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giovedì 29 luglio 2010

Deumidifichiamo

Il termometro è a 30 gradi e l'igrometro segna 70% di umidità relativa. La senzazione d'afa è garantita e poco o nulla può fare il ventilatore. Ma prima di buttare soldi nell'acquisto e nella gestione di un condizionatore e contribuire, con l'aumento dei consumi elettrici, all'aumento delle emissioni di gas serra, c'è un'altra opzione: un buon deumidificatore.
Questo elettrodomestico nasce con il compito di abbassare l'umidità dei locali che hanno questo difetto e svolge il suo compito facendo passare l'aria su una superfice fredda dove il vapore si condensa e l'acqua, in forma liquida, passa dall'aria della vostra stanza al bidone previsto per la raccolta.
Il problema è che per effettuare questo passaggio di stato ( da vapore a liquido) il deumidificatiore produce calore che libera in atmosfera e quindi contribuisce ad aumentare la temperatura della stanza dove è in funzione.
Se avete seguito con attenzione questi post, dovreste aver capito che il confort termico dipende prevalentemente dal tasso di umidità e non dalla temperatura e  quindi il trucco è di raggiungere un corretto compromesso tra riduzione della umidità ed aumento della temperatura.
Torniamo alla prima riga di questo post.
La Tabella di Scharlau ci dice che  se l'umidità è al 40% la temperatura tollerabile può essere di 32 gradi.
Questo deve essere il nostro obiettivo: far scendere l'umidità dal 70 al 40 % e far aumentare la temperatura della stanza di due gradi. Se vogliamo essere più sicuri aumentiamo di qualche percentuale il tasso di umidità da raggiungere ( ad esempio 45%) e contiamo sull'effetto rinfrescante del ventilatore che sicuramente funzionerà vista la bassa umidità.
Quindi il deumidificatore deve poter essere regolato al valore di umidità che si vuole raggiungere e deve essere di potenza adeguata al volume dei locali che si vuole deumidificare, tenerlo acceso a stecca con tutte le porte aperte è certamente sbagliato.
Il locale che si frequenta più a lungo è la camera da letto. Quindi, poche ore prima di andare a dormire, si mette il deumidificatore nella camera scelta, regolato in base alla Tabella di Scharlau, si accende e si chiude bene porte e finestre; quando si va  dormire, il deumidificatore si spegne o si mette al minimo ( mi raccomando ancora una volta di acquistare apparecchi certificati silenziosi), la stanza sarà due-tre gradi più calda di prima ma con un tasso di umidità più basso tale da conciliare il sonno.
Provare per credere.

ps: ovviamente il deumidificatore funziona se avete adottato tutti gli altri consigli per ridurre la produzione di umidità e le fonti di calore inutili, consigli che potrete ritrovare nella rubrica Economia Domestica di quetso Blog. Vi ricordo un accorgimento a cui si pensa poco: svuotare e spegnere il freezer!