri sottili e biossido di azoto a Genova (2021). 
Progetto SALPIAM

La narrativa che, a Genova, accompagna i continui rinvii del blocco dei diesel Euro 5 e dell’elettrificazione delle banchine portuali si fonda su un equivoco: che i miglioramenti marginali della qualità dell’aria che si registrano in alcune centraline ARPAL presenti in città, siano sufficienti a giustificare l’inerzia per realizzare interventi strutturali risolutivi della pessima qualità dell’aria che i genovesi continuano a respirare loro malgrado.

 I numeri e la conoscenza delle relazioni tra qualità dell’aria e salute dei genovesi dicono altro.

1. Il quadro sanitario: un’emergenza diffusa, non localizzata

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (aggiornate nel 2021) fissano per il biossido di azoto (NO₂) un limite annuale di 10 µg/m³  (microgrammi per metro cubo d’aria) e un limite giornaliero di 25 µg/m³ da non superare più di 4 volte l’anno. A Genova, questi valori sono sistematicamente disattesi.

E’anche disatteso il limite giornaliero, con valore normativo, fissato dalla Direttiva UE 2024/2881 e recepita dal governo italiano nell’agosto 2026, di 50 microgrammi/mc di NO₂.

Secondo i dati ARPAL, nei primi otto mesi del 2026, si sono registrati 66 superamenti della soglia giornaliera di 50 µg/m³ in Corso Europa, 57 in Via Buozzi e 39 in Corso Gastaldi.

In questi tre siti di traffico, il limite di 18 giorni all’anno  con concentrazione maggiore di 50 µg/m³, previsto dalla nuova Direttiva UE 2024/2881 è stato polverizzato già in agosto. 

Le medie annuali mobili (la media di 365 giorni consecutivi) al 24 settembre 2026 confermano la cronicità del problema: Corso Europa e Via Buozzi viaggiano rispettivamente a 39 µg/m³ e 43 µg/m³, ben oltre il limite europeo di 20 µg/m³ previsto per il 2030. 

E la concentrazione media “annuale” di NO2 su tutta la città, calcolata in base alle medie mobili registrate dalle dieci stazioni ARPAL attive a Genova,  si attesta intorno ai 27 µg/m³, quasi tre volte il valore sanitario raccomandato dall’OMS di 10 µg/m³.

E in base ai risultati della ricerca SALPIAM, che ha stimato gli effetti sanitari dovuti all’inquinamento dell’aria presente nel 2021 in cinque città portuali italiane, il mancato rispetto del limite sanitario OMS può essere la causa di 600 decessi all’anno nella popolazione genovese. 

Decessi evitabili se la concentrazione media genovese di biossido di azoto fosse a 10 µg/m³. 


2. I diesel Euro 5: una concausa significativa, non l’unica

Nella provincia di Genova circolano 33.705 autovetture diesel Euro 5 e 5B, secondo i dati ACI al 31 dicembre 2025 – il numero più alto in Liguria. Nel solo territorio comunale, le limitazioni riguarderebbero circa 25.000 veicoli. Questi mezzi, in condizioni di guida reale, emettono quantità di ossidi di azoto (NOx), tra i quali NO₂ , da 2 a 5 volte superiori ai limiti di omologazione, contribuendo in modo significativo alle concentrazioni urbane di questi inquinanti.

Tuttavia, sarebbe errato attribuire a loro la totalità del problema. Le emissioni portuali – fumi delle navi in sosta, con i generatori di corrente elettrica sempre accesi  – contribuiscono per circa il 20% all’NO₂ nelle aree limitrofe al porto e il riscaldamento civile gioca un ruolo non trascurabile nei mesi invernali.

 La conformazione orografica della città, che intrappola gli inquinanti in un catino naturale, amplifica ogni fonte emissiva in particolare nella stagione estiva, con le normali brezze diurne che provenienti dal mare, passano sul porto e i suoi moli, con traghetti e navi da crociera, attraccati per diverse ore, in media dieci ore.

3. Il porto: infrastruttura pronta, burocrazia bloccata

L’elettrificazione delle banchine (cold ironing) è la misura più efficace per abbattere le emissioni navali. L’infrastruttura presso la Stazione Marittima, a servizio delle navi da crociera,  è praticamente completata – fondazioni, cabine elettriche e trasformatori per 60 MW – ma l’entrata in funzione operativa continua a slittare.

