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venerdì 23 settembre 2011

Gasolio di Jatropa

La Jatropha è un arbusto originario del centro america con semi oleosi da cui si può ricavare biodiesel.

Rispetto ad altri biocombustibili derivanti da piante commestibili ( mais, grano, palma da olio) la Jatropho  ha l'indubbio vantaggio derivante dal fatto  i suoi frutti sono tossici. Pertanto la sua coltivazione e l'uso energetico non si mette in concorrenza con la produzione di alimenti.

Un altro vantaggio, come possibile fonte di biocombustibili, è la sua rusticità: la Jatropha può essere coltivata ( almeno così dicono i suoi sostenitori) su terreni marginali non adatti all'agricoltura convenzionale e richiede poca acqua.

E' possibile che rispetto al mais queste caratteristiche rendano la Jatropha più parca di consumi ma anche questa pianta richiede cure, acqua, fertlizzanti, erbicidi e trattamenti chimici contro possibili malattie.

E' anche necessario che qualcuno ( a mano?) raccolga i frutti e estragga l'olio per spremitura. E da qui possono cominciare i problemi per il Paese che ospita le coltivazioni, in quanto i residui della spremitura, come la sansa di ulivo, sono un problema ambientale non da poco.

La soluzione è il compostaggio di queste biomasse, ma chi pensa di fare un favore ai Brasiliani acquistando il loro olio di Jatropha per utilizzarlo nel porto di Genova per produrre elettricità, dovrebbe fare queste verifiche, a partire da quanto sono pagati i campesignos impegnati nella coltivazione e nella raccolta dei frutti.

L'olio che si produce con la spremitura non è idoneo, tal quale, per alimentare motori diesel. Bisogna sottoporre l'olio ad un processo chimico che utilizza il metanolo la cui tossicità per i lavoratori e l'ambiente circostante merita per lo meno qualche verifica. E se nel motore si brucia biodisel di Jatropha invece di diesel da fonte fossile, quali sono le differenze?

Un vantaggio sicuro è l'assenza di anidride solforosa nei fumi, in quanto il biodisel non contiene zolfo.

Ma tutti gli altri inquinanti presenti nelle emissioni di un diesel convenzionale (ossido di carbonio, ossidi di azoto, polveri fini e ultrafini, policiclici aromatici ) ci sono tutti anche se, esclusi gli ossidi di azoto,  con fattori di emisioni più bassi. Chi abita sul fronte del porta si accontenterebbe?

L'analisi del ciclo di vita fatta dai Cinesi, nelle condizioni presenti nel loro paese, hanno evidenziato che non esiste ancora una convenenienza economica per questo biodiesel. Non abbiamo trovato analoghi studi realizzati tenendo conto delle realtà brasiliane.

Venendo all'ipotesi di usare Biodiesel di Jatropha in motori marini per produrre elettricità da utilizzare nelle navi in attracco, si pone il problema dell'efficenza di questo sistema ed in particolare è indispensabile avere notizie affidabili sulle emissioni di questi motori le cui caratteristiche, diverse dai diesel per autotrazione, potrebbero riservare qualche sorpresa. E se davvero il biodiesel di Jatropha è meno inquinante del gasolio marino, viene spontanea una domanda. Ma perchè non alimentare direttamente con questo bidiesel le navi in porto invece di realizzare una centrale su un'isola galleggiante?