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martedì 25 novembre 2008

Taranto Chiama Genova

Genova e Taranto hanno qualche cosa in comune; a partire da circa 50 anni fa queste due città hanno ospitato una grande acciaieria a ciclo integrato, impianti che, partendo da carbone e ossido di ferro, hanno prodotto tutte le lamiere in acciaio che sono servite per fornire agli italiani di automobili e lavatrici e a creare tanti posti di lavoro.

Purtroppo, questi impianti sono stati realizzati a pochi metri di distanza dalla abitazioni e l'inquinamento di queste fabbriche è molto elevato. In particolare le cokerie, dove il carbone è trasformato in carbon coke, emettono in atmosfera grandi quantità di cancerogeni, in particolare benzene e benzopirene.

La cokeria di Genova è stata chiusa nel 2002, anche grazie ai nostri studi e ora gran parte dei problemi ambientali e sanitari sono a Taranto, da dove ci è arrivata una richiesta di aiuto: " Possiamo calcolare quante sigarette fumano i nostri ragazzi respirando l'aria inquinata presente nel quartiere residenziale di Tamburi'".

Quello che segue è la risposta.



La chimica spiegata ai genitori

 Quante sigarette fuma il tuo bambino?

 Quante sigarette fuma un bambino del quartiere Tamburi di Taranto?

Sembra una domanda assurda. Ma ce la siamo posti, alla luce dell’alto impatto inquinante a cui è sottoposta la città di Taranto.

 Quarantacinque anni fa venne costruito il centro siderurgico Italsider proprio a ridosso della città, e la parte più prossima all’area a caldo è il quartiere Tamburi. Si sono aggiunti anche altri stabilimenti ad alto impatto ambientale, come la raffineria Agip e la Cementir.

 Recentemente gli studi dell’Arpa Puglia hanno evidenziato sotto il profilo scientifico la gravità della situazione. E’ tuttavia complesso comprendere dati espressi con terminologia specialistica e unità di misura che fuoriescono dall’esperienza quotidiana, come ad esempio i nanogrammi (miliardesimi di grammo).

 Un’unità di misura “divulgativa”: la sigaretta

Con la collaborazione del dott. Federico Valerio, chimico ambientale dell’Istituto Tumori di Genova, abbiamo cercato di trasformare informazioni complesse, come le esposizioni da benzopirene, in conoscenze divulgabili e facilmente comprensibili.
L’obiettivo è stato quello di trasformare l’inquinamento da benzopirene (il componente più cancerogeno degli IPA, ossia gli idrocarburi policiclici aromatici) in “sigarette equivalenti”. La domanda era appunto: ma quante sigarette fuma involontariamente un bambino esposto a determinate emissioni di benzopirene?

 Quanto respirano i bambini

I dati delle quantità di aria inalata da bambini, a seconda della loro attività, sono tratti da

Jill A.J. Beals et al. Quantifying the distribution of inhalation exposure in human populations: distribution of minute volumes in adults and children.Environmental Health perspectives vol 104 N°9, 1996.
I valori sono in litri al minuto e rappresentano i valori medi:
·        bassa attività: 8,02
·        moderata attività (camminare): 16,7
·        alta attività (corsa): 28,56
Quanto benzopirene c’è in una sigaretta
Il contenuto medio di BaP (benzopirene) e i valori minimi e massimi nel  2000 in un campione di sigarette vendute in USA ( e in gran parte anche in Italia)  a seconda del contenuto di nicotina, è il seguente:
  • alto contenuto nicotina:  media 10.10 nanogrammi/sigaretta  (min 8,46 -max 11,55)
  • medio contenuto nicotina: media 8,31 ng/sigaretta (min 6,05- max 10,26)
 L’88% delle sigarette vendute in Italia hanno un contenuto di nicotina che può essere classificato “alto” e “medio” e sei delle marche di sigarette americane studiate nella ricerca citata sono tra le 10 marche di sigarette più vendute in Italia.
 La fonte è di tali studi è
J.E Swauger et al. An analysis of the mainstream smoke chemistry of samples of the U.S. cigarette market acquired between 1995 and 2000. Regulatory Toxicology and Pharmacology 35 142-156, 2002.
“Quante sigarette?” Ecco come abbiamo calcolato l’inquinamento
Per sapere quante sigarette fuma un bambino in un giorno nel quartiere Tamburi abbiamo:

1)      individuato la quantità di benzopirene presente giornalmente in un  metro cubo d’aria nel quartiere Tamburi; tale dato è disponibile in particolare negli studi dell’Arpa Puglia o nelle ricerche in essi citate in base alle misure effettuate presso la centralina che è stata installata in questo quartiere. I dati sull’inquinamento di benzopirene hanno tenuto conto sia della quantità media giornaliera misurate su base annuale, sia le concentrazioni giornaliere più alte registrate quando per l’intera giornata il quartiere Tamburi si è trovato sottovento alla cokeria, l’impianto che emette la maggiore quantità di benzopirene.

