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sabato 21 febbraio 2015
Stoccolma avanti tutta a biometano, a seguire Napoli e Genova.
I primi autobus a biogas, o meglio a metano rinnovabile, hanno cominciato a circolare per Stoccolma nel 2004.
La prima flotta ad energia rinnovabile era composta da 51 autobus, a servizio del centro di Stoccolma e il metano rinnovabile era fornito dalla locale società per la depurazione dell'acqua.
In questo modo, oltre a restituire al mar Baltico acqua pulita, si è pensato bene di trattare le migliaia di tonnellate di fanghi residuali al trattamento delle acque fognarie, prodotte dagli 800.000 abitanti di Stoccolma, con una speciale tecnica biologica (digestione anaerobica) che, grazie all'azione di particolari batteri, trasforma parte di questi fanghi in una miscela di anidride carbonica e metano, chiamata biogas.
Con tecniche opportune si riduce la concentrazione di anidride carbonica e di altri composti minori, quali i composti organici solforati che possono creare problemi nella fase di utilizzo e il metano fresco di giornata (ci vogliono circa 30 giorni di trattamento biologico per trasformare i fanghi in metano) messo in pressione, viene fatto viaggiare per qualche chilometro fino a raggiungere la stazione degli autobus, dove viene immesso nei serbatoi degli automezzi.
Nel 2012 gli autobus alimentati a metano rinnovabile, a servizio della grande Stoccolma, erano 259 (il 14% dell'intero parco di trasporto pubblico di Stoccolma) tutti alimentati con il metano prodotto dai fanghi di tre impianti per il trattamento delle acque, in grado di produrre annualmente 9 milioni di metri cubi di metano, tutti utilizzati per il trasporto pubblico.
Poichè il metano ha sostituito il gasolio, le emissioni inquinanti prodotte dal trasporto pubblico si sono fortemente ridotte, a beneficio dei polmoni degli abitanti: nel 2011, grazie alla sostituzione del gasolio con il metano, nell'aria di Stoccolma ci sono state 450 tonnellate in meno di ossidi di azoto e 7 tonnellate in meno di polveri sottili.
Un altro vantaggio del metano rinnovabile è la silenziosità dei motori che lo utilizzano, un ulteriore fattore a favore del miglioramento della qualità della vita.
A distanza di un decennio dall'aviio di questa sperimentazione si possono tirare le somme, superati alcuni piccoli problemi tecnici all'avvio, il metano rinnovabile è stato promosso ai massimi voti, anche per quanto riguarda i costi e l'esperienza svedese sta suscitando grandi interessi , con numerose delegazioni di paesi stranieri (Cina, Giappone, Sud Corea) che vengono a vedere da vicino.
Un modello che presto anche Napoli e Genova, per le scelte fatte dalle loro amministrazione, potrebbero adottare.
Sullo stesso argomento in questo Blog
- Biogas da rischio temuto a vera opportunità
- Chi ha paura di fanghi e biogas?
- Il biometano ci potrebbe dare una mano
- Biometano tedesco
- La digestione recupera materia (un pò meno del compostaggio)
- Biogas domestico
- A Capalbio la centrale a biogas non s'ha da fare
- Una centrale elettrica a Genova Cornigliano?
- Renzi e il fondo del barile
- Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) applicato a Compostaggio, Digestione Anaerobica,
Incenerimento. II parte.
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lunedì 29 settembre 2014
Hotel campani a basso impatto ambientale: "Tiro al Volo"
Nella mia esperienza napoletana ( 13-16 aprile 2012) per formare nuovi Maestri Compostatori, sono stato ospite di due interessanti alberghi, che potremo definire a "Rifiuti Zero": alberghi che hanno volutamente scelto di ridurre la loro impronta "ecologica" sul territorio che li ospita, come personale contributo alla soluzione dell' "Emergenza Rifiuti" della Campania.
Il primo albergo è il "Tiro a volo", nei pressi di Pozzuoli.
Accogliente e con un giardino ben curato, potrebbe meritare una medaglia all'onore civile, in quanto, nel pieno dell'emergenza rifiuti, le porte del suo giardino si sono aperte a tutti i Puteolani che non sapevano dove mettere la loro frazione organica.
In una delle aree di servizio dell'albergo, il proprietario ha realizzato una grande compostiera con materiale di recupero dove, in periodi normali, come l'attuale, si compostano gli scarti organici del giardino e dell'albergo ma, come abbiamo già detto, durante l'emergenza rifiuti di qualche anno fa. questa compostiera fai-da-te ha dato un pò di respiro al vicinato che ha avuto libero accesso all'impianto.

Il compost prodotto è utilizzato per le aiuole del giardino e anche per un piccolo orto, ben curato, gestito dal giardiniere.
In tutto l'albergo si fa raccolta differenziata, che è stimata superiore al 70%.
Acqua in bottiglie di vetro riutilizzabile e erogatori di sapone alla spina in tutte le camere, riducono la produzione di scarti e i bicchieri per gli ospiti, tutti biodegradabili, sono regolarmente compostati.
Un impianto fotoivoltaico sul tetto completa l'equipaggiamento "verde" di questo albergo a tre stelle, che, per i suo basso impatto ambientale ne merita qualcuna in più.
Tutto questo e le meraviglie dei Campi Flegrei che ci sono intorno, meritano un viaggio e un lungo soggiorno.
Il primo albergo è il "Tiro a volo", nei pressi di Pozzuoli.
Accogliente e con un giardino ben curato, potrebbe meritare una medaglia all'onore civile, in quanto, nel pieno dell'emergenza rifiuti, le porte del suo giardino si sono aperte a tutti i Puteolani che non sapevano dove mettere la loro frazione organica.
Il compost prodotto è utilizzato per le aiuole del giardino e anche per un piccolo orto, ben curato, gestito dal giardiniere.
In tutto l'albergo si fa raccolta differenziata, che è stimata superiore al 70%.
Acqua in bottiglie di vetro riutilizzabile e erogatori di sapone alla spina in tutte le camere, riducono la produzione di scarti e i bicchieri per gli ospiti, tutti biodegradabili, sono regolarmente compostati.
Un impianto fotoivoltaico sul tetto completa l'equipaggiamento "verde" di questo albergo a tre stelle, che, per i suo basso impatto ambientale ne merita qualcuna in più.
Tutto questo e le meraviglie dei Campi Flegrei che ci sono intorno, meritano un viaggio e un lungo soggiorno.
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Ubicazione:
Pozzuoli NA, Italia
domenica 10 marzo 2013
Compostaggio nel carcere di Napoli
- In Commissione Ambiente il progetto di un impianto di compostaggio all’interno del Centro penitenziario di Secondigliano
(Rinnovabili.it)
– Potrebbe essere il carcere di Secondigliano a dare una mano al
riciclo della differenziata organica di Napoli. Sul tavolo della
Commissione ambiente del Comune è arrivata la delibera di proposta al
Consiglio sull’adesione alla realizzazione di un impianto di compostaggio all’interno del centro penitenziario.
Il progetto, come spiegato da Danilo
Risi dell’assessorato all’Ambiente, prevedrebbe l’istallazione di un
impianto di trattamento aerobico che permetta di trasformare i rifiuti
organici non pericolosi prodotti sia dagli stessi detenuti che
provenienti dalla raccolta differenziata realizzata a Scampia.
“Il tutto, – si legge nella nota stampa del Comune di Napoli – abbattendo
di almeno il 50% i costi di trattamento dell’umido, ai quali andrà
aggiunto il risparmio, ancora da quantificare, sui costi di raccolta per
l’ASIA”. Accanto alla valenza spiccatamente ambientale,
l’iniziativa mira portare a casa anche un risultato sociale come
sottolineato dal presidente della Commissione Marco Russo. A regime,
infatti, l’impianto richiederebbe l’impiego di almeno dieci detenuti
a cui verrebbe data l’opportunità di acquisire una competenza
specializzata da utilizzare una volta terminato il periodo di
detenzione. “Almeno altri trenta detenuti, – ha aggiunto il direttore del Centro penitenziario, Liberato Cimmino – potrebbero
essere stabilmente impiegati se fosse utilizzato a pieno regime anche
l’altro impianto realizzato all’interno dell’area del carcere dalla
Secondigliano Recuperi, quello per il recupero dei rifiuti da
imballaggio”.
venerdì 18 maggio 2012
Hotel campani a basso impatto: il Royal Continental
Il mio secondo corso per maestri compostatori si è tenuto a Napoli nell'albergo Royal Continental.