Per le crociere, i primi test erano attesi entro marzo 2026; ora si parla dell’estate 2027. Per i traghetti – la tipologia di nave che genera più emissioni nel capoluogo ligure – l’allacciamento è stato rimandato almeno al 2028. Per le navi container, si parla addirittura del 2030.

Le cause di questi ritardi sono note: ritardo del Governo nel bando di gara per il gestore del servizio, definizione tardiva delle linee guida ministeriali, e un progetto PNRR che la Corte dei Conti ha definito “non coerente con le tempistiche” previste. Solo un intervento ministeriale dell’aprile 2026 ha evitato la perdita dei 32 milioni di euro stanziati, ma il completamento dell’intero progetto non sarà possibile prima del 2028.


4. Gli obblighi europei e la condanna dell’Italia

La scelta di limitare la circolazione dei diesel Euro 5 non nasce da un’iniziativa locale, ma da un obbligo europeo che l’Italia ha recepito con il Decreto Legge 121/2023, varato in risposta a due sentenze della Corte di Giustizia UE (2020 e 2022) che hanno condannato il nostro Paese per il sistematico e persistente superamento dei valori limite di NO₂. La sentenza del 12 maggio 2022 (causa C-573/19) cita esplicitamente l’agglomerato di Genova (IT0711) tra le zone in cui l’Italia ha violato la direttiva 2008/50/CE dal 2010 al 2018.

Il regolamento AFIR (2023/1804) e il pacchetto FuelEU Maritime impongono che, entro il 2030, tutti i grandi porti e le navi sopra le 5.000 tonnellate utilizzino tassativamente l’energia elettrica da terra durante lo stazionamento. Il ritardo genovese non è quindi solo un problema di qualità dell’aria locale: è un rischio di non conformità agli obblighi europei, con possibili sanzioni.


5. I rinvii e le misure compensative: un bilancio deludente

Il blocco dei diesel Euro 5 a Genova è stato rinviato dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026, con la possibilità per il Comune di adottare misure compensative in alternativa all’ordinanza. Il pacchetto di compensazioni allo studio comprende il progressivo rinnovo del trasporto pubblico con bus elettrici e il progetto dei quattro assi di forza – filobus da 18 metri con tecnologia In Motion Charging – che vedrà operativi 139 mezzi tra filobus e bus elettrici, anche lungo via Buozzi.

Queste misure sono positive, ma la loro efficacia non è ancora stata verificata. La stessa Regione Liguria ha subordinato il differimento alla condizione che “i dati del monitoraggio mostrano un costante miglioramento” della qualità dell’aria . Il punto è che il miglioramento registrato – Corso Europa sceso a 39 µg/m³ di media mobile annuale è stato surclassato dai 43 µg/m³  di via Buozzi che ci fanno rientrare in infrazione. 

E in via Buozzi oltre al suo traffico e quello della sopraelevata, pesano anche le ricadute delle emissioni dei tre-quattro traghetti ormeggiati a poche centinaia di metri sopravvento alla centralina ARPAL di via Buozzi, a pochi passi dalla fermata della Metropolitana .


Conclusione: la scienza non ammette rinvii

I dati ARPAL, le linee guida OMS, le sentenze della Corte di Giustizia UE e il regolamento AFIR convergono su una conclusione inequivocabile: Genova ha un problema strutturale di NO₂ che richiede azioni immediate e integrate. I diesel Euro 5 sono una concausa significativa; il porto è una fonte rilevante; il riscaldamento civile contribuisce. Nessuna di queste fonti può essere ignorata.

I rinvii del blocco auto e i ritardi del cold ironing, pur avendo cause diverse, producono lo stesso effetto: mantenere alta l’esposizione della popolazione a un inquinante classificato come cancerogeno certo per l’uomo. Come chimico ambientale, non posso che ribadire che la scienza non ammette rinvii quando è in gioco la salute pubblica. Le misure compensative devono essere verificate con rigore, non invocate come alibi per l’inerzia.

La domanda non è se Genova possa permettersi di bloccare i diesel Euro 5. La domanda è se possa permettersi di non farlo.


sabato 18 gennaio 2025

Si respira meglio a San Teodoro (via Bari) o nella spianata dell' Acquasola?