2)      moltiplicato la quantità di benzopirene in un metro cubo d’aria, per il numero di metri cubi respirati giornalmente da un bambino, a seconda della suo tipico stile di vita (ore di sonno, ore di gioco…)

3)      una volta ottenuto il totale dei nanogrammi di benzopirene inalati in un giorno, abbiamo diviso tale valore per il benzopirene mediamente contenuto nel fumo di una sigaretta, lo stesso fumo che inala il fumatore. In questo modo è stato ottenuto l’”equivalente in sigarette”.

 Va specificato che tale calcolo ha un valore indicativo, in quanto da individuo a individuo, a seconda dell’età, del sesso, dell’attività, varia il numero di metri cubi di aria respirata giornalmente e anche le sigarette hanno, come si è visto, un contenuto di benzopirene variabile a seconda della marca e del tasso di nicotina.
Detto questo, abbiamo cercato di fornire una panoramica delle molteplici equivalenze fra esposizione al benzopirene da inquinamento ambientale ed esposizione al benzopirene da sigaretta, al fine di trasformare in “linguaggio comprensibile” quello che per molti è l’“incomprensibile” linguaggio della chimica.

 Non solo diossina

Da questa ricerca divulgativa rimangono fuori ovviamente molti inquinanti come ad esempio la diossina o il mercurio. Ma abbiamo voluto concentrarci sul benzopirene in quanto è un cancerogeno insidioso per la salute umana  non meno della diossina e che appartiene alla pericolosa famiglia degli IPA, ossia quegli Idrocarburi Policiclici Aromatici per i quali Taranto ha un primato nazionale assoluto: 95,8% per le emissioni in aria e 91% per le emissioni in acqua.[1]
Gli studi “secretati” dell’ISPESL
L’ISPESL ha realizzato a Taranto degli studi mantenuti per molto tempo “riservati”.
L’Arpa Puglia ne ha rivelato l’esistenza segnalando nella propria relazione tecnica al Ministero dell’Ambiente del 16 settembre 2008.
A pagina 6 la relazione dell’Arpa cita il uno studio ISPESL, in cui viene evidenziato
nel sito di via Orsini, “un accumulo di benzo(a)pirene nei giorni dal 2 al 5 marzo 2004 con un picco allarmante il giorno 4 marzo di 67 ng/m3e, dall’esame dei parametri descrittivi degli effetti meteorologici, risulta che “nel periodo dal 2 al 5 marzo i venti prevalenti erano da nordovest, cioè Orsini si trovava sottovento rispetto al sito industriale”.
Cosa significa tutto se convertiamo i valori di benzopirene in sigarette? Significa che il 4 marzo 2004 i bambini  del quartiere Tamburi di Taranto, respirando,  hanno “fumato” 128 sigarette!

 Quartiere Tamburi: i calcoli effettuati con i dati dell’Arpa Puglia

Utilizzando un semplice foglio elettronico abbiamo effettuato varie conversioni in “sigarette fumate” partendo dalle rilevazioni giornaliere di benzopirene per metro cubo d’aria nel quartiere Tamburi. In questo conto si è fatto riferimento alla quantità di benzopirene presente nel fumo di sigarette più “leggere”





ng a m3 di BaP


metri cubi respirati


ng per ogni sigaretta


sigarette fumate


Tamburi media Arpa 2005-8


1,09


16,3


8,31


2,1


Tamburi ottobre 2005


1,14


16,3


8,31


2,2


Tamburi febbraio 2006


1,78


16,3


8,31


3,5


Tamburi estate 2008


0,82


16,3


8,31


1,6


Studi ISPESL (tenuti "riservati" fino alla richiesta di PeaceLink)






Tamburi 2/3/2004


15,81


16,3


8,31


31,0


Tamburi 3/3/2004


22,48


16,3


8,31


44,1


Tamburi 4/3/2004


65,62


16,3


8,31


128,6



I valori scelti per i metri cubi respirati e per le sigarette solo quelli medi e sono tratti dalle fonti già citate in precedenza.


Ringraziamenti

Si ringrazia il dott. Federico Valerio, direttore del Servizio di Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, per i dati forniti e per la cortese collaborazione.







[1] Cfr. www.peacelink.it/editoriale/a/27369.html