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giovedì 9 ottobre 2008

Confronto a BRESCIA

Il 7 ottobre, a Brescia, interessante faccia a faccia tra il sottoscritto e Paolo degli Espinosa. Tema del confronto quale sia il miglior modello di gestione dei Materiali Post Consumo: quello di Brescia (megainceneritore) o quello che stiamo cercando di costruire a Genova (priorità alla riduzione, al riciclo, ai trattamenti biologici a freddo).

E' il secondo faccia a faccia, tra le decine di incontri pubblici che ho fatto su questi argomenti in tutt'Italia. Il primo è avvenuto in Sardegna, su invito dei sindaci di Ottana e dintorni che volevano conoscere prima di decidere; scelta saggia, ma poco seguita in Italia.  Per inciso,  mi sono giunte notizie che quell'impianto non si fa.

Sull'esito del confronto bresciano lascio il giudizio ai numerosi partecipanti e in particolare agli organizzatori dell' Osservatorio bresciano per la difesa dello Stato di diritto.

Al momento alcune mie riflessioni.  Non ho dubbi che oggi, a tutela della salute pubblica,  Brescia debba in modo prioritario risolvere i gravi problemi lasciati in eredità dallo sviluppo industriale del passato (Caffaro) e debba affrontare con coraggio le pesanti, attuali emissioni delle diverse acciaierie presenti sul suo territorio; è da questi impianti che vengono i maggiori problemi. Tuttavia questo non può assolvere le emissioni del mega inceneritore (oltre 800.000 tonnellate incenerite in un anno), che aggiungono inquinanti ad altri inquinanti. Non mi risulta nessun dato serio che possa indicare come le ricadute al suolo di composti persistenti (metalli e diossine) e il loro accumulo attuale e quello che si può prevedere nei prossimi 20 anni di esercizio, prodotte dall'inceneritore e dalle altre fonti, siano a livelli di sicurezza.

Nel corso del confronto è stata data  notizia che  latte prodotto dalle parti di Brescia abbia un livello di diossine simile a quello delle mozzarelle di bufale della Campania e che in pieno ferragosto con i bresciani al mare e le acciaierie chiuse, la diossina dell'aria era particolarmente elevata. Che in quei giorni l'inceneritore era in funzione, è un fatto; che sia lui il colpevole, un fatto da accertare: le procedure esistono se si vogliono usare!

Anche sui benifici ambientali del teleriscaldamento occorre fare chiarezza. Quanta acqua calda prodotta dall'incenerimento dei rifiuti è effettivamente utilizzata dai bresciani nel corso dell'anno? Quale è l'efficenza energetica delle case bresciane teleriscaldate? Se, come è altamente probabile, tale efficenza è bassa, quali benefici ambientali si potrebbero avere (estate e inverno) aumentando la loro coibentazione?  Se si abbinasse la coibentazione al  teleriscaldamento, con un impianto di cogenerazione a metano (che è energeticamente più efficente,  non produce ceneri, metalli pesanti, ...) a parità di calorie utilizzate, si avrebbe un impatto maggiore o minore di quello dell'inceneritore ?

Infine ho trovato metodologicamente scorretto e l'ho detto più volte,  sia nell'intervento di Degli Espinosa che ha fatto finta di non capire,  sia sul "Rapporto dell'osservatorio sul funzionamento del termoutilizzatore di Brescia" il confronto delle emissioni di questo impianto con tutte le emissioni industriali della Lombardia. E già che c'eravamo perche non fare un confronto con tutte le emissioni della pianura padana, vista la sua natura di "grande calderone " dove tutto si mescola e ristagna per giorni?

