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venerdì 18 gennaio 2008

Modello genova

Ieri il Modello Genova ha fatto i suoi primi passi.

 Il Comune di Genova ha approvato la linea presentata  dal Sindaco Marta Vincenzi e dall' ing Senesi, Assessore ai rifiuti ( e se cambiassimo nome anche a questo assesorato?), linea che punta decisamente ad una moderna gestione dei materiali post consumo: energica riduzione alla fonte, raccolta differenziata "Portone a Portone" finalizzata al riciclo ( con avvio a febbraio),  compostaggio e fermentazione anaerobica della frazione umida, trattamenti a basso impatto ambientale della frazione indifferenziata residuale da decidere nel dettaglio dopo attente valutazioni.

 Mi sembra che questo sia il "DeProfundis" ( il canto funebre) per il mega inceneritore- termovalorizzatore  previsto da chi ci voleva imporci  il Modello Brescia ( termovalorizziamo tutto quello che brucia e anche quello che non brucia..).

Se le cose vanno avanti così, Genova si affianca alla provincia di  Savona che la scelta politica di cassare il termovalorizzatore l'ha già fatta e si potra cominciare a parlare di Modello Liguria, un modello per il resto el Paese.


Postato da: federico46 a 07:52 | link | commenti (5)
ambiente, ambiente e società, materiali post consumo


Commenti:
#1  18 Gennaio 2008 - 09:21
 
Federico,

appena troverò un po' di tempo farò un resoconto completo della conferenza col prof. Brunner, però qui voglio riportarti brevemente una sua affermazione: secondo lui il TMB non conviene perché, pur costando meno nel breve termine, nel lungo termine costa di più, in quanto bisogna tenere sotto controllo per centinaia di anni - e questo costa - le discariche nelle quali si va a gettare il residuo.

Quanto sei d'accordo con quest'affermazione?

La prima obiezione che mi viene in mente è: ma se quello che esce fuori dal TMB è inerte, perché mai dovrei tenerlo sotto controllo?

La seconda è: e le discariche per le ceneri degli inceneritori?

Un'altra cosa che ha detto è che riciclare la plastica non conviene, in quanto il modo più efficiente di recuperare il cadmio che contiene è attraverso i filtri degli inceneritori, e non si può neanche interrare perché col tempo rilascia gli ftalati che contiene, che sono ormono-simili e che quindi andrebbero ad avere effetti nefasti sul ciclo alimentare.

Di nuovo, quanto sei d'accordo con tale affermazione?

Cercherò di recuperare l'intero video della conferenza.

Fabio
utente anonimo
#2  18 Gennaio 2008 - 11:04
 
Per dirla in linguaggio corrente queste affermazioni del prof Brunner, se sono state effettivamente dette nei termini che riporti ( non ne dubito, ma a volte si ragiona su sfumature di linguaggio) sono delle emerite puttanate. Pensavo a riguardo di scrivere una lettera aperta a Brunner non appena avrò potuto sentire la registrazione del suo intervento.
Saluti da Genova
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  18 Gennaio 2008 - 11:05
 
Attenzione ai facili proclami delle amministrazioni.

A cesena ci stanno spergiurando di voler introdurre il modello "porta a porta", poi andando a scavare nella proposta salta fuori che la sperimentazione è in "affiancamento" al sistema tradizionale, senza togliere i cassonetti stradali, snaturando così l'iniziativa che diventa un mero spot pubblicitario per l'amministrazione (tanto finanzia la regione per l'avviamento).

Vigilare sempre, mai fidarsi troppo..
Paolo - MIZ Cesena
utente anonimo
#4  18 Gennaio 2008 - 14:29
 
Purtroppo è tutto vero, Federico.

Cose sensate le ha dette, comunque: che incenerire non serve a produrre energia, serve solo a smaltire i rifiuti. La qual cosa ha lasciato sbigottiti gli pseudo-giornalisti, ma nessun giornale la riporta.

A breve dovrebbe essere inserito online il video girato da un ragazzo del meetup di Napoli.

