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mercoledì 20 febbraio 2008

Biomasse , che fare?

pioppetoLunedì sera, 18 febbraio, convocazione straordinaria del consiglio comunale di Ventimiglia per avere lumi sull'opportunità di continuare a mandare avanti i lavori per la realizzazione di una centrale a biomasse da 3 megawatt elettrici,  in località Bevera.



Grande partecipazione di pubblico ( molti in piedi) fino a tarda ora ad ascoltare le ragioni dell'imprenditore e del progettista e del sottoscritto, invitato per sostenere le ragioni della salute degli abitanti.



Ovviamente la centrale si realizza in quanto grazie ai certificati verdi, il suo bilancio sarà in attivo, nonostante il fatto che il legname che arriva alla centrale riceverà un onesto compenso. Ovviamente, pagare il combustibile è normale, ma come sanno i miei cinque lettori, nel caso dei rifiuti è il "produttore" che paga per la loro combustione.



All'imprenditore,  che ha una lunga esperienza famigliare nell'uso industriale del legname, ho chiesto se non fosse più conveniente e razionale utilizzare la cellulosa per produrre bioetanolo, piuttosto che bruciarla per produrre elettricità.

La risposta è stata che se si produce etanolo si devono pagare le accise allo Stato (altre tasse!).

Poichè, rispetto alla combustione in centrale, esistono numerosi vantaggi collettivi nel trasformare scarti in cellulosa in un combustibile liquido da miscelare alla benzina, tra i quali un minore impatto ambientale,  mi permetto di suggerire un tema nella campagna elettorale in corso: eliminazione delle accise per i prossimi vent'anni per chi produce bioetanolo e gasolio da scarti di cellulosa ( paglia, stoppie, cippato, pulper di cartiere...).