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martedì 11 agosto 2015

Nel Paese del Sole meglio i pannolini lavabili (II^ parte)

Nella prima parte di questo post abbiamo appurato che i pannolini lavabili permettono un'interessante risparmio di denaro, rispetto a quelli "usa e getta".

Ora andremo a vedere quali sono gli impatti ambientali di questi due diversi sistemi che, per i loro primi 30 mesi di vita, devono aiutarci a tener puliti i nostri neonati.

Grazie agli studi condotti da DEFRA, il ministero dell' ambiente della Gran Bretagna, siano in grado di fornire dati su quanto pesa sull'ambiente  la produzione, l'uso e l' eventuale smaltimento  smaltimento dei pannolini lavabili e di quelli "usa e getta".

Anche se le mamme ( e i papà) sono più interessati a tenere puliti e senza arrossamenti i loro pargoletti, il tema della salvaguardia delle risorse del Pianeta non è secondario nel determinare le loro scelte.

Di questo si sono resi conto anche le ditte che producono pannolini "usa e getta" che, oltre a mettere sul mercato pannolini  in grado di far fronte a pupù liquida e di tenere asciutto il sederino del bebè, hanno investito in studi e ricerche per ridurre il peso dei loro pannolini.
E' evidente l'obiettivo di dare una risposta alla fondata critica che rimarca come i pannolini "usa e getta" siano una importante causa dell'aumento della produzione di rifiuti e di uso di risorse non rinnovabili.

In sintesi, la fabbricazione e l'utilizzo di un pannolino monouso genera impatti nel corso di estrazione e raffinazione del petrolio, nella sintesi dei polimeri presenti nella confezione, nel trasporto, raccolta e smaltimento finale (discarica, inceneritore). E ovviamente il peso ambientale di un singolo pannolino, così calcolato,  deve essere moltiplicato per tutti i pannolini che servono fino al momento liberatorio in cui i bambini scoprono il vasino ed impararano ad usarlo.

Nel caso dei pannolini lavabili, gli impatti cominciano dalla coltivazione del cotone necessario per confezionare la parte assorbente del pannolino, compresi i relativi consumi di acqua,  proseguono nel stimare quanti inquinanti si immettono nell'ambiente per produrre l'elettricità e i detergenti per lavare ed eventualmente asciugare i pannolini.

Questa complessa valutazione si chiama Analisi del Ciclo di Vita ( in inglese Life Cycle Assesment - LCA).

Vediamo ora i risultati della LCA, con l'avvertenza che questa stima vale per il mondo anglosassone  e si riferisce al tipo di  pannolisi in uso in questo paese nei primi anni del 2000  (lo studio è stato pubblicato nel 2008) come pure al mix di fonti energetiche utilizzate in quel periodo in Inghilterra per produrre elettricità (carbone, gas, nucleare, eolico...).

I dati si riferiscono al periodo che va dalla nascita al trentesimo mese di vita, e comprende  lo smaltimento del pannolino e del suo contenuto (feci ed urine).

 Nel caso dei pannolini lavabili riportiano, per brevità, gli impatti stimati  quando si usa una lavatrice ad alta efficenza energetica, a pieno carico con lavaggio a 60°C, asciugatura con il Sole e riuso dei pannolini per il secondogenito.

Sempre per brevità riportiamo due dei possibili impatti ambientale: l'emissioni di sostanze responsabili dell'acidificazione delle piogge ( anidride solforasa e composti equivalenti e gas responsabili dei cambiamenti climatici ( anidride carbonica e composti equivalenti quali il metano).
                               
                                                                                           Usa e getta                  Lavabili
  • Acidificazione     (kg anidride solforosa eq.)                3,4                            1,3
  • Gas clima alteranti (kg anidride carbonica eq.)            570                           342

Come si può vedere i genitori anglosassoni che hanno optato per i pannolini lavabili e per scelte a favore di risparmi energetici (compreso un secondo figlio) , possono affermare che i loro bimbi hanno cominciato la loro vita con un piede più leggero, rispetto alla loro impronta sulle risorse rinnovabili del Pianeta.

Per i genitori italiani, occorrerebbero stime ad hoc, ma certamente la maggiore facilità nel nostro Paese ad utilizzare l'energia diretta del Sole  per asciugare i pannolini depone a favore di quest'ultimi.