 

Figura 1. Concentrazione oraria (19:00-20:00) di biossido di azoto il 12 agosto 2024
 nelle stazioni di monitoraggio ARPAL, in rosso via Bari, in blu spianata Castelletto.


La Figura 1 mostra la localizzazione del sito di monitoraggio ARPAL in via Bari (cerchio  rosso) e sulla spianata dell' Acquasola (cerchio blu).

La stazione di monitoraggio di via Bari si trova sulla collina di San Teodoro all'altezza della terza fermata della cremagliera di Granarolo, con ampia vista sul sottostante porto; la spianata dell' Acquasola, che ospita un piccolo parco urbano alberato, si sviluppa su un ripiano rialzato di una ventina di metri rispetto alla sottostante via XX settembre e piazza Corvetto.

I numeri riportati nella Figura 1 corrispondono alla concentrazione  media oraria di biossido di azoto, espressa come  microgrammi per metro cubo d'aria (microgrammi/mc), misurata contemporaneamente in questi due siti  di nostro maggiore interesse e negli altri due presenti nella mappa (via Buozzi e Belvedere Don Ga), dalle 19:00 alle 20:00, del 12 agosto 2024.

E' evidente la marcata differenza delle concentrazioni di biossido di azoto nei due siti, su cui abbiamo puntato la nostra attenzione: via Bari, a 89 microgrammi /mc e spianata Acquasola a 9 microgrammi/mc.

Siti che la stessa ARPAL, in alcuni suoi documenti, classifica come finalizzati al controllo del "fondo urbano", ossia dell'inquinamento che si registra in tutte le aree urbanizzate della città, lontane da grandi flussi di traffico e dovuto a fonti emissive diffuse o poste a distanza, come emissioni veicoli, impianti di riscaldamento, incendi boschivi…

Anche il sito Belvedere Don Ga è classificato come "fondo urbano", ma anche qui la concentrazione oraria di biossido di azoto (37 microgrammi /mc) è quattro volte superiore a quella che si registra contemporaneamente sulla spianata Acquasola.

Come mostra la Figura 1, la più alta concentrazione oraria (75 microgrammi/mc) si è registrata in via Buozzi, sito correttamente classificato "traffico urbano" in quanto la centralina è posta a terra, a qualche metro di distanza dagli intensi flussi di traffico di questa via a quattro corsie.

L'istantanea della qualità dell'aria, mostrata nella Figura 1, è stata scattata un'ora prima della partenza di sei traghetti, ancora attraccati alle banchine , ma tutti con i motori accesi, per garantirne l'adeguato riscaldamento al momento del distacco degli ormeggi.

Durante questo giorno, dalle 07:30 del mattino, fino alle 21:00 della sera, l'anemometro ARPAL del Porto Antico registra la consueta brezza marina estiva, proveniente dal quadrante sud, dal mare verso la collina, carica dei fumi prodotti dal porto, in particolare dalle navi.

Pertanto,  per otto ore e mezza, il quartiere di San Teodoro e il sito ARPAL di via Bari sono stati interessati dalle ricadute al suolo delle emissioni portuali, con il loro massimo impatto verso le ore 13:00 quando,  in via Bari, si è registrata la massima concentrazione oraria del giorno: 138 microgrammi/mc di biossido di azoto.

Concentrazione superiore a quella misurata contemporaneamente in via Buozzi: 124 microgrammi/mc.

Le due figure che seguono ci raccontano come, durante i 365 giorni trascorsi dal 20 agosto 2023 al 20 agosto 2024, sono cambiate le concentrazioni giornaliere di biossido di azoto in via Bari (in blu) e in spianata Acquasola (in rosso).



Figura 2. Via Bari, andamento delle concentrazioni giornaliere di biossido di azoto, dal 20/08/2023 al 20/08/2024. Le due righe tratteggiate corrispondono al limite giornaliero UE di 50 microgrammi/mc e al limite giornaliero OMS 2021 di 25 microgrammi/mc.




Figura 3. Spianata Castelletto, andamento concentrazioni giornaliere di biossido di azoto dal 20/08/23 al 20/08/24



Figura 4. Sovrapposizione delle concentrazioni giornaliere di biossido di azoto campionate in via Bari (blu) e in spianata Castelletto (rosso).


la Figura 4, in cui sono state messe insieme le misure fatte contemporaneamente in via Bari e in spianata Acquasola, evidenzia come, per tutto il periodo esaminato,tranne nei mesi invernali, in via Bari le concentrazioni giornaliere di biossido di azoto siano maggiori di quelle contemporaneamente campionate in spianata Acquasola.