Quest'albergo, con una splendida vista su Castel dell'Ovo, di stelle ne ha quattro, ma ne meriterebbe una quinta per la scelta della direzione del gruppo di farne un Albergo a basso impatto ambientale.
In ogni stanza i clenti trovano un fumetto, in italiano e in iglese, che racconta come mr Royal, deciso a salvare il Pianeta, contatta Valerio, un esperto in Rifiuti Zero e Risparmio Energetico e avvia una sistematica politica di riduzione della produzione dei rifiuti.
La storia parte nel 2008 e la scelta prioritaria (ridurre i rifiuti) non è casuale, Mr Royal, prima del Mondo, vuole salvare Napoli, in piena emergenza rifiuti.
Il Valerio del fumetto è un personaggio vero, l' ing. Valerio Coppola titolare della NHP (NeaHeliopolis), e confesso di aver trovato divertente questa omonimia, in quanto entrambi abbiamo uguali obiettivi.
I primi interventi realizzati al Royal Continental hanno riguardato l'organizzazione interna di uffici, reception, lavanderia, sala mensa.
Citiamo alcuni interventi realizzati ad un anno dall'avvio del programma e i rispettivi risparmi annuali:
1) Nella sala mensa dei dipendenti si eliminano le bottigliette di plastica per l'acqua, sostituite da un naturalizzatore dell'acqua da rubinetto che viene servita, liscia, gasata e refrigerata: meno 100.000 bottigliette.
2) Introduzione di un check-in elettronico: meno 480.000 fogli di carta per la registrazione dei clienti.
3) Introduzioni di stampanti condivise in sostituzioni di centinaia di stampanti diverse, una per ciascun computer: meno 440 cartucce toner
4) distributore centralizzato di detersivi concentrati e biologici per i servizi di pulizia: meno 7.600 flaconi
5) bottiglie in vetro riutilizzabili per gli ospiti al posto di quelle in plastica: 54.300 bottiglie in vetro riutilizzate.
I prossimi progetti sono molto ambiziosi: realizzare un proprio impianto di compostaggio per il trattamento degli scarti della cucina e del ristorante ed uso del compost prodotto per i vicini giardini comunali. Addirittura si pensa ad un digestore anaerobico con produzione di biogas.
Pare che il Sindaco Demagistris, alla richiesta della Direzione dell'Albergo di riconoscergli una riduzione sulla Tariffa Rifiuti, abbia risposto con un secco NO. Peccato!
Quest'albergo, con una splendida vista su Castel dell'Ovo, di stelle ne ha quattro, ma ne meriterebbe una quinta per la scelta della direzione del gruppo di farne un Albergo a basso impatto ambientale.
In ogni stanza i clenti trovano un fumetto, in italiano e in iglese, che racconta come mr Royal, deciso a salvare il Pianeta, contatta Valerio, un esperto in Rifiuti Zero e Risparmio Energetico e avvia una sistematica politica di riduzione della produzione dei rifiuti.
La storia parte nel 2008 e la scelta prioritaria (ridurre i rifiuti) non è casuale, Mr Royal, prima del Mondo, vuole salvare Napoli, in piena emergenza rifiuti.
Il Valerio del fumetto è un personaggio vero, l' ing. Valerio Coppola titolare della NHP (NeaHeliopolis), e confesso di aver trovato divertente questa omonimia, in quanto entrambi abbiamo uguali obiettivi.
I primi interventi realizzati al Royal Continental hanno riguardato l'organizzazione interna di uffici, reception, lavanderia, sala mensa.
Citiamo alcuni interventi realizzati ad un anno dall'avvio del programma e i rispettivi risparmi annuali:
1) Nella sala mensa dei dipendenti si eliminano le bottigliette di plastica per l'acqua, sostituite da un naturalizzatore dell'acqua da rubinetto che viene servita, liscia, gasata e refrigerata: meno 100.000 bottigliette.
2) Introduzione di un check-in elettronico: meno 480.000 fogli di carta per la registrazione dei clienti.
3) Introduzioni di stampanti condivise in sostituzioni di centinaia di stampanti diverse, una per ciascun computer: meno 440 cartucce toner
4) distributore centralizzato di detersivi concentrati e biologici per i servizi di pulizia: meno 7.600 flaconi
5) bottiglie in vetro riutilizzabili per gli ospiti al posto di quelle in plastica: 54.300 bottiglie in vetro riutilizzate.
I prossimi progetti sono molto ambiziosi: realizzare un proprio impianto di compostaggio per il trattamento degli scarti della cucina e del ristorante ed uso del compost prodotto per i vicini giardini comunali. Addirittura si pensa ad un digestore anaerobico con produzione di biogas.
Pare che il Sindaco Demagistris, alla richiesta della Direzione dell'Albergo di riconoscergli una riduzione sulla Tariffa Rifiuti, abbia risposto con un secco NO. Peccato!
mercoledì 18 aprile 2012
Il Riscatto dell'Umido
Napoli chiama Genova e Genova risponde.
Qualche tempo fa, la Sezione Napoletana di Italia Nostra aveva proposto al Sindaco De Magistris di promuovere il compostaggio domestico a Napoli, utilizzando l'esperienza della sezione genovese che nel tempo ha trasformato in provetti compostatori urbeani oltre 4000 genovesi.
Sembra che il Comune di Napoli abbia avuto altro da fare (organizzare le selezioni della American's Cup?) e, per non perdere altro tempo, due associazioni locali (Coordinamento Civico Flegreo e Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti) mi hanno invitato a Napoli.
E così, il 14 aprile a Pozzuoli
e il 15 aprile a Napoli,
con complessive sei ore di lezione, un centinaio di aspiranti Maestri di Compostaggio, hanno appreso i primi rudimenti per fare e insegnare a fare un buon compostaggio.
Alla fine del corso tutti hanno ricevuto una attestato di frequenza con firma autografa del Docente.
E' stata molto apprezzata l'esperienza genovese di Italia Nostra con i suoi corsi di compostaggio, ma ancor più le scelte del Comune di Genova per promuovere questa pratica:
- il riconoscimento ufficiale della pratica del compostaggio domestico nel regolamento per la gestione dei rifiuti (che a Napoli pare non esistere)
- gli sconti sulla TIA alle famiglie che compostano (un' altra novità non ancora operativa a Napoli).
I Maestri Compostatori Campani hanno registrato tutto con cura e si sono subito attivati per ottenere, dal Sindaco De Magistris, gli stessi incentivi riconosciuti ai compostatori genovesi dalla Sindaco Vincenzi.
Qualche tempo fa, la Sezione Napoletana di Italia Nostra aveva proposto al Sindaco De Magistris di promuovere il compostaggio domestico a Napoli, utilizzando l'esperienza della sezione genovese che nel tempo ha trasformato in provetti compostatori urbeani oltre 4000 genovesi.
Sembra che il Comune di Napoli abbia avuto altro da fare (organizzare le selezioni della American's Cup?) e, per non perdere altro tempo, due associazioni locali (Coordinamento Civico Flegreo e Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti) mi hanno invitato a Napoli.
e il 15 aprile a Napoli,
con complessive sei ore di lezione, un centinaio di aspiranti Maestri di Compostaggio, hanno appreso i primi rudimenti per fare e insegnare a fare un buon compostaggio.
Alla fine del corso tutti hanno ricevuto una attestato di frequenza con firma autografa del Docente.