Fabio
utente anonimo
#5  19 Gennaio 2008 - 15:57
 
Caro Paolo
A Genova non corriamo il rischio di Cesena. Il progetto di Genova nasce su nostro suggerimento e con il nostro stretto controllo.
Il sistema di Cesena che affianca i cassonetti convenzionali ad un pò di raccolta volotaria a domicilio è un sicuro fallimento.
Anche a Genova, qualche anno fa, è andata così con le conclusioni della azienda che la raccolta differenziata spinta non si può fare.
Comunque grazie per l'avvertimento
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46

martedì 15 gennaio 2008

Diossine e Inceneritori: frottole e fatti

Diossine e inceneritori

Da diversi giorni ho attuato il black-out dell'informazione. E' una forma di autodifesa per evitare che la rabbia per la disinformazione di stato mi sballi la pressione.
Mi dicono che garrule presentatrici raccontano che gli inceneritori moderni distruggono le diossine.
Riporto l'estratto di una diapositiva del Vicecommissario per l'emergenza rifiuti Campania tratta dalla sua conferenza tenuta a Genova per promuovere anche da noi il modello Brescia.
In base a queste informazioni il Commissario "garantisce" ( questa è l'esatta dizione) una emissione giornaliera dall'inceneritore di Acerra pari a 548 milioni di picogrammi ( miliardesimo di milligrammi).
Se lo stesso inceneritore avrà le stesse prestazioni dell'inceneritore di Brescia (media di quattro misure in un anno) il Commisario ci ha informato che i picogrammi giornalieri saranno 44 milioni.
Poichè in base alle stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità la dose tollerabile giornaliera di diossine per un soggetto adulto di peso medio di 70 chili è pari a 140 picogrammi, le emissioni giornaliere garantite o Brescia-simili corrispondono rispettivamente alla dose tollerabile giornaliera di 3,9 milioni e 314.000 persone.
Per la cronaca, ad Acerra abitano 34.000 persone.

Postato da: federico46 a 07:41 | link | commenti (6)
ambiente e salute, vedi napoli


Commenti:

#1  12 Gennaio 2008 - 15:23
Federico,

grazie per questi dati. Avresti a disposizione la presentazione tutta?

Fabio
utente anonimo

#2  12 Gennaio 2008 - 15:26
Leggo spesso i tuoi post, anche se non sono in grado di commentare come vorrei, proprio perche' l'informazione su questi argomenti e' sempre scarsa o perlomeno manipolata da chi ha interessi a riguardo. Proprio in questi giorni nel mio paese ci sara' una marcia di protesta contro l'apertura di una discarica e io non so ancora se e' piu' giusto essere contrari o favorevoli. La nostra zona ha visto una gran quantita' di rifiuti anche altamente tossici sparpagliati per tutto il territorio, senza controllo alcuno (ti ricorderai della famosa Acna di Cengio...) e io ho sempre pensato che piuttosto che trovarmi i rifiuti tossici in una scarpata nel bosco o nel fiume preferisco sapere che sono ammassati un una discarica ben identificata...Certamente a nessuno fa piacere avere la discarica a 1 chilometro da casa, ma se fosse fatta e gestita con tutti i crismi , non e' meglio che buttare i rifiuti dove capita e dove non ti aspetti di trovarli? E perche' i dati sull'impatto dei termovalorizzatori sono cosi' contrastanti? Anche la scienza e' diventata un'opinione al servizio degli affari? Continua a tenerci informati: continuero' a leggerti.
A.L.
Utente: Sottoachitocca Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Sottoachitocca

#3  13 Gennaio 2008 - 13:50
Caro Federico, in effetti in questi giorni la disinformazione sta superando il limite della decenza, giusto ieri sera su Rai2 proponevano Brescia come esempio per la gestione dei rifiuti!! Noi di Biella avremmo bisogno di parlarti, ti ho mandato un messaggio in pvt.
Intanto ti invito a dare uno sguardo a questo post: http://zerosilenzio.splinder.com/post/15488360/Ecoballe
Grazie per l'attenzione, buona giornata!
Lorenzo - www.grillibiellesi.org
Utente: zerosilenzio Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. zerosilenzio

#4  13 Gennaio 2008 - 15:06
Caro Federico,
grazie per i tuoi dati sempre impeccabili e per la dose giornaliera di verità. Ci serviranno molto per la conferenza del 21 gannaio a Città studi di Biella con il prof. Paul Connett.



