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sabato 31 maggio 2008

Italia Nostra e la crisi dei rifiuti

Il Presidente Nazionale di Italia Nostra (IN), mi ha chiesto un contributo per la discussione in atto nel Direttivo Nazionale per definire la posizione di IN sulla emergenza dei rifiuti in Campania.



Ecco il mio documento:



Caro Presidente



alla luce di quello che sta succedendo, temo che IN debba con urgenza far sentire la propria autorevole voce sulla nascente Emergenza Democrazia e Legalità che ci coinvolge tutti.



Con la scusa dell'emergenza rifiuti, che da Napoli è ad arte estesa al resto del Paese, e con la scusa dell'emergenza energetica, con accordo bipartisan, stanno passando decreti che mettono il bavaglio alla informazione, al diritto alla salute, alla libertà di opinione, alla libertà della magistratura.



Come magistrato sei certo più in grado di me di cogliere i reali pericoli in atto e quindi di valutare quale posizione debba tenere IN per cercare di tutelare il rispetto della legalità e dei principi costituzionali.



Sulla situazione di Napoli e sulla paventata emergenza rifiuti estesa all'intera nazione e in particolare a tutte le regioni che non hanno ancora termovalorizzatori ( tra queste la Liguria), provo a sintetizzare l'opinione che mi sono fatto, girando da circa cinque anni il Paese, a sostegno di chi chiede una moderna gestione dei materiali post consumo e documentandomi sulle soluzioni al problema.



Tutte le analisi scientifiche dimostrano che le priorità da privilegiare sono la Riduzione, Il Recupero e il Riciclo delle materie.

La cosidetta termovalorizzazione è la scelta peggiore subito dopo la discarica tal quale, le due scelte a cui Bertolaso e il Governo vuol condannare la Campania e il resto del Paese.

Riduzione e riciclo devono essere privilegiati e Austria, Danimarca, Svezia lo fanno, tassando la cosidetta termovalorizzazione, in quanto il vero risparmio energetico si fa con il riciclo.

Anche la Germania non si sogna di agevolare i suoi tanti inceneritori che stanno sul mercato senza contributi pubblici e il fatto che trattano anche i rifiuti napoletani, significa che questi impianti, nella maggior parte realizzati negli anni ottanta, sono sovradimensionati, in quanto nel frattempo i tedeschi hanno scoperto i vantaggi del riciclo.

I nostri organi di disinformazione non hanno mai detto che  Germania e Austria  riciclano e compostano  il 50% e il 61 % dei loro MPC

e inceneriscono rispettivamente il 24 e l'11% dei loro scarti.

Gli stessi organi di disinformazione non ci fanno sapere che in questi due paesi ( ma anche in Italia) sono in forte crescita impianti di trattamento a freddo dei rifiuti (denominati Trattamenti meccanico biologici- TMB) che in 20 giorni biologicamente ossidano ad anidride carbonica e acqua gli scarti putrescibili e con metodi meccanici permettono il successivo recupero di vetro, metalli, plastiche e carte (http://federicovalerio.splinder.com/post/16483476)

E la crescita è dovuto al fatto che questi impianti sono molto flessibili, economici, ben accettati dalle popolazioni, a basso impatto ambientale.

Un comunicato ANSA, ignorato dai mass media nazionali, (http://federicovalerio.splinder.com/post/17307679) ci ha informato che gran parte dei treni carichi di rifiuti campani vanno in un impianto TMB, in particolare nel nuovo impianto TMB di Croebern, alle porte di Lipsia. E sembra che i materiali recuperati ( metalli, vetro, plastiche..) siano rivendute alle nostre aziende che da sempre riutilizzano materiali da recupero, visto che il nostro Paese non brilla come produttore di materie prime.

Il problema è che sono impianti TMB anche gli impianti CDR della FIBE che hanno prodotto le piramidi di ecoballe e le indagini della magistratura, che si vogliono impedire in nome dell'emergenza, vogliono accertare l'illegalità di questa situazione che ha una semplice spiegazione:

le ecoballe più pesano e più valgono, in quanto il loro futuro incenerimento vale oro, tanto è vero che sono a garanzia per le banche che hanno finanziato il termovalorizzatore di Acerra. E il loro valore è dato dal riconoscimento  che i rifiuti sono una fonte di energia rinnovabile finanziata con i certificati verdi , un falso ideologico, una anomalia tutta italiana a danno delle famiglie italiane.

La crisi dei rifiuti campani non è certo colpa degli untorelli verdi , o del povero Pecoraro Scanio, ma di una scelta altamente rimunerativa per i gestori, quale quella dei termovalorizzatori,ma  estremamente rigida, costosa e comunque inquinante, anche adottando le ultime tecnologie (http://federicovalerio.splinder.com/post/17260201) . La scelta degli inceneritori per i venti anni richiesti  per gli ammortamenti del capitale investito, blocca  di fatto tutte le altre alternative più utili alla comunità. E questa scelta antiquata accomuna i governi di destra e di sinistra e  in nome dell'emergenza, e dei comuni interessi politici ed industriali,  si cercherà di estendere al resto del paese.

