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venerdì 25 luglio 2008

La Plastica Dove la Metto?

Il primo di Luglio ero a Dalmine , a due passi da Bergamo, per una delle mie solite conferenze.

La provincia di Bergamo ha una buona raccolta differenziata: 49,6%. Ma con una singolare anomalia sulla percentuale di raccolta per ogni singola frazione.

Nel Bergamasco si raccoglie in modo differenziato l'84,7% del vetro, il 78,6 di sfalci e potature, il 61 % di carta e cartone, il 48,7% di frazione umida e solo il 22,5% di plastica.

Non vi sembra strano questo andamento?

Le percentuali di raccolta sono tendenzialmente inversamente proporzionali  al potere calorifico del materiale raccolto.

Se vi dico che la provincia di Bergamo ha due inceneritori in cui bruciano 230.000 tonnellate all'anno dei MPC prodotti dai suoi abitanti, vi è chiaro l'arcano?

Se ci sono inceneritori, va bene la raccolta differenziata, ma solo per quello che non brucia o non brucia bene; se nò che fine fa l'investimento?

L'assessore competente, presente all'incontro, ha spiegato questa anomalia con il fatto che è poco conveniente raccogliere la plastica in modo differenziato e riciclarla.

Sarà un'anomalia Ligure, ma nei due quartieri genovesi, dove abbiamo avviato la raccolta porta a porta riusciamo, senza particolari problemi,  ad intercettare quasi tutta la plastica prodotta.

Per la cronaca, la Liguria non ha inceneritori e stiamo facendo di tutto, insieme alla nostra sindaco, per non averne.

Postato da: federico46 a 13:14 | link | commenti (8)
materiali post consumo


Commenti:
#1  25 Luglio 2008 - 19:09
 
Che tristezza sapere che tu fai la differenziata e dopo loro ti bruciano la plastica che hai separato.
utente anonimo
#2  26 Luglio 2008 - 06:20
 
Abito a Livorno dove fanno, secondo me poca raccolta differenziata (nei cassonetti). Ieri sono andata all Stazione Ecologica tanto pubblicizzata dal Comune per vedere dove va a finire il mio MPC.
Era tutto molto pulito e ordinato, c'erano grandi cassoni per una raccolta molto separata. Se porti roba da riciclare, tramite una tesserina ti danno un punteggio per poi avere un piccolo sconto sulla TIA o un regalino. Quello che mi ha colpito sono state due cose. 1) Che la gente più roba porta più è contenta perchè fa più punteggio. 2) Che questa Stazione Ecologica è situata proprio accanto all'inceneritore (di cui è in progetto, naturalmente il raddoppio). Non c'è qualcosa che non torna? O sono io che sono sospettosa?
utente anonimo
#3  02 Agosto 2008 - 09:05
 
"Per la cronaca, la Liguria non ha inceneritori e stiamo facendo di tutto, insieme alla nostra sindaco, per non averne."
Beh! Per la cronaca, la Liguria che non ha avuto l'ingombro degli inceneritori accaparra rifiuti, continua a presentare una parcentuale di raccolta differenziata piuttosto "bassa" rispetto alle regioni più virtuose d'Italia, con relativo ed elevato quantitativo di rifiuti smaltito in discarica.

Anomalia per anomalia, nella classifica della RD la provincia di Bergamo (con i suoi 2 inceneritori) continua a vedere dall'alto le province non inceneritrici delle Liguria.

Massimo
utente anonimo
#4  02 Agosto 2008 - 12:55
 
Ha ragione Massimo, la Liguria ha un livello bassissimo di raccolta differenziata
( a Genova siamo al 17%), ma c'è un motivo che spiega tutto questo. Le varie municipalizzate e la classe politica non ha fatto nulla per incentivare la RD in quanto tutti speravano di realizzare inceneritori per continuare gli affari "as usual". A genova aìììhanno anche pensato di farne uno sotto la Lanterna, ma il progetto è miseramente fallito.
Da un anno a questa parte, con il nuovo sindaco, la musica è cambiata e quello che siamo riusciti a fare in poco più di un anno lo si può leggere nel mio blog alla voce " modello genova".
Sarà dura ma riusciremo a salire la china e a fare più del 50% di RD senza inceneritore.
Tornando a Bergano, a cui ho dato atto, durante la conferenza delle ottime prestazioni, se la vostra provincia decidesse di intercettare più plastica e più carta per il riciclo forse si potrebbe spegnere un inceneritore, fatto da non trascurare per una regione , come la Padania, dove i problemi di polveri sottili e ossidi di azoto non mancano.
Temo pe voi che non se ne farà nulla fintanto che gli investimeti per gli inceneritori non saranno rientrati ( almeno 20 anni). Come vedi confermo che noi genovesi potremo farcela proprio perchè nessuno è ancora riuscito a metterci sul groppone uno di queste macchine che trasformano in oro la rumenta ( ovviamente a favore dei gestori e a carico dei cittadini che è meglio tenere nell'ignoranza)
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#5  05 Agosto 2008 - 14:47
 
