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venerdì 28 novembre 2014

I terrazzamenti: la tecnologia dimenticata 3)


Basta una passeggiata sui nostri monti e un pò di attenzione per accorgersi che gran parte di essi sono terrazzati: muri in pietra che seguono le curve di livello e si dispiegano paralleli l'uno all'altro, separati da sottili fasce di terra in piano.


Le forme diseguali delle pietre grezze, l'assenza di cemento, l'attuale stato di abbandono possono suggerire che alla base della loro costruzione ci siano rozze tecniche primitive.



Non è così e la principale prova è l'età di questi manufatti: molte di queste opere sono state realizzate nell'alto medievo, millecinquecento anni or sono e da questa era remota sono arrivati sino a noi, ereditate, date in regalo, da una generazione all'altra, di fatto immodificate rispetto al momento della loro realizzazione, se non per l'ordinaria manutenzione.

La principale funzione dei terrazzamenti è di realizzare in zone acclivi, ma ben esposte al Sole,  terreni coltivabili dove far crescere la vite, l'ulivo, il grano, il fieno, gli ortaggi...

La realizzazione dei terrazzamenti inizia con il disboscamento, che in dialetto ligure si definisce "runca'", roncare, una parola molto antica.
 Il termine ronco, ormai utilizzato nella lingua corrente con il significato di podere terrazzato o colle, deriva infatti dal verbo latino runcare che significa disboscare, dissodare.  Quindi, tutte le località con il toponimo "Ronco" (Ronco Scrivia, Ronco Longo...) ci ricordano che qui c'erano boschi, appositamente tagliati in epoche remote per realizzare terrazzamenti da coltivare. 
FIG1 Schema della realizzazione di terrazzamenti

Finito il disboscamento,alla base del monte si realizza il primo muro a secco di contenimento, sul quale si appoggia il terreno di riporto scavato a monte (FIG. 1)

Durante questo scavo, che tende ad arrivare fino alla viva roccia, si recuperano i massi che saranno utilizzati per realizzare il secondo muro a secco.

Realizzato il primo terrazzamento, il lavoro prosegue verso l'alto, fino a raggiungere la parte di monte rocciosa non più coltivabile.

Ovviamente tutto questo lavoro è fatto a mano con picconi, pale e mazze per lavorare la pietra. Per il trasporto delle pietre e della terra sono usati animali da soma con appositi basti.

Come già detto, i muri di pietra sono a "secco", ossia realizzati senza l'uso di leganti quale calce o cemento. Questo ovviamente comporta una grande abilità ed esperienza delle maestranze che hanno tirato su questi muri, a volte definibili come ciclopici.
FIG 2  Dettagli costruttivi di un muro a secco

La Figura 2 mostra alcuni dettagli costruttivi dei muri a secco che spiegano la loro durata nel tempo.

Il muro è leggermente inclinato verso monte per meglio rispondere alle spinte verso l'esterno della terra e dell'acqua assorbita.

Le pietre più grandi sono utilizzate come base del muro e altrettanta cura è data alle pietre da porre sulla testa del muro.

 Dietro al paramento murario esterno si pone uno spesso strato di pietre e ciottoli con il compito fondamentale di drenare il flusso d'acqua e di ridurre la perdita di terra.

In questo modo, anche nel caso di forte piogge, i terrazzamenti non si imbibiscono d'acqua e quindi si evita che il peso della terra a monte provochi il crollo dei muri.

Sulla base del muro, per tutta la sua lunghezza, è realizzata una canaletta con lo scopo di raccogliere l'acqua drenata dal muro ed evitare che essa scorra lungo il pendio di terra ed eroda la preziosa terra, portandola via.

I terrazzamenti sono gli elementi più in vista di una complessa opera di trasformazione del territorio che comprende anche scale in pietra di accesso ai campi, canali per la regimentazioni e l'uso dell'acqua, cisterne, strade poderali e mulattiere, costruzioni in pietra per il rimessaggio degli attrezzi e riparo.

FIG. 3 Muro in aree ventose
I terrazzamenti sono anche un interessante esempio di bio architettura.

Ad esempio, in condizioni climatiche particolari, come le isole con forti venti di direzione dominante che potrebbero danneggiare le coltivazioni, i muri sono più alti del piano coltivato, con lo specifico scopo di creare una barriera frangivento.

Gli spessi muri in pietra, di solito orientati verso Sud,  hanno anche la funzione di accumulare energia solare sotto forma di calore e questo crea, lungo tutto il terrazzamento, un microclima utile per la migliore crescita e maturazione del raccolto.

Merita attenzione anche il fatto che i muri a secco offrono ospitalità a rettili, insetti, piccoli mammiferi e questo contribuisce alla tutela della biodiversità, ma anche a forme di lotta biologica.

Nelle zone più acclivi la coltivazione dei terrazzamenti è certamente penalizzata dalla difficoltà dei trasporti, specialmente dei carichi pesanti.

A questo problema l'ingegno contadino ha risposto con slitte da utilizzare d'inverno, ma ancor più con semplici funicolari, con lo sfruttamento della forza di gravità per trasportare a valle il legname e il carbone di legna.

Nelle Cinque Terre questa vecchia tradizione è stata aggiornata e oggi un "trenino" a cremagliera permette il facile trasporto delle ceste d'uva dai terrazzamenti al punto di raccolta.

Insomma, se vogliamo, i terrazzamenti possono continuare ad essere con noi e fornirci sicurezza e cibi di qualità.

Sullo stesso argomento:
I terrazzamenti: la grande opera dimenticata 1)
I terrazzamenti liguri: la grande opera dimenticata  2)

FIG. 4 Trenino a cremaliera sui terrazzamenti delle Cinque Terre.