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lunedì 13 agosto 2012

Informazioni da Taranto. Quello che nessuno dice.

Nessuno parla dei motivi, scritti nero su bianco, per cui i GIP Todisco ha ordinato la chiusura degli impianti inquinanti del'ILVA di Taranto. Leggendoli, avrete un'idea più chiara di quello che sta succedendo e in quali mani ci siamo messi!
 

IL PROVVEDIMENTO - «Chi gestiva e gestisce l'ILVA ha continuato nell'attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza». Lo STOP alle acciaierie deve essere immediato «a doverosa tutela di beni di rango costituzionale» come la salute e la vita umana «che non ammettono contemperamenti, compromessi o compressioni di sorta».
Questo diceva la prima ordinanza del GIP Todisco.

Poi il Tribunale del Riesame - seconda ordinanza - ha dato la facoltà di uso degli impianti solo per metterli a norma. Ma qualcuno ha capito (maldestramente) che si potesse continuare a produrre,

La terza ordinanza (del GIP Todisco) ha chiarito che la facoltà d'uso è solo e soltanto per mettere a norma gli impianti e non anche per produrre. Ma questo divieto di produrre (e quindi di porre nuovamente in essere una situazione di pericolo) era chiaro anche nella seconda ordinanza.

Stupisce il "rumore" datto dalla terza ordinanza che non fa altro che ribadire la seconda con più chiarezza e fissare compiti precisi per chi è deputato a fermare la produzione (i costudi giudiziari).

Sapete cosa è successo in realtà? Che Vendola, Stefàno e Ferrante facevano finta di non capire la seconda ordinanza... e ci stavano prendendo in giro. Una scena pietosa quanto irritante. Ma possono prendere in giro i fessi, non certo i magistrati!