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sabato 27 ottobre 2012

Quanto ci costa produrre acciaio in mezzo alle case?


Dopo il Convegno "GENOVA chiama TARANTO", organizzato da Legambiente, su consiglio del vice Sindado Stefano Bernini, ho scritto questa lettera, dove propongo un grande studio nazionale che finalmente, senza dubbi, quantifichi il costo economico di un modello di sviluppo incurante dell'inquinamento prodotto, in termini di salute perduta.

Al vice Sindaco di Genova

Caro Bernini

come emerso dall'incontro di ieri "Genova chiama Taranto", organizzato da Legambiente, è ancora diffusa l'idea che il lavoro a tutti i costi possa essere contrapposto alla qualità dell'ambiente in cui vivono lavoratori e abitanti di aree industrializzate.

Questa pericolosa contrapposizione è possibile anche perché non sono facilmente percepibili  e quantificabili i costi sanitari dell'inquinamento.

Genova Cornigliano , avendo ospitato per  una cinquantina d'anni, a poche decine di metri dalle case, un'acciaieria a ciclo integrato,  questi costi li ha già ampiamente sperimentati e pagati.

Tuttavia, con la chiusura della cokeria, da dieci anni Genova Cornigliano, e la città nel suo complesso, sta anche sperimentando una migliore qualità dell'aria; quindi, potrebbe documentare quanto questo miglioramento possa aver migliorato lo stato di salute dei genovesi (meno ricoveri ospedalieri, minore mortalità, maggiore aspettativa di vita sana)

A Genova esistono i dati e le competenze per fare questo complesso studio i cui risultati potrebbero essere di grande interesse scientifico.

Mi riferisco all'ex dipartimento di Epidemiologia Ambientale dell' IST con i suoi servizi di Epidemiologia, Chimica e Tossicologia Ambientale, ai Registi di Mortalità, Tumori, Mesotelioma, al Dipartimento Ambiente della Provincia di Genova, all'ARPAL.

Ritengo un'occasione irrinunciabile che il Comune di Genova si faccia promotore di una ricerca multidisciplinare, d'interesse nazionale, che valuti i costi ambientali e sanitari di un modello di sviluppo che ha ignorato il suo impatto ambientale e sanitario e ha scaricato questi extra costi sui bilanci pubblici.

Giudico opportuno che, con un gemellaggio tra i comuni di Genova e Taranto, lo studio sia esteso anche alla popolazione di Taranto, in particolare quella maggiormente coinvolta dalle emissioni delle acciaierie.

Le analogie tra Cornigliano e Tamburi sono rilevanti e uno studio congiunto potrebbe certamente ridurre l'incertezza statistica dei risultati, insita in questi studi.

A riguardo, le ricordo, che l'edificio e il terreno dell'IST sud sono di proprietà del Comune di Genova,  dati in comodato d'uso gratuito alla Direzione IST (oggi IST-San Martino), a condizione che qui si faccia ricerca sulla prevenzione dei tumori di origine professionale ed ambientale.

La realizzazione di questo grande studio, oltre ad onorare questo accordo, potrebbe rilanciare il ruolo di Genova come Centro Nazionale di Ricerca sulla Prevenzione Primaria dei Tumori.

Infine, mi permetto di suggerire che negli obiettivi dello studio debba essere inserito anche la realizzazione di un metodo di monitoraggio permanente, in  grado di stimare  l'andamento delle malattie dei genovesi, riconducibili ad esposizioni ambientali, anch'esse adeguatamente monitorate.

Questo monitoraggio, potrebbe essere il principale strumento da mettere a  disposizione dell'Osservatorio Salute-Ambiente, che la passata amministrazione ha deliberato e che la sua Giunta dovrebbe al più presto riattivare.

Certo del suo interessamento e a sua disposizione per eventuali approfondimenti

dr. Federico Valerio