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sabato 20 settembre 2014

Progetto Pilota Compostaggio sul Balcone

Allego la relazione del Comune di Genova, Assessorato Ambiente, sul Progetto Pilota realizzato per verificare la possibilità che gli sconti TIA che il Comune riconosce alle famiglie che compostano, possano essere estesi anche a chi ha spazi "fioriti" inferiori a 15 metri quadrati.

 
Relazione sperimentazione compost in piccoli spazi


0.Avvio della sperimentazione (Ottobre 2012)

Il Comune ha promosso la sperimentazione dell’attività di compostaggio domestico in piccoli spazi (si intende con ciò il balcone di casa di metratura inferiore ai 15 mq. e quindi non rientrante nella casistica prevista dalle delibere comunali con le quali si è formalizzato il compostaggio domestico ai fini della riduzione TIA) in collaborazione con la Sezione genovese di Italia Nostra (in particolare con il dott. Federico Valerio che ha curato gli aspetti scientifici contenuti nel manuale di compostaggio pubblicato a cura dello stesso) e la formazione degli sperimentatori.

Gli sperimentatori sono stati individuati tra le persone che hanno aderito ai 2 corsi di formazione  organizzati dal Comune (segreteria dell’Assessorato all’Ambiente) in collaborazione con Italia Nostra tra fine Settembre ed  Ottobre alla Biblioteca Berio. I canali di reclutamento per la partecipazione alla formazione sono stati : newsletter compostatori (sito urban center), informativa ai municipi (inclusi sportelli del cittadino, rete biblioteche ecc.), newsletter AMIU, comunicazioni ai media cittadini.

Le persone che hanno partecipato ai 2 corsi (tenuti dal dott. Valerio) sono state complessivamente 36. Ogni corso è stato organizzato in due sessioni e modulato in una parte teorica ed una pratica.  Al termine del percorso formativo a tutti i partecipabnti è stato consegnato un kit composto da un cestino sottolavello ed una dotazione di sacchetti di carta per la raccolta dell’umido, il manuale di compostaggio, un piccolo quantitativo di compost, una agenda. Ai partecipanti è stato richiesto di annotare e comunicare i dati riguardanti la conduzione della sperimentazione 


1.Comunicazioni agli/dagli sperimentatori

La sperimentazione  è stata monitorata in quattro diverse occasioni: la prima con email inviata in fase di avvio (13/10/2011), la seconda con email inviata nel mese di Dicembre (14/12/2011), la terza con interviste telefoniche effettuate nel mese di Febbraio e la quarta con una email inviata alla fine del mese di Marzo.

Alle prime due email hanno risposto complessivamente circa un terzo degli sperimentatori  (11 compostatori : 5 nel mese di ottobre e 6 nel mese di dicembre).  Una parte di loro ha fatto pervenire anche immagini fotografiche (dei sistemi di trattamento adottati, del compost fresco già ottenuto, delle compostiere autoprodotte). Il responsabile scientifico della sperimentazione ha puntualmente fornito risposte alle richieste di informazioni circa l’applicazione delle tecniche di compostaggio: le domande più frequenti hanno riguardato la miscelazione dei materiali da compostare, la scelta degli integratori strutturanti, l’areazione nei vasi di compostaggio, i tempi di maturazione del compost, la presenza indesiderata di moscerini.   Nel mese di Febbraio sono stati contattati   telefonicamente a cura della segreteria dell’Assessorato buona parte degli sperimentatori che non avevano ancora dato notizie ed a fine mese, a conclusione del progetto, è stato fatto un recall finale a tutti i partecipanti richiedendo in particolare a chi non la avesse ancora fatto, di fornire indicazioni circa l’esperienza ed i risultati raggiunti.


