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domenica 10 luglio 2011

Pirolio per il 3° millennio

In Italia le centrali che bruciano biomasse, producono solo elettricità, spargono al vento enormi quantità di calore e inquinano pesantemente  l'aria circostante, stanno sorgendo come funghi.

Il sottoscritto, in qualità di Biomass Buster, gira il Paese, chiamato dai tanti comitati e in pochi casi da alcuni sindaci, che si attivano quando per caso sanno di questi progetti, tutti preoccupati della loro salute, del deprezzamento delle loro case, dell'immaggine negativa  della locale produzione agroalimentare.

E mentre qui da noi ,con danaro preso dalle tasche dei cittadini (Certificati Verdi) si incentivano  spreco energetico, incremento dei gas serra,inquinamento e la Ricerca muore, in Germania si investe pesantemente nel trovare le soluzioni che permetteranno di sostituire le vecchie raffinerie con le nuove bioraffinerie in cui  il petrolio sarà sostituito con le biomasse vegetali , scarti della produzione agricola finalizzata a produrre alimenti.

Gli studi più interessanti si svolgono al Karlsruhe Institute of Technology (KIT) dove un impianto pilota già trasforma biomasse di scarto il un bio-olio, il quale a sua volta è trasformato in combustibile per autotrazione.

L'idea alla base di questo progetto è molto interessante.

Le biomasse di scarto prodotte  a km zero da un determinato territorio sono trattate in un piccolo impianto di pirolisi, in sintesi, sono riscaldate a 500 gradi in assenza di ossigeno. In queste condizioni i biopolimeri quali  cellulosa, emicellulosa, lignina, si degradano a molecole più semplici, una parte gassose ( ossido di carbonio e idrogeno)  e una parte liquida.

Poichè questo processo avviene in ambienti chiusi l'inquinamento prodotto è molto limitato, e sostanzialmente dovuto alla combustione del gas di sintesi auto prodotto per fornire il calore necessario all'impianto.

Questa frazione liquida,  che il processo messo a punto dal KIT rende stabile nel tempo e facilmente trasportabile, è formato da una miscela di idrocarburi ossigenati, denominata pirolio e può essere considerato un analogo del petrolio fossile e la sua caratteristica più importante è che concentra almeno 10 volte l'energia chimica delle originarie biomasse.

Il Pirolio prodotto localmente da decine di impianti di pirolisi sparsi sul territorio è inviato ad una unica grande bioraffineria dove altri processi chimici trasformano il pirolio in un combustibile idoneo all'autotrazione che potrebbe essere venduto al prezzo di 50 centesimi al litro, al netto di tasse e accise :-).

Vantaggio di questo sistema è che il petrolio e i suoi derivati sono prodotti a partire da scarti vegetali e questi prodotti sostituiscono integralmente petrolio e combustibili e carburanti fossili, senza aggiungere nuove fonti inquinanti rispetto a quelle già esistenti.

Se questo processo si affiancherà alla realizzazioni di impianti ad alta efficenza energetica e ad una nuova economia più sobria nei consumi e più equa nell'utilizzo delle risorse rinnovabili del Pianeta, forse ce l'abbiamo fatta a realizzare un modello che potrà garantire all'intera umanità di attraversare indenne il terzo millennio.

I nostri politici ne sanno qualche cosa di tutto questo ? Hanno capito dove si sta andando e dove bisogna andare?