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martedì 31 dicembre 2024

Qualità dell'aria a Genova, al mattino presto e alla sera di un giorno di fine giugno.


Qualità dell’aria a Genova, al mattino presto di un giorno di fine giugno.

30 giugno 2024, ore  05:52

A quest’ora il vento proviene da sud-est: San Teodoro e Sampierdarena sono sotto-vento ai fumi del porto.

Ma le banchine del porto sono vuote e il traffico cittadino e’ al minimo (Figura 1), mentre il traffico pesante, a servizio del trasporto merci del porto, si è messo in moto alle 05:00.

Figura 1. Presenza di navi in porto alle 05:51 del 30 giugno 2024. Solo due navi si trovano nei moli delle Riparazioni Navali

Il sito ARPAL, (Figura 2)  mette a disposizione la localizzazione delle sue centraline con le ultime misure orarie di biossido di azoto registrate presso ciascuna centralina

Figura 2. Concentrazioni orarie (dalle 04:00 alle 05:00 del 30 giugno 2024) di biossido di azoto ( microgrammi/mc) misurate contemporaneamente in otto stazioni ARPAL. 

Nelle prime ore del mattino sono ai valori minimi anche le concentrazioni orarie (dalle 4:00 alle 5:00) di biossido di azoto misurate  presso le stazioni ARPAL (Figura 2).

La concentrazione più alta (24 microgrammi/mc) si registra in via Buozzi. E’ un valore attribuibile al traffico pesante a servizio merci del porto, che a quell’ora è già attivo.

A quest'ora, la  concentrazione oraria  di biossido di azoto in via Bari (7 micro-grammi/mc) sulla collina di San Teodoro, è relativamente molto bassa, ma di poco superiore a quelle riscontrate contemporaneamente nelle altre zone, definite da ARPAL “fondo urbano” (c.so Firenze, Acquasola, Quarto), dove si registrano concentrazioni orarie di 2 e 3 micro-grammi/mc.

A quest’ora sono basse anche le concentrazioni di biossido di azoto misurate in corso Gastaldi (7 microgrammi/mc) e corso Europa (8 microgrammi/mc), strade dove si concentra il traffico urbano da levante, in ingresso nella città, normalmente basso nelle prime ore del mattino.


Qualità dell’aria a Genova la sera tardi di un giorno di fine Giugno

30 giugno 2024, ore 22:13

La Figura 3, mostra le misure orarie registrate nei siti ARPAL tra le 21:00 e le 22:00 del 30 giugno 2024.

Figura 3. Concentrazione orarie (dalle 21:00 alle 22:00 del 30 giugno 2024) di biossido di azoto misurate contemporaneamente in otto stazioni ARPAL


Rispetto alle misure orarie del primo mattino, (Figura 1) la qualità dell’aria e’ nettamente peggiorata, dalle parti di San Teodoro.

In via Bari (cerchio rosso) la concentrazione media oraria di biossido di ozono, registrata tra le 21:00 e le 22:00, e’ stata di 47 micro-grammi/ mc, sette micro-grammi in meno di quanto misurato in via Buozzi (54  microgrammi/mc) che, a sua volta è aumentata di 30 micro-grammi/mc, rispetto ai valori registrati al primo mattino (Figura 2).

Quindi, in via Bari, con un traffico auto-veicolare serale ridotto, si registra una concentrazione oraria superiore ai 27 micro-grammi/mc registrati contemporaneamente in corso Gastaldi e agli 8 micro-grammi/mc, lungo corso Buenos Aires. 

Concentrazione che in via Bari sono più di dieci volte maggiore delle misure contemporanee negli altri tre siti classificati da ARPAL “fondo urbano”: belvedere don Ga, parco Acquasola, Quarto a 2 -3 micro-grammi/mc di biossido di azoto.

Il netto peggioramento serale della qualità dell'aria in via Bari ha una chiara e inequivocabile spiegazione: la partenza contemporanea, verso quell'ora, di numerosi traghetti "fumanti" (come testimoniato dal post seguente) con vento di mare che ha portato verso la collina il biossido di azoto uscito da tutte le navi che, nel corso della mattinata, avevano riempito tutti i moli. 

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venerdì 20 dicembre 2024

Biossido di azoto nei fumi navali: quartieri genovesi sotto attacco di traghetti e navi da crociera. 5)


I quartieri genovesi sotto “attacco” delle emissioni di traghetti e navi da crociera. 