Il vero ed unico confronto è quello delle emissioni di un un impianto a caldo da 800.000 tonnellate di MPC come l'inceneritore di Brescia,  con impianti a freddo di analoga capacità, realizzati in prossimità dei luoghi di produzione.  E i dati a mia disposizione dicono che vincerebbe alla grande quest'ultima scelta

Postato da: federico46 a 08:57 | link | commenti (13)
ambiente e società, materiali post consumo


Commenti:
#1  09 Ottobre 2008 - 09:21
 
Professore la serata è stata molto interessante ed è emerso chiaramente l'insostenibile impatto ambientale ed economico dell'inceneritore della mia città. Tralascio ogni commento su Degli Espinosa che comunque condivideva molte delle tesi da Lei esposte e ritengo che il suo tentare di spostare l'attenzione sulle altre molteplici fonti di inquinamento cittadino non ha fatto altro che evidenziare la mancanza di dati a favore dell'inceneritore.
La cosa peggiore, a mio parere, è stata l'intervento del presidente della sezione locale di Legambiente. Siamo abituati al suo sostegno incondizionato all'inceneritore cittadino ma vederlo portare dati sull'inquinamento industriale per coprire quello prodotto dall'inceneritore è stata l'ennesima delusione. Come ambientalisti siamo più che consapevoli dei danni provocati dalle industrie della zona, e ci muoviamo attivamente anche su questo fronte ma il tema della serata era un'altro.
In ogni caso il pubblico era molto attento e son certa che sia riuscito a cogliere il nocciolo della questione: gli inceneritori non servono e sono dannosi meglio puntare a sistemi più sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico.
Giulia - Bs
utente anonimo
#2  09 Ottobre 2008 - 11:58
 
Secondo me il fatto che Degli Espinosa condividesse molte delle tesi esposte dal dott. Valerio mostrava una tecnica da politico, che non vuole (e non può, davanti a persone che già qualcosa sanno) mettersi "contro", ma dà una carezz a o un buffetto al suo "relatore-antagonista" proprio per evitare il rischio di caduta libera. Dimostrando probabilmente che in realtà anche lui conosceva gli argomenti del dott. Valerio. E proprio per questo, la figuraccia l'ha fatta comunque, no? (a parte il fatto che non desse UN dato che sostenesse quello che lui "pensava".
Gemma
Bs
utente anonimo
#3  09 Ottobre 2008 - 13:33
 
Nella sua presentazione Lei ha fatto riferimento a 131mila tonnellate di ceneri pesanti e ad altre sostanze che vengono annualmente prodotte dall'inceneritore. Questi prodotti vengono liberati nell'aria e quindi provocano l'inquinamento, oppure sono sostanze che vengono prodotte ma fermate all'interno dell'inceneritore stesso? Sembra piuttosto improbabile che una quantità simile di sostanze dannose venga liberata nell'aria senza un minimo di controllo attraverso dei filtri. Nella Sua presentazione manca questo importante dato in quanto vi è differenza tra un caso (viene tutto liberato in aria) e l'altro (vi sono dei filtri che ne limitano l'emissione). Senza una corretta specificazione sono dati che spaventano ma sembrano "buttati lì" giusto per sostenere la sua tesi. Per il resto il suo intervento è stato molto interessante ed esaustivo, e ha permesso di vedere una via alternativa per il futuro.
Silvia
Brescia
utente anonimo
#4  09 Ottobre 2008 - 14:46
 
Cara Silvia
era per me ovvio che le ceneri sono un rifiuto solido che pertanto non se ne vanno nell'aria ma che se non correttamente gestite provocano inquinamento del suolo e delle falde.
La prossima volta, spiegherò meglio questo fatto, ovvero che l'inceneritore per ridurre il volume di rifiusti solidi produce rifiuti solidi ( le ceneri) ancora più pericolosi dei rifiuti trattati.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#5  09 Ottobre 2008 - 15:29
 
Se posso, e a quanto ho capito (ma si trova anche tra la F.AQ. sul blog di Stefano Montanari), i moderni inceneritori producono meno diossine ma più nanoparticelle (che si creano alla temperature più alte). Non ci sarà mai un filtro in grado di bloccare le nanoparticelle che respiriamo ammalandoci: "pensare di fermare le nanoparticelle equivale a pensare di fermare le zanzare con un cancello". Questa è la frase che non riesco a togliermi dalla testa.
Gemma
Bs
utente anonimo
#6  09 Ottobre 2008 - 17:44
 