E' stata molto apprezzata l'esperienza genovese di Italia Nostra con i suoi corsi di compostaggio, ma ancor più le scelte del Comune di Genova per promuovere questa pratica:
- il riconoscimento ufficiale della pratica del compostaggio domestico nel regolamento per la gestione dei rifiuti (che a Napoli pare non esistere)
- gli sconti sulla TIA alle famiglie che compostano (un' altra novità non ancora operativa a Napoli).
I Maestri Compostatori Campani hanno registrato tutto con cura e si sono subito attivati per ottenere, dal Sindaco De Magistris, gli stessi incentivi riconosciuti ai compostatori genovesi dalla Sindaco Vincenzi.
lunedì 16 aprile 2012
Maestri di compostaggio campani
Due intense giornate di lavoro a Pozzuoli e Napoli. Obiettivo dei comitati che mi hanno invitato promuovere il compostaggio domestico in Campania, pratica fino ad oggi ignorata dalle amministrazioni locali.
Oltre un centinaio di aspiranti Maestri Compostatori hanno seguito con attenzione il seminario e alla fine tutti hanno ritirato l'attestato di frequenza con firma autografa del docente.
Peccato che il vicesindaco di Napoli Sodano, non abbia potuto assistere all' evento come aveva promesso!
sabato 14 gennaio 2012
Il saponaro

L'altro giorno ho letto a mia mamma, oggi 92 anni e napoletana verace, il brano dal "Viaggio in Italia" in cui Goethe descrive l'attività di raccolta differenziata dell'umido, realizzata "ante litteram" dal popolo napoletano alla fine del 1700.
Nei suoi ricordi, molto più recenti, c'è quella di un singolare figura di ambulante che lei ricorda come il "saponaro".
La mamma ricorda che l' attività di questo personaggio era quella di girare nei paesi e nelle città, per raccogliere stracci, con un interessante forma di baratto.
In cambio degli stracci, il saponaro offriva oggetti a scelta, messi in mostra sul suo carretto, ma anche sapone, da cui il suo nome.
La qualità di una caraffa in vetro, che mia mamma ricorda essere frutto di questi baratti e che ancora oggi fa bella mostra di se nel suo salotto, testimonia il fatto che questo tipo di commercio fosse tutt'altro che povero.
Insomma, grazie all'attività del saponaro, oggetti frutto di svendite o fallimenti trovavano un nuovo padrone; gli stracci (dopo un probabile onorevole uso per vestire tutti i figli, passando dal primogenito ai fratelli minori) diventavano dell'ottima carta e il saponaro da tutto questo giro, guadagnava onestamente la sua giornata.
Il tutto a rifiuti zero, compreso il trasporto del carretto che avveniva o a mano o con l'aiuto di un asinello.
E una ricerca in rete mi ha permesso di aggiornare i ricordi di mia madre.
"Il saponaro (in napoletano sapunaro) è un antica professione presente a Napoli, risalente alla prima metà del XX secolo. Queste figure erano solite passare di casa in casa per raccogliere oggetti di cui la gente voleva disfarsi o vecchia mobilia. In cambio il saponaro rendeva invece di soldi, pezzi di sapone.
Questo detergente era prodotto dai monaci olivetani che erano ospiti del Monastero accanto alla Chiesa di Santa Maria di Oliveto, oggi nota con il nome di Sant’Anna dei Lombardi.
![]() |
| Sant'anna dei Lombardi, Napoli |
Questo mestiere era praticato da chi non era capace di esercitare alcuna arte. Il saponaro, infatti, era solito accettare di tutto, in particolare mappine, vestiti consumati e malandati, scarpe vecchie e oggetti di vario utilizzo.
Da qui nasce il proverbio “ccà ‘e pezze e ‘ccà ‘o sapone” riferito all’equità dello scambio.
Goethe e la monnezza di Napoli
A partire dal 1786 e fino al 1788, il poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe, intraprende il suo
viaggio in Italia, attraversando tutto il paese, da Trento a Palermo.
Nella sua ricerca non ci sono solo i grandi monumenti del passato e le opere degli artisti italiani del Rinascimento; usi e costumi degli Italiani, così diversi da quelli dei popoli del Nord, attirano la sua attenzione e molte pagine sono dedicate al popolino napoletano, alla sua gaiezza, alla sua gioia di vivere, alla sua arte di arrangiarsi.
Un brano, in particolare è di singolare attualità e merita di essere citato alla lettera: è la descrizione della folla e dei banchi di frutta e di ortaggi di piazza del Mercato di Napoli.
![]() |
| piazza del Mercato di Napoli di Domenico Gargiulo (1609-1675) |
"Napoli, 28 Maggio 1787
.... Un numero rilevantissimo di persone, in parte uomini di mezza età, in parte ancora ragazzi, quasi tutti straccioni , sono occupati a trasportare sugli asini la spazzatura fuori dalla città. La campagna che circonda Napoli è tutta un immenso orto: è un piacere osservare l'incredibile quantità di verdura che vien portata in città tutti giorni di mercato e come l'industria umana riporta poi alla campagna i rimasugli e i rifiuti della cucina, per accelerare lo sviluppo della vegetazione. Dato il gran consumo di legumi, i torsoli e le foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio costituiscono una parte notevole della spazzatura della città; e ognuno cerca di raccoglierne quanto più può..... Servi, ragazzi, i padroni stessi vanno e vengono dalla città durante la giornata quanto più possono, e quella è veramente per loro una preziosa miniera.....Mi é stato assicurato che talvolta due di questi individui fanno società, comprano un asino, prendono a fitto da un proprietario più benestante un pezzo di terra, e così, lavorando assiduamente, dato questo clima felice, in cui la vegetazione non si arresta mai, riescono a dare alla loro industria uno sviluppo non indifferente"
Alcune informazioni e osservazioni: la Napoli della fine del 1700 conta cinquecentomila abitanti e, agli occhi di Goethe, Napoli appare una delle città più pulite d'Italia, più di Venezia, Roma e Palermo la cui sporcizia, abbandonata lungo le strade, non sfugge agli occhi del poeta.
Il consumo di verdura degli odierni napoletani è ancora oggi alto, e alta è la loro produzione procapite di umido ( torsoli e foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio...) e la campagna che circonda Napoli, nonostante discariche abusive e non, gli stoccaggi di ecoballe, la cementificazione legale e abusiva è ancora un immenso orto.
Sullo stesso argomento:
- Il monte di cocci sulle rive del Tevere
- Raccolta differenziata dell'urina a Pompei
- Toilet a secco nell'antica Roma?
- Nell'antica Roma rifiuti a zero per produrre garum.
mercoledì 11 gennaio 2012
Un Posto Verde al Sole
Ieri sera su RAI3, prima lezione di compostaggio condominiale.
Ha ospitato la lezione "Un Posto al Sole", la telenovela ambientata a Napoli. Tra storie di amori infelici, tradimenti e il dramma di un ragazzino con nonno camorrista, Raffaele, portiere e giardiniere di Palazzo Palladini, ha cominciato a fare compostaggio con l'intero condominio.
Le istruzioni che gli danno i due giovani condomini, più sensibili ad un ambiente pulito, sembrano tratti pari pari dal mio corso di compostaggio.
Se, nelle prossime puntate, Raffaele stupirà il cognato Renato, con la citazione dotta delle pagine di "Viaggio in Italia" , dove Goethe descrive il lavorio di tanti contadini napoletani che, alla fine del 1700, in tutti i mercati rionali raccolgono con cura gli scarti di frutta e ortaggi per farne compost da usare nei loro campi, avrò la prova che gli sceneggiatori hanno accolto il mio suggerimento, postato il 23 dicembre 2010.
Ora aspetto che il sindaco De Magistris mi chiami a Napoli per insegnare come si può compostare su un terrazzino del quartieri spagnoli e Radio 3 Scienze mi dia l'opportunità di parlare della analoga esperienza che stiamo realizzando a Genova.
E intanto vi anticipo che ho cominciato la sperimentazione dell'uso di carbonella di legna come strutturante nel compostaggio su piccoli spazi.