Federico Pistono - Grilli biellesi
utente anonimo

#5  13 Gennaio 2008 - 15:10
ciao Federico
ti scrivo da Napoli, ti ringrazio per quello che scrivi e per condividere la tua competenza..
Già prima di venire a conoscenza del tuo blog avevamo organizzato un volantinaggio di controinformazione all'esterno dell'università (se ci riusciamo anche all'inetrno) durante la conferenza di brunner.
Ci interessa semplicemente che non si faccia nessun MESSAGGIO PROMOZIONALE dicendo le cose a metà. parleremo dei rischi dell'inceneritore,parleremo delle enormi differenze tra le supertecnologie (comunque nocive) e il "mamozio" campano, parleremo delle alternative e del TMB.
quello che scrivi ci ha dato ulteriori spunti.. grazie mille.
Sono il responsabile del PartitoUmanista e partecipiamo con il Meetup,l'Assise e Manitese al COMITATO ALLARME RIFIUTI TOSSICI.
utente anonimo

#6  13 Gennaio 2008 - 18:33
Le diossine hanno una temperatura di legame tipica di 850 gradi centigradi.
Nei forni a griglia mobile (inclinati) la temperatura media è sempre più bassa di quella di esercizio (specialmente alla base). L'inceneritore di Brescia (uno dei migliori) ha temperature sulla cima che arrivano a 1100 gradi, mentre alla base... attorno alle 850 !!!!

Eccome se produce diossine, è sufficiente che entri dentro qualcosa di non ben controllato (un conferimento troppo umido) che ne abbassi anche di poco la temperatura e ... BOOOM, nuvola di diossine, poi qualche ora dopo più nulla.

Calcoliamo la probabilità che avvenga un evento del genere con solo 4 osservazioni in un anno!!

Le diossine non si producono SOLO se il CDR è di qualità eccezionale e le temperature abbastanza alte, non è una questione tecnologica di come gli inceneritori sono costruiti.

Ci pigliano tutti per i fondelli, vanno fermati!

Paolo

paolo_marani@fastwebnet.it
utente anonimo

Domande al prof Brunner

Domande al prof Brunner
Spittelau IncineratorHo appena inviato al prof Brunner che il 15 gennaio terrà a Napoli una conferenza su "La grande città e i suoi rifiuti" le seguenti domande che mi auguro gli saranno poste dopo il suo intervento, come prevede l'Università Federico II che organizza l'evento.
L'invio è stato effettuato in tempo utile, la scadenza è il 14 gennaio alle ore 12.
Questa scelta è singolare, in quanto di solito si è stimolati a far domande dopo aver seguita la conferenza, ma tant'è...
Gli amici di Napoli mi facciano avere notizie di come è andata

Segue il testo inviato all'Università di  Napoli.
ps: il prof Brunner viene da Vienna e sicuramente parlerà dell'esperienza della sua città e del suo bell'inceneritore inserito in tutte le guide turistiche di Vienna



Caro prof Brunner



sono un ricercatore dell'Istituto Nazionale per la ricerca dei tumori di Genova ( www.istge.it) dove dirigo il Servizio di Chimica Ambientale che da alcuni anni studia l'impatto ambientale dei diversi sistemi di gestione dei rifiuti urbani.



1) Dai dati di letteratura emerge con chiarezza che, a parità di materiali trattati, il riciclo ha impatti ambientali nettamente inferiori all'impatto ambientale della termovalorizzazione e permette maggiori risparmi energetici  grazie all'evitata produzione a partire da materie prime vergini.

Quale è il suo parere a riguardo?



2)Se si confrontano emissioni gassose e scarti solidi della termovalorizzazione con quelli prodotti con trattamenti meccanico biologici, questi ultimi hanno impatti ambientali nettamente inferiori rispetto a quelli della termovalorizzazione.

Questa caratteristica quanto ha pesato sull' importante ricorso a queste tecnologie in Austria, Germania, Spagna, Irlanda, Inghilterra?





3) Diversi paesi europei tassano, anche pesantemente, l'incenerimento dei rifiuti urbani, anche  se effettuato con impianti che recuperano la loro energia termica con la produzione di energia elettrica e calore.

L'entità di queste tasse  ( valori riferiti al 2000),per ogni tonnellata  di rifiuto incenerita è di 14-71 € in Austria, 3,7-22,3€ in Belgio, 38-44€ in Danimarca, 9 € in Svezia.

Ci può spiegare le motivazioni alla base di questa scelta?