2.Analisi della sperimentazione attraverso i contenuti delle email inviate dai compostatori

2.1.Contenitori usati per compostare

Seguendo le indicazioni fornite nel corso della formazione, i contenitori prevalentemente usati per il processo di compostaggio sono costituiti da vasi di coccio di dimensioni correlate alla produzione familiare di rifiuti organici . Tuttavia emerge abbastanza diffusamente l’idea di “personalizzare” i contenitori in funzione  della effettiva conformazione degli spazi esterni a disposizione, per motivi  estetici o per un migliore adattamento alle proprie abitudini. Si rileva quindi la creazione di compostiere “fai da te” prodotte  utilizzando semplicemente oggetti di recupero (ad es.cassette della frutta in plastica) oppure realizzate con utilizzo di materiali diversi (ad es. reti plastificate). In altri casi i classici vasi di coccio tondi sono stati sostituiti con vasi a forma rettangolare: gli sperimentatori hanno comunque sempre  tenuto conto della necessità di avere contenitori funzionali allo scopo e quindi forniti delle caratteristiche “base” di una compostiera  (buona possibilità di areazione, dimensionamento adeguato alla produzione domestica di rifiuto umido, maneggevolezza ecc.). Il reperimento di materiali per la costruzione delle compostiere diventa anche occasione per trasferire ad altre persone conoscenza ed interesse per il processo di compostaggio (un compostatore descrive un dialogo con il negoziante di ferramenta che a sua volta gli riferisce come in molti si rivolgano a lui per costruire compostiere da mettere in terrazzo)      

2.2 La gestione degli scarti umidi

 Gli sperimentatori si sono attenuti in genere alle raccomandazioni fornite in sede di formazione, di procedere ad una frammentazione degli scarti umidi finalizzata all’aumento della superficie esposta all’ossidazione ed all’azione dei batteri. Una compostatrice osserva di avere acquisito la capacità, controllando meglio la gestione della compostiera, di “rallentare” l’operazione di taglio degli scarti vegetali senza incorrere in inconvenienti, riuscendo a dosare di volta in volta la quantità di materiale strutturante necessario a fare progredire correttamente il processo di compostaggio. L’abilità acquisita nel tempo si manifesta anche nella capacità di “correggere” lo stato della compostiera quando qualcosa  va storto: si cita ad esempio l’episodio di materiale “abbandonato” nel corso delle vacanze natalizie e recuperato quando già era iniziato un processo di putrefazione grazie all’aggiunta di strutturanti e al rimescolamento dell’insieme del materiale compostabile.
In altri casi il taglio degli scarti diventa un momento per socializzare all’interno del nucleo familiare l’attività di compostaggio e rendere contemporaneamente l’operazione più veloce.        

2.3 Materiale strutturante  e integratori

Il reperimento di materiale strutturante, indispensabile per una corretta gestione del processo di compostaggio non sempre avviene con facilità (ad es. non risulta semplice reperire legno vergine non trattato). Spesso prevale la scelta di utilizzare materiali disponibili gratuitamente, approfittando, ad esempio, di una passeggiata in campagna per raccogliere rami e foglie secche. Tra gli integratori usati prevale l’uso del compost (quello fornito con lo starter kit). In alcuni casi si segnala una certa difficoltà a reperire in vendita altri tipi di integratori (pollina e cornunghia).     

2.4 Il compost

La tecnica messa a punto per il compostaggio in balcone, accelerando il processo di decomposizione del materiale organico consente di ottenere il primo compost entro poche settimane dall’avvio della sperimentazione. Le prime notizie relative al composto prodotto sono state trasmesse dai compostatori alla fine di Dicembre. Dalle notizie fornite si ricava come il compost, ancorchè  fresco (si segnala qualche difficoltà nella operazione di setacciatura dovuta ad un eccesso di umidità) appaia già sufficientemente stabilizzato e privo di cattivi odori. Emerge inoltre la drastica differenza  di peso e volume tra il materiale introdotto nella compostiera ed il compost prodotto in esito al processo[1]: ciò conferma la possibilità di gestire il processo di compostaggio trattando la maggior parte dei rifiuti umidi prodotti a livello domestico anche in spazi di ridotte dimensioni .

2.5 Effetti indesiderati: moscerini, formiche, marciumi e muffe

Le criticità evidenziate dagli sperimentatori si concentrano essenzialmente nel sopraggiungere di moscerini attirati dal processo di decomposizione dei rifiuti vegetali e molto marginalmente dalla produzione di marciumi e muffe. Mentre nel secondo caso i problemi sembrano collegati direttamente ad imperizia nella gestione del processo, nel primo caso il fenomeno si presenta diffusamente anche in presenza di una gestione attenta della compostiera ed è obiettivamente causa di qualche disagio. Per ovviare al problema sono state proposte  strategie di allontanamento collegate alla installazione di piante aromatiche nei pressi della compostiera o di collocazione di reti a maglia fitta presso le prese d’aria dei vasi di compostaggio. Altra pratica consigliata è quella di sottoporre il compost prodotto a congelamento allo scopo di distruggere le uova degli insetti senza pregiudicare la sopravvivenza della componente microbiologica.

