Translate

giovedì 9 gennaio 2014

Con il nuovo Piano Industriale Genova cancella il termovalorizzatore: Italia Nostra festeggia con cautela.




Ieri, a Genova, il Presidente della Azienda Municipale Igiene Urbana (AMIU) in accordo con il Comune, ha presentato le linee guida del nuovo Piano Industriale per la gestione di quelli che, ormai ufficialmente, anche per AMIU, sono diventati Materiali Post Consumo.

E' una vera rivoluzione culturale, di rilevanza internazionale, che passa da una gestione lineare (produci, consuma, smaltisci), ad una gestione circolare (produci, usa, riusa, ricicla).

Per l' 80% il piano industriale AMIU ricalca quanto proposto alcuni anni or sono da Italia Nostra.

Le principali divergenze di questo Piano Industriale con il Modello Italia Nostra sono:
1- una crescita della raccolta differenziata troppo lenta, con il rinvio al 2020 dell'obiettivo di legge del 65%, che bisognava raggiungere nel 2012.
2- l'uso come combustibile per i cementifici della frazione non riciclabile
3- l'ipotesi che la legna recuperata dalla pulizia di boschi e rii possa essere utilizzata per produrre energia.

Ma con un buona volontà, nell'interesse di tutti, il Piano potrebbe  migliorare se si faranno anche queste tre cose:

1- La rapida realizzazione del previsto impianto di compostaggio (ci vogliono due anni, autorizzazioni comprese), dovrebbe permettere di accelerare questi tempi, con l'estensione della raccolta differenziata dell'umido (il 35% dei nostri scarti) a nuovi quartieri della città, evitando, come avviene oggi, di trasportare l'organico negli impianti di compostaggio dell'alessandrino.
Una volta identificato il sito, Italia Nostra si impegna ad sostenere questa scelta. Già lo sta facendo con i suoi corsi di compostaggio che hanno reso famigliare a migliaia di liguri questa pratica che utilizzano per compostare, senza problemi, i loro scarti umidi. Intercettato, con l'umido,un buon 30% degli scarti genovesi, aggiunti al 33% già oggi differenziato, il gioco sarà fatto.

2- Genova dispone di un impianto per la valorizzazione e la commercializzazione delle plastiche miste destinate al riuso.
Ulteriori sistemi di raffinazione di queste plastiche sono possibili e obbligatori per ottenere  la qualità richiesta per i Combustibili Solidi Secondari e per i Combustili da Rifiuti di qualità.
Ma a questo punto il materiale in uscita da questi impianti è di una qualità tale da essere appetibile anche  al nuovo  mercato delle plastiche miste.
Sappiamo di contatti di AMIU con industriali italiani del settore del riuso di plastiche miste.
Pertanto esiste  la possibilità, molto reale, che anche per le plastiche miste differenziate a Genova si possa creare una filiera industriale finalizzata al loro riuso, molto più remunerativa e meno impattante del loro uso come combustibile.

3- Per quanto riguarda l'ipotesi di utilizzare la legna dei boschi per produrre energia elettrica, Italia Nostra ha una proposta molto più interessante e molto più utile per la qualità dell'ambiente e per ridurre le emissioni di gas clima alteranti: usare ramaglie, potature, tagli di alberi necessari per la salvaguardia dei versanti, legname accumulato da fenomeni alluvionali, per produrre il cippato di legno necessario per il buon funzionamento dei previsti impianti di compostaggio.
Solo per Genova, per compostare le 70.000 tonnellate annue di frazione organica, come prevede il piano, ci vogliono circa 15.000 tonnellate di cippato di legno vergine e pulito.

Il nuovo piano AMIU prevede che i materiali raccolti in città, in modo differenziato (carta, cartoni, vetro, alluminio, ferro, frazione organica) saranno in gran parte utilizzati in nuovi cicli produttivi che, in toto o in parte, potranno essere gestiti dalla stessa Azienda.

In questo modo AMIU si trasforma da azienda per lo smaltimento ad azienda per il riciclo e il riuso.

La frazione organica, in un impianto di compostaggio e di digestione anaerobica, sarà trasformata in compost di qualità e in metano da immettere nella rete di distribuzione del gas e da utilizzare per l'auto trazione.

Anche le demolizioni edili troveranno nuovi utilizzi.

Grazie a questo piano industriale, certamente Genova e molto probabilmente la Liguria, non avranno bisogno di inceneritori e gasificatori.

E oggi festeggiano, con cautela, tutti coloro che nell'ultimo decennio, con forze impari, si sono opposti con competenza e credibili proposte alternative, all'imbroglio della  termovalorizzazione, Italia Nostra è tra questi.

Grazie a questo impegno, che ha mobilitato molti cittadini, associazioni e qualche forza politica, Genova ha evitato, negli ultimi 15 anni,  la realizzazione di tre inceneritori, uno dei quali avrebbe visto svettare il suo camino accanto alla Lanterna, il faro medioevale simbolo della Città, ipotesi che Italia Nostra ha fortemente contrastato.

In assenza di questi vincoli, che avrebbero ammazzato sul nascere qualunque scelta virtuosa di riduzione e di riciclo, oggi può partire questa nuova sfida.

Per accettarla e vincerla la Dirigenza e le maestranze AMIU dovranno crescere in conoscenza, cultura, esperienza e la stessa crescita sarà richiesta a tutti i genovesi.

La semina fatta in questi anni,  per la costruzione di un modello di sviluppo durevole, ha già creato un terreno fertile in città e in Liguria.

E per far crescere con robuste radici questa nuova pianta, nei prossimi giorni, AMIU presenterà il progetto per la realizzazione di "AMIU, azienda intelligente": un tavolo di lavoro che metterà insieme le migliori teste della città, della Ricerca, delle realtà produttive,  per costruire insieme la Genova di domani prossimo.

E che la soluzione alla crisi mondiale possa partire da Genova, dalla rivalutazione della sua "Rumenta", trasformata da problema a risorsa, e' una sfida singolare, ma certamente molto stimolante.

Anche Italia Nostra è disposta, per la sua parte, ad accettare questa sfida.