Che ne pensa della scelta italiana di assimilare i rifiuti urbani a fonte di energia rinnovabile e quindi poter accedere al mercato dei Certificati verdi  grazie ai quali una tonnellata di rifiuti italiani inceneriti riceve incentivi per 25-50 €?



Grazie per la sua attenzione e , mi auguro, per le sue risposte

dr. Federico Valerio

Postato da: federico46 a 19:23 | link | commenti (3)
ambiente e società, vedi napoli


Commenti:
#1  14 Gennaio 2008 - 01:20
 
Grande Federico! :-) Ti aggiorneremo senz'altro.

Fabio
utente anonimo
#2  14 Gennaio 2008 - 19:17
 
DA RIFIUTO A RISORSA
ovvero LA GESTIONE RESPONSABILE DEI RIFIUTI

Discutendo sul come potrà cambiare il nostro pianeta, ai più riesce difficile percepire la reale drammaticità del fenomeno. Ma quando le immagini ci mostrano la realtà allora si concretizza la sua tragicità.
Lo mostra il documentario "Sei gradi possono cambiare il mondo" presentato oggi 14 gennaio al Festival delle Scienze presso l'Auditorium di Roma.
Non voglio ripetere quanto da tempo ed oggi in particolare si ripete sino allo stordimento.
Non è mia volontà e mia competenza esaminare la storia di questa oggettiva piaga.
Mia intenzione è invitare a riflessioni che forse potranno contribuire ad una più attenta valutazione di questo complesso problema.
La maggior parte dei rifiuti prodotti in Italia finisce per essere seppellita in una immensa discarica.
Oltre all’enorme rischio ambientale e sanitario, viene così irrimediabilmente perduto il contenuto materiale ed energetico che qualsiasi oggetto, al di là del suo significato utilitaristico, possiede.
Quantitativi assai minori vengono avviati alla termovalorizzazione in impianti di incenerimento, recuperando il contenuto energetico ma non il materiale e non risolvendo il problema dello stoccaggio.
Accanto a forme di smaltimento tradizionali, stanno assumendo importanza crescente altre destinazioni per i rifiuti, alternative o complementari alla prima. Attività volte al reinserimento di una parte dei rifiuti in un ciclo, che può essere artificiale nel caso del riciclaggio oppure naturale nel caso del riutilizzo o del compostaggio.
Una corretta gestione dei rifiuti dovrà dunque considerare fattibilità, impatto ambientale, costi delle risorse ed energetici.
Una sintetica ma organica disamina degli elementi caratterizzanti il ciclo dei rifiuti potrà aiutare un sano confronto fornendo la necessaria base comune:
• Produzione e caratterizzazione
Molti prodotti nascono come rifiuti (tutti gli oggetti inutilmente “usa e getta” come le pile elettriche non ricaricabili) o, peggio, per decisione del marketing, assumono proporzioni ingiustificate (confezioni di detersivo la cui percentuale di detergente è minima);
• Riduzione
Occorre minimizzare volume/peso ma anche le tipologie dei rifiuti, intervenendo sul packaging (prodotti normalizzati e possibilmente biodegradabili come schiume composte da rifiuti agroalimentari) e sul comportamento del consumatore(ad esempio preferendo l’affissione al volantinaggio); l’esclusione di plastiche da idrocarburi sostituite da bioplastiche permetterebbe al consumatore di semplificare la differenziazione dei rifiuti riducendo altresì significativamente il rischio diossina;
• Riciclo e riutilizzo
Fondamentale una corretta politica dei consumi che induca all’uso di oggetti riutilizzabili (il contenitore che diventa oggetto da utilizzarsi in casa anziché rifiuto di cui disfarsi) piuttosto che semplicemente riciclabili; reintroducendo il vetro (normalizzando le tipologie dei contenitori ed eventualmente ricorrendo ad rfid passivi) non solo verrebbe ridotto il rifiuto ma salvaguardato il materiale ed i costi energetici;
