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venerdì 27 maggio 2011

Impatto Zero

Con l'invito a Cesena. gli amici del Movimento Impatto Zero mi hanno fatto due bei regali.

Il primo regalo è stato quello di presentare per la prima volta in pubblico il mio volumetto " Compostaggio in campagna e in città", accolto con grande interesse.

Il secondo regalo è stato quello di visitare un impianto per il trattamento della frazione organica, innovativo e molto interessante.

L'impianto, gestito da Romagna Compost, in collaborazione con Hera, prevede un primo trattamento anaerobico che ha la particolarità di essere a secco e con impianti molto semplici, con costi di gestione e impegno di superfici estremamente contenuti.

Il brevetto di origine tedesca è stato ulteriormente implementati e oggi si presenta in questo modo: gli scarti umidi da mercatali e raccolta differenziata sono sminuzzati, mescolati a cippato di legno, inoculati con batteri anaerobi  e con pale meccaniche trasferiti in silos a forma di parallelepipedo. Chiuso il portellone nel silos sono immessi i gas di scarico dei motori alimentati a biogas e in carenza di ossigeno, può partire la fermentazione anerobica con produzione di biogas che prosegue per circa 40 giorni. Il biogas depurato alimenta due motori endotertermici che producono elettricità e calore, in parte utilizzati per usi interni. Dopo 40 giorni la biomassa residuale è trasferita in un altro reparto coperto, dove la biomassa viene insufflata con aria per attivare la fase aerobia di compostaggio che dura circa 20 giorni. Alla fine di questo procedimento si setaccia il comèpost prodotto, si separarano plastiche e altri inerti e il sottovaglio è ottimo compost biologico pronto per l'uso. Un biofiltro tratta tutta l'aria aspirata dai capannoni e vi posso garantire che all'esterno non si avverte nessun particolare odore che possa segnalarela presenza di rifiuti.
L'impianto avviato da circa un anno, può trattare 55.000 tonnellate di frazione organica e il suo successo è tanto evidende che sembra che la dirigenza HERA, molto amante dell'incenerimento si stia ricredendo.

Per concludere una notizia: i sacchetti di mater-bi, non sono biodegradati nella fase anaerobica, quelli di carta si.