Un'altra importante differenza è che in spianata Acquasola non si sono registrate mai concentrazioni giornaliere maggiori di 50 microgrammi/mc, limite UE.


                               Numero di superamenti “annuali" del limite giornaliero UE
  • via Bari.                                                     20 
  • spianata Acquasola.                                    0

Quindi in spianata Acquasola  è stato sempre rispettato il limite giornalieri UE.

Al contrario di quanto emerso nel sito di via Bari dove, specialmente nei mesi estivi con maggiore presenza di  venti da Sud, il limite giornaliero UE e’ stato superato per 20 volte.

Per quanto riguarda il limite giornaliero OMS di 25 microgrammi/mc 

                               Numero di superamenti “annuali" del limite giornaliero OMS
  • via Bari.                                                     115 
  • spianata Acquasola.                                    35

I superamenti giornalieri registrati all’Acquasola, in prevalenza in inverno, sono attribuibili alle emissioni di biossido di azoto da impianti di riscaldamento attivi in centro città di cui, molti, sono ancora alimentati con gasolio.

Ovviamente, la media di 365 giorni di misure, risulta statisticamente maggiore in via Bari, con un valore superiore al limite annuale UE di 20 microgrammi/mc.


                                                      Media "annuale" biossido di azoto
                                                           (microgrammi/metro cubo)
  • via Bari                                          23,0
  • spianata Acquasola                        14,4

In conclusione, nel corso dei 335 giorni presi in esame, la qualità dell'aria è risultata mediamente migliore in spianata Acquasola. con il pieno rispetto dei nuovi limiti giornalieri e annuali approvati dal Consiglio Europeo nel 2024.

Gli 8,6 microgrammi/mc in più, trovati nella media annuale di via Bari, rispetto a quella di spianata Castelletto, sono da attribuire alle emissioni navali che, solo marginalmente,  coinvolgono il sito di  spianata Castelletto.

Quindi, questo confronto tra due siti urbani vicini, ma con diverso orientamento rispetto alla direzione dei venti di mare, conferma l’importante ruolo delle emissioni portuali nel degrado della qualità dell’aria del quartiere di San Teodoro, ai quali in modo mirato occorre porre rimedio. 








lunedì 13 gennaio 2025

A San Teodoro, tra 2023 e 2024, superati i nuovi limiti giornalieri e annuali del biossido di azot

Figura. Andamento delle concentrazioni giornaliere di NO2, misurate in via Bari, dal 20/08/23 al 20/08/24  

Quale e’ stata la qualità dell’aria in via Bari, nel quartiere genovese di San Teodoro, dal 20 agosto 2023 al 20 agosto 2024?

Il primo rapporto ARPAL sulla qualità dell’aria in Liguria, in base ai dati registrati  dalla sua rete di stazioni di monitoraggio, durante il 2024, nulla dice a riguardo, anche se, per circa otto mesi del 2024, una sua centralina ha effettuato misure in via Bari, sulla collina di San Teodoro.

https://www.arpal.liguria.it/home-page/notizie-tematiche/item/bilancio-aria-2024-in-liguria.html

In questo post, si supplisce a questa carenza, con la Figura allegata che mostra l’andamento, per tutti i 365 giorni del periodo indicato, della media giornaliera di biossido di azoto, registrata nel sito ARPAL di via Bari, disattivata  il 21 agosto 2024, causa esposto di abitanti della via, per l’eccessivo rumore delle apparecchiature.

Ad oggi, la centralina ARPAL non e’ ancora stata riattivata.

A questa mancanza di dati abbiamo supplito, come si usa fare per valutare la tendenza della media annuale prima del 31 dicembre, calcolando la media mobile annuale al 20 agosto 2024. 

In questo modo, come richiede la normativa, si tiene comunque conto di tutte le variabili stagionali che influenzano la diffusione degli inquinanti e la loro concentrazione al suolo.