Su quali condomini dei quartieri genovesi di San Teodoro, Lagaccio, Sampierdarena,  impattano  gli ossidi di azoto e tutti gli altri inquinanti,  emessi da traghetti e navi da crociera che entrano nel porto di Genova?

Durante l'estate del 2024, le "Sentinelle dei fumi dal Porto", della Rete Associazioni San Teodoro, hanno documentato fotograficamente centinaia di fumi scuri che uscivano, a lungo, dai fumaioli di gran parte dei traghetti, in manovra e in sosta, nel porto (Figura 1-2)

Figura 2 

Figura 1
  


Ma dove è andata a finire tutta quella fuliggine, “black carbon”  in inglese,  uscita dai fumaioli, insieme ai gas tossici invisibili, come il biossido di azoto, che si forma nei cilindri dei grandi motori diesel delle navi, per reazione tra due importanti componenti della nostra atmosfera, l’ossigeno e l’azoto?

Certamente, con le brezze di mare estive, che vanno dal mare verso la terra (e che a Genova soffiano dalla tarda mattinata,  fino alla sera), sia i fumi "scuri", come pure i fumi “invisibili”, carichi di polveri, ossidi di azoto, anidride solforosa, impattano sulla collina di San Teodoro e nei quartieri confinanti. (Figura 3)

Figura 3. Il quartiere collinare di San Teodoro, con vista sul porto.

E, neanche a farlo apposta, gli orari dei venti di mare corrispondono a quelli di arrivi e partenze dei traghetti e delle navi da crociera!

Ma i condomini di San Teodoro e dei quartieri vicini, in quale misura, subiscono questo subdolo, ma evitabile, inquinamento?

A questa importante domanda, possiamo dare una risposta molto attendibile, grazie al progetto europeo Aer Nostrum,  promosso dall'Unione Europea e finalizzato a sviluppare strumenti per tenere sotto controllo le emissioni portuali che avvengono nei principali porti del Mediterraneo. 

Al progetto Aer Nostrum ha partecipato anche l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Liguria (ARPAL) e l’Università di Genova.

Nell'ambito del progetto è stato sviluppato, con un complesso algoritmo, applicato ai fumi emessi da tutte le navi passeggeri (traghetti e navi da crociera) che, durante l’agosto del 2021, sono entrate nel porto e si sono attraccate ai moli genovesi. 

In questo modo, tenendo anche conto delle reali condizioni meteorologiche di quel periodo e dell'orografia dell'area urbana,  è stato possibile stimare la concentrazione media mensile di biossido di azoto di sola fonte navale, ricaduta sul quartiere.

I dettagli dello studio li trovate qui:

Progetto Interreg Marittimo AerNostrum (https://interreg-maritime.eu/web/aer-nostrum/checosarealizza)

- T2.3.1 Simulazioni risultanti dalla modellazione implementata nell'ambito del progetto: rapporto

- T.3.3.1_IT_Scenari_locali_VFD

La Figura 4 mostra il risultato di questa simulazione, in cui, sovrapposta alla mappa della città, con diversa intensità di colore, e’ rappresentata  la concentrazione media di biossido di azoto, derivante dai fumaioli delle navi entrate in porto, durante tutto il mese di Agosto del 2021.

In questa figura, in base alla scala colorimetrica riportata a destra, si possono individuare le aree interessate dalla ricaduta al suolo del biossido di azoto e la diversa intensità dell'inquinamento stimato al suolo.

Figura 4. Mappa di iso-concentrazione di biossido di azoto (media mensile) emesso solo da navi passeggeri, e ricaduto al suolo sull'area portuale genovese, durante l'intero mese di agosto  del 2021 (fonte: ARPAL)

Grazie al paziente lavoro della Rete San Teodoro, la Figura 4, per una migliore comprensione  dei risultati del modello diffusionale ARPAL è stata adattata nella Figura 5.

Figura 5. Mappa di iso-concentrazione del biossido di azoto, media mensile agosto 2021 

La Figura 5, con elevato dettaglio, mostra le curve di iso-concentrazione, calcolate dal modello diffusione ARPAL, sovrapposte alla mappa satellitare del porto e del retro-porto  cittadino.

Le linee bianche sono le curve, lungo le quali, il modello diffusionale ARPAL ha stimato una simile concentrazione media mensile del biossido di azoto, emesso dalle sole navi  passeggeri entrate realmente in porto, nel corso del mese di agosto 2021 e valutando l'effetto, sulla dispersione dei fumi navali, delle condizioni meteo registrate durante quello stesso mese, in particolare la direzione del vento.

