Translate

sabato 20 settembre 2014

Ritorno al Futuro: come trasformare una banana in energia.

 Vi ricordate "Ritorno al futuro", il divertente film a tre episodi, in circolazione nelle sale alla fine degli anni ottanta, dove sono narrate le incredibili avventure indotte dall'incauto uso di  una macchina del tempo?

Nell'episodio ambientato nel 2015, Emmett Brown, lo scienziato che ha ideato la macchina, a corto di carburante, rovista nel cestino dei rifiuti, trova una buccia di banana, la mette ne serbatoio della sua auto e questa riparte come una scheggia grazie alla materia (la buccia di banana) trasformata in energia.

Ebbene, senza aspettare il 2015,  già oggi c'è chi  usa proprio una buccia di banana  per produrre energia.

A dir la verità, oltre alla buccia di banana, usa anche qualche buccia di papaya, un pò di tortillas secca e qualche altro scarto di cucina e con questo "combustibile" ogni giorno, senza effetti speciali, accende il fuoco e fa da mangiare per tutta la famiglia (tre persone).

Dal nome esotico dei "combustibili" avete certamente capito che non siamo in Italia; in effetti questa singolare conversione energetica avviene nel Guatemale, nella piccola città  di San Juan Alotenango- Sacatepequez . Questo nome può sembrare inventato ma,  credetemi, la storia che vi sto raccontando non è un nuovo romanzo di Marcquez, ma è proprio vera.

Dietro a questo racconto c'è l'Università del Guatemala che ha deciso di dare una risposta operativa  ai fabbisogni energetici dei villaggi  guatemaltechi  e in questo paesino ha realizzato le prime quattro cucine a biogas, alimentate dagli scarti di cucina di altrettante  famiglie che per prime hanno aderito al progetto.

Il digestore è fatto  da una tanca di polietilene da 750 litri con all'interno (capovolta) una tanca di diametro più piccolo, da 450 litri, che funge da  gasometro in quanto si alza e si abbassa, in base al biogas prodotto.

La tanca principale contiene 300 litri di letame di mucca sciolti in circa 600 litri di acqua in cui sono stati aggiunti  i microorganismi che fanno il piccolo miracolo energetico di trasformare la banana in metano.

Ogni  giorno, si raccolgono tutti gli scarti di cucina, circa mezzo litro, si aggiunge 250 centimetri cubi di acqua e con un frullatore si fa una bella pappetta, si aggiungono altri 750 cc di acqua e il tutto si versa nel digestore.  Un pari volume di fango digerito (1500 cc, un litro e mezzo) esce dal digestore ed è raccolto con cura perchè è un ottimo fertilizzante da usare nell'attiguo orto.

Quando si deve far da mangiare, si apre la valvola del gas, si accende il fuoco e la famigliola ha disposizione i cento litri di metano che gli servono ogni giorno per cuocere la pasta, prodotto dai 200 grammi di scarti giornalieri che erano stati messi nel digestore qualche decina di giorni prima.

Un primo bilancio di questa esperienza: gli impianti funzionano senza inconvenienti, sulla bolletta del gas le famiglie risparmiano circa 100 dollari all'anno, quindi anche senza gli attuali incentivi, l'impianto si paga dopo due anni e mezzo di attività, visti gli ottimi risultati altre famiglie vogliono passare al biogas autoprodotto.

Ci sono poi i vantaggi ambientali: tutto quello che prima era un rifiuto da smaltire ( l'umido putrescibile) è diventata una risorsa a rifiuti zero; per gli orti non sono più necessari concimi chimici e anche la foresta ringrazia, sia per la minore richiesta di legna da ardere, sia per il minor rischio di incendi; la separazione dell'umido si porta dietro anche la separazione e la raccolta differenziata degli altri scarti, che anche in questi remoti villaggi si comincia a fare.

Unico problema, gli odori per niente gradevoli al momento della prima carica di letame e al momento della produzione del primo biogas. Comunque, passato questa prima fase,  neanche questo è più un problema in quanto, a regime, la combustione del biogas è inodore.

Un modello di sviluppo da paesi sotto sviluppati?  Vedremo! Quello che vi posso dire è che in India, nei nuovi condomini,  nei  giardini sotto casa ci sono già biodigestori condominiali che funzionano nello stesso modo. Non è uno sfizio ecologista dei condomini ma le scelte obligatorie del piano regolatore.


 Nel 2002 in Cina, India, Egitto si contavano 22 milioni di impianti domestici per la produzione e l'uso di biogas.

A quando nei nostri paesi avanzati e spreconi?

Se qualcuno di voi vuole approfondire l'argomento e magari autocostruirsi o comprare il biodigestore da giardino il sito è www.arti-india.org



Luce, calore e fertilizzanti  per due famiglie da un impianto di biogas domestico realizzato in Cina




























Postato da: federico46 a 12:45 | link | commenti (3)
ambiente, energia, biomasse, rifiuti zero


Commenti:

#1  11 Aprile 2008 - 09:49
Grazie Professore di questo post.

posso dire: straordinario?
come tutte le cose normali e utili alla collettività.

segnalo che la buona politica esiste e funziona già nel nostro Paese:
www.marcoboschini.it
www.comunivirtuosi.org

nel mio piccolo cerco di divulgare le buone pratiche, come il Prof. Valerio nelle sue attività.

Cambiare questo Paese e questo Mondo dipende da tutti: la responsabilità personale viene prima di quella condivisa. E non si esaurisce al momento del voto, bensì agendo concretamente ogni giorno.
Poi anche io sostengo PBC
e spero che abbia un buon risultato; mi sono lasciato coinvolgere per istinto due mesi fa, prima ancora di sapere che Montanari aveva accettato di candidarsi a Premier.
Poi negli ultimi giorni ho capito le ragioni che mi avevano spinto ad accettare: perchè non ne posso più. Indipendentemente dal risultato elettorale, so che sto facendo la cosa giusta per un Paese più democratico e slegato da interessi speculativi.

Un caro saluto a tutti i lettori di questo blog
e in particolare al Professore:
(ieri mi ha telefonato Michele dei Grilli Perugia: sono stati convocati dall'ASM di Terni per un confronto sul Porta a porta! Piano piano lo stiamo già cambiando questo Paese, ed è una soddisafazione impagabile...)

Roberto Pirani
www.buonsenso.info
utente anonimo

#2  17 Aprile 2008 - 13:54
Mitico!
Utente: sacchett Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sacchett

#3  14 Settembre 2008 - 16:02
Vedi anche www.biorealis.com, anche in Alaska sino dati da fare.

Saluti
Massimo Bottega