3. Conclusioni

Delle 36 persone registrate in  fase di avvio, 15 hanno condotto l’esperienza fino alla sua conclusione, 14 si sono ritirate e 7 non hanno mai fornito informazioni circa le azioni condotte.  Le motivazioni delle persone che hanno abbandonato la sperimentazione sono riconducibili nella grande maggioranza dei casi  a sopravvenuta disaffezione imputabile a  mancanza di tempo; in alcuni casi hanno influito sulla decisione le condizioni meteo avverse (il gelo), marginalmente sono stati determinanti la presenza di moscerini o difficoltà incontrate nella gestione della compostiera.

Il compostaggio domestico in balcone di ridotte dimensioni, come  dimostrano le varie testimonianze allegate alla presente relazione, è una tecnica di riduzione a monte dei rifiuti umidi attuabile con relativa facilità da parte delle famiglie genovesi: se applicata seguendo le indicazioni contenute nel Manuale di compostaggio realizzato dalla sezione genovese di Italia Nostra essa non comporta particolari difficoltà di gestione.

 Il bacino potenziale di applicazione del compostaggio domestico si estende a tutti i fruitori di una abitazione con balcone. Si tratta quindi di una parte significativa della popolazione cittadina il cui coinvolgimento in questa pratica virtuosa potrebbe dare risultati consistenti in termini di riduzione dei rifiuti umidi in città.

Occorre altresì considerare che il compostaggio domestico è un strumento potentissimo per veicolare ai cittadini la nuova percezione del rifiuto, in particolare del rifiuto organico, visto come materiale utile per nutrire la terra e non come elemento nocivo alla salute di cui disfarsi al più presto. Nell’ambito dell’educazione alla sostenibilità ambientale il compostaggio domestico in balcone ha il vantaggio di consentire l’avvicinamento di persone che pur senza possedere giardini o ampi spazi esterni, vengono messi in grado di gestire la componente più problematica dei propri rifiuti domestici.

Il problema degli abbandoni registrati nel corso della sperimentazione potrebbe essere indice di una certa criticità legata in particolare alla quantità di tempo necessaria per mettere in atto correttamente e con continuità il compostaggio: nel caso della sperimentazione in oggetto è fisiologico considerare una quota di abbandoni da parte di volontari per i quali non era previsto alcun beneficio economico. Nel caso in cui si decida di formalizzare la pratica del compostaggio in balcone prevedendo forme di incentivazione per gli aderenti, sarà necessario, come già avviene per il compostaggio tradizionale, prevedere una attività di monitoraggio e controllo e di eventuale sanzione per inadempienti. 

In conclusione appare nell’interesse della Amministrazione Comunale perseguire l’espansione del compostaggio in balcone come attività di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti oltre che come strumento di diffusione dell’educazione alla sostenibilità ambientale. Considerata la natura ancora in parte sperimentale di questa forma di compostaggio rispetto a quella tradizionale in compostiera di grandi dimensioni o in cumulo ed in ragione di una probabile maggiore difficoltà a gestire la componente proteica del rifiuto umido domestico, si potrebbe in una prima fase iniziale condizionare l’accesso agli incentivi economici previsti per il compostaggio tradizionale alla frequentazione obbligatoria di un corso di formazione specifico per compostaggio in balcone o, in alternativa, per chi non intenda gestire in toto i propri rifiuti umidi domestici escludendo scarti di origine animale proporre un incentivo analogo a quello attualmente previsto per il conferimento di ingombranti alle isole ecologiche (accredito punti su TIAcard).   



                                                                                                                      


[1] una famiglia composta di quattro persone (due adulti e due bambini)  producendo una quantità di rifiuto umido pari a circa un sacchetto da 8 litri ogni due settimane al termine del periodo dichiara di avere prodotto circa ½ kg. di compost.