I numeri, riportati lungo le linee, rappresentano la concentrazione media di biossido di azoto, espressa in microgrammi per metro cubo, di origine navale, stimate dal modello e che, chi abita lungo quella linea, ha respirato durante tutto l’agosto del 2021.

Come si può vedere dalla mappa, le zone con maggiore inquinamento registrano una concentrazione di 14 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo d'aria.

Man mano che ci si allontana dai moli, l'inquinamento diminuisce fino a 1 microgrammo per metro cubo, stimato alla Foce del Bisagno e del Polcevera e lungo il crinale delle colline.

Tutto questo territorio e i suoi residenti risentono, con diversa intensità, dell'inquinamento prodotto dalle navi passeggere.

I pentagoni rossi, inseriti nella Figura 5, individuano la posizione delle tre stazioni di monitoraggio ARPAL attive in zona (via Buozzi, largo San Francesco da Paola, via Bari)  e delle sei mini-centraline della Rete di Monitoraggio Popolare  (ReMoPop) che misurano in continuo le polveri sottili (PM10) e ultra-sottili (PM2,5).

Le misure delle centraline della rete di Monitoraggio Popolare possono essere sempre consultate con il vostro cellulare a questo indirizzo: https://www.cheariatira.it/rete-centraline-di-monitoraggio-provincia-di-genova/

La mappa in Figura 5 individua due zone dove le curve di iso-concentrazione sono più addensate e quindi dove le concentrazioni medie di biossido di azoto sono più elevate.

In entrambe queste aree, la concentrazione massima è di 14 microgrammi per metro cubo.

Qui, nell'agosto 2021, il traffico navale estivo ha impattato di più: un' area di maggiore impatto si trova a sinistra, intorno a via Dino Col e una altra a destra, intorno al Palazzo del Principe, lungo via Pagano Doria.

In entrambi questi siti, due mini-centraline della Rete Popolare fanno da sentinella alle polveri sottili e ultra-sottili che impattano in queste due zone e, d'estate, in corrispondenza di importanti fumate emesse dai traghetti in fase di manoivra, hanno registrato elevati picchi di polveri.

Nelle Figure 6 e 7, due esempi di picchi di polveri ultra-sottili (PM2,5) registrati in via Dino Col negli orari di arrivo e partenza di traghetti. In entrambe le figure, la linea rossa corrisponde alla concentrazione di 25 microgrammi per metro cubo, nuovo limite giornaliero per le PM2,5, approvato dal Consiglio Europeo nel 2024.

Figura 7
Figura 6.







Invitiamo chi abita a San Teodoro e dintorni ad individuare, sulla mappa in Figura 5 , la sua abitazione e a vedere a quale concentrazione di biossido di azoto, di fonte navale, è stato esposto nell'agosto 2021 e, molto probabilmente, anche negli agosti successivi, visto che, nel frattempo, poco è cambiato: i traghetti che vanno e vengono sono sempre gli stessi, l'intensità dei loro fumi non è cambiato, di banchine elettrificate si continua a parlarne ma nessuna è entrata ancor in funzione..,.

Se vi domandate se è a rischio la vostra salute se respirate una decina di microgrammi di biossido di azoto ogni due ore, il tempo necessario per immettere nei vostri polmoni un metro cubo d'aria, la risposta è affermativa.

In particolare, studi pubblicati nel 2020, valutano che un aumento di 10 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo d'aria, aumenta del 2% il rischio di mortalità per tutte le cause e del 6% la mortalità da malattie respiratorie acute.

La  Figura 6, evidenzia, con diversi colori, i numerosi quartieri interessati da ricadute portuali di biossido di azoto.

Come si vede, gran parte delle abitazioni del quartiere di San Teodoro, nei pressi del porto, sono stati esposti tra 6 e 14 microgrammi per metro cubo di biossido di azoto.

Lungo le linee di iso-concentrazione di 6 e 7 microgrammi per metro cubo, si trovano le stazioni ARPAL di largo San Francesco da Paola e di via Bari che per tre anni, fino al 24 agosto 2024, hanno monitorato l'inquinamento dell'aria da fonte portuale. 

Questo significa che queste due centraline sottostimano di circa 7 microgrogrammi la concentrazione di biossido di azoto "navale" che impatta sulle aree del quartiere più inquinate.

