Translate

venerdì 21 novembre 2008

Dopo Venezia

Mi sembra che la Tavola Rotonda a cui ero invitato a partecipare, sul tema,  " Problemi sanitari e pubblica accettazione dei trattamenti termici" e tenutasi a Venezia il 19 novembre, a conclusione del simposio " Energia dalle biomasse e dai rifiuti", sia andata bene. E certamente merito è anche il vostro sostegno telematico.

Innazi tutto, abbiamo potuto esprimerci nella nostra lingua madre ( per gli ospiti stranieri era assicurata la traduzione simultanea) e la gestione del moderatore Antonio Cianciullo ( La Repubblica) è stata sempre corretta, equilibrata  e attenta a garantire la minoranza, in questo caso Montanari e il sottoscritto.

E' mancata una partecipazione critica sul fronte medico, che avrebbe dovuto coprire il dr. Bolognini che non ha potuto partecipare, ma nel complesso non mi sembra che il fronte "no-incinerator" sia uscito male.

L'intervento di Montanari ed in particolare la tremenda foto da lui mostrata di un feto colpito da leucemia a presunta causa di nanopolveri ha creato turbamento e ha suscitato proteste nel pubblico ed, addirittura, offese personali da parte di uno dei relatori stranieri, atteggiamento  deplorevole, subito rintuzzato con efficacia da Cianciullo, anche perchè fino ad allora le posizioni legittimamente diverse erano state espresse nella piena corretteza da parte di tutti i relatori.

Io ho avuto un piccolo scambio polemico con l'ing Giugliano che aveva affermato che dalle sue  misure aveva  potuto vedere che da un inceneritore escono nanoparticelle, ma non più di quelle che  sono presenti nell' aria in ingresso. Alla domanda di Cianciullo su che cosa ne pensavo a riguardo, ho risposto che non conoscevo questo studio e che questa affermazione mi lasciava molto perplesso; comunque se il mio giudizio è sospeso sulle nanoparticelle non c'erano dubbi che nei fumi di un inceneritore dell'ultima generazione ci sono più ossidi di azoto, ossido di carbonio, IPA, diossine ... di quanto ce ne sia nell'aria in ingresso all'inceneritore e usata per la combustione. Oltre che dai numeri, questa affermazioni era supportata dal fatto che gli inceneritori, nonostante tutte le migliorie fatte, continuano ad aver bisogno di alti camini per diluire gli inquinanti che immettono nell'aria. E a mio giudizio questo rischio aggiuntivo, per quanto piccolo possa essere giudicato, non è certamente obbligatorio, in quanto riduzione, riciclo e trattamenti biologici possono dare una risposta al problema, con impatti che, alla luce dei dati disponibili, sono minori di quelli dell'incenerimento. A queste affermazioni, Giugliano ha dovuto ammettere che i suoi  tranquillizzanti riferimenti riguardavano solo le nanopolveri, in base a suoi studi, peraltro non ancora pubblicati e non ancora confermati da altri. Sul minor impatto degli impianti biologici da me sostenuto, da parte di altri relatori si è ribattuto citando le opposizioni dei cittadini anche agli impianti di compostaggio (peraltro opposizioni totalmente rientrate quando queste conflittualità sono state gestite con democrazia e buon senso) e il mercurio che esce anche dagli impianti a freddo, se alimentati con scarti contaminati. In questo caso, ovviamente,  il problema è quello di elimare o intercettare tutti i rifiuti che contengono mercurio e una buona raccolta porta a porta ed una raccolta separata dei rifiuti elettronici può eliminare elengantemente questo problema.

In sintesi, qualche dubbio nella platea lo abbiamo certamente messo, compreso quello del problema delle malattie associate all'esposizione a nanoparticelle.

A mio giudizio  sarebbe andato meglio se avessimo evitato l'incidente di Montanari, innescato da una sua inutile provocazione (la foto) e da alcune sue affermazioni che sono sembrate poco scientifiche ad un pubblico abituato a confrontarsi sempre su questo piano.

Ad esempio aver attribuito con certezza ad un inceneritore le nanoparticelle trovate nelle cellule tumorali prelevate ad un bambino, per il semplice fatto che questo bambino era nato nelle vicinanza di un impianto di questo tipo, e' stato un errore.

Questa affermazione, nel dibattito che è seguito con l'oncologo che conosceva il caso, ha sviato l'attenzione dal vero problema, ovvero che a prescindere dalla fonte e dal dubbio che il tumore sia stato indotto da quelle nanoparticelle,  quelle particelle fatte di metalli rari ( tungsteno ed altro) nelle cellule di quel bambino non dovevano esserci!