Dott.Valerio buona sera,
Serata scontata.
Degli Espinosa sarebbe riuscito nel suo intento politico se non ci fossero state persone attente e almeno parzialmente informate.
Io sono rimasto scioccato dal fatto che dall'entrata in funzione dell'inceneritore le analisi ( che avrebbero docuto essere state fatte per contratto ) non esistano neppure.
Abbiamo qualche arma legale per poterle pretendere?
Luca-Bs
utente anonimo
#7  10 Ottobre 2008 - 07:25
 
Le nanopolveri sono generate da tutti i processi di combustione e l'incenerimento non fa eccezione. Il problema è quantificare con adequata accuratezza questo fenomeno e quindi mettere a punto metodi in grado di contare le particelle, classificate in base alle loro dimensioni. Questo si può già fare, ma per fare confronti seri occorre che queste tecnologie siano validate, come da norma, da organismi internazionali ed indipendenti.
Nel caso dell'inceneritore di Brescia non credo che sussista l'equazione meno diossine, più nanopolveri, in quanto il forno ha mantenuto le caratteristiche originali mentre si è lavorato a valle, sul trattamento fumi aumentandone l'efficenza. Questo ha spostato una parte dei problemi dal comparto aria (fumi) al comparto suolo (ceneri) con la produzione di una maggiore quantità di rifiuti solidi tossici (ceneri leggere). Peraltro a Brescia la riduzione delle concentrazioni di numerosi inquinanti all'uscita del camino è stata controbilanciata da un aumento dei MPC inceneriti (da circa 200.000 tonellate all'anno a 800.000 tonnellate all'anno).
Pertanto se le diossine emesse risultano in diminuzione, in base alle misure dell'azienda, dall'avvio dell'impianto e il suo progressivo ampliamento, sono in progressivo aumento le emissioni di polveri, di ossidi di azoto e la produzione di ceneri.
Che io sappia le autorizzazioni all'impianto non obbligavano i controlli sul terreno e comunque dubito che siano mai stati fissati limiti alla ricaduta al suolo di metalli e diossine. Il vero problema igienico sanitario sta esattamente qui. L'altra sera è stato affermato che questi controlli erano stati concordati nell'iniziale patto con i cittadini. A quanto pare questi patti non sono stati onorati. Si tratta di una responsabilità morale per cui non si andrà in galera ma che occorre che l'opinione pubblica conosca.
Comunque questi controlli, anche se ora meno efficaci, si possono fare da subito. Mi permetto di suggerire di stabilire prima le regole del gioco, ovvero decidere cosa si fa se le ricadute al suolo sono superiori a quelle indicate, ad esempio dai ricercatori fiamminghi, e giudicate sufficententi per una corretta tutela della salute pubblica in quanto nelle peggiori delle ipotesi l'assunzione giornaliera di diossina sarà inferiore alla attuale dose ritenuta tollerabile.
Tornando alle nanopolveri, qualche misura su impianti reali si cominciano a fare. Sulla loro attendibilità ci sono le riserve già dette. Comunque i risultati sono che anche gli inceneritori dell'ultima generazione producono nanopolveri, ma molto meno di quante ne escono da una caldaia a legna e in quantità sostanzialmente confrontabile con quelle emesse da un impianto a metano. Comunque un serio confronto dovrebbe essere fatto tra impianti con analoghi trattamenti fumi.
E a questo punto ribadisco le mie conclusioni: non siamo obbligati ad incenerire i rifiuti per risolvere il problema e l'incenerimento non è la scelta più intelligente: con l'unico vantaggio di ridurre i volumi dei rifiuti, l'incenerimento produce rifiuti gassosi e solidi più tossici di quelli presenti nei rifiuti trattati, con un recupero di energia che non basta per produrre gli oggetti termodistrutti a partire dalle materie prime vergini (scelta obbligatoria dopo la termodistruzione) e che è nettamente inferiore all'energia che si risparmia riusando o riciclando o compostando i rifiuti stessi.
Pertanto giudico l'incenerimento dell'ultima generazione uno stupido accanimento terapeutico che si può continuare a fare solo se l'utente, tenuto nell'ignoranza, continua a pagare in modo palese (tassa rifiuti) e in modo occulto (tassa imballaggi, tassa per le fonti di energia rinnovabile) lo stesso servizio.
ps: per chi vuole approfondire il tema, mi pare di capire poco noto, delle polveri pesanti e leggere prodotte dagli inceneritori l'invito è leggere il mio ultimo articolo, scaricabile dai media di questo Blog.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#8  10 Ottobre 2008 - 18:16
 
Prof, esiste una registrazione dell'incontro?

