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martedì 4 ottobre 2011

Cacca di pollo

Il servizio di Presa Diretta di ieri sera ( RAI3, a cura di Corrado Iacona) è stato angosciante, anche se i fatti raccontati non sono nuovi.

Gli agricoltori in Italia spariscono e, con loro, le terre coltivate.

Ma non spariscono solo i contadini, spariscono anche i pastori e i pescatori,  E' una strage silenziosa che non interessa i media e tanto meno la classe politica. Il colpevole è il mercato senza regole che, ad esempio, fa venire nei porti italiani navi cariche di grano ucraino o australiano, con lo scopo dichiarato di tenere bassi i prezzi dei nostri prodotti e poter lucrare sul mercato internazionale con accordi tra le cinque multinazionali che controllano a livello mondiale questo mercato.

Analoga sorte per i pomodori e il formaggio.

La trasmissione ha dimostrato che il made in Italy è una favola ( soli il 50% del grano usato nei nostri pastifici è di produzione nazionale) ma questo è il problema minore.

L'abbandono dei campi non è solo disoccupazione crescente ma anche dissesto idrogeologico, aumenti dei costi al consumo, bilancia commerciale negativa, desertificazione del territorio.

Dubito che un governo autorevole non sia in grado di favorire sinergie tra produttori e trasformatori o ancor meglio, aiutare i produttori (contadini) a diventare anche trasformatori dei loro prodotti, abbreviendo la filiera dal produttore all'utilizzatore del prodotto finale.

Questa trasformazione epocale potrebbe anche essere possibile aiutando i contadini a diventare utilizzatori e produttori di energie rinnovabili, privilegiando quelle prodotte con scarti agricoli.

Il mercato invece sfrutta le debolezze del mondo contadino per affittare a quattro soldi i loro terreni ed installare al posto del grano e delle viti, pannelli fotovoltaici, la cui energia è pagata con danaro pubblico in base ai certificati verdi dati senza regole e tanto meno con criteri attenti agli interessi collettivi.

E questo è anche il danno minore, in quanto il terreno agricolo rende di più se diventa un mezzo per smaltire rifiuti speciali ( fanghi di depurazione), se non addirittura tossici e pericolosi.

L'unica alternativa che vedo è che chi produce beni vitali come il cibo e