"Ha ragione Massimo, la Liguria ha un livello bassissimo di raccolta differenziata
( a Genova siamo al 17%), ma c'è un motivo che spiega tutto questo. Le varie municipalizzate e la classe politica non ha fatto nulla per incentivare la RD in quanto tutti speravano di realizzare inceneritori per continuare gli affari "as usual". A genova aìììhanno anche pensato di farne uno sotto la Lanterna, ma il progetto è miseramente fallito.
Da un anno a questa parte, con il nuovo sindaco, la musica è cambiata e quello che siamo riusciti a fare in poco più di un anno lo si può leggere nel mio blog alla voce " modello genova".
Sarà dura ma riusciremo a salire la china e a fare più del 50% di RD senza inceneritore."

"Ad (in)usual", e sempre facendo un oziosissimo confronto con l'Inceneritrice Lombardia (dove già 15 anni fa municipalizzate varie e classe politica "investivano" anche sull'incenerimento per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire in discarica e la RD si aggirava, a livello regionale, al 10% o meno), la decennale presenza di simili impianti nella regione avrebbe dovuto portare ad un generale disinteressamento su differenziata e derivata.



"Tornando a Bergano, a cui ho dato atto, durante la conferenza delle ottime prestazioni, se la vostra provincia decidesse di intercettare più plastica e più carta per il riciclo forse si potrebbe spegnere un inceneritore, fatto da non trascurare per una regione , come la Padania, dove i problemi di polveri sottili e ossidi di azoto non mancano.
Temo pe voi che non se ne farà nulla fintanto che gli investimeti per gli inceneritori non saranno rientrati ( almeno 20 anni). Come vedi confermo che noi genovesi potremo farcela proprio perchè nessuno è ancora riuscito a metterci sul groppone uno di queste macchine che trasformano in oro la rumenta ( ovviamente a favore dei gestori e a carico dei cittadini che è meglio tenere nell'ignoranza)"

Non credo che qualche inceneritore in più o in meno possa fare la differenza sul livello di inquinamento dell'aria di Bergamo o della "Padania" tutta, fossero solo quelle le emissioni inquinanti che gravano sulla Val Padana (nemmeno il Liguria, mi sembra, la qualità dell'aria è poi così "buona"... nonostante le fortune morfologico-atmosferiche della regione).

Non sono bergamasco, ma vercellese (provincia).

Massimo
utente anonimo
#6  05 Agosto 2008 - 17:02
 
Anche grazie agli studi del sottoscritto, a Genova abbiamo chiuso nel 2002, senza gravi problemi occupazionali , una cokeria e un altoforno che operavano in stretto contatto dell'abitato. La qualità dell'aria è nettamente migliorata da un giorno all'altro e , sarà un caso ma sono anche diminuiti i ricoveri ospedalieri di chi viveva da quelle parti. L'inquinamento da traffico a Genova, tenuto sotto controllo continuo anche dal mio laboratorio, è in costante diminuzione, grazie alla progressiva sostituzione di tutti gli EURO 0 e oggi i genovesi respirano molto meno cancerogeni di dieci anni fa. E sarà un caso ma anche i tumori polmonari sono in calo.
Mi dispiace per voi, ma questo non succede in gran parte del resto di Italia.
Un termovalizzatore non contribuirebbe affatto a migliorare la situazione ambientale genovese , ci proveremo con la riduzione, il riciclo, il compostaggio, la fermentazione anaerobica e con trattamenti meccanico biologici . Gli studi che ho fatto per Savona e che potrai trovare nei media dei blog, dimostrano che queste scelte hanno un impatto ambientale minore dei termovalorizzatori e costano meno :-))
Savona ( 200.000 ton rifiuti all'anno dall'intera provincia) se farà a meno dell'inceneritore e se farà le scelte alternative prima accennate risparmierà 80 tonnellate di inquinanti all'anno emessi in atmosfera a norma di legge e anche un bel pò di danaro.
I vantaggi per Genova (550.000 ton) saranno, ovviamente maggiori.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#7  06 Agosto 2008 - 06:59
 
