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giovedì 4 giugno 2009

Politecnico di Milano e RD

E' naturale che gli ingegneri del politecnico di MIlano abbiano un debole per le grandi macchine che trasformano i rifiuti in energia, tuttavia anche tra di loro (Dipartimento Ambiente) c'è gente seria che, di fronte ai dati, riconosce che il riciclo è meglio della "termovalorizzazione".

Queste le conclusioni dell'articolo "Lyfe cycle assessment for optimising the level of separated collection in integrated MSW management systems" a firma di L. Rigamonti, M. Grosso e M. Giugliano, da poco pubblicato su Waste Management 29 (2009) 934-944.

In maggiore dettaglio, le loro conclusioni sono che, quando la raccolta differenziata è di alta qualità (porta a porta?) la percentuale ottimale di RD è del 60%  ( rispetto a RD del 35% e del 50%), valore che gli autori giudicano possibile in Italia.

Secondo il loro modello, il restante 40% di indifferenziato è opportuno che vada ad un grande inceneritore con recupero di calore ed energia elettrica.

Comunque, gli autori ammettono che il riciclo di tutti i materiali (comprese le plastiche) permette elevati risparmi energetici rispetto alla produzione degli stessi materiali partendo da materie prime vergini (scelta obbligata con la "termovalorizzazione" e che proprio il riciclo evita).

In particolare, per ogni tonnellata di MPC gestita con lo scenario 60% di riciclo, in base all'analisi dell'intero ciclo di vita di questi materiali (dalla estrazione dalle viscere della terra, fino al loro ritorno alla madre Terra) si risparmiano 11.304 MegaJoule (Mj) di energia con il riciclo e solo 3.742 Mj con l'incenerimento e recupero di elettricità e calore.

Anche l'impatto ambientale evitato con il riciclo è nettamente inferiore a quello evitato  con la termovalorizzazione ( per mancata combustione di combustibili fossili): meno 183 chili di 1,4 Di Cloro Benzene ( tossicità equivalente di tutti gli inquinanti evitati grazie al riciclo) grazie al  riciclo di 600 chili di MPC , a fronte di 65 chili di 1,4 DCB equivalenti  evitati "termovalorizzando" 400 chili di MPC indifferenziati.

Sarebbe interessante se gli stessi autori facessero un confronto LCA tra questo loro scenario ( 60% riciclato e 40% incenerito ) con un altro possibile scenario, quello del Modello Genova, (20 % riduzione, 60% riciclo, 20 % trattamento meccanico biologico e stoccaggio del residuo biostabilizzato non recuperabile) :-)

Per la vostra curiosità un confronto tra incenerimento e trattamento meccanico biologico i cinesi lo hanno già fatto.

Hong R.J e altri. Lyfe cycle assessment of BMT-based integrated municipal solid management: case study in Pudong, China". Resource, Conservation and Recycling.  49 (2006), 129-146.

Le conclusioni dei ricercatori cinesi sono che l'impatto ambientale totale  di uno scenario con Trattamento meccanico biologico e produzione di compost dalla frazione organica separata è nettamente inferiore  ( 24 volte) allo scenario di Tutto Incenerito.

Ovviamente queste conclusioni valgono per la Cina, che ha un elevato scarto umido compostabile, ma sono comunque interessanti per capire dove potremmo andare se solo volessimo tutelare gli interessi collettivi.