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mercoledì 31 ottobre 2012

La grande guerra del Clima

Sandy è appena passato su Santo Domingo
Il tornado Sandy, prima di impattare sugli Stati Uniti ha provocato morte e distruzione  ad Haity (52 morti), Cuba (11 morti), Bahama (2 morti).

Oltre alle vittime e ai danni alle modeste case cubane, l'uragano ha distrutto il 70% dellla produzione agricola di queste isole, un danno peggiore dell'attuale blak out di New York.


Il dopo Sandy a Santiago de Cuba 


Tutto questo non ha avuto la stessa copertura mediatica dei morti (50 vittime) e dei danni (50 miliardi di dollari) nel New Jersey e a New York.

Questa ennesima batosta sull'economia statunitense, provocata dalla  Terza Guerra Mondiale, quella che il Clima ha scatenato, senza dichiarazione, contro tutti i Paesi del Globo, cambierà qualche cosa nella campagna elettorale in corso negli Stati Uniti, che tra pochi giorni dovrà scegliere il suo nuovo Presidente ?

Temo di no!

Eppure i dati sono chiari, come riporta il numero di settembre 2012 di National Geographic, che ha dedicato la copertina ai dsastri del clima ed un lungo articolo il cui titolo afferma "Il tempo sta diventando selvaggio".

Tra il 1980 e il 1995, negli USA ci sono stati 46 eventi climatici disastrosi (siccità, ondate di calore, uragani) ognuno dei quali ha provocato danni superiori a un miliardo di dollari. In questi 15 anni il Clima ha provocato, negli USA, 339 miliardi di dollari di danni.

Tra il 1996 e il 2011 (15 anni) gli eventi catastrofici registrati negli Stati Uniti sono stati 87,  con perdite economiche ammontanti a 541 miliardi di dollari.

Ad oggi,  i danni peggiori (146 miliardi di dollari) li ha prodotti l'uragano Katrina nel 2005.

Sono costi assolutamente confrontabili ai costi (militari) di una guerra moderna: un anno di guerra in Afganistan (2010) costa, al governo di Stati Uniti, 105 miliardi dollari.

Non si conoscono i costi in vite ( civili) e beni distrutti nello stesso anno!

Temo ( spero) che sarà necessario uno shock ancora più forte, un tremendo evento climatico con effetti simili a quello della bomba atomica su Hiroshima, perchè anche gli americani si convincano che il loro stile di vita altamente energirvoro,  non garantisce la durata nel tempo della loro organizzazione sociale, come pure quella di tutti gli  altri popoli,  coinvolti loro malgrado, dai grandi cambiamenti climatici in atto.

Intanto, anche dalle nostre parti, prepariamoci ad affrontare il peggio con i minori danni possibili.