Translate

domenica 29 aprile 2012

Partecipazione inclusiva


Piu di cento sostenitori di Marco Doria, futuro sindaco di Genova, riuniti per mettere le basi per una gestione partecipata alle scelte che il prossimo Consiglio Comunale dovrà fare.
E vista la bella giornata, il ponte lungo del 1° maggio, già questa alta partecipazione è significativa.
Per preparasi a questa innovazione, che Doria ritiene indispensabile per salvare la Democrazia che non può essere solo rappresentativa, si sono ascoltate le esperienze di partecipazione che i comuni di Milano e Napoli hanno già avviato.
Più strutturata ed istituzionale la scelta di Napoli, come ci è stato comunicato, via skipe, da Lucarelli, assessore ai Beni Comuni di Napoli. La scelta napoletana che ha trovato i maggiori consensi è quella che ogni decisione deve essere adeguatamente giustificata e se i pareri consultivi dei comitati cittadini non fossero accolti, gli assessori competenti devo spiegarne, pubblicamente, le ragioni.
Dopo le introduzioni al tema, si sono fatti, in ordine alfabetico,  cinque gruppi di lavoro (una ventina di partecipanti per gruppo) che hanno risposto e commentato tre quesiti: validità del documento di Doria sulla partecipazione; parere sulle scelte milanesi e napoletane; da cosa partiamo a Genova.
Il tema principale è stato chi includere nelle decisioni partecipate (il singolo citadino? i Partiti?).
Sulle modalità, le preferenze sembrano essere maggiori per il modello napoletano, anche se tutti siamo stati dell'opininione che ci sarà un Modello Genova, date le caratteristiche e la storia della nostra città, certamente saranno dati maggiori poteri ai Municipi.
Il compito è arduo, ma la scelta è irreversibile: a Genova le nuove scelte saranno costruite anche in base alle esperienze e ai desideri dei cittadini. I poteri forti della città, compresi quelli dei partiti attuali saranno un pò più deboli.
Vista la partecipazione di ieri, questo è certamente più di un auspicio.