I numerosi giorni durante i quali, specialmente nel periodo estivo, in questi due siti, si sono misurate concentrazioni superiori al nuovo limite giornaliero di biossido di azoto, approvato  nel 2024 dall'Unione Europea (50 microgrammi per metro cubo) confermano che, in questa parte della città ci sono problemi di pessima qualità dell'aria che non si possono ignorare.

Sono tutti elementi che giustificano l'insistente richiesta della Rete Associazioni San Teodoro di una urgente e rapida indagine epidemiologica, finalizzata a valutare se, nei giorni sottovento al porto, con elevato inquinamento, aumentano i ricoveri ospedalieri per infarto, ictus, malattie respiratorie, attacchi di asma..., di chi abita in appartamenti con vista sul porto.

 

Figura 6. Quartieri interessati da ricadute di biossido di azoto emesso dal traffico navale passeggeri


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mercoledì 4 dicembre 2024

Biossido di azoto nei fumi delle navi ormeggiate a Genova e in città 3)

 Concentrazione di biossido di azoto a Genova.

Fin dal 2007, quando la rete di monitoraggio della qualità dell'aria di Genova, conforme alla normativa europea, è stata completata, è emerso il mancato rispetto dei limiti di legge per il biossido di azoto, in particolare lungo le strade più trafficate di Genova (via Buozzi e corso Europa), dove la concentrazione media annuale era, e continua essere, superiore al 40 microgrammi per metro cubo (ug/m3).

Nonostante che, fin dalla pubblicazione del primo inventario delle emissioni presenti nel comune di Genova, redatto nel 2005, fosse evidente che la maggiore quantità di biossido di azoto provenisse dalle attività portuali, seguito a distanza da quello prodotto dal traffico, fu solo nel 2021 che, su sollecitazione del Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest,  ARPAL, l'Agenzia Regionale per laProitezione  dell'Ambiente Ligure, con una stazione mobile, posta in largo San Francesco da Paola, iniziò ad effettuare misure orarie di biossido di azoto, in una zona certamente interessata dalle emissioni portuali, in particolare dai  traghetti e dalle navi da crociera che attraccano ai moli del "Porto Antico".


Figura 1: nel cerchio rosso la localizzazione della stazione mobile ARPAL
in largo San Francesco da Paola




Nella Figura1, l'immagine satellitare mostra la localizzazione della prima stazione di monitoraggio usata per misurare la concentrazioni di inquinanti nel quartiere di San Teodoro.

Questo sito, come si può vedere, si trova di fronte ai moli che ospitano traghetti e navi da crociera, a 35 metri sul livello del mare e, in linea d'aria, a 400 metri di distanza dalla mezzeria di via Buozzi, a 450 metri da quella della Sopraelevata, strade di attraversamento della città  e a circa 700 metri di distanza dai fumaioli  delle navi che attraccano più vicino a questo sito.

Come le normative europee prevedono, questo sito, come tutti i siti di campionamento, deve essere classificato, in base alle sue caratteristiche e in particolare in base alle fonti di inquinamento che vi impattano in modo prevalente.

A tal riguardo, in base ai documenti ARPAL, sembra che l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente non abbia avuto le idee molto chiare in quanto, a seconda del documento consultato,  si ritrovano le seguenti classificazioni per il sito di l.go San Francesco da Paola: urbano, fondo urbano, fondo industriale.

A nostro avviso, se non ci fosse il porto vicino, largo San Francesco da Paola e il vicino sito di via Bari (bandierina, nella Figura 1), successivamente scelto per misurare l'inquinamento portuale, avrebbero entrambi  tutte le caratteristiche di "fondo urbano", in quanto molto distanti, sia in linea d' aria che in altezza, da elevati flussi di traffico. 

Quindi, se non ci fossero i fumi delle navi, entrambe le centraline messe in funzione nel quartiere di San Teodoro sarebbero classificate "fondo urbano", come quelle di Belvedere Don Ga, a fianco di corso Firenze, di spianata Acquasola, nei pressi di piazza Corvetto e di Genova Quarto, nel giardino di Largo Cattanei 3, presso gli uffici della citta Metropolitana, tutte mostrate nelle seguenti Figure 2, 3, 4.



Figura 2:  Localizzazione siti ARPAL. Da sinistra: via Buozzi, via Bari, Belvedere Don Ga.