Fabio A.
utente anonimo
#9  10 Ottobre 2008 - 18:35
 
Professore, Abito A livorno, dove fAccio lA rAccolta differenziatA mettendo i diversi mAteriali nei cAssonetti Appositi che si trovano abbastAnzA facilmente. oggi sono a GenovA da miA sorellA, che invece hA molte difficoltà A trovAre i cassonetti dellA differenziata, lei Abita A saN teodoro, e qui ci sono i cAssonetti solo per il vetro. dove lAvora, invece, A sestri ponente, ci sono tutti i cassonetti per i vAri materiali. mi scusi per le maiuscole, mA lA tastierA funzionA male.
un sAluto enricA mArtolini
utente anonimo
#10  11 Ottobre 2008 - 21:17
 
Serata molto interessante, finalmente ho conosciuto il "mitico" Degli Espinosa colui che ha ideato la "Bestia" come l'ha lui stesso definita.
Confronto senza paragoni, un esposizione attenta, precisa nei dati e nei riscontri documentali quella del prof. Valerio, quanto confusionaria, fuorviante e imprecisa quella di Degli Espinosa.
Sconvolgente l'intervento a difesa dell'inceneritore senza ritegno del coordinatore provinciale di Legambiente che ha avuto pure il coraggio di qualificarsi come tale. La posizione di Legambiente era chiara, ma sentirsela sbattere in faccia così... Per poi aggiungere la critica senza riserve al sistema di raccolta porta a porta difendendo il cassonetto gigante... pazzesco.. pazzesco.
Alcune domande fatte alla fine dell'incotnro sono rimaste senza risposte: Ma se la provincia di Brescia produce 450 mila tonnellate di rifuti perchè avere un inceneritore che ne brucia 800 mila...? E da dove vengono le altre 400 mila? Perchè ce ne dobbiamo fare carico noi e la nostra salute? E se pure riducessimo i rifiuti... vorrà dire che aumenterà la parte di rifiuti importata, quindi in ogni caso l'inceneritore brucerà le sue 800 mila tonnellate.
Vito - Amici di Beppe Grillo di Brescia
utente anonimo
#11  12 Ottobre 2008 - 17:13
 
Genova in questo momento non è affatto un modello per quello che è stato fatto negli anni passati. Siamo ad una raccolta differenziata vergognosamente ferma al 17%. Il modello che sosteniamo è quello che stiamo costruendo, faticosamente con la nuova sindaco Marcta Vincenzi, l'assessore competente , Carlo Senesi, e l'intera giunta. I diversi passi fatti per costruire questo modello li trovate nel Blog (modello Geova) e spero proprio di potervene raccontare altri nei prossimi giorni.
Un merito tuttavia i genovesi ce l'hanno, hanno mandato in soffitta ben tre proposte di inceneritore negli ultimi 15 anni.
Se il nuovo corso Genovese regge, ce la possiamo fare a realizzare il modello Genova, proprio perchè non abbiamo il mega inceneritore che, una volta realizzato, detta tutte le sue regole.
Per chi è interessato la serata è stata ruipresa da tre teecamere con l'intenzione di ettere tutto in rete.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#12  12 Ottobre 2008 - 20:43
 
Il filmato della serata sarà in rete a breve, appena pronto vi segnalerò il link.
Giulia - Bs
utente anonimo
#13  15 Ottobre 2008 - 10:44
 
Il filmato del confronto lo potete vedere qui:

http://altrabrescia.ning.com/profiles/blog/show?id=2041463:BlogPost:3881

Giulia - Bs