Ha ospitato la lezione "Un Posto al Sole", la telenovela ambientata a Napoli. Tra storie di amori infelici, tradimenti e il dramma di un ragazzino con nonno camorrista, Raffaele, portiere e giardiniere di Palazzo Palladini, ha cominciato a fare compostaggio con l'intero condominio.
Le istruzioni che gli danno i due giovani condomini, più sensibili ad un ambiente pulito, sembrano tratti pari pari dal mio corso di compostaggio.
Se, nelle prossime puntate, Raffaele stupirà il cognato Renato, con la citazione dotta delle pagine di "Viaggio in Italia" , dove Goethe descrive il lavorio di tanti contadini napoletani che, alla fine del 1700, in tutti i mercati rionali raccolgono con cura gli scarti di frutta e ortaggi per farne compost da usare nei loro campi, avrò la prova che gli sceneggiatori hanno accolto il mio suggerimento, postato il 23 dicembre 2010.
Ora aspetto che il sindaco De Magistris mi chiami a Napoli per insegnare come si può compostare su un terrazzino del quartieri spagnoli e Radio 3 Scienze mi dia l'opportunità di parlare della analoga esperienza che stiamo realizzando a Genova.
E intanto vi anticipo che ho cominciato la sperimentazione dell'uso di carbonella di legna come strutturante nel compostaggio su piccoli spazi.
domenica 8 gennaio 2012
E la nave va...
Un cargo battente bandiera olandese e' attraccata ai moli del porto di Napoli. E ' una nave particolare in quanto sarà caricata con alcune decine di migliaia di rifiuti urbani prodotti a Napoli che saranno smaltiti dalle parti di Amsterdam. Una tonnellata di questi rifiuti costerà alle nostre casse 140 euro, trasporto e smaltimento incluso. E' un prezzo molto buono, direi un affare per noi, in quanto in Germania l'incenerimento di una tonnellata di rifiuti costa 160 euro. Ovviamente e' una scelta d'emergenza che eviterà che le strade di Napoli si riempiano nuovamente di rifiuti in attesa che le nuove scelte dell' amministrazione napoletana vadano a regime: riduzione, raccolta differenziata porta a porta su tutta la città, compostaggio della frazione organica raccolta in modo differenziato. L' arrivo della nave olandese e' il secondo tassello del piano rifiuti del sindaco Demagistris, insieme all'estensione della raccolta porta a porta al quartiere di Scampia, accolta con grande favore e partecipazione dai cittadini coinvolti. Ce la farà Napoli a diventare la prima città italiana Rifiuti Zero? I napoletani sembrano molto determinati. Il passaggio del presidente ASIA, Raphael Rossi ad altro incarico, dopo solo sei mesi di lavoro, non e' una buona notizia, se il vero motivo di questa sostituzione e' la resistenza del presidente Rossi ad una assunzione clientelare di 23 operai.
Non ci resta che vedere come andrà e sperare nei napoletani giusti.
Non ci resta che vedere come andrà e sperare nei napoletani giusti.
venerdì 29 ottobre 2010
Bertolaso sulla via di Damasco
La nuova emergenza "monnezza" di Napoli è un vecchio e noioso film visto e rivisto, con le stesse comparse e lo stesso copione. Mi dispiace per i miei compaesani ma non riesco più nemmeno ad indignarmi.
Tutto è stato già scritto. Chi si è perduto questo documento che ormai è storico, si vada a rileggere, a ritroso, i post inseriti nel capitolo (tag) "Vedi Napoli" di questo Blog.
Vi suggerisco la rilettura del post del 3 settembre 2007, una lettera aperta a Bertolaso, al quale mi permettevo di dare alcuni suggerimenti che, se realizzati almeno in parte, ci avrebbero evitato questa nuova telenovela e questo strazio.
Ma ieri sera, ad Anno Zero, dedicato alla crisi Campana e con Bertolaso tra gli ospiti, si è verificato un piccolo miracolo.
Il buon Bertolaso, dopo aver risposto con avvilente scortesia al commissario UE ( peraltro pessimamente tradotto in simultanea) che gli ricordava come oggi il governo italiano è stato messo in mora per la fallimentare gestione del ciclo di rifiuti campano, ha ammesso che è da imitare l'esempio del comune di Capannori, che con il porta a porta, ha raggiunto l'80% di raccolta differenziata e ha aderito all'obiettivo "Rifiui Zero".
Alleluia!
Quanti anni dovremo ancora aspettare perchè la nostra classe politica capisca che la termovalorizzazione assistita è un grande imbroglio nazionale e che, riduzione, riciclo, compostaggio, trattamenti meccanico biologici, recupero di materia sono le scelti intelligenti che la commissaria europea, ieri sera, ha ricordato ma che nessuno ha capito per l'incapacità di una traduttrice che la RAI farebbe meglio a radiare dal suo Albo.
E tornando ad ieri sera, un altro che vorrei fosse illuminato sulla via di Damasco è De Luca, il sindaco di Salerno, che nonostante una raccolta Porta a Porta a Salerno al 60% e nonostante la realizzazione nella provincia di Salerno, dell'unico impianto di compostaggio campano (30.000 tonnellate), aspira ad ospitare il secondo "termovalorizzatore" della regione.
Ma per bruciare che? Se solo DeLuca, incetivasse il riciclo delle bottiglie di plastica nei supermercati della sua città e abolisse la consegna gratuita dei sacchetti di plastica, a Salerno, il combustibile da rifiuto residuo non giustificherebbe nessun inceneritore, nemmeno "mini".
E nessuno ancora che ci dice che fine fanno le ceneri dell'inceneritore di Acerra!
Tutto è stato già scritto. Chi si è perduto questo documento che ormai è storico, si vada a rileggere, a ritroso, i post inseriti nel capitolo (tag) "Vedi Napoli" di questo Blog.
Vi suggerisco la rilettura del post del 3 settembre 2007, una lettera aperta a Bertolaso, al quale mi permettevo di dare alcuni suggerimenti che, se realizzati almeno in parte, ci avrebbero evitato questa nuova telenovela e questo strazio.
Ma ieri sera, ad Anno Zero, dedicato alla crisi Campana e con Bertolaso tra gli ospiti, si è verificato un piccolo miracolo.
Il buon Bertolaso, dopo aver risposto con avvilente scortesia al commissario UE ( peraltro pessimamente tradotto in simultanea) che gli ricordava come oggi il governo italiano è stato messo in mora per la fallimentare gestione del ciclo di rifiuti campano, ha ammesso che è da imitare l'esempio del comune di Capannori, che con il porta a porta, ha raggiunto l'80% di raccolta differenziata e ha aderito all'obiettivo "Rifiui Zero".
Alleluia!
Quanti anni dovremo ancora aspettare perchè la nostra classe politica capisca che la termovalorizzazione assistita è un grande imbroglio nazionale e che, riduzione, riciclo, compostaggio, trattamenti meccanico biologici, recupero di materia sono le scelti intelligenti che la commissaria europea, ieri sera, ha ricordato ma che nessuno ha capito per l'incapacità di una traduttrice che la RAI farebbe meglio a radiare dal suo Albo.
E tornando ad ieri sera, un altro che vorrei fosse illuminato sulla via di Damasco è De Luca, il sindaco di Salerno, che nonostante una raccolta Porta a Porta a Salerno al 60% e nonostante la realizzazione nella provincia di Salerno, dell'unico impianto di compostaggio campano (30.000 tonnellate), aspira ad ospitare il secondo "termovalorizzatore" della regione.
Ma per bruciare che? Se solo DeLuca, incetivasse il riciclo delle bottiglie di plastica nei supermercati della sua città e abolisse la consegna gratuita dei sacchetti di plastica, a Salerno, il combustibile da rifiuto residuo non giustificherebbe nessun inceneritore, nemmeno "mini".