Per favorire la termovalorizzazione, in 15 anni di emergenza in Campania, con una spesa incredibile di danaro pubblico, non si è fatto nulla per fare raccolte differenziate degne di paesi civili (ma che non ricevono sovvenzioni),  per costruire ìmpianti di compostaggio ( che non ricevono incentivi), per ridurre la produzione dei rifiuti ( ad esempio con il compostaggio domestico) che toglie combustibile agli inceneritori.

E la mancata realizzazione dell'inceneritore, nei 12 mesi previsti (ripeto non certamente a causa di ambientalisti e della camorra) ha fatto saltare il sistema.



Che fare?



Provo a dirti che cosa avrei fatto se fossi stato nominato al posto di Bertolaso, per risolvere l'emergenza ed avviare un ciclo dei materiali post consumo flessibile, a basso impatto ambientale e in linee con le moderne scelte:



Obbligo per tutti gli inceneritori italiani e impianti MTB italiani ad accettare rifiuti campani con scorta militare nel trasporto per evitare infiltrazioni camorristiche

Accordi pluriennali con la Germania  e la Svizzera per il trattamento  ad esaurimento delle ecoballe

Obbligo della raccolta differenziata dell'umido in tutti i mercatali e nei centri commerciali campani

Forti incentivi economici per tutte le famiglie che autocertificano il compostaggio domestico e che usano pannolini per bambini lavabili

Riduzioni sulla tariffa rifiuti per tutti i centri commerciali che attuano iniziative per ridurre gli imballaggi ( erogatori alla spina, prodotti sfusi) e che organizzano la raccolta dei vuoti ( flaconi, bottiglie) dei loro clienti

Procedure accelerate per la realizzazione dei dieci impianti di compostaggio gia programmati in Campania

Avvio realizzazione  impianti di trattamento anaerobico della frazione umida con produzione di bio-metano

Realizzazione di impianti di emergenza di compostaggio in tunnel, distribuiti nelle campagne Campane

Revamping degli impianti MTB  FiBE finalizzandoli alla inertizzazione  dei rifiuti e al recupero di materia ( se tecnicamente possibile)

Invece dei tre nuovi termovalorizzatori, tre impianti MTB che si realizzano in metà tempo e non producono  residui tossici

Uso della frazione ad alto potere calorifico prodotto dagli impianti MTB nei cementifici campani

Obbligo a tutti i comuni di avviare la raccolta porta a porta e applicare la Tariffa puntuale

Realizzazione di centri di recupero dei materiali ( vetro, metalli, plastiche, carta) sul modello di Vedelago (www.centroriciclo.com)

Utilizzo delle cave dismesse  (Chiaiano) per lo stoccaggio provvisorio degli scarti inertizzati con trattamento MTB





Postato da: federico46 a 12:56 | link | commenti (4)
ambiente e società, vedi napoli, materiali post consumo


Commenti:
#1  31 Maggio 2008 - 12:29
 
La VOGLIO al posto di Bertolaso. Vorrei scriverlo in maiuscolo 100000.
Gemma
Brescia


(Se andiamo a leggere i link postati dal dott. Stefano Montanari sul suo blog a proposito di Bertolaso c'è da inorridire.)
utente anonimo
#2  31 Maggio 2008 - 19:04
 
Gentile Dott. Valerio,
ho appena fatto una ricerca internet per conoscere qualcosa sui generatori di elettricità da rifiuti umidi casalinghi per casa propria. Naturalmente la ricerca va fatta in inglese, e infatti non ho capito bene se esistono già. Forse in Australia o in America, ma è possibile reperire da noi qualcosa di simile? sarei molto curiosa: potrei attrezzare casa mia per ottenere energia elettrica dalle mie bucce di banana?
Grazie
Gemma
utente anonimo
#3  31 Maggio 2008 - 19:17
 
Aggiungo che in italiano non trovo nulla. Non si parla d'altro che di combustione. Io volevo trovare qualcosa che si basi sulla trasformazione naturale da biomassa a elettricità. Perchè, quando si taglia l'erba e la si lascia suo prato, si sente il calore sotto quello strato d'erba? giusto?
utente anonimo
#4  01 Giugno 2008 - 11:43
 
Cara lettrice anonima
è possibile produrre elettricità con una banana, ma dubito che la cosa si possa fare a livello domestico. Bisogna prima digerire anaerobicamente la banana e trasformarla in metano, poi usare il metano per far girare un motore collegato ad un generatore di elettricità.
E' quello che si fa in impianti industriali dove si inviano tutte le bucce di banana prodotte dagli abitanti di una città, raccolte in modo differenziato, ovviamente insieme agli altri scarti di cibo.
Se vuoi renderti autonoma, ti consiglio un bell'impianto fotovoltaico sul tetto. Se sei risparmiosa, dieci metri quadrati ti dovrebbero bastare. Il costo è alto (non più di una automobile di medio livello) ma ci sono interessanti sovvenzioni statali che ti permetttono di ripagare l'investimento in pochi anni. Per tutti gli altri (fino a 30) la tua bolletta elettrica, sarebbe azzerata.
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