• Scarico, raccolta, trasporto e trasferimento
Semplificare l’attività del consumatore e le soluzioni di raccolta (riduzione delle tipologie dei rifiuti, tritarifiuti, condotte a collettori) impedendo l’illecito riutilizzo della risorsa “monnezza”, semplificazione della raccolta (automazione di recupero da collettori) e del trasporto riducendo i trasferimenti anche con l’identificazione automatica del singolo processo
• Trattamento (meccanico, biologico, chimico, termico)
Rappresenta uno degli anelli del complesso sistema e non la soluzione; deve essere attentamente valutato in prospettiva (a livello mondiale vi è diffusione di termovalorizzatori, non delle dimensioni dell’impianto di Acerra, tutti attualmente oggetto di indiscutibili ripensamenti non resi pubblici); esistono alternative valide e validate quale il Trattamento Meccanico Biologico (WSN Environmental Solutions società Australiana a controllo statale) o il Thor dell’Ismn del CNR di Roma in grado di trattare meccanicamente rifiuto tal quale (indifferenziata ovvero le nostre ecoballe) ad un costo inferiore ai € 40/tonnellata producendo 500kg di combustibile, solido o liquido, migliore delle biomasse (povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici) quindi riducendo detto costo di almeno € 30; tempi e costi di costruzione/attivazione di un impianto TMB o Thor sono molto inferiori a quelli necessari per un termovalorizzatore;
• Gestione del territorio (progettazione, monitoraggio, bonifica)
Non mi avventuro in territori sconosciuti; vantiamo professionalità dotate della competenza e correttezza necessarie all’individuazione dei siti (temporanei di discarica, definitivi per impianti), del monitoraggio indispensabile e dell’inevitabile successiva o periodica bonifica;
• Considerazioni ambientali
Come già detto, le implicazioni ambientali sono molteplici e tutte sostanziali; salvaguardia delle risorse, riduzione delle emissioni, risparmio energetico devono guidare le scelte; un ulteriore piccolo esempio: l'ICTP del CNR di Pozzuoli ha realizzato una bioplastica per pacciamare terreni agricoli (consumo di circa 65.000 tonnellate/anno) che per circa l'80% sono abbandonate sul terreno o bruciate in modo incontrollato dagli agricoltori, con conseguente immissione di sostanze nocive nell'atmosfera e nel suolo;
• Aspetti finanziari e marketing
Il titolo di questo scritto trova qui conferma; se è vero quanto detto, la cosiddetta Tarsu non trova giustificazione finanziaria e contabile; nel mondo esistono esempi a conferma di questo assurdo, ed esempi esistono in Campania; il “commercio del rifiuto” da parte dei cittadini e non delle ecomafie, deve essere promosso come qualsiasi prodotto, incentivando e premiando;
• Politiche e regolamentazioni
Sono alla base di qualsiasi attività ed evento nella società civile, indispensabili in questo caso; vietare ed incentivare in modo capillare (un esempio: pile elettriche +20%, pile elettriche ricaricabili -20%);
• Educazione e sensibilizzazione
Se la politica dei consumi ha innescato abitudini sbagliate delle quali paghiamo a caro prezzo i risultati, che le stesse industrie finanzino una necessaria campagna di educazione e sensibilizzazione atta a ristabilire comportamenti da “consumatore responsabile”;
• Pianificazione ed implementazione
No comment.
Utente: g40 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. g40
#3  16 Gennaio 2008 - 11:34
 