E nessuno ancora che ci dice che fine fanno le ceneri dell'inceneritore di Acerra!
lunedì 30 marzo 2009
Pupi a Basso Impatto Ambientale
Lo sapevo che quando i miei compaesani si muovono, la loro creatività e fantasia permette di affrontare e risolvere brillantemente tutti i loro problemi.
Notizia di oggi, la scelta da parte degli ordini dei farmacisti di Napoli di mettere in vendita presso diverse farmacie del capoluogo campano, confezioni di pannolini per bambini, da riusare, dopo lavaggio.
E' una bella idea che giro al mio assessore ai rifiuti che ha già promosso questo uso a Genova, ma la vendita presso le farmacie è una scelta vincente, in quanto sicuramente incentiverà l'uso dei pannolini ecologici, sottraendoli ai circuiti commerciali alternativi dove, al momento, sono relegati.
Sui vantaggi ambientali di questi pannolini che riducono fortemente la produzione di rifiuti, abbiamo già parlato nel Blog; se siete interessati ai numeri, andate a cercare il post (14 ottobre 2007)
Aggiungo che a Napoli, come a Genova, sarebbe utile che alle famiglie che si convertono ai pannolini riusabili sia riconosciuto anche un congruo sconto sulla tariffa rifiuti, proporzionale alla quantità di rifiuti non più prodotti, da aggiungere ai sensibili risparmi sui pannolini convenzionali. Certamente avere a disposizione qualche euro in più nel bilacio famigliare potrebbe vincere le resistenze dei genitori più restii ad usare la lavatrice, al posto dell'"usa e getta".
Per avere lo sconto potrebbe essere sufficente che i genitori autocertifichino l'uso dei pannolini lavabili, allegando copia del certificato di nascita del pupo e la prima ricevuta per l'acquisto dei pannolini ecologici. E il Comune applicherà d'ufficio lo sconto concordato per i primi due - tre anni di vita del bimbo.
Che ne dite? Mi è rimasta un pò della creatività napoletana?
Notizia di oggi, la scelta da parte degli ordini dei farmacisti di Napoli di mettere in vendita presso diverse farmacie del capoluogo campano, confezioni di pannolini per bambini, da riusare, dopo lavaggio.
E' una bella idea che giro al mio assessore ai rifiuti che ha già promosso questo uso a Genova, ma la vendita presso le farmacie è una scelta vincente, in quanto sicuramente incentiverà l'uso dei pannolini ecologici, sottraendoli ai circuiti commerciali alternativi dove, al momento, sono relegati.
Sui vantaggi ambientali di questi pannolini che riducono fortemente la produzione di rifiuti, abbiamo già parlato nel Blog; se siete interessati ai numeri, andate a cercare il post (14 ottobre 2007)
Aggiungo che a Napoli, come a Genova, sarebbe utile che alle famiglie che si convertono ai pannolini riusabili sia riconosciuto anche un congruo sconto sulla tariffa rifiuti, proporzionale alla quantità di rifiuti non più prodotti, da aggiungere ai sensibili risparmi sui pannolini convenzionali. Certamente avere a disposizione qualche euro in più nel bilacio famigliare potrebbe vincere le resistenze dei genitori più restii ad usare la lavatrice, al posto dell'"usa e getta".
Per avere lo sconto potrebbe essere sufficente che i genitori autocertifichino l'uso dei pannolini lavabili, allegando copia del certificato di nascita del pupo e la prima ricevuta per l'acquisto dei pannolini ecologici. E il Comune applicherà d'ufficio lo sconto concordato per i primi due - tre anni di vita del bimbo.
Che ne dite? Mi è rimasta un pò della creatività napoletana?
martedì 3 giugno 2008
Rifiuti Campani nei TMB Tedeschi
Rifiuti campani nei TMB tedeschi
Nel 2005 in Germania erano operativi 73 inceneritori con una capacità di 18 milioni di tonnellate all'anno e 64 impianti di trattamento meccanico biologico con la capacità di 6,1 milioni di tonnellate.Mentre la maggior parte degli inceneritori è stato realizzato tra gli anni '80-'90, gli impianti MBT si sono imposti alla fine degli anni '90 e sono in forte crescita.
Questi impianti trattano i MPC indifferenziati e, in alcune decine di giorni eliminano i rischi igienico-sanitari della frazione putrescibile, che viene trasformata in anidride carbonica e acqua e contemporaneamente è eliminata biologicamente la carica batterica pericolosa. Durante la fase biologica nella bioossidazione c'è anche una importante riduzione della massa per evaporazione dell'umidità a causa del calore sviluppato dal processo biologico.
Successivamente trattamenti meccanici provvedono a separe le varie frazioni dei materiali inerti o poco biodegradabili in base al peso specifico e alle loro caratteristiche elettromagnetiche.
A parità di materiale trattato, l'impatto ambietale di un impianto MBT è nettamente ed intrinsecamente inferiore a quello di un inceneritore co recupero energetico.
Una parte dei rifiuti campani è andata a finire in un impianto MTB tedesco, in particolare in quello di Croebern.
Ecco il commento di Enzo Favoino della Scuola Agraria di Monza , un esperto di trattamenti biologici a livello mondiale:
"Conoscevo Croebern come uno dei più grandi impianti MBA (= TMB) tedeschi,
si tratta di un normale impianto di TMB, schema "splitting" (a separazione di flussi) e con design del sistema praticamente uguale a quelli campani (poi perché i tedeschi riescano a farli funzionare, e l'Impregilo no, è uno dei tanti paradossi che fanno parte della iconografia del "paese doo sole")
Schema di flusso:
http://www.zaw-wachau.de/mix/mba_verfahren.htm
Sostanzialmente
- recuperano un 10% di materiali valorizzabili (holz=legno, metalle= metalli)
- mettono a discarica (deponierung) un 35% stabilizzato ed inertizzato e
- mandano a recupero energetico (thermische verwertung) le frazioni ad alto potere calorifico (45%)
Tenete presente, per quanto concerne l'ultimo punto, che (anche) in Germania c'è il divieto di discarica per materiali con PCI > 13 Mj"
E' probabile che il recupero energetico in Germania si effettui usando il bioessiccato come combustibile in cementifici, al posto di una pari quantità di carbone. Il 30 % che manca all'appello è acqua e organico putrescibile immessi in atmosfera, durante il trattamento biologico come vapor acqueo e anidride carbonica.
Ricordo che i Germania si ricicla e si composta circa il 54% dei rifiuti urbani, esiste l'obbligo del vuoto a rendere per le bottiglie di plastica e gli inceneritori non ricevono incentivi pubblici.
Se questo schema fosse stato adottato in Campania, oggi non avremmo il cumulo di ecoballe e forse neppure i rifiuti nelle strade.
Postato da: federico46 a 18:53 | link | commenti (13)
vedi napoli, tmb
Commenti:

"Ricordo che i Germania si ricicla e si composta circa il 54% dei rifiuti urbani, esiste l'obbligo del vuoto a rendere per le bottiglie di plastica e gli inceneritori non ricevono incentivi pubblici."
Beh! In Germania ormai possono permettersi di non incentivare gli inceneritori, visto che ci sono e hanno fatto e continuano a fare una discreta fetta del lavoro "sporco". In Italia (vista anche la situazione in cui vertono alcune regioni) certi incentivi pubblici credo siano necessari... o no?
Massimo
Beh! In Germania ormai possono permettersi di non incentivare gli inceneritori, visto che ci sono e hanno fatto e continuano a fare una discreta fetta del lavoro "sporco". In Italia (vista anche la situazione in cui vertono alcune regioni) certi incentivi pubblici credo siano necessari... o no?
