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martedì 3 novembre 2009

Biomass Buster 3

Tutte le centrali a biomasse con cui ho avuto a che fare ( ad oggi,  una decina) hanno una caratteristica in comune: le loro emissioni, ovviamente rispettose dei limiti che la legge prevede per le emissioni industriali, peggioreranno la qualità dell'aria dei territori che dovrebbero ospitarli.

Non è un problema da poco.

La direttiva 2008/50/CE del parlamento Europeo ( 21 maggio 2008) ,  relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa,  al punto 2)  recita: " E' opportuno evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici  nocivi " e al punto 9) ribadisce il concetto " Lo stato di qualità dell'aria dovrebbe essere mantenuto, se già buono, o migliorato".

L'uso del condizionale ci fa pensare che i nostri parlamentari europei ci sono andati cauti, ma che una buona qualità dell'aria sia mantenuta tale, se si ha la rara fortuna di averla e se non è obbligatorio fare altrimenti è, perlomeno,  una norma di buon senso.

Questo buon senso, a mia conoscenza, l'hanno avuta alcuni sindaci, che al contrario di quelli citati nei precedenti post Biomass buster, hanno fatto prevalere su interessi privati, gli interessi della  tutela della salute dei loro concittadini.

Questi sindaci , e mi piace citare il primo cittadinio di Pontinia (Latina) e di Castegnole delle Lanze ( Asti) , hanno detto no a progetti di centrali a biomasse i cui effetti sarebbero stati quelli di portare inquinamento in zone rurali e in aree in cui la produzione agricola di qualità e l'agriturismo sono la nuova sfida allo sviluppo agricolo.

E questa scelta non è certo stata facile: il Sindaco di Pontinia, ad esempio,  si è visto recapitare una richiesta milionaria di danni,  da parte degli avvocati dell'azienda che voleva realizzare sul suo territorio una centrale a biomasse.

Ho avuto il piacere di poter aiutare entrambi, con un parere del mio istituto sui problemi ambientali creati da questi impianti; è un piacere più grande lo ho avuto quando ho appreso  dai Sindaci che questo parere è stato utile e in alcuni casi decisivo .

Carte alla mano, ad oggi, abbiamo vinto: il Tribunale Amministrativo ha riconosciuto ad entrambi i Sindaci citati non solo la possibilità, ma addirittura l'obbligo di intervenire con un parere negativo alla realizzazione di un opera giudicata oggettivamente "inutile" e con effettivi certamente peggiorativi della qualità dell'aria dei propri concittadini ( tutti: sia quelli che hanno eletto il sindaco, come pure quelli che non lo hanno eletto o che si sono astenuti).