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venerdì 5 ottobre 2012

A Taranto aumenta il consumo di farmaci antitumorali: procurato allarme? Procurato allarme o utile informazione sui consumi di farmaci a Taranto?


Cosa aveva detto di così grave la dottoressa  Moscogiuri, responsabile del Controllo spesa farmaceutica della ASL di Taranto, tanto da rischiare una sanzione disciplinare?

Questa è un’agenzia di stampa uscita qualche giorno fa che ne riporta il pensiero:

 Nel primo semestre del 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nella Asl di Taranto si e’ registrato un aumento di spesa pari a circa 1 milione di euro per farmaci antitumorali. Complessivamente si e’ avuto un incremento di spesa di circa 1,5 milioni di euro per i medicinali innovativi per la cura di varie patologie: tra questi, i farmaci anticancro incidono per circa il 60%. Sono i dati preliminari elaborati da Rossella Moscogiuri, responsabile controllo spesa farmaceutica dell’Asl tarantina. (AGI).
Come si può leggere, la dottoressa, nell'ambito delle proprie funzioni, ha descritto un fatto di cui lei e' certamente informata: nell'ASL di Taranto, le spese per i farmaci anticancro rappresentano la quota maggiore (60%) delle spese farmaceutiche e,  nel corso del primo semestre del 2012, questo costo e' aumentato.

A dir la verità dal comunicato non si capisce bene il valore dell'aumento, tuttavia, come potete notare, da questo comunicato non risulta che la dottoressa abbia ha affermato che i tumori a Taranto siano aumentati del 50%, come, nei giorni successivi, ha riportato la stampa nazionale.
Ma  in quale contesto la dottoressa ha rilasciato queste informazioni?
Anche qui, nell'ambito dei propri obblighi professionali (acquisizione dei crediti formativi per l'aggiornamento), in particolare durante il suo intervento nel Convegno nazionale  sulle spese sanitarie, tenutosi in Sardegna.
Invece di apprezzare la sua professionalità,  l'assessore  regionale alle politiche della salute, Ettore Attolini, si e' affrettato a minacciare pesanti sanzioni disciplinari per l'incauta dottoressa, quasi certamente  senza neanche aver verificato il contenuto della sua relazione, molto probabilmente male interpretato da qualche giornalista in cerca di scoop.

A sua volta, l'assessore ha dovuto ammettere che i ricoveri ospedalieri per tumori sono aumentati, ma solo del 10% (sic) e che la maggior parte dei ricoverati per tumore viene  da  fuori Taranto.

Se la maggior parte di questi malati venisse da Brindisi, città che ospita una delle più grandi centrali c a carbone d'Italia, se fossi l' assessore, comincerei a preoccuparmi.

Per chi segue questo Blog una notizia a latere: un ciclo di chemioterapia per un malato di tumore polmonare costa 50.000 euro e, in assenza di una diagnosi precoce, le aspettative di vita del paziente sono bassissime.

Non basterebbe questo dato per investire con decisione sulla prevenzione primaria, che a Taranto, a Brindisi e nel resto del Paese, significa, nell'ipotesi meno radicale, fare rispettare le leggi a tutela dell'ambiente e della salute umana, dentro e fuori alle fabbriche?