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lunedì 11 giugno 2012

Incidenti eolici

Una pala eolica collassata non è un bel vedere, ricorda molto un uccello ucciso e caduto a terra.
Se ne parla poco, ma anche le grandi pale eoliche possono subire gravi incidenti e diversi incidenti, più o meno gravi sono già avvenuti. E quando viene giù una torre eolica alta più di cento metri deve fare proprio un bel botto.
Per quanto ne so al momento non sembra che questi incidenti abbiamo provocato vittime umane.
Obbiettivamente incidenti di questo tipo, pur gravi,  non hanno  sull'ambiente e la salute umana, tutte le conseguenze, nel breve e lungo termine,  di incidenti che hanno coinvolto centrali nucleari, miniere di carbone  o pozzi petroliferi.
Tuttavia, anche per le rinnovabili vale il criterio che è necessario dare priorità alla prevenzione.
Ad esempio, la pala eolica dell'immagine che segue, ha preso fuoco durante una forte tempesta che ha colpito le coste scozzesi. Probabilmente il sistema automatico che, in caso di forte vento, mette in "bandiera" le pale e ne blocca la rotazione non ha funzionato e il motore si è surriscaldato. Il lancio di rottami incandescenti non deve aver fatto piacere ai vicini che certamente hanno chiamato i pompieri anche se le pecore al pascolo che si intravedono in basso a destra, sotto le pale, non sembrano essersi accorte di nulla.
E' una lezione che occorre studiare bene , per evitare che casi simili si ripetano.
E in linea di massima mi sento di affermare che il "gigantismo" giustificato solo da conti economici non è una scelta obbigata e sicuramente è una scelta che non può essere intrisecamente sicura.
A naso, impianti eolici ad asse verticale dovrebbero essere più sicuri, in quanto con minori sollecitazioni meccaniche rispetto a quelli ad asse orizzontale con il motore in cima alla torre e questo loro pregio dovrebbe controbilanciare il "difetto" di una minore efficenza nella conversione del vento in energia elettrica.

Insomma anche le fonti di energia rinnovabile possono essere pericolose, specialmente se sono realizzate ed utilizzate secondo un'ottica di sfruttamento capitalistico delle risorse, poco attenta agli interessi collettivi.