Nella Figura, le due linee tratteggiate corrispondono a:

- limite giornaliero OMS di 25 microgrammi per metro cubo (ug/mc)

- limite giornaliero UE (Direttiva 2024/2881/CE) di 50 ug/mc

Come si vede, nel periodo studiato, il limite giornaliero UE, che avrà valore legale  a partire dal 2030 (https://www.epicentro.iss.it/ambiente/direttiva-ue-qualita-aria-2024 ) e’ stato superato venti volte.

E per ben centoquindici volte e’ stato superato il limite giornaliero OMS di 25 ug/mc, che non prevede un numero massimo di superamenti nell’arco dell’anno..

Pertanto, nell’intervallo di 365 giorni considerato, risulta che in via Bari non e’ stato rispettato il nuovo limite giornaliero UE che prevede, al massimo, diciotto superamenti giornalieri, nell’arco di 365 giorni! 

Inoltre, la concentrazione media annuale di biossido di azoto, misurata nei 365 giorni, dal 20 agosto 2023 al 20 agosto 2024, è stata pari a 23 ug/mc, quindi superiore al limite annuale UE 2030, fissato a 20 ug/mc.

Pertanto  non sono stati rispettati entrambi i limiti del biossido di azoto: 

- per esposizioni croniche (media annuale) 

- per esposizione acuta (media giornaliera) 

E se, solo nel 2030, l’Italia, a fronte di queste stime, sarebbe stata accusata formalmente di non aver rispettato i limiti giornalieri e annuali previsti dalla Direttiva 2024 sulla qualità dell’aria, nel 2023-24, l’accertata ”mal’aria” di San Teodoro e, in particolare i superamenti giornalieri di 50 ug/mc, hanno, certamente, causato problemi gravi alla salute della popolazione fragile, sotto attacco dei fumi portuali, come previsto dagli studi epidemiologici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno convinto l’Unione Europea a ridurre i precedenti limiti.

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario/biossido-di-azoto

Danni alla salute pubblica che non si può continuare ad ignorare e che bisogna, con urgenza, evidenziare e quantificare, con una adeguata indagine epidemiologica come richiesto dalla Rete delle Associazioni San Teodoro.

Forse, solo dopo aver compreso il pesante prezzo che i cittadini esposti ai fumi portuali stanno pagando, la politica locale e nazionale attiverà i provvedimenti che sappiamo, da tempo, possono azzerare “fumi” e danni: elettrificazione banchine, incentivi al costo della elettricità alle banchine, rinnovo flotta traghetti, incentivi al cambio di combustibili, corretta manutenzione e gestione dei motori, tariffe portuali più convenienti per le navi "green".

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lunedì 9 dicembre 2024

Biossido di azoto nei fumi navali: concentrazione giornaliera nei siti di fondo urbano, da San Teodoro a Quarto. 4)

Distribuzione delle concentrazioni giornaliere di NO2 nei quattro siti di "fondo urbano" genovesi: San Teodoro, C.so Firenze, Spianata Acquasola, Quarto.



Figura 1. Distribuzione delle concentrazioni giornaliere di biossido di azoto nel 2023, presso quattro siti ARPAL di Genova, classificati come "fondo urbano"

 La Figura 1 è una rappresentazione grafica più dettagliata di quella presente nel post in cui abbiamo riportato la concentrazione media giornaliera e la deviazione standard di NO2, registrate nel 2023, negli stessi siti.

In questa figura sono stati usati grafici definiti "baffi e scatola".

Nell' altezza di ogni "scatola" è distribuito il 50 % delle misure giornaliere effettuate, in ciascun sito, nel corso dell'intero anno. 

In questo caso, le misure effettuate a San Teodoro si differenziano da quelle effettuate negli altri siti, in quanto l'altezza della sua "scatola" è maggiore di quella degli altri tre siti, la cui altezza è simile.

Questo significa che, a San Teodoro, la variazione delle misure giornaliere di NO2 è maggiore e, in questo sito, le misure sono più variabili di quelle che si registrano, contemporaneamente, in c.so Firenze, Spianata Acquasola, Quarto.

La linea orizzontale, all'interno delle "scatole", corrisponde alla concentrazione media di tutte le 365 misure giornaliere. 

Il confronto tra i quattro siti conferma, come abbiamo già visto,  che a San Teodoro la concentrazione media è più alta e che la concentrazione media di NO2 decresce man mano che ci si allontana dalla zona portuale.

