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domenica 28 settembre 2014

Biometano tedesco



Lo zoo di Monaco riscaldato con il biogas ottenuto con le cacche di elefante

Nel maggio del 2007 a Pliening , nei pressi di Monaco di Baviera si è inaugurato il primo impianto operativo di bio-metano: quattro milioni di metri cubi di metano prodotto ogni anno per fermentazione anaerobica di 36.000 tonnellate di scarti agricoli.

La novità di quest'impianto è che il biogas originario, che contiene circa il 40% di metano, è purificato ad oltre l'80% e reso compatibile con la normale rete di distribuzione del gas.

I vantaggi sono evidenti, il gas prodotto è utilizzato come e dove serve e non più nei pressi dell'impianto, con difficoltà di utilizzare il calore residuo, specialmente d'estate, e senza le perdite di rete lungo le linee di distribuzione dell'acqua calda e della corrente elettrica.

Con l'immissione nella rete di distribuzione  del bio metano, il teleriscaldamento delle case si realizza da subito usando il bio-metano al posto del metano siberiano o libico e senza la messa in opera delle costose tubazioni coibentate tipo quelle dell'inceneritore di Brescia.

Inoltre sono sempre possibili tutti gli altri usi energetici del metano, quali l'autotrazione e la produzione di elettricità, con i vantaggi ambientali del metano rispetto ai combustibili liquidi e solidi, compresi biomasse e rifiuti urbani.

L'idea è così buona e vincente che un simile impianto di biometano,  poco tempo dopo è entrato in funzione a Straelen nel basso Reno.

E la fantasia " verde" dei Tedeschi si è ormai scatenata: gli animali ospitati nello zoo di Monaco provvedono ai loro fabbisogni energetici con fonti di energia rinnovabile autoprodotta!

Questa singolare autosufficenza energetica è ottenuta con il solito impianto a biogas, realizzato direttamente nel Munchner Tierpark Hellabrunn, lo zoo di Monaco, impianto che questa volta è alimentato direttamente dalle abbondanti cacche e dalle altrettanto abbondanti pipì  di elefanti, ippopotami, rinoceronti , bufali... e dagli avanzi dei loro pasti, circa 2.000 tonnellate l'anno!

E prima di realizzare questa bella idea, quelle 2000 tonnellate erano rifiuti da smaltire.

Come vedete i Tedeschi qualche pensierino se è il caso di andare avanti con i cosidetti Termovalorizzatori, pare lo stiano facendo.

Tanto per darvi un'idea delle potenzialità di questo tipo di impianti, gli scarti umidi prodotti dai soli genovesi (siamo in 600.000) e i fanghi derivante dalla depurazione delle nostre fogne ( la nostra cacca..) potrebbero produrre ogni anno circa 8 milioni di metri cubi di metano, senza contare il metano recuperabile e immettibile in rete dalla nostra megadiscarica di Scarpino.

Estendete questa stima a tutte le grandi e piccole città italiane e divertitevi a calcolare di quanti gasificatori potremmo fare a meno, specialmente se nel frattempo partisse  una seria politica di efficenza energetica del sistema abitativo e produttivo italiano.

Indispensabile anche una diversa politica di incentivi che oggi incentiva la combustione del biogas solo per  produrre elettricità.

Per incentivare in modo non speculativo la raffinazione del biogas a biometano, potrebbe essere sufficiente l'esenzione per alcuni anni delle accise che oggi gravano sul gas naturale.

Questa a me pare sia l'ecologia del fare bene!

Dai diamanti non nasce niente...