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sabato 11 agosto 2012

Finanza fai da te

Confesso che di finanza non ne capisco nulla. Pensavo che con i titoli di Borsa si potessero comprare quote di un azienda e guadagnarci qualche cosa se questa andava bene, ossia produceva beni e servizi che per la loro qualita' la gente era disposta a pagare.
Ma pare che non sia proprio così e il fatto che si possa guadagnare scommettendo sul fallimento di un Paese, a me sembra una stupida follia.
Dalle notizie che girano in rete sembra che non sia il solo a pensare che non può essere il "mercato" a decidere della mia vita, tanto meno la Banca.
Insomma, se ho un po' di soldi da parte chi mi impedisce di finanziare buone idee, specialmente  se queste buone idee sono di un parente o un caro amico e avere una giusta remunerazione dei miei risparmi?
E se il prestito fosse dato al mio Comune per un'iniziativa utile a tutti? Che so? Inserire pannelli fotovoltaici su tutti i tetti di edifici pubblici e sostituire le lampade votive del nostro cimitero con  lumini a Led?


Ed ecco, a seguire,  come si potrebbe fare e, a quanto pare, si fa. http://crisis.blogosfere.it/2012/08/economia-reale-ora-i-soldi-degli-italiani-bypassano-le-banche.html

Novità: i risparmiatori italiani tolgono i soldi dalle banche, e li  
riversano nelle piccole aziende di amici e parenti. E le banche? Per  
niente contente.

Sembra che i soldi degli italiani stiano bypassando gli istituti bancari.  
I risparmiatori tolgono i loro risparmi dagli investimenti tradizionali  
-mercato borsistico, immobili, o bond di qualsiasi Paese- e... li prestano  
direttamente alle aziende italiane in difficoltà. 

Funziona così: l'amico con la piccola impresa o il laboratorio artigiano  
si lamenta delle difficoltà ad ottenere fiducia dalla banca, anche se la  
sua azienda è produttiva e ha ordinativi. L'amico col gruzzoletto da  
parte, che non sa più dove diamine investire i suoi soldi, si convince  
della bontà delle argomentazioni e si offre di intervenire al posto della  
banca.

Siccome è vietata ai privati l'attività finanziaria, i due si recano dal  
notaio ed il primo cede al secondo una piccola quota dell'azienda, l'1 o  
il 2%, in cambio dell'investimento.

Attenzione: non si tratta di usurai o mafiosi che cercano di impadronirsi  
delle aziende, ma a quel che mi dicono di accordi onesti fatti tra  
parenti, amici e conoscenti. Entrambe le parti hanno da guadagnare: le  
aziende ricevono l'agognato denaro liquido, e i risparmiatori rischiano  
volentieri per un'attività "concreta", invece che in fumose e oggi ancora  
più rischiose operazioni finanziarie. La scarsa simpatia (eufemismo) di  
tutti verso le banche contribuisce a convincerli.

Sembra che la cosa si stia diffondendo a macchia d'olio. Enormi quantità  
di denaro, frutto degli ancora consistenti risparmi degli italiani, si  
stanno riversando nelle piccole imprese di amici e parenti senza che le  
banche siano minimamente coinvolte: economia reale che aiuta economia  
reale.

L'insider finanziario con cui ho parlato, era invece per niente contento  
della piega che sta prendendo la faccenda.