Brunner, Brunner.
«Catastrofe e catarsi» ed anche «sfiorare la perfezione: il mare, il sole, l'incanto del Golfo e la munnezza» ... non so quanti albergatori, ristoratori, agenzie viaggio ed operatori turistici, commercianti, caseifici (l'elenco è lungo) siano concordi con la tua illuminata visione.

«La città avrebbe continuato a logorarsi tra un'emergenza e un'altra» ... ma l'Italia è uno stato (forse una nazione)ed il problema rifiuti non rappresenta un'emergenza per la sola Campania.

«Che io sappia ci sono 14 aziende private svizzere pronte a ricevere 100 mila tonnellate di rifiuti dalla Campania» ma «non sapevo che la differenziata a Napoli non arriva al 10%» ... ricorda qualcosa di "Memoria selettiva e falsa dottrina" di Noam Chomsky.

«La tecnologia mette a disposizione della politica sistemi e tecniche per smaltire i rifiuti e avviare un ciclo virtuoso di riciclaggio» e poi «Nella gestione dei rifiuti ci sono quattro stadi:
il primo è quello delle discariche non preparate, simili a fossi
il secondo è quello delle discariche preparate, cioè impermeabilizzate e capaci di irregimentare il percolato e di isolare le sostanze nocive;
il terzo è l'inceneritore;
il quarto il riciclo.»
Qual è la formula giusta? Termovalorizzatore o differenziata?
«Tutte e due le cose insieme, è sbagliato pensare che un processo escluda l'altro. È importante, però, fare le cose con gradualità»
Strano senso della gradualità, dove il terzo stadio nella gestione dei rifiuti è l'incenerimento e solo dopo il riciclo.
Mi domando: il prof. Brunner si riferisce al riciclo delle ceneri?

E mi rifiuto di commentare le seguenti:
«Inoltre io credo che non convegna riciclare la plastica: secondo me, va incenerita»
«Nelle regioni del Nord Europa vengono conservate e bruciate nelle stagioni appropriate: l'inverno».
Utente: g40 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. g40

venerdì 11 gennaio 2008

Vedi Napoli...con il prof Brunner

Spittelau IncineratorIl 15 Gennaio, invitato dall'Università, il prof. Paul H. Brunner sarà a Napoli per una conferenza sulla gestione dei materiali post consumo nelle grandi città.

Una rapida ricerca su internet  e sulle sue pubblicazioni  (fonte Pub Med ) segnala che il prof Brunner  è un personaggio altamente qualificato e certamente non è un inceneritorista duro e puro.

Comunque non ha esperienze igienico sanitarie e quindi non è particolarmente qualificato per esprimere giudizi sui rischi sanitari dei viennesi che vivono sottovento all'inceneritore di Vienna.

Ecco il riassunto della sua ultima pubblicazione intitolata " Definizione delle priorità strategiche nella gestione dei rifiuti nei paesi in via di sviluppo" pubblicata nel 2007 su Waste Management Research.

In questo studio si è voluto valutare se le soluzioni date dai paesi ricchi alla gestione degli scarti ( waste) sia applicabile anche ai paesi in via di sviluppo. Sono state confrontate le soluzioni per Vienna, Damasco e Dhaka. Lo studio ha concluso che i paesi che per la gestione dei propri scarti si possono permettere di spendere solo da 1 a 10 euro all'anno per ciascun cittadino ( i paesi "misci" come diciamo dalle parti di Liguria, quelli poveri, in italiano),  la gerachia della prevenzione, del riciclo e dello smaltimento non è quella appropriata. In questi paesi la raccolta completa e l'adattamento alla discarica è il sistema migliore.

Insomma i sistemi che  i paesi ricchi, quelli che possono spendere più di 10 euro ad abitante, si possono permettere ( incenerimento ( incineration) e trattamenti meccanici) non vanno bene per i paesi poveri.

Visto che è austriaco è parlerà di Vienna, sarà inevitabile il suo riferimento al bel inceneritore di Spitelau quello oggetto di tutte le visite guidate organizzate dalle multiutility nazionali.

A riguardo alcune informazioni per possibili domande:a) l'Austria tassa l'incenerimento dei rifiuti fino a 40 euro a tonnellata, è opportuna una domanda sui motivi di questa scelta.

b) Mi risulta che l'Austria ha solo due inceneritori e che incenerisce non più del 10% dei sui scarti, quindi meno di quanto ne inceneriamo oggi in Italia (circa il 15%). Per il resto, riciclo, compostaggio, trattamenti meccanico biologici alla grande, è probabile che l'Austria rispetti alla lettera le gerachie ( prima riduco, poi riciclo...) . Se non lo dice nella sua presentazione una domanda a riguardo mi sembra opportuna

c) Certamente l'inceneritore di Vienna manda le sue ceneri fini e gli scarti della depurazione fumi nelle miniere di salgemma tedesche. Chiedere i costi e cosa ne pensa della scelta italiana di farne cemento o per lastricare le strade.

d) Ho dei riscontri per cui il quartiere viennese che ospita l'inceneritore non sia tra i più signorili della città, si potrebbe chiedere se la realizzazione dell'impianto ha inciso sul valore degli appartamenti del quartiere.

giovedì 10 gennaio 2008

Vedi Napoli..

Tutti i dibattiti e gran parte degli articoli a commento dei fatti Campani sono accomunati da una straordinaria povertà di linguaggio: il sostantivo più pronunciato da tutti, politici di destra, di sinistra e di centro, governo e opposizione, sindacalisti, opinionisti è "TERMOVALORIZZATORE".