Nei quattro siti, le medie annuali (2023) di NO2, espressi come microgrammi per metro cubo (ug/mc), sono stati: San Teodoro 22,4 - corso Firenze 18,3 - Acquasola 15 - Quarto 12,4.

Da notare che la media annuale di San Teodoro (22,4 ug/mc) non rispetta il  nuovo limite annuale UE fissato a 20 ug/mc, rispetto al limite legale attualmente in vigore di 40 ug/mc.

Le estremità dei "baffi", individuati da un segmento orizzontale, corrispondono alla concentrazione giornaliera minima e massima

Mentre le concentrazioni minime sono sostanzialmente simili in tutti in siti, ancora una volta San Teodoro si distingue, in quanto registra il valore massimo più alto (50 ug/mc) , valore che cala progressivamente negli altri tre siti.

Dopo il segmento orizzontale che corrisponde al valore massimo, si trovano singoli punti, a concentrazione crescente. Queste misure giornaliere corrispondono a valori anomali (in inglese definitivi "outlier").

Gli "outlier" sono eventi più o meno rari, di concentrazione maggiore del valore definito "massimo", che non fanno parte di una "normale" distribuzione di misure, ripetute nell tempo, sullo stesso oggetto; in questo caso, la concentrazione giornaliera di NO2 che, a parità di emissioni, ci si aspetta possa variare in base alle diverse condizioni meteo climatiche, attese nel corso dell'anno,  più o meno favorevoli alla loro dispersione.

Da notare come a San Teodoro tutti gli "outlier" siano medie giornaliere superiori a 50 microgrammi per metro cubo, il nuovo limite giornaliero  fissato dalla Unione Europea (UE) nel 2024 e che avrà valore legale a partire dal 2030.

Questi superamenti sono 15 a San Teodoro e 4 in corso Firenze. Nessun superamento di 50 ug/mc si è registrato nella Spianata di Acquasola e a Quarto.

Questa situazione, segnala che a San Teodoro esistono condizioni particolari, meno frequenti negli altri siti, che peggiorano la qualità dell'aria.

Ancora una volta, anche questo parametro, numero e valore degli "outlier", segnala come a San Teodoro si trovino più indizi  che lo fanno classificare come sito con alto inquinamento da biossido di azoto, con elevata probabilità di mancato rispetto dei limiti giornalieri per  NO2, previsti della normativa Europea: 50 ug/mc, da non superare più di 18 volte nell'arco di un anno.

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mercoledì 4 dicembre 2024

Biossido di azoto nei fumi delle navi ormeggiate a Genova e in città 3)

 Concentrazione di biossido di azoto a Genova.

Fin dal 2007, quando la rete di monitoraggio della qualità dell'aria di Genova, conforme alla normativa europea, è stata completata, è emerso il mancato rispetto dei limiti di legge per il biossido di azoto, in particolare lungo le strade più trafficate di Genova (via Buozzi e corso Europa), dove la concentrazione media annuale era, e continua essere, superiore al 40 microgrammi per metro cubo (ug/m3).

Nonostante che, fin dalla pubblicazione del primo inventario delle emissioni presenti nel comune di Genova, redatto nel 2005, fosse evidente che la maggiore quantità di biossido di azoto provenisse dalle attività portuali, seguito a distanza da quello prodotto dal traffico, fu solo nel 2021 che, su sollecitazione del Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest,  ARPAL, l'Agenzia Regionale per laProitezione  dell'Ambiente Ligure, con una stazione mobile, posta in largo San Francesco da Paola, iniziò ad effettuare misure orarie di biossido di azoto, in una zona certamente interessata dalle emissioni portuali, in particolare dai  traghetti e dalle navi da crociera che attraccano ai moli del "Porto Antico".


Figura 1: nel cerchio rosso la localizzazione della stazione mobile ARPAL
in largo San Francesco da Paola




Nella Figura1, l'immagine satellitare mostra la localizzazione della prima stazione di monitoraggio usata per misurare la concentrazioni di inquinanti nel quartiere di San Teodoro.

Questo sito, come si può vedere, si trova di fronte ai moli che ospitano traghetti e navi da crociera, a 35 metri sul livello del mare e, in linea d'aria, a 400 metri di distanza dalla mezzeria di via Buozzi, a 450 metri da quella della Sopraelevata, strade di attraversamento della città  e a circa 700 metri di distanza dai fumaioli  delle navi che attraccano più vicino a questo sito.

