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lunedì 10 novembre 2008

Federalismo Ambientale

Il 7 novembre, affollato incontro pubblico a San Giovanni Lupatoto, nei sobborghi di Verona.

In prima fila il sindaco del comune di San Giovanni e numerosi consiglieri. E' uno dei pochi casi in Italia in cui il Sindaco di schiera decisamente a favore di trattamenti a freddo, in alternativa al solito inceneritore ( 400.000 tonnellate /anno) che la provincia di Verona vuole realizzare nel territorio di questo comune.

Qui la Lega la fa da padrona, e dall'assemblea , dopo il mio intervento, al solito seguito con grande interesse, esce una proposta interessante: Vva bene il Federalismo, ma per favore non solo quello fiscale.

Se le tasse devono restare in gran parte nei territori che le hanno pagate, è altrettanto giusto che ogni territorio si gestica con intelligenza ed equità i propri materiali post consumo. E i trattamenti meccanico biologici, che non soffrono di mania di grandezza come gli inceneritori, possono essere la giusta risposta tecnologica a questo nuovo federalismo: un impianto TMB a misura di ogni ambito territoriale.

Potrebbe essere una nuova forma di  Federalismo Ambientale,  che sarebbe interessante fosse fatto proprio dalla dirigenza locale e e nazionale della Lega. Molto scetticismo, a riguardo,  nel pubblico: il sindaco di Verona Tosi sembra abbia ben altro per la testa.

Postato da: federico46 a 09:37 | link | commenti (5)
ambiente e salute


Commenti:
#1  10 Novembre 2008 - 18:19
 
Può sembrare incredibile, ma perfino a Brescia si registrano casi di questo genere. Comuni che alle porte di una città che vanta il più importante inceneritore al mondo - meglio, spacciato per tale - scelgono strade nettamente differenti. Uno su tutti Travagliato, 12.000 abitanti, passato dal 26 al 69% in pochi mesi con l'introduzione del porta a porta.
Per quanto ci sarà possibile, le prenderemo ad esempio per diffondere ovunque il virus della decenza.
Non molliamo!

Adriano
utente anonimo
#2  10 Novembre 2008 - 18:21
 
Le percentuali citate (dal 26 al 69%) si riferiscono alla raccolta differenziata.
Perdonate la dimenticanza.

Adriano
utente anonimo
#3  10 Novembre 2008 - 20:08
 
Grazie dottor Valerio. C'ero anch'io a San Giovanni Lupatoto. Purtroppo, due giorni dopo la conferenza, come lei già sa, sul giornale di Verona escono anche gli articoli che cercano di tranquillizzare e sminuire quello che si dice...però noi non molleremo mai e continueremo a informare la gente! Grazie per il suo intervento e per il suo grande impegno per salvare questa Italia allo sfascio. Grazie ancora!!
utente anonimo
#4  11 Novembre 2008 - 09:12
 
Ho letto gli articoli comparsi su L'ARENA del 9 novembre e ecco il mio commento:
"Confermo la correttezza di quanto riportato dall'Arena. Non conosco il prof Cognetti. Quello che dice non è sbagliato, ma occorre interpretarlo. Gli studi epidemiologici hanno sempre ampi margini di incertezze che tuttavia, sul tema specifico, non fanno concludere che non ci sono problemi, anzi; gran parte degli studi, come lo stesso prof Cognetti afferma, individuano possibili associazioni tra la residenza nelle zone di ricaduta dei fumi prodotti da inceneritori e diverse patologie. Necessariamente, visti i lunghi tempi di latenza dei tumori, dal momento dell'esposizione al momento della diagnosi, questi studi si riferiscono ad esposizione avvenute tra gli anni novanta ed ottanta. Il problema è che il miglioramento delle tecnologie di trattamento fumi solo in parte ha compensato l'aumento delle quantità di rifiuti inceneriti da singoli impianti.
La taglia standard degli inceneritori italiani realizzati tra gli anni 70 e 80 era di 100.000 tonnellate anno, oggi l'inceneritore di Brescia, per semplici economie di scala, tratta più di 800.000 tonnellate l'anno e ovviamente emette in atmosfera una quantità di fumi proporzionale alla quantità di rifiuti inceneriti. Quindi fumi più puliti ma in maggiore quantità (otto volte di più) .
Quello che il prof Cognetti, e quelli della sua scuola dovrebbero capire, e dare a riguardo risposte corrette è : la composizione chimica dei fumi di un inceneritore è fatta di specifici cancerogeni e mutageni che caratterizzano le emissioni di questi specifici impianti? Oggi queste caratteristiche chimiche sono diverse da quelle degli impianti di incenerimento di penultima generazione? I cancerogeni e mutageni persistenti ( metalli, diossine, pcb, policiclici aromatici...) emessi dagli inceneritori si accumulano lungo la catena alimentare?
Quale era e quale è la dose giornaliera di questi composti per chi mangia alimenti così contaminati? Alla contaminazione dei cibi, quanto contribuiscono le contaminazioni prodotte altrove e da altre fonti? Questo rischio è evitabile?
Con riferimento alla penultima domanda può essere utile riportare le stime della quantità di diossine di produzione transfrontaliera che piovono sulla pianura padana: oltre alla produzione nostrana, le grandi perturbazioni ci regalano anche diossine prodotte in Austria e nei paesi balcanici, in quantità piccola ma non certo trascurabile.
Per il momento è quanto
Alla prossima
Federico Valerio
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#5  11 Novembre 2008 - 12:41
 
A Brescia si bruciano ogni anno 800mila tonnellate di rifiuti.
- La nostra aria è troppo spesso oltre i limiti di legge per le PM10 ...e non parliamo dei valori delle PM2.5 che solo nel 2008 sono state oltre i limiti fissati dall'OMS per 122 giorni!!
- I tumori nella nostra città sono in costante ascesa e per molti di essi siamo ben oltre la media regionale di casi attesi.
- Nel 2008 18 aziende agricole hanno dovuto distruggere il latte prodotto poichè contaminato da diossina oltre i limiti di legge ("casualmente" tutte queste aziende agricole si trovano a sud dell'inceneritore)
- Quasi tutto il latte prodotto in zona ha mediamente livelli di diossina che vengono segnalati dalla UE come d"attenzione", cioè rientrano nei limiti di legge ma vanno verificate le causee di contaminazione comunque elevata....ma nessuno lo fa!
Potrei continuare con altre notizie sulla "splendida" Brescia ma credo possano bastare.....ovviamente non sarà solo l'inceneritore la causa di questo degrado ma sicuramente dell'inceneritore potremmo fare a meno!!
Giulia - Brescia
utente anonimo