Al più si balbetta malamente su "raccolta differenziata", senza precisare mai se quest'ultima è finalizzata al riuso e al riciclo o ancora una volta alla "termovalorizzazione" di plastica, carta, legno raccolti in modo differenziato volutamente di bassa qualità; rari personaggi si avventurano a parlare di compostaggio e non si va più in la.

Mancano del tutto parole nuove: materiali post consumo, riduzione alla fonte, riuso, raccolta porta a porta, compostaggio domestico, tariffazione puntuale, fermentazione anaerobica,  trattamenti meccanico biologici, biogas, rifiuti zero.

Tuttavia, queste parole nuove fanno parte del linguaggio e della cultura di tanti cittadini che, proprio perchè usano queste parole nuove, incomprensibili e nella maggior parte dei casi inascoltate dalla Casta, vengono liquidati come Ambientalisti Fondamentalisti.

Ma al di là delle Alpi e degli Oceani queste parole nuove sono comprese ed usate: notizia di ieri il divieto della produzione di sacchetti di plastica in tutta la Cina.

Insomma, progresso e civiltà non abitano nel  Bel Paese, in mano ad una classe dirigente mediamente ignorante e supponente e pertanto senza futuro. Le alternative?

a) Rapidi corsi di aggiornamento a lor signori, con esame finale

b) Per cortesia,  subito tutti a casa e facce e linguaggi nuovi!

Postato da: federico46 a 08:15 | link | commenti (7)
ambiente e salute, vedi napoli


Commenti:
#1  10 Gennaio 2008 - 10:37
 
Spero che lei non abbia visto il servizio del TG2: "Spazzatura il pericolo diossina" - di Laura Berti.

Diciamo che il top of the top dell'informazione CRIMINALE che questi davano è stata, riporto testuali parole della simil-giornalista: "Il termovalorizzatore paradossalmente abbatte il livello di diossina perché brucia anche questi materiali ad una temperatura tale che la diossina non viene prodotta."

Siamo proprio allo sfascio!
Con una informazione da associazione mafiosa per disinformare come possiamo pretendere che la gente capisca?
utente anonimo
#2  10 Gennaio 2008 - 10:42
 
..ricollegandomi al commento che ho riportato sopra...dimenticavo di dire che ho anche scritto al TG2 facendo presente anche a loro le mie rimostranze e dicendogli chiaramente che è meglio che si vergognino per quello che hanno detto.
Questo denota o una assoluta ignoranza sul tema e allora sarebbe meglio per la giornalista ed il direttore che si facessero da parte, oppure una coscienza di ingannare le persone volutamente e allora sarebbe meglio che queste persone finissero per sempre fuori da ogni mezzo di informazione televisivo e cartaceo.

Elia Frigo
utente anonimo
#3  10 Gennaio 2008 - 11:03
 
Caro Elia
nel prossimo post riporterò la quantità di diossine che il commissario per l'emergenza a suo tempo garantiva in uscita dall'inceneritore di Acerra e quelle che escono dall'inceneritore di Brescia, in base alle loro stesse misure.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#4  10 Gennaio 2008 - 17:16
 
Federico, ho letto la tua email, ma sono impossibilitato a chiamarti a quel numero in orario d'ufficio... ci rileggiamo via email, ma qui voglio comunicarti una cosa che credo ti interesserà, se non ne sei già a conoscenza:

Il giorno 15 gennaio alle ore 20 nella Sala Congressi di Monte S.Angelo, l'Università degli Studi di Napoli Federico II ha organizzato un evento straordinario.
Il Prof. Paul H. Brunner, della University of Technology di Vienna, tra i massimi esperti mondiali nel settore della gestione dei rifiuti, terrà una conferenza dal titolo

"La grande città e i suoi rifiuti"

Saranno presenti i direttori di Repubblica Napoli, del Mattino, del Corriere del Mezzogiorno e del TG3 Campania che porranno domande al Prof. Brunner.
E' possibile inviare eventuali domande da porre al docente all'indirizzo mail: allacort@unina.it, entro le ore 12.00 del 14 gennaio 2008. Le domande saranno presentate al Prof. Brunner, che risponderà ad alcune di esse nell'ambito della conferenza.


Direi che è una ghiottissima occasione per chiarire un po' le idee alla gente, che ne pensi?