Come le normative europee prevedono, questo sito, come tutti i siti di campionamento, deve essere classificato, in base alle sue caratteristiche e in particolare in base alle fonti di inquinamento che vi impattano in modo prevalente.

A tal riguardo, in base ai documenti ARPAL, sembra che l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente non abbia avuto le idee molto chiare in quanto, a seconda del documento consultato,  si ritrovano le seguenti classificazioni per il sito di l.go San Francesco da Paola: urbano, fondo urbano, fondo industriale.

A nostro avviso, se non ci fosse il porto vicino, largo San Francesco da Paola e il vicino sito di via Bari (bandierina, nella Figura 1), successivamente scelto per misurare l'inquinamento portuale, avrebbero entrambi  tutte le caratteristiche di "fondo urbano", in quanto molto distanti, sia in linea d' aria che in altezza, da elevati flussi di traffico. 

Quindi, se non ci fossero i fumi delle navi, entrambe le centraline messe in funzione nel quartiere di San Teodoro sarebbero classificate "fondo urbano", come quelle di Belvedere Don Ga, a fianco di corso Firenze, di spianata Acquasola, nei pressi di piazza Corvetto e di Genova Quarto, nel giardino di Largo Cattanei 3, presso gli uffici della citta Metropolitana, tutte mostrate nelle seguenti Figure 2, 3, 4.



Figura 2:  Localizzazione siti ARPAL. Da sinistra: via Buozzi, via Bari, Belvedere Don Ga.



Figura 3. Localizzazione siti ARPAL. Spianata Acquasola


Figura 4. Localizzazione siti ARPAL. Largo Cattanei, Quarto

Nella Figura 2 sono localizzati i tre siti ARPAL che controllano l'inquinamento nel quartiere di San Teodoro: a destra il "sito da traffico" di via Buozzi, a pochi metri di distanza da questa via ad alta densità di traffico e a sei corsie, in alto il sito di "fondo urbano" di via Bari, a destra il sito di "fondo urbano" di Belvedere Don Ga, a 105 metri s.l.m, con vista sulla citta e il porto. 

Nella Figura 3 la localizzazione della centralina di "fondo urbano" di spianata Castelletto, posta in fondo alla spianata alberata,  a 350 metri di distanza da piazza Corvetto e a 200 metri da via XX Settembre, entrambe località molto trafficate.

Nella Figura 4, la localizzazione della centralina posta nei giardini di largo Cattanei a Quarto, a 150 metri di distanza da Corso Europa, una delle vie piu trafficate di Genova.

La Figura 5 mostra quale sia stata la concentrazione media annuale di biossido di azoto misurata contemporaneamente, nel corso del 2023, in tutti questi quattro siti, classificati propriamente e impropriamente "fondo urbano".

Figura 5. Concentrazione media annuale (2023) e deviazione standard  del biossido di azoto campionato nei siti di "fondo urbano" di Genova.


Nella Figura 4, l'altezza di ciascuna colonna è proporzionale alla concentrazione media di NO2  riscontrata in ciascuno dei siti, nel corso del 2023.

Si vede che il valore più elevato di biossido di azoto (22,4 microgrammi per metro cubo) è stato registrato proprio a San Teodoro (largo San Francesco dia Paola).

Le concentrazioni medie annuali scendono man mano che ci si allontana dalle banchine del porto, e a Quarto, dove certamente non arrivano i "fumi" del porto, la concentrazione media è solo di 12,4 microgrammi per metro cubo, l'attuale "fondo urbano" attribuibile alla dispersione degli inquinanti da traffico e, d'inverno, da quelli degli impianti di  riscaldamento a metano e che accomuna tutte le zone della città, distanti un centinaio di metri da strade ad alta percorrenza e da autostrade.

I 10 microgrammi in più che si trovano a San Teodoro, sono lo specifico contributo portuale di biossido di azoto alla contaminazione dell'aria di questo quartiere e degli altri quartieri con vista porto.

Un contributo, evitabile, con effetto non trascurabile sulla salute della popolazione esposta alle emissioni portuali.

La differenza (10 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo di aria inalata) è tale da giustificare la corretta classificazione dei siti San Francesco da Paola e via Bari: "fondo industriale" o più correttamente, "fondo portuale".

Sono  argomento che svilupperemo nei prossimi post.

Seguiteci.

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