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giovedì 18 dicembre 2008

Viva Le Marmitte

Stamattina l' ufficio stampa dell Istituto Tumori di Genova invierà alle Agenzie il comunicato che potrete leggere di seguito.
Gli amici del blog conoscono già la notizia ma potranno trovare ulteriori dettagli utili sul nostro studio che ha verificato l'efficacia delle marmitte catalitiche in ambiente urbano.
Noi pensiamo che questa notizia possa avere un interesse nazionale, se non addirittura internazionale. Vedremo se i giornalisti coglieranno.


Meno cancerogeni nell’aria delle città italiane, grazie alla marmitta catalitica.
 
 Le marmitte catalitiche possono effettivamente ridurre drasticamente l’inquinamento delle aree urbane: questo  il risultato di un recente studio dell’Istituto Nazionale Ricerche sul Cancro di Genova (IST).
 
Lo studio, di prossima pubblicazione sulla rivista internazionale “ Atmospheric Environment” ha valutato che, in ambito urbano, la completa sostituzione di veicoli EURO-0, sia a benzina che diesel,  con veicoli progettati per avere un più basso impatto ambientale (EURO-1 e EURO-2), potrebbe ridurre dell’89% le concentrazioni nell’aria di benzopirene (un potente cancerogeno) e del 69 %  le concentrazioni di ossido di carbonio, un inquinante tossico di prevalente fonte veicolare.
 
In Italia, la sistematica sostituzione di vetture EURO – 0  è iniziata nel 1994 e ha avuto un buon successo, anche grazie agli incentivi per la rottamazione.
 
Nel 1994, all’avvio dello studio pubblicato, la concentrazione di benzopirene lungo le principali arterie genovesi, era particolarmente elevata (2,7 nanogrammi per metro cubo di aria) e nettamente superiore agli obiettivi di qualità dell’aria  per questo composto (1 nanogrammo per metro cubo). Negli anni successivi, i ricercatori dell’IST registravano una progressiva e costante diminuzione di questo inquinante e nel 2003, ultimo anno di monitoraggio in questo studio, la concentrazione di benzopirene, in tutta Genova, era di circa 0,3 nanogrammi per metro cubo.
 
Che il merito di questo risultato fosse dovuto alla “rottamazione” era tutt’altro che scontato e questa conclusione è stata resa possibile dalla grande mole di dati a disposizione, acquisiti in circa dieci anni dall’istituto Tumori, in collaborazione con la Provincia di Genova e l’Agenzia Ligure per l’Ambiente.
 
Il metodo utilizzato dai ricercatori IST per accertare le vere cause della riduzione dell’inquinamento è stato giudicato di interesse per la comunità scientifica internazionale, sia per il risultato ottenuto, sia per le sue modalità.
 
E’ noto che le marmitte catalitiche sono efficaci  solo dopo diversi minuti dall’accensione della vettura, necessari a raggiungere una temperatura della marmitta sufficientemente elevata, tale da garantire la neutralizzazione di gran parte dei composti tossici presenti nei fumi.
 
Pertanto le emissioni più basse, da parte di auto catalizzate, si hanno lungo percorsi autostradali, a velocità elevata e costante.
 
Invece  è proprio nelle strade urbane, dove si concentra la popolazione, che avvengono tutte le partenze a freddo, si va a velocità bassa, con frequenti fermate ai semafori;  inoltre in città, spesso, si prende la macchina per fare solo pochi chilometri ( a Genova il percorso medio è di 14 chilometri) spesso  insufficienti per far raggiungere alla marmitta catalitica la sua temperatura ottimale. Tutte queste condizioni, difficilmente simulabili nelle prove di laboratorio, potrebbero rendere inefficaci le marmitte catalitiche.
 
“ In base ai nostri studi, la sostituzione dei veicolo EURO-0 che, a Genova  stimiamo si sia realizzata completamente nel 2006,  deve aver prodotto un miglioramento della qualità dell’aria anche in  tutte le città  con condizioni climatiche simili a quelli genovesi.”  afferma il dr. Federico Valerio, responsabile del gruppo di ricercatori del  Servizio di Chimica Ambientale, autori dello studio. “Ad esempio, anche a Roma e Firenze è stata riscontrata una sensibile riduzione della concentrazione di benzopirene negli ultimi dieci anni ed è molto probabile che, anche in queste città, la scelta di incentivare la rottamazione delle vetture più inquinanti abbia raggiunto l’obiettivo di migliorare significativamente la qualità dell’aria. Ovviamente, a tal fine è importante, come avvenuto a Genova, che alla rottamazione non abbia fatto seguito un aumento dei consumi di carburante.
Nella nostra città i circa 200.000 veicoli circolanti nel 1994, sono stati sostituiti, nel 2003, con  150.000 autoveicoli catalizzati. In questi anni sono state acquistate anche 29.000 vetture diesel e c’è stato un vero “boom” di motocicli, passati da 66.000 nel 1994 a 112.000 nel 2003. Questo nuovo modo di muoversi in città potrebbe spiegare i risultati meno brillanti dell’ ossido di carbonio (-69%) che è emesso dai motocicli in quantità maggiore rispetto alle  vetture diesel e catalizzate.”
 
 “ I nostri studi sono stati giudicati interessanti per la comunità scientifica internazionale” conclude il dr. Federico Valerio “in quanto per la prima volta si è potuto stimare, in condizioni reali ed in ambito urbano, l’efficacia delle marmitte catalitiche nei confronti del benzopirene, un inquinante di accertata pericolosità per la salute umana ma che , al momento,  non è all’attenzione delle case automobilistiche, in quanto non è  soggetto a specifiche norme per quanto riguarda la sua presenza nelle emissioni veicolari.”
 
“ E ora, la nostra attenzione è rivolta a tenere sotto controllo gli effetti dell’inevitabile invecchiamento delle marmitte catalitiche in uso. Per il momento siamo tranquilli; in base alle nostre ultime misure disponibili, quelle relative a tutto il 2007, il benzopirene, lungo le strade genovesi, è ancora ai suoi valori minimi storici, raggiunti intorno al 2003: circa 0,4 nanogrammi per metro cubo.
Quello che ora  ci aspettiamo è che insieme al miglioramento della qualità dell’aria della città, in questi ultimi dieci anni,  sia anche migliorata la salute dei genovesi e i primi segnali che abbiamo studiato vanno effettivamente in questa direzione, con una riduzione dei ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e una diminuzione dei tumori polmonari.
Ovviamente questi risultati sono in gran parte da attribuire ad una generalizzata diminuzione dell’abitudine al fumo. Tuttavia non dobbiamo sottovalutare il fatto che nel 1994, tutti i genovesi che passavano molte ore della loro giornata nel traffico o nelle sue vicinanze, inalavano ogni giorno la stessa quantità di benzopirene che si trova nel fumo inalato di cinque sigarette. Oggi siamo a circa mezza sigaretta equivalente.
E’ un bel risultato ma , a nostro giudizio, sarebbe opportuno e possibile migliorare ulteriormente la qualità dell’aria delle nostre città, continuando a fare scelte corrette e coerenti. Nel caso specifico, la nostra raccomandazione, se ce la chiedessero, sarebbe quella di incentivare nelle aree urbane il trasporto collettivo, prevalentemente su mezzi elettrici, e la mobilità pedonale.”
 
Per contatti : dr Federico Valerio cell. 349 61 71 409