Ma parlando di polveri sottili e ossidi di azoto, e pensando ai dati di certi rapporti ambientali delle agenzie regionali, di Legambiente e compagnia, non mi sembra che le città liguri siano messe poi granchè meglio rispetto al resto d'Italia (inceneritore e non). Dispiace per "noi", ma il traffico a Genova non è ai livelli delle aree metropolitane e derivate della Val Padana e questo è un problema che va oltre l'attenzione ambientale dei politicanti e delle amministrazioni locali (qualcosina comunque si sta facendo anche da "noi") e a livello di attività umana dannosa/rischiosa per la salute quella 30ina di impianti di incenerimento presenti in Padania non sono proprio la mia preoccupazione ambientale principale (sarò un cittadino ingenuo e ignorante, ma visto che ad imperversare ed "informare" nelle campagne anti-inceneritori c'è Beppe Grillo, un pò di diffidenza viene naturale).

Massimo
utente anonimo
#8  13 Agosto 2008 - 15:33
 
Scusate se mi intrometto tra questo botta e risposta tra Massimo e il Prof. Valerio; leggendo gli intreventi mi viene spontaneo e doveroso dire la mia. Caro Massimo se i 30 inceneritori presenti in Padania non sono la tua principale preoccupazione ambientale, allora scusami ma forse sei davvero un cittadino ingenuo ed ignorante (perdonami non è mia intenzione offendere). Ciò che cerco di dirti è che 30 inceneritori non sono cosa da poco. La qualità dell'aria ne viene fortemente compromessa e da questa il problema si riversa su vegetazione, suolo, animali, e esseri umani. Forse dovresti informarti meglio su quello che è il funzionamento degli ecosistemi, su quello che è il filo sottile che unisce tutto a tutti e su come uno squilibrio possa causare gravi danni all'insieme. Qui non si tratta di credere o meno a Beppe Grillo, qui si tratta di capire perchè scienziati come Valerio,Tamino o i medici dell'Emilia Romagna, siano forti nelle loro convinzioni. A differenza di imprenditori senza scrupoli, l'affermare che l'incenerimento non è la soluzione non porta alcun guadagno economico. Non si riempiono le tasche del prof. Valerio così come non si riempiono le mie quando diciamo no all'incenrimento. Beppe Grillo può essere amato o odiato, ma rimane il fatto che denuncia ciò che non va in questo Paese, scuote le coscienze portandoci a riflettere nel negativo e nel positivo...dimmi ti è difficile credere a un Grillo? E allora perchè dovresti credere a un Berlusconi, una persona falsa che con il suo sorriso rifatto ci abbindola e ci prende in giro quotidianamente. Pochi giorni fa in tv era a Napoli tronfio e gongolante di avere ripulito la città, il centro forse, ma le periferie? Là la monnezza c'è ancora e brucia. Ha detto di aver ripulito Napoli e ora spetta ai napoletani tenerla pulita (beffa ed umiliazione) e mentre faceva questo ha raccolto un pezzo di carta per dare l'esempio e poi si è appoggiato alla spalla della sua bodyguard e si è pulito la mano alla sua giacca mentre sorrideva falso alle telecamere. E' questo il tipo di persona a cui vuoi credere, che non desta diffidenza? Preferisco Grillo almeno due risate sincere me le fa fare.

Una volta qualcuno disse che "non si può cogliere un fiore senza turbare una stella". Significa che le nostre azioni comportano sempre una reazione che forse può sembrarci invisibile ma che c'è. Se si spegnessero 30 inceneritori le cose andrebbero meglio a livello ambientale e perchè no anche economico: il rifuto è davvero una risorsa, ma non per fare energia che poi va in fumo. Riciclo, riuso vuol dire risparmiare sulle risorse ambientali e su qulle economiche. Se oggi bruci carta domani dovrò tagliare un albero con tutti i costi annessi perchè avrò bisogno di carta, ma se quella carta la ricicli, allora l'albero è salvo e anche economicamente c'è un bel risparmio: costa di più produrre ex novo che riciclare.
Scusate il lungo commento, ma sentivo di dover dire anche la mia, solo conforntandosi si può crescere e migliorare.

Sefora
utente anonimo