Massimo
| utente anonimo |
In Germania gli inceritori non sono mai stati incentivati con danaro pubblico. Il fatto che ricevano rifiuti dall'estero significa che questi impianti sono sovradimensionati rispetto alla richiesta interna di smaltimento
Considerata la percentuale (20%?) di rifiuti urbani che finiscono direttamente in discarica non mi pare che gli inceneritori in Germania abbiano raggiunto/superato la richiesta interna di smaltimento (come è successo negli ultimi anni in Svizzera, sempre in riferimento ai RSU). Il fatto che ricevano rifiuti (urbani, industriali, speciali) dall'estero potrebbe significare semplicemente che gestire la monnezza è un ottimo affare e che vista la vastità, diversificazione e grado di specializzazione del settore (che riduce al minimo lo smaltimento in discarica) possono permettersi entrate aggiuntive. Non hanno incentivi statali (siamo sicuri che non abbiano mai avuto incentivi pubblici gli inceneritori tedeschi?)... ora si accontentano degli incentivi "esteri" (che sicuramente fanno felice anche lo Stato).
L'Italia non è la Germania, purtroppo (vabbeh che a livello regionale la situazione cambia in maniera sostanziale).
L'Italia non è la Germania, purtroppo (vabbeh che a livello regionale la situazione cambia in maniera sostanziale).
| utente anonimo |
Nelle discariche tedesche finisce l'indifferenziato inertizzato con impianti MTB e le ceneri degli inceneritori, la cui massa è il 20-30 % dei rifiuti inceneriti. Le ceneri volanti in particolare trovano rifugio nelle miniere di salgemmma abbandonate, dove fino a poco tempo fa arrivavano anche le ceneri leggere dell'inceneritore di Brescia ( 31.000 tonnellato/anno) e di altri inceneritori italiani. Ovviamente i tedeschi per il servizio si sono fatti pagare bene, ma questo non ha suscitato lo scandalo di nessuno.
Gli inceneritori tedeschi sono anche contenti di bruciare i rifiuti napoletani perchè, grazie alla loro elevata umidità, riescono ad abbassare il potere calorifico dei rifiuti tedeschi, che molto secchi, grazie alle raccolte differenziate rischiano di mettere fuori uso i forni a griglia progettati per poteri calorifici più bassi.
Gli inceneritori tedeschi sono anche contenti di bruciare i rifiuti napoletani perchè, grazie alla loro elevata umidità, riescono ad abbassare il potere calorifico dei rifiuti tedeschi, che molto secchi, grazie alle raccolte differenziate rischiano di mettere fuori uso i forni a griglia progettati per poteri calorifici più bassi.
altro che fascisti su Marte!
Guzzanti s'è perso un pezzo.
Milano 1939: raccolta porta a porta,selezione e riciclo
in pratica VEDELAGO nel 1939:
http://it.youtube.com/watch?v=ZSrrxBhiHnA
(seriamente) VEDELAGO oggi:
http://it.youtube.com/watch?v=VJ7ZWkSPqOM
Guzzanti s'è perso un pezzo.
Milano 1939: raccolta porta a porta,selezione e riciclo
in pratica VEDELAGO nel 1939:
http://it.youtube.com/watch?v=ZSrrxBhiHnA
(seriamente) VEDELAGO oggi:
http://it.youtube.com/watch?v=VJ7ZWkSPqOM
| utente anonimo |
"Nelle discariche tedesche finisce l'indifferenziato inertizzato con impianti MTB e le ceneri degli inceneritori, la cui massa è il 20-30 % dei rifiuti inceneriti."
Specificato che parte (50%) delle ceneri pesanti prodotte dagli inceneritori tedeschi non finisce in discarica ma vengono riutilizzate, dopo adeguato trattamento, in edilizia.
"Le ceneri volanti in particolare trovano rifugio nelle miniere di salgemmma abbandonate, dove fino a poco tempo fa arrivavano anche le ceneri leggere dell'inceneritore di Brescia ( 31.000 tonnellato/anno) e di altri inceneritori italiani. Ovviamente i tedeschi per il servizio si sono fatti pagare bene, ma questo non ha suscitato lo scandalo di nessuno."
A me personalmente questo fatto non scandalizza più di tanto. Se non vado errato anche svariati inceneritori europei che non erano attrezzati in tal senso si sono più o meno temporaneamente affidati alla Germania per lo smaltimento delle ceneri leggere (e non solo).
Massimo
Specificato che parte (50%) delle ceneri pesanti prodotte dagli inceneritori tedeschi non finisce in discarica ma vengono riutilizzate, dopo adeguato trattamento, in edilizia.
"Le ceneri volanti in particolare trovano rifugio nelle miniere di salgemmma abbandonate, dove fino a poco tempo fa arrivavano anche le ceneri leggere dell'inceneritore di Brescia ( 31.000 tonnellato/anno) e di altri inceneritori italiani. Ovviamente i tedeschi per il servizio si sono fatti pagare bene, ma questo non ha suscitato lo scandalo di nessuno."
A me personalmente questo fatto non scandalizza più di tanto. Se non vado errato anche svariati inceneritori europei che non erano attrezzati in tal senso si sono più o meno temporaneamente affidati alla Germania per lo smaltimento delle ceneri leggere (e non solo).
Massimo
| utente anonimo |
Caro Massimo
proprio ieri ho inviato a Epidemiologia e Prevenzione una mia rassegna bibliografica sugli impatti ambientali delle ceneri prodotte dagli inceneritori. Se dagli ingegneri, da cui arrivano tutte le soluzioni, la palla passa ai tossicologi, si scopre che le ceneri pesanti, che si pensavano inerti o al massimo controllabili in base alla presenza di metalli pesanti nei lisciviati, rilasciano anche composti organici genotossici. Certamente esistono metodi per eliminare anche questo problema, basta che qualcuno paghi i costi economici ed energetici di questo ulteriore trattamento che amo definire "accanimento terapeutico".
Personalmente preferisco la precauzione, non produrre ceneri e se proprio voglio farlo, mettere in discariche idonee le ceneri inertizzate il più possibile.
In quanto all'uso delle ceneri pesanti per fare cemento, la presenza di alcuni metalli di troppo, quali alluminio e cromo, mette in discusione la loro durata nel tempo.
Il brevetto del Centro di Vedelago che per estrusione produce sabbia sintetica per produrre mattoni coibentati con le plastiche non riciclabili, mi sembra un'idea un tantino più furba che quella di bruciare le sudette plastiche. Provo ad insistere a ricordare che riduzione, riciclo e trattamenti meccanico biologici non hanno questo tipo di problemi. Anche queste tecnologie richiedono attenzione, ma sono intrinsecamente più sicure ed in grado di risolvere completamente il problema. In particolare non trasformano in rifiuti tossici (le ceneri leggere e i fumi) imballaggi e bucce di patate.
E' vero, nelle miniere di salgemma tedesche sono finite le ceneri leggere di altri paesi, oltre all'Italia; certamente un cliente è stato l'inceneritore di Vienna. Tuttavia, a ben vedere si tratta di un traffico legale di rifiuti tossici fatti pagare, giustamente, molto più cari dei rifiuti campani e lo ripeto, per questo nessuno ha gridato allo scandalo e ha tirato in ballo l'orgoglio nazionale. Il giorno che i Tedeschi dicono basta così, voglio vedere come ne usciamo.
In quanto agli inceneritori tedeschi so per certo che la scelta di puntare sul riciclo ha costretto qualche anno fa alla chiusura uno dei due inceneritori di Monaco di Baviera e il secondo, per sopravvivere, deve cercare rifiuti in giro, quindi ben vengano i rifiuti napoletani. Sono curioso di vedere come andrà in Germania il mercato dei "termovalorizzatori" quando gli impianti esistenti saranno arrivati alla fine della loro vita operativa e quando gli investimenti saranno stati ammortizzati.
In Italia è certo, senza le sovvenzioni delle famiglie italiane, tutti gli inceneritori, chiuderebbero tutti il giorno dopo.
Proprio come è successo negli Stati Uniti all'inizio degli anni '90.
