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venerdì 1 ottobre 2010

A Ciascuno la Sua Biomassa

Il Biomass-buster ha colpito ancora!
Questa volta è toccato all'ipotesi di un impianto da 24 megawatt elettrici alimentato con olio vegetale, proposto per l'ex zuccherificio di Bondeno, Ferrara.
Il 29 settembre nel corso di una affollata
assemblea  sono venuto a sapere che l'Unione Europea ha caldamente raccomandato all'Italia di smettere la produzione di barbabietola da zucchero in quanto non redditizia per i nostri climi. Di conseguenza  decine di zuccherifici hanno chiuso. Da quanto ho capito chi ci ha rimesso sono i lavoratori, in cassa integrazione, e gli agricoltori che devono trovare nuove e remunerative coltivazioni.
I proprietari dei zuccherifici dovrebbero essere contenti: hanno ricevuto adeguati indennizzi, le aree industriali bonificate sono diventate edificabili  e quindi il loro valore è aumentato. Tutto questo per qualcuno non è bastato e oltre a centri commerciali e case, ci sono progetti per installare negli ex zuccherifici delle belle centrali a biomasse che riceveranno appetitose prebende pubbliche, sotto forma di Certificati Verdi regalati a chi produce elettricità bruciando dei vegetali, le cosidette biomasse.
E' il caso di ricordare che questi soldi vengono letteralmente presi dalle bollette della luce di tutti gli italiani.
A Bondeno tre grandi motori marini produrranno elettricità bruciando olio vegetale; tutto fa credere che il combustibile sia olio di palma di produzione indonesiana che via nave arriverà a Ravenna.
A questa ipotesi si oppone il giovane sindaco del Paese, della Lega Nord, a cui ho riconosciuto il merito di essere presente all'incontro , di aver avuto la pazienza di ascoltare sia il mio intervento che quello del prof Tamino, entrambi critici su questa scelta e di voler difendere la salute dei suoi concittadini.
Dell'olio vegetale in generale e in particolare dell'olio di palma, non ne vogliono sentire parlare nemmeno gli agricoltori locali, più favorervoli alla realizzazione di una fabbrica per la produzione di conserve di pomodoro e di una fabbrica per la produzione di bio-polimeri.
Un diffuso consenso è venuto alla mia ipotesi che questi insediamenti industriali e eventuali edifici siano riscadlati e raffreddati con biometano, prodotto con la realizzazione di un nuovo digestore anaerobico, alimentato con scarti agricoli e perchè no, con la frazione umida raccolta in modo differenziato a Ferrara e dintorni.
Il minore impatto ambientale di questa scelta, rispetto a quella dell'olio di palma bruciato nei motori diesel dovrebbe trovare il favore del Sindaco, maggiore autorità sanitaria del paese.
Vedremo come andrà avanti la vicenda.
Vi terrò aggiornati