In questi giorni il mio Blog compie tre anni e, come è ormai consueto, "festeggiamo" andando a vedere che ci dice l'osservatorio di Mauna Loa sull'andamento della concentrazione di anidride carbonica del Pianeta. Nel Luglio 2009 eravamo a 387,28 parti per milione (ppm) , 1,41 ppm in più, rispetto al valore registrato un anno prima. Nella figura, la linea nera rappresenta l'andamento mensile corretto rispetto all'andamento stagionale ( linea in rosso) che descrive "il respiro " di Gaia, l'effetto dei cicli stagionali sulle piante che crescono in primavera e assorbono anidride carbonica e muoioni in autunno, restiduendo anidride carbonica all'atmosfera.
Insomma, lo strato di "vetro" virtuale (quello formato dalle molecole di anidride carbonica ) che ricopre il Pianeta Terra, si è "ispessito" ancora un pò e quest'anno, nella serra in cui viviamo, il nostro Pianeta, abbiamo intrappolato un pò più di energia solare, rispetto all'anno prima.
Effetti: temperature degli oceani un pò più alti, eventi meteorologici un pò più violenti, ghiacciai e callotte polari un pò meno estesi.
Insomma, lo strato di "vetro" virtuale (quello formato dalle molecole di anidride carbonica ) che ricopre il Pianeta Terra, si è "ispessito" ancora un pò e quest'anno, nella serra in cui viviamo, il nostro Pianeta, abbiamo intrappolato un pò più di energia solare, rispetto all'anno prima.
Effetti: temperature degli oceani un pò più alti, eventi meteorologici un pò più violenti, ghiacciai e callotte polari un pò meno estesi.
Come potete vedere dalla figura, che ci viene sempre da Mauna Loa, è dalla fine degli anni '50, da quando su questa isola in mezzo all'Oceano Pacifico, a 3.200 metri di altezza sul livello del mare si sono cominciate a fare misure, che le cose vanno così: anno dopo anno, la concentrazione di anidride carbonica aumenta, a vista d'occhio.
E le cause di questo fenomeno sono stranote: è la corsa mondiale alla crescita del Prodotto Interno Lordo, (PIL) con la sua coda di deforestazioni, di aumento dei consumi di combustibili fossili e non fossili.
E Il fatto che un anno di crisi mondiale, con il crollo di tutti i mercati e dei consumi globali, non abbia dato nessun segno visibile di inversione di tendenza del fenomeno, quantomeno con un rallentamento della crescita, è un dato che aumenta la mia preoccupazione.
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