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domenica 16 marzo 2008

L'Inganno dei CIP 6

Il Gestore Servizi Elettrici (GSE) ci informa (http://www.comitatinrete.it/CIP6%20completa.doc) su quanti euro annualmente sono andati alle fonti energetiche rinnovabili e a quelle assimilate.

Presso il sito indicato potete trovare tutti i dettagli.

La sintesi è stata l'oggetto del mio ultimo post in cui vi comunicavo che nel 2006, 5,5 miliardi di euro sono andate a rimpinguare le casse di petrolieri ed affini mentre solo 40.370 euro sono andati a impianti fotovoltaici

A spanne mi sono divertito a calcolare cosa sarebbe potuto succedere nel nostro Paese se nel 1992 non si fosse inventata questa manfrina.

Le ipotesi del calcolo sono:

- la delibera CIP 6 non inseriva tra i beneficiari le fonti assimilate e l'incenerimento di rifiuti e biomasse
- i 5 miliardi di euro così risparmiati annualmente andavano per l'acquisto di impianti fotovoltaici
- il costo di un impianto fotovoltaico da 1 kwatt (10 metri quadrati) è di 10.000 euro
- ognuno di questi impianti eroga 1400 kwatt di energia elettrica

Se il governo italiano nel 1992 avesse fatto questa scelta, oggi (fine 2007) avremmo 7,5 milioni di tetti fotovoltaici in grado di erogare 10,5 miliardi di kilowattore all'anno a inquinamento zero (alla lettera).

Nel 2006 tutti gli impianti di incenerimento rifiuti e biomasse operanti in Italia, hanno prodotto solo 5,2 miliardi di chilowattore.

Gli stessi impianti ci hanno anche regalato qualche milione di tonnellate di ceneri, diversi milioni di tonnellate di gas serra, qualche migliaia di tonnellate di inquinanti vari sotto forma di polveri sottili, ossidi di azoto, composti organici...



Postato da: federico46 a 14:43 | link | commenti (5)
salute, ambiente e società, materiali post consumo


Commenti:
#1  16 Marzo 2008 - 20:15
 
Leggere questi numeri fa veramente arrabbiare.....io vivo a Brescia e di questi contributi qui ne sono arrivati tanti, troppi, cioè in quantità direttamente proporzionale ai danni subiti dalla città a causa di un sistema di gestione dei rifiuti che prevede solo l'incenerimento a scopo di lucro!!
utente anonimo
#2  17 Marzo 2008 - 21:34
 
Io direi che viste le informazioni che ci fornisci (grazie) sarebbe ora che si facesse qualcosa per cambiare questo andazzo. Non possiamo solo farci male al fegato con la consapevolezza di essere stati presi ancora per i fondelli, bisogna che lorsignori che comandano sappiano che ormai tutti noi sappiamo...
E le leggi, le regole e le disposizioni si possono cambiare.
Ma i verdi, gli ambientalisti, il WWF queste cose le sanno? (Secondo me...sì...) e come mai le accettano?
A.L.
P.s.: tranquillo, ti leggiamo sempre. Magari non commentiamo perche' non siamo in grado (almeno io) di esprimere il nostro parere in modo "scientifico", perche' su questi argomenti il cittadino comune e' gravemente ignorante!
Utente: Sottoachitocca Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Sottoachitocca
#3  17 Marzo 2008 - 21:48
 
Vi informo che un gruppo di lavoro del Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano stà organizzando la vertenza CIP 6. Ovvero una vertenza legale che consentità a ciascun utente Enel/pagatore CIP 6 (Il CIP 6 si alimenta con il 7% della nostra bolletta) di richiedere il rimborso di quanto corrisposto ed utilizzato impropriamente. Cordiali saluti. Alfredo Sadori
utente anonimo
#4  19 Marzo 2008 - 14:50
 
Gli ambientalisti sono persone associate, non sono dei poteri forti che possono cambiare in un attimo una legge.
questo per rispondere al penultimo commento.
Ricordiamoci di chi sta ancora portanto il CIP6 per gli inceneritori quando andremo a votare.
la destra vuole tornare all'energia atomica, il PD da i contributi CIP6 all'inceneritore di Acerra.
Sta a noi informarci e capire che non sono tutti uguali i politici.
Un bel suggerimento per battagliare è la proposta di rimborso del commento precedente.
ciao
Utente: sacchett Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sacchett
#5  22 Marzo 2008 - 17:57
 
Aggiungo che a queste cifre già significative, bisogna aggiungere la quantità di energia persa per trasmissione dalle grandi centrali verso la distribuzione e le risorse spese per il potenziamento delle reti di trasmissione A.T. (rigorosamente finanziate anche queste da TERNA con soldi dello Stato).
Succede che la microproduzione (ad es. in Puglia) non riesce a essere distribuita per saturazione ed eccedenza di produzione.
Anche l'energia prodotta da eolico e fotovoltaico è costretta ad essere elevata di tensione (e quindi in parte persa) per essere trasferita altrove.
Un vero e proprio disastro, una scelta criminale che è risultato della liberalizzazione del mercato dell'energia.
utente anonimo