Tra parentesi, il costo dell'incenerimento in Germania è tra i più alti in Europa e più alto di tutti i trattamenti possibili tra cui quelli meccanico biologici. Anche qui, qualche motivo per questi costi così alti ci sarà.Non sarà proprio l'accanimento terapeutico e il rigoroso rispetto delle norme di sicurezza?
proprio ieri ho inviato a Epidemiologia e Prevenzione una mia rassegna bibliografica sugli impatti ambientali delle ceneri prodotte dagli inceneritori. Se dagli ingegneri, da cui arrivano tutte le soluzioni, la palla passa ai tossicologi, si scopre che le ceneri pesanti, che si pensavano inerti o al massimo controllabili in base alla presenza di metalli pesanti nei lisciviati, rilasciano anche composti organici genotossici. Certamente esistono metodi per eliminare anche questo problema, basta che qualcuno paghi i costi economici ed energetici di questo ulteriore trattamento che amo definire "accanimento terapeutico".
Personalmente preferisco la precauzione, non produrre ceneri e se proprio voglio farlo, mettere in discariche idonee le ceneri inertizzate il più possibile.
In quanto all'uso delle ceneri pesanti per fare cemento, la presenza di alcuni metalli di troppo, quali alluminio e cromo, mette in discusione la loro durata nel tempo.
Il brevetto del Centro di Vedelago che per estrusione produce sabbia sintetica per produrre mattoni coibentati con le plastiche non riciclabili, mi sembra un'idea un tantino più furba che quella di bruciare le sudette plastiche. Provo ad insistere a ricordare che riduzione, riciclo e trattamenti meccanico biologici non hanno questo tipo di problemi. Anche queste tecnologie richiedono attenzione, ma sono intrinsecamente più sicure ed in grado di risolvere completamente il problema. In particolare non trasformano in rifiuti tossici (le ceneri leggere e i fumi) imballaggi e bucce di patate.
E' vero, nelle miniere di salgemma tedesche sono finite le ceneri leggere di altri paesi, oltre all'Italia; certamente un cliente è stato l'inceneritore di Vienna. Tuttavia, a ben vedere si tratta di un traffico legale di rifiuti tossici fatti pagare, giustamente, molto più cari dei rifiuti campani e lo ripeto, per questo nessuno ha gridato allo scandalo e ha tirato in ballo l'orgoglio nazionale. Il giorno che i Tedeschi dicono basta così, voglio vedere come ne usciamo.
In quanto agli inceneritori tedeschi so per certo che la scelta di puntare sul riciclo ha costretto qualche anno fa alla chiusura uno dei due inceneritori di Monaco di Baviera e il secondo, per sopravvivere, deve cercare rifiuti in giro, quindi ben vengano i rifiuti napoletani. Sono curioso di vedere come andrà in Germania il mercato dei "termovalorizzatori" quando gli impianti esistenti saranno arrivati alla fine della loro vita operativa e quando gli investimenti saranno stati ammortizzati.
In Italia è certo, senza le sovvenzioni delle famiglie italiane, tutti gli inceneritori, chiuderebbero tutti il giorno dopo.
Proprio come è successo negli Stati Uniti all'inizio degli anni '90.
Tra parentesi, il costo dell'incenerimento in Germania è tra i più alti in Europa e più alto di tutti i trattamenti possibili tra cui quelli meccanico biologici. Anche qui, qualche motivo per questi costi così alti ci sarà.Non sarà proprio l'accanimento terapeutico e il rigoroso rispetto delle norme di sicurezza?
salve, anche io combatto gli inceneritori e le volevo proporre di visitare il mio blog e se le va di fare uno scambio link.
www.gianlucapistore.com
attendo risposte. saluti
www.gianlucapistore.com
attendo risposte. saluti
Caro Gianluca
ho dato un'occhiata al tuo sito.
Complimenti per la tua voglia di cambiare il mondo, speiamo di farcela. Qualche tempo fa ho ricevuto una telefonata da un signore di Napoli che dalle cose accennate temo sia lo stesso tizio che propone di riemoire di monnezza il Vesuvio. Hai risposto bene amche se temo che abbiano più credito queste stupidate che le nostre proposte.
Non ho famigliarità sulle modalità di funzionamento dei link, comunque posso provare a metterti tra i miei amici, se puoi fare altrettanto con me la cosa non può che farmi piacere
ho dato un'occhiata al tuo sito.
Complimenti per la tua voglia di cambiare il mondo, speiamo di farcela. Qualche tempo fa ho ricevuto una telefonata da un signore di Napoli che dalle cose accennate temo sia lo stesso tizio che propone di riemoire di monnezza il Vesuvio. Hai risposto bene amche se temo che abbiano più credito queste stupidate che le nostre proposte.
Non ho famigliarità sulle modalità di funzionamento dei link, comunque posso provare a metterti tra i miei amici, se puoi fare altrettanto con me la cosa non può che farmi piacere
Dal punto di vista generale non posso che essere d'accordo con Lei, anche se certi aspetti continuano a lasciarmi perplesso. Per come la vedo io, il problema è che in Italia (anche se qui il discorso si fa complesso e contraddittorio) siamo ben lontani dal poter puntare direttamente a risolvere completamente il problema rifiuti (o iniziare a farlo, come fa la Germania, la Danimarca, la Svizzera, il Belgio, l'Olanda o chissà quale altro stato... bizzarro pensare che i paesi che inceneriscono di più sono anche quelli meglio messi a livello di riciclaggio e raccolta differenziata). La maggior parte dei rifiuti nostrani finisce direttamente in discarica e nel ventaglio di soluzioni per alleggerire questo carico c'è ANCHE l'utilizzo degli inceneritori. In Germania, quando gli impianti esistenti arriveranno alla fine della loro vita operativa, non avranno materiale interno o esterno da incenerire e quant'altro, verranno chiusi, demoliti o riconvertiti in chissà cosa. Ma il processo è graduale e probabilmente passeranno decenni prima che l'ultimo inceneritore cessi l'attività (tanto ci sono gli altri stati che tappano i buchi!). Gli Stati Uniti meritano un discorso a parte, hanno abbandonato la strada dell'incenerimento ma mi risulta siano ben lontani dall'essere un modello del riciclo anti-discarica (anzi!). Le realtà come Vedelago devono essere lette e interpretate nella loro specifica realtà, realtà che difficilmente può essere esportata ovunque, per qualsiasi rifiuto o in qualsivoglia scala territoriale.
Sospetto che in Italia, senza le sovvenzioni delle famiglie italiane, chiuderebbero solo gli inceneritori (tutti?). Potessimo almeno permetterci l'accanimento terapeutico tedesco!
Massimo
Sospetto che in Italia, senza le sovvenzioni delle famiglie italiane, chiuderebbero solo gli inceneritori (tutti?). Potessimo almeno permetterci l'accanimento terapeutico tedesco!
Massimo
| utente anonimo |
Pardon... La penultima frase l'ho mal formulata: "Sospetto che in Italia, senza le sovvenzioni delle famiglie italiane, chiuderebbe ben altro dei soli inceneritori (tutti?)."
| utente anonimo |
salve mi chiamo Domenico Di Gennaro e faccio parte del presidio permanente di Taverna del Re - Giugliano (Na), il sito di balle di rifiuti realizzato dai vari commissari che si sono succeduti in Campania. in riferimento al decreto legge che stabilisce la costruzione di un impianto per lo smaltimento delle balle di rifiuti da costruire nel comune di Giugliano, il comitato ambientalista cittadino si sta incontrando per fare una propria proposta che metta fine allo scempio in atto. alcuni politici locali hanno proposto di costruire un inceneritore, noi proponiamo di ritrattare le balle mediante un impianto di TMB, oppure di utilizzare il SISTEMA NORA messo appunto dall'ing. Ennlo Italico Noviello del CNR e prodotto dal THE MIND ECOSOLUTION, vi chiedo se voi avete individuato un metodo ad impatto zero, per smaltire balle di rifiuti talquale, vecchie di 4/5 anni. distinti saluti Domenico Di Gennaro.
digennarodomenico@gmail.com
digennarodomenico@gmail.com
| utente anonimo |
Caro Domenico
la partita è molto difficile ma bisogna provare a vincerla.
