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lunedì 15 dicembre 2008

Bioetanolo di Seconda Generazione

Nel 2010, in Brasile,  dovrebbe essere operativo il primo impianto commerciale in grado di produrre etanolo ( alcool etilico) a partire da scarti agricoli ricchi di cellulosa quali, canna da zucchero, mais, grano, soia e segatura di legno.
Insomma, una volta recuperato tutto quello che è cibo, zucchero, grano, mais, tutto quello che avanza, ricco in cellulosa ( le stoppie) può essere utilizzato per produrre etanolo. Il miracolo di questa trasformazione lo fanno particolari enzimi.
E qualche cosa si muove anche in Italia. Entro l'anno prossimo a Rivalta Scrivia dovrebbe essere in funzione il primo impianto per la produzione di bioetanolo (200.000 tonnellate /anno) ma ancora secondo la vecchia tecnologia, quella  che trasforma il mais in combustibile per autotrazione.
Solo nel 2012 dovrebbe nascere, sempre a Rivalta Scrivia, l'impianto pilota in grado di trasformare in etanolo anche le stoppie di granturco.
Invece di correre dietro al nucleare, non sarebbe meglio per tutti noi investire in queste tecnologie in grado di trasformare un rifiuto in risorsa veramente rinnovabile?

Commenti:

#1  21 Dicembre 2008 - 16:01
I residui organici di mais non sono assolutamente un "rifiuto" ma preziosissima sostanza organica utile per mantenere fertile il nostro terreno purtroppo già troppo sfruttato e maltrattato. Mi preoccupa che uno che si definisce scienziato possa scrivere simili infondatezze!!!
utente anonimo

#2  21 Dicembre 2008 - 22:15
Toccato.
Comunque per ridare fertilità al terreno c'è anche la possibilità di trasformare in compost i nostri scarti di cibo, questi si classificabili come rifiuto.
Comunque è sempre meglio trasformare in bioetanolo le stoppie, piuttosto che il mais. Non Credi?
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46

#3  22 Dicembre 2008 - 15:48
L'importante è che passi il principio che non si debba sovvenzionare l'agricoltura allo scopo di produrre biocarburante, perchè ciò genera distorsioni del mercato, monocoltura, competizione fra cibo e carburanti, con conseguenti aumenti indiscriminati del prezzo del mais e altre risorse agricole.

Produrre biocombustibili dagli scarti va benissimo, ma se sovvenzioniamo l'agricoltura per produrre biocarburanti, difficile poi giustificare ricerche per convertire anche gli scarti.. tanto vale produrre direttamente il mais transgenico che offrirà una produzione molto migliore.

In sostanza, bene creare biocarburanti, ma solo in piccola scala e rigorosamente con SCARTI che comunque si dovrebbe smaltire in qualche modo.