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giovedì 7 maggio 2015

Piu occupazione e minor costi con il Porta A Porta.


La prossima volta che sentirete il vostro Sindaco affermare che la raccolta differenziata Porta a Porta non si può fare perché costa troppo, intervenite per ricordargli che è passibile di denuncia per diffusione di notizie false e tendenziose e, in ogni caso, sottolineate il fatto che non è informato e che questo, per chi amministra il bene pubblico, è una grave colpa.

La verità è che la raccolta differenziata Porta a Porta, a conti fatti, costa molto meno della raccolta tradizionale e crea nuova e stabile occupazione.

Ed è anche una leggenda metropolita l'altra litania che il Porta a Porta si possa fare solo nei piccoli comuni, se l'assessore all'Ambiente del Comune di Milano,  Pier Francesco  Maran, ci ha tenuto ad informare il suo collega di Parigi che, con l'introduzione della raccolta della frazione umida su tutta Milano, le casse comunali avevano risparmiato ben 300.000 euro, reinvestiti in nuovi servizi a favore della città.

Conti più precisi vengono dai bilanci di Contarina SpA , una società interamente pubblica che gestisce la raccolta dei materiali post consumo di Treviso (85.000 abitanti) e di altri 49 comuni della provincia trevigiana, per un totale di 554.000 abitanti.

Da alcuni anni tutti questi comuni sono serviti con il Porta a Porta e cittadini e aziende pagano in proporzione alla quantità di materiali non differenziati (tariffazione puntuale).

Nel 2014,  i comuni serviti dal Consorzio hanno differenziato l'85% dei loro scarti e, udite udite, le famiglie hanno pagato questo servizio meno degli altri utenti, sia a livello nazionale che a confronto del nord Italia:  in media solo 179 € all'anno, ,  contro 226 € del nord Italia e i 245 € della media nazionale.

Fig. 1. Tariffe rifiuti 2013 a confronto

 E i costi a carico del Consorzio?


Fig. 2. Costi annuali per abitante del servizio di raccolta e trattamento rifiuti


La Figura 2 mostra come, nel 2011, a fronte di un costo medio nazionale di 195 € ad abitante servito, il costo del Consorzio Contarina è stato  di 102 €,  novantatre euro in meno, decisamente un bel risparmio.

Questo risparmio è stato prodotto dai costi evitati per lo smaltimento e i ricavi ottenuti con la vendita delle frazioni dei materiali raccolti in modo differenziato

E l'occupazione?
Fig. 3 Andamento percentuale dell'occupazione in Italia e dei dipendenti assunti dal Consorzio Contarina (2002-2014)
La Figura 3 mostra come, nel corso degli ultimi 12 anni,  grazie ai risparmi ottenuti con il passaggio alla raccolta porta a porta, il Consorzio abbia progressivamente aumentato i propri addetti (un aumento di oltre il 150%) per poter offrire un servizio adeguato ai propri utenti, a fronte di un drammatico calo dell'occupazione nazionale a partire dal 2008 quando è iniziata la pesante crisi economica che ancora non ci molla.

Sono notizie che i lavoratori delle nostre aziende di Igiene Urbana e i loro sindacati dovrebbero conoscere e meditare.


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