Sai qualcosa in merito a questo Brunner?

Fabio
utente anonimo
#5  10 Gennaio 2008 - 17:57
 
Parlando sempre di inceneritori, Sul sempresquallido "L'Occidentale", è uscito un articolo di Dario Giardi intitolato "I termovalizzatori sono l’unico rimedio all’emergenza rifiuti".

Ho apposto un commento all'articolo, che è ora al vaglio dell'approvazione... giusto in caso non dovessero pubblicarmelo, lo riporto qui.

______________________

Innanzitutto, datosi che per costruire inceneritori sono richiesti tempi decisamente non brevi, non vi è alcuna ragione di ritenere che il loro utilizzo possa risolvere qualsivoglia emergenza.

E' poi fuorviante propagandare l'incenerimento con cogenerazione (ovvero, quello che ci si ostina a chiamare "termovalorizzazione" - un termine tutto italiano e disdegnato da accademici e scienziati all'estero, vedi Paul Connett) come unica soluzione al problema dei rifiuti, per due ragioni essenziali.

La prima, è che esistono alternative meno inquinanti, meno costose, meno dispendiose in termini di spazio occupato ed in termini di tempo necessario alla loro costruzione: gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), che lavorano "a freddo".

La seconda, è che incenerire rifiuti non li fa scomparire, li trasforma solamente in qualcosa d'altro: ceneri, fumi tossici e gas. L'intera quantità di rifiuto entrante non sarà mai minore alla quantità di rifiuto uscente, per una nota legge della natura: la legge di conservazione della massa.

E' quindi falso affermare che l'inceneritore serve a smaltire i rifiuti, se mai serve a farli scomparire alla nostra vista, disperdendo ben il 70% della loro massa nell'atmosfera, e facendo comunque finire il 30% in discarica - e quindi l'inceneritore non fa fare a meno di discariche.

Il vantaggio della cogenerazione è ovviamente quello di recuperare parte del calore prodotto dalla combustione, e quindi è meglio avercelo che non avercelo, ma tale recupero energetico è comunque di gran lunga inferiore a quello che si sarebbe ottenuto risparmiando energia riciclando e riutilizzando materiali. Esistono studi che dimostrano come incenerire rifiuti consenta di recuperare da 3 a 5 volte meno l'energia risparmiabile riciclando o riutilizzando i materiali. Perché? Questa volta gioca un ruolo fondamentale un'altra legge universale: il secondo principio della termodinamica.

Perché propagangare gli inceneritori, allora? Semplice: perché in Italia sono incentivati con i soldi pubblici, tramite i famigerati CIP6 ed i certificati verdi. Ovvero - e questa è un'anomalia tutta italiana per la quale la UE ha aperto una procedura d'infrazione - il 7% del costo della bolletta Enel viene utilizzato per finanziare gli inceneritori, che sono assimilati a fonti di energia rinnovabili.

Cito un articolo di Michelangiolo Bolognini uscito su Pressante.com proprio oggi:

"A titolo di esempio, gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2006, riguardo alle fonti «rinnovabili», assegnano agli inceneritori di rifiuti e biomasse 1.135 milioni di euro, quasi i due terzi degli oltre 1.758 milioni di euro erogati, a fronte di 40.370 euro assegnati al solare fotovoltaico, pari allo 0,00002% di quanto erogato - con buona pace della la retorica "ambientalista" e "solare"di molte delle forze politiche italiane."

Consiglio all'autore dell'articolo ed a tutti i lettori di documentarsi sul TMB, sul compostaggio, sul riciclaggio e sulla riduzione a monte dei rifiuti.

Consiglio inoltre di acquisire conoscenze in tal campo da esperti del settore, come ad esempio Paul Connett e Federico Valerio. Una piccola ricerca in rete darà conferma di tutto ciò che ho scritto.

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Fabio
utente anonimo
#6  10 Gennaio 2008 - 22:02
 
Ti ho segnalato nel thinking blogger award

http://mizcesena.blogspot.com/2008/01/thinking-blogger-award.html

Complimenti per il tuo stupendo blog
utente anonimo
#7  10 Gennaio 2008 - 22:35
 
Facce e linguaggi nuovi va bene, ma chi? Secondo me non ci sono dirigenti di ricambio validi....Purtroppo!
:(((
Utente: cuoredigiada Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. cuoredigiada