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martedì 29 luglio 2008

Quale Strategia?

Ho una certa difficoltà a comprendere quali interessi strategici nazionali si nascondano nei cantieri dell'inceneritore di Acerra, tali da giustificare il presidio di 60 soldati della Brigata Bersaglieri Garibaldi.

Una fredda e razionale valutazione di quello che succederà all'interno di questo impianto è che ogni 1.000 chili di "monnezza termovalorizzata",  saranno  trasformati in 200 chili di rifiuti tossici ( le ceneri)  e  in 300 grammi di inquinanti altrettanto tossici immessi in atmosfera ( polveri fini, ossidi di azoto, ossido di carbonio, metalli pesanti) insieme a 44,4 nanogrammi TEQ di diossine*.

E' il caso di ricordare che nei  1.000 chili di spazzatura presi in esame ci sono circa 250 chili di acqua (umidità media di un rifiuto urbano: 22-25%) e che l'acqua è la componente principale dei circa 300 chili di scarti di cucina dei napoletani che contribuiscono a formare i 1.000 chili di scarti. I restanti 700 chili sono fatti prevalentemente di imballaggi di cellulosa, plastica, metalli, vetro, tessuti, per definizione inerti dal punto di vista igienico-sanitario.

Questo significa che un inceneritore è una macchina che trasforma in composti tossici, scarti che al peggio puzzano e inoltre sappiamo che l'energia che questi impianti producono è nettamente inferiore a quella necessaria per produrre, a partire dalle rispettive materie prime ( minerali, alberi, petrolio..), i beni termodistrutti.

Definire "stupida " questo tipo di scelta mi sembra il minimo.

Ma ovviamente l'interesse strategico esiste, e sono gli elevati guadagni garantiti  per i  costruttori e per i gestori di questi impianti, e pagati generosamente con danaro sborsato, a loro insaputa, da tutti gli italiani.

E grazie all'emergenza, il bottino è ancora più sostanzioso, in quanto sia Prodi che Berlusconi con la bendizione di Veltroni  hanno reintrodotto, per gli inceneritori campani, i lauti benefici dei certificati verdi a tutta l'energia elettrica prodotta.

Che questi interessi debbano essere garantiti  dall'esercito, fatto di professionisti pagati con le tasse di tutti gli italiani per tutt'altri compiti, è un fatto inquietante che ci fa tornare indietro di oltre un secolo, quando era l'esercito che interveniva a tutela dei padroni delle ferriere contro una classe operaia fruttata che reclamava i suoi sacrosanti diritti.



* la stima delle emissioni si basa su misure effettuate sui tre inceneritori attualmente operativi in Austria

Postato da: federico46 a 11:33 | link | commenti (8)
ambiente e società, vedi napoli


Commenti:
#1  30 Giugno 2008 - 13:17
 
QUALE STRATEGIA?

[..] Tratto da www.federicovalerio.splinder.com Quale Strategia? Ho una certa difficoltà a comprendere quali si nascondano nei cantieri dell'inceneritore di Acerra, tali da giustificare il presidio di 60 soldati della Brigata Bersaglieri Garibald [..]
Utente: sacchett Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sacchett
#2  30 Giugno 2008 - 15:20
 
Siamo in una situazione paurosa. La salute umana e la vita della gente non conta niente per la politica (che dovrebbe essere la gestione della vita).
Contano..come ha fatto notare lei..solamente i soldi.

Una vergogna.
utente anonimo
#3  30 Giugno 2008 - 17:54
 
I restanti quasi 800 kg non menzionati cosa sono, CO2 e H2O?

Fabio A.
utente anonimo
#4  30 Giugno 2008 - 17:55
 


L'INCENERITORE DI BRESCIA INQUINA? LO SI CEDE A NAPOLI

NAPOLI - L'inceneritore più grande del mondo da Brescia a Napoli: secondo Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma, la cittadina lombarda avrebbe proposto di vendere l'intero impianto alla Campania. "L'ho saputo proprio stamattina - ha spiegato Noviello in un incontro a Napoli - La proposta era di cederlo per 25 milioni di euro, cioé meno di quanto serve per completare quello di Acerra". Una proposta, secondo Noviello, giustificata dal fatto che "quell'impianto sta inquinando l'intera Lombardia. A Brescia non c'é un solo allevamento di bovini che sia senza diossina".

A chi dice che l'inceneritore di Brescia sia il migliore al mondo, Noviello risponde così: "Quell'impianto ha vinto un premio, certo. Ma nel comitato scientifico di chi gli ha dato il premio c'é una delle aziende che ha fatto l'impianto. Brescia è il punto più inquinato del mondo, basta guardare il satellite". L'inceneritore di Brescia è capace di bruciare 750mila tonnellate all'anno ma, conclude Noviello, "i disastri ambientali lì sono stati documentati, dimostrati e accertati sotto tutti i punti di vista. Perfino la Commissione Europea è intervenuta. E' incredibile che qualcuno proponga quell'inceneritore come modello".

Fonte: Ansa.it

Fabio A.
utente anonimo
#5  30 Giugno 2008 - 20:02
 
Nel bilancio di massa delle reazioni che avvengono nell'inceneritore bisogna conteggiare in ingreso l'ossigeno dell'aria che ossida i combustibili presenti nei rifiuti ad anidride carbonica e acqua e l'azoto atmosferico che a sua volta è ossidato ad ossidi di azoto.
L'acqua, presente come umidità nei rifiuti, si ritrova ovviamente nei fumi come vapore acqueo.
Quelli riportati sono i fattori di emissione di inquinanti di alcuni dei migliori inceneritori europei.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#6  30 Giugno 2008 - 21:35
 
Quindi quei quasi 800kg sono prevalentemente di CO2, H2O e NOx?
utente anonimo
#7  01 Luglio 2008 - 05:43
 
La cosa è un pò più complicata,comunque diciamo che gli 800 chili che mancano all'appello sono circa 250 chili di acqua, presenti come umidità nei rifiuti, che evaporata ritroviamo nei fumi e 550 chili di carbonio e idrogeno presente nei rifiuti che l'incenerimento ossida ad anidride carbonica e acqua, anch'essi emessi a camino come gas e vapore
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente.