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lunedì 23 aprile 2012

Comuni liberi da cemento

In questo benedetto Paese nulla succede per caso, ma nessuno te lo spiega.
 Solo pochi minuti fa ho finalmente capito perchè, nonostante il calo demografico. in Italia si continua a costruire case e capannoni.
La spiegazione me l'ha data l'ultimo numero del Touring e vel a rigiro:
Dal 2001, il governo Amato autorizza i Comuni ad utilizzare il 50% dei soldi che i costruttori versano per contribuire alle spese di urbanizzazione  necessarie per fornire servizi alle nuove case ( strade, fogne, gas, luce, acqua..). I Comuni possono usare questi soldi per le spese "correnti" ( servizi ai cittadini, stipendi, illuminazione pubblica..). Nel 2009 (governo Berlusconi), la quota a cui possono attingere i Comuni sale al 75%.
Insomma, i Comuni per fare cassa e stare dentro i limiti del Patto di Stabilità ( il bilancio comunale deve stare entro limiti prefissati), sono costretti a svendere  letteralmente il proprio territorio e i pochi comuni che hanno deliberato la crescita zero dei volumi abitativi sono costretti ai salti mortali per mantenere in vita i servizi erogati ai cittadini.
E al danno si aggiunge danno, in quanto questa svendita aumenta i costi generali dello Stato poichè impermeabilizza il terreno e impoverisce le falde acquifere, aumenta la bolla di calore delle aree urbane, aumenta il rischio di frane ed alluvioni, riduce la disponibilità di terreno agricolo per la produzione di cibo, aumenta l'emissione di gas serra, distrugge la bellezza del paesaggio italiano.
E quindi urgente porre fine a questa follia.
In campo edilizio, il Piano delle Grandi Opere di cui ha bisogno il Paese, è quello della riqualificazione energetica di tutti gli edifici, di classe energetica G, costruiti a partire dagli anni 50.
E  i comuni possono "fare cassa", aumentando l'efficenza energetica dei propri edifici (bollette energetiche meno care), diventando autoproduttori di energia con impianti fotovoltaici su tutti tetti degli edifici pubblici, comprese pensiline per la sosta bus, producendo biometano con la digestione anaerobica della frazione organica prodotta dai suoi concittadini, mettendo in vendita "ingombranti" nobilitati raccolti con la "differenziata" e vendendo al migliore offerente carta,  vetro, metalli, legno, oli esausti, plastica, tessuti separati all'origine e raccolti con sistemi "Porta a Porta " e/o di "prossimita".
Una serie di importanti obbiettivi, interessanti anche per il prossimo Sindaco di Genova.