Anch'io penso che nel caso specifico, occorre avere prove scientificamente convincenti che le nanoparticelle che Montanari trova nelle cellule tumorali derivano effettivamente da un inceneritore e non, come qualcuno ha detto, dalla stufa di casa o dal traffico. Montanari afferma che questa prova non è possibile in quanto da un inceneritore esce di tutto. Invece, da chimico ambientale penso che questo prove siano possibili, in quanto negli inceneritori entra anche di tutto, ma in prevalenza entrano alcuni specifici metalli ( ferro, alluminio, zinco, rame, stagno) e nei loro fumi escono più concentrati alcuni metalli e non altri (quelli più volatili, ad esempio cadmio, mercurio) e la loro composizione realativa, ancorchè variabile, ha probabilmente specifiche caratteristiche che potrebbero  permettere un'attendibile stima della  fonte prevalente delle nanoparticelle che si trovano in chi ha vissuto sottovento a questo impianto. E' ovvio che occorrono specifici studi che, al momento, pare non siano disponibili.

Un breve commento al Simposio. Non è stato, come poteva sembrare, una passerella promozionale di venditori di inceneritori. C'erano anche questi soggetti, tuttavia numerosi sono stati anche gli interventi in merito a ricerche ed applicazioni sul recupero energetico dai rifiuti attraverso tecniche biologiche per produrre metano, idrogeno, etanolo. Visti gli interventi e  la grande partecipazione di giovani ricercatori a queste specifiche sessioni ho la netta sensazione che gli inceneritori siano armai arrivati al loro capolinea e che il futuro, anche molto prossimo, sia dei trattamenti biologici integrati, anaerobici più compostaggio, quelli che ci piacerebbe realizzare a Genova. Spero che a questa soluzione pensi seriamente anche l'assessore all'ambiente della val D'Aosta, presente alla tavola rotonda, a cui ho fatto osservare che la sua regione condivide con la mia il vantaggio di non avere inceneritori e che quindi noi, se vogliamo, possiamo fare scelte innovative, senza il condizionamento di impianti di incenerimento a cui, ancora per decenni, chi ce li ha, dovrà, in tutti i modi possibili,  fornire combustibili.

Postato da: federico46 a 12:19 | link | commenti (4)
ambiente e società, ambiente e salute, biomasse


Commenti:
#1  21 Novembre 2008 - 15:31
 
Grazie Dottore della nota!

Sono contenta di leggere che non è stata una passerella di venditori di inceneritori, sinceramente quando avevo visto sponsor e programma ne avevo il timore.
Molto bene anche il fatto che lei sia riuscito a seminare dubbi e perplessita. In merito alle nanopolveri ovviamente mi spaventano molto e apprezzo che il dott. Montanari si scagli sempre a spada tratta contro gli inceneritori ma forse sarebbe preferibile evitare di dare appigli a chi vuol demolire le sue analisi .....personalmente ho ancor più paura di tutte le altre "schifezze" che perfino chi l'inceneritore lo gestisce non nega escano da quel maledetto camino..anche se magari minimizza un po' sulle quantità.
Quel camino lo vedo fumare ogni notte dalla mia finestra.
Dimenticavo, sono Giulia di Brescia, il camino del nostro inceneritore ci regala tante "belle cose" ma chissà perchè fuma sempre molto di più quando fa buio....sarà "timido" e non vorrà farsi notare??!!

Grazie ancora per il suo lavoro, leggerla è sempre utilissimo!
G.
utente anonimo
#2  22 Novembre 2008 - 12:36
 
Grazie anche da parte mia. Lei è sempre corretto nell'esposizione e molto attento a come dice le cose. Proprio per questo è una grande risorsa per chi può leggere i suoi post.

Speriamo di seguire i suoi consigli anche a Verona.
Elia
utente anonimo
#3  22 Novembre 2008 - 14:03
 
Il dott. Montanari si lamenta dell'aggressione verbale subita a Venezia. E la cosa mi fa grande dispiacere. Secondo me fa benissimo a mostrare le foto delle sue ricerche: dobbiamo tutti (dai ricercatori alla gente comune) SAPERE cosa succede al nostro corpo per via dei metalli emessi da camini (che evocano nella mia mente altri tarribili camini). Io ho già la sfortuna di avere il diabete mellito da 6 anni (ne ho 37), e la spiegazione dei medici "autoimmune" è uguale a dire "non so". Ma mi chiedo: e i bimbi che nascono col diabete? che colpa hanno se la mamma ha respirato certe cosucce?
Gemma - Bs
utente anonimo
#4  23 Novembre 2008 - 09:54
 
Montanari sostiene che la composizione spettrografica di certi metalli rappresenti una "firma" chimica in grado di stabilire la provenienza da incenerimento delle nanoparticelle.

Ciò di per se non è una certezza, però concordo che il Dott. Montanari dovrebbe cercare correlazioni un po più stringenti delle sole ipotesi.

Più volte l'ho criticato per quella immagine del feto, atta ad avere un impatto emotivo ma secondo me completamente fuori luogo. Evidentemente non ha seguito il suggerimento mio e di tante altre persone, quando è venuto da noi a Cesena ad illustrare le stesse cose.