Usare i trattamenti meccanico biologici per le ecoballe è possibile .
Si possoo portare a loro difesa i brevi tempi di realizzazione, i contenuti costi digestione, la grande flessibilità in grado di fare la scelta migliore per ogni situazione e il basso impatto ambientale.
Come sai per qualcuno tutti questi sono grandi difetti :-)
Il prof De Feo dell'uiversità di Salerno ( se non ricordo male) ha fatto una analisi Ciclo di Vita per la provincia di Avellino che ha promosso i TMB rispetto all'incenerimento. Pensio che sia utile contattarlo per sapere che ne pensa, quantomeno poptrebbe rifare l'analisi LCA per il territorio di Giugliano.
L'ideale sarebbe che dagli scarti biostabilizzati con i TMB si possano fare recuperi di materia. Per quanto ne so,m adeguati trattamenti meccanici possono separare la frazione inerte ( metalli, vetro, ceramicai..) certamente recuperabile, la frazione di plastiche indifferenziate può essere destinata alla produzione di manufatti edili secondo l'esperienza della signora Poli ( Vedelago) ; infine la frazione cellulosica e organica biostabilizzata (mi sembra improponibile un uso agricolo del compost di dubbia qualità) potrebbe essere utilizata per la produzione di biogas secondo la tecnica degli ECOCUBi sviluppata dalla Ecodeco. So che questa scelta è criticata ma mi sembrerebbe utile fare un approfondimento. I dubbi sono anche normativi ma vista l'emergenza se la soluzione non ha impatti significativi, come affermano i progettisti, varrebbe la pena verificarne la fattibilità.
L'aspetto interessante di questa scelta è che con costi di investimento contenuti il sistema ha un recupero energetico (biogas) che, oltre che godere leggitimamente degli incentivi dei certificati verdi, potrebbe rendere energeticamente autonomo l'intero ciclo di trattamento delle ecoballe.
Ovviamente è necessaria anche una discarica, per lo stoccaggio degli ecocubi e dei materiali non riutilizzabili ma questo sarebbe necessario anche con un inceneritore e anche in questo caso gli impatti non sono paragonabile ( molto meno quello degli ecocubi, rispetto alle ceneri volanti.
Penso proprio che questo scenario sia possibile; i vostri e i nostri politici che devono fare le scelte, saranno all'altezza?
| | utente anonimo |
lunedì 2 giugno 2008
Notizie Fatasma
Lo giuro, l'abbiamo sentito sia io che mia moglie, ieri in un notiziario di RAI 3. Si trattava di una testimonianza diretta di Walter Ganapini, Assessore alla gestione dei materiali post consumo della Campania, un tecnico serio e competente. Ganapini ha raccontato che mentre verificava la segnalazione della presenza nell'entroterra campano, di vagli semoventi nuovi ma inutilizzati non solo ha trovato questi mezzi, utili per setacciare sul posto i rifiuti e togliere la maggior quatità possibile di umido, prima dello stoccaggio in discarica, ma ha anche scoperto la presenza di una grande discarica, in perfetto ordine, a tre chilometri dalle prime case, ma anch'essa assolutamente inutilizzata.
Secondo Ganapini questa discarica fantasma è in grado di ospitare in assoluta sicurezza tutti i rifiuti campani che saranno prodotti nei prossimi sei mesi.
Converrete che è una notizia bomba, sia su come sono stati spesi i soldi per l'emergenza, sia per affrontare in modo serio l'accumulo di rifiuti lungo le strade, evitando sfoggio di muscoli e scontri con chi , giustamente, non vuole una discarica tra le case.
Ma è una notizia che temo sia diventata anch'essa fantasma, in quanto non coerente con quanto il governo Prodi e il governo Berlusconi vogliono far passare a tutti i costi: nuove discariche tal quali e termovalorizzatori per tutti.
E per fortuna c'è ancora una rete libera. A conferma che non abbiamo sognato ecco il video di Ganapini sulla vicenda www.wikio.it/news/Walter+Ganapini.
E' un documento da non perdere e a cui occorre dare la massima diffusione
Postato da: federico46 a 11:19 | link | commenti (3)
Secondo Ganapini questa discarica fantasma è in grado di ospitare in assoluta sicurezza tutti i rifiuti campani che saranno prodotti nei prossimi sei mesi.
Converrete che è una notizia bomba, sia su come sono stati spesi i soldi per l'emergenza, sia per affrontare in modo serio l'accumulo di rifiuti lungo le strade, evitando sfoggio di muscoli e scontri con chi , giustamente, non vuole una discarica tra le case.
Ma è una notizia che temo sia diventata anch'essa fantasma, in quanto non coerente con quanto il governo Prodi e il governo Berlusconi vogliono far passare a tutti i costi: nuove discariche tal quali e termovalorizzatori per tutti.
E per fortuna c'è ancora una rete libera. A conferma che non abbiamo sognato ecco il video di Ganapini sulla vicenda www.wikio.it/news/Walter+Ganapini.
E' un documento da non perdere e a cui occorre dare la massima diffusione
Postato da: federico46 a 11:19 | link | commenti (3)
vedi napoli
Purtroppo tutta la situazione è ben descritta in questo articolo di Antonella Randazzo scritto circa un anno fa dal titolo:Il piano del governo per avvelenare l'Italia
www.disinformazione.it/rifiuti_campania.htlm
Sembra proprio di combattere contro un muro di gomma, governi di destra o sinistra compatti nell'agire a danno delle popolazioni.
www.disinformazione.it/rifiuti_campania.htlm
Sembra proprio di combattere contro un muro di gomma, governi di destra o sinistra compatti nell'agire a danno delle popolazioni.
mi chiamo come te. Comunque anch'io l'ho sentita ma poi è venuto fuori che quel terreno non poteva essere utilizzato perchè c'era bisogno di una bonifica mai stata fatta. Chissà cosa è vero e cosa no....buh (?).
Il mio blog è privato ti dovesse mai interessare mandami un messaggio privato.ciau
Il mio blog è privato ti dovesse mai interessare mandami un messaggio privato.ciau
Prof.Valerio....salute!
Ci siamo incrociati a Ventimiglia in occasione del dibattito sulla costruenda centrale a biomasse di Bevera.
Da allora non ho dato tregua.
Puo' leggere i contenuti sul mio sito www.alzalatesta.net
Tenga conto che sono solo un contadino che sbaglia a scrivere.
Ho denunciato il Sindaco in due occasioni.
La progettazione è partita su autocertificazioni false, l'Ingegnere Tebaldi non è un Ingegnere , non ci sono le distanze dai vicini fortemente contrari, ecc ecc.
Avrei bisogno di un aiuto legale cazzuto , per fermare sto' crimine ambientale a trenta metri da un S.I.C.;
Qui' gli Avvocati non si schierano contro l'azienda.
Ne conosce per caso uno , che come mè, ci rimette dei soldi per il bene comune?
Chiedo la collaborazione di qualcuno su' Genova, per fermare la cosruzione di questo scandalo.
Cordiali saluti Marco Ballestra
Ci siamo incrociati a Ventimiglia in occasione del dibattito sulla costruenda centrale a biomasse di Bevera.
Da allora non ho dato tregua.
Puo' leggere i contenuti sul mio sito www.alzalatesta.net
Tenga conto che sono solo un contadino che sbaglia a scrivere.
Ho denunciato il Sindaco in due occasioni.
La progettazione è partita su autocertificazioni false, l'Ingegnere Tebaldi non è un Ingegnere , non ci sono le distanze dai vicini fortemente contrari, ecc ecc.
Avrei bisogno di un aiuto legale cazzuto , per fermare sto' crimine ambientale a trenta metri da un S.I.C.;
Qui' gli Avvocati non si schierano contro l'azienda.
Ne conosce per caso uno , che come mè, ci rimette dei soldi per il bene comune?
Chiedo la collaborazione di qualcuno su' Genova, per fermare la cosruzione di questo scandalo.
Cordiali saluti Marco Ballestra
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