Figura 3. Localizzazione siti ARPAL. Spianata Acquasola


Figura 4. Localizzazione siti ARPAL. Largo Cattanei, Quarto

Nella Figura 2 sono localizzati i tre siti ARPAL che controllano l'inquinamento nel quartiere di San Teodoro: a destra il "sito da traffico" di via Buozzi, a pochi metri di distanza da questa via ad alta densità di traffico e a sei corsie, in alto il sito di "fondo urbano" di via Bari, a destra il sito di "fondo urbano" di Belvedere Don Ga, a 105 metri s.l.m, con vista sulla citta e il porto. 

Nella Figura 3 la localizzazione della centralina di "fondo urbano" di spianata Castelletto, posta in fondo alla spianata alberata,  a 350 metri di distanza da piazza Corvetto e a 200 metri da via XX Settembre, entrambe località molto trafficate.

Nella Figura 4, la localizzazione della centralina posta nei giardini di largo Cattanei a Quarto, a 150 metri di distanza da Corso Europa, una delle vie piu trafficate di Genova.

La Figura 5 mostra quale sia stata la concentrazione media annuale di biossido di azoto misurata contemporaneamente, nel corso del 2023, in tutti questi quattro siti, classificati propriamente e impropriamente "fondo urbano".

Figura 5. Concentrazione media annuale (2023) e deviazione standard  del biossido di azoto campionato nei siti di "fondo urbano" di Genova.


Nella Figura 4, l'altezza di ciascuna colonna è proporzionale alla concentrazione media di NO2  riscontrata in ciascuno dei siti, nel corso del 2023.

Si vede che il valore più elevato di biossido di azoto (22,4 microgrammi per metro cubo) è stato registrato proprio a San Teodoro (largo San Francesco dia Paola).

Le concentrazioni medie annuali scendono man mano che ci si allontana dalle banchine del porto, e a Quarto, dove certamente non arrivano i "fumi" del porto, la concentrazione media è solo di 12,4 microgrammi per metro cubo, l'attuale "fondo urbano" attribuibile alla dispersione degli inquinanti da traffico e, d'inverno, da quelli degli impianti di  riscaldamento a metano e che accomuna tutte le zone della città, distanti un centinaio di metri da strade ad alta percorrenza e da autostrade.

I 10 microgrammi in più che si trovano a San Teodoro, sono lo specifico contributo portuale di biossido di azoto alla contaminazione dell'aria di questo quartiere e degli altri quartieri con vista porto.

Un contributo, evitabile, con effetto non trascurabile sulla salute della popolazione esposta alle emissioni portuali.

La differenza (10 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo di aria inalata) è tale da giustificare la corretta classificazione dei siti San Francesco da Paola e via Bari: "fondo industriale" o più correttamente, "fondo portuale".

Sono  argomento che svilupperemo nei prossimi post.

Seguiteci.

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domenica 1 dicembre 2024

Biossido di azoto nei fumi navali. Emissioni diesel a confronto: traghetti vs autovetture 2)

 Emissioni diesel a confronto: traghetti vs autovetture.

Figura 1. La GNV Polaris, traghetto che entrerà in servizio nel 2025, nella tratta Genova-Palermo


La Grande Nave Veloce (GNV) Polaris, in Figura1, è un nuovo traghetto, alimentato con diesel marino, progettato per avere un' elevata efficenza energetica, finalizzata a ridurne i consumi.
E’ stata anche dotata di moderni impianti per il trattamento delle sue emissioni, con l’obiettivo di ridurre, nei fumi in uscita, le concentrazioni di anidride solforosa (SO2) e di biossido di azoto (NO2). Sono, rispettivamente, uno "scrubber",  per il lavaggio controcorrente dei fumi e un Sistema Catalitico per la Riduzione  (SCR) del biossido di azoto.

Questo traghetto è stato anche progettato per poter alimentare i servizi di bordo con allaccio alla rete elettrica, qualora, nel porto di arrivo, fosse disponibile una banchina elettrificata (Cold Ironing).

A Genova non esiste ancora questo servizio, ancorché programmato e inizialmente finanziato.

Pertanto la GNV Polaris, come tutte le navi che attualmente attraccano ai moli del porto di Genova, dovrà alimentare i suoi servizi di bordo tenendo sempre accesi i suoi generatori diesel, alimentati con diesel marino a basso tenore di zolfo, attualmente 0,5%, che si ridurrà allo 0,1% nel 2025, in quanto questa scelta sarà obbligatoria per tutte le navi che attraverseranno il Mediterraneo.

Come accennato, per ridurre il suo impatto, la GNV Polaris, una volta attraccata ai moli di Genova, sarà costretta a tenere in funzione Scrubber e SCR, per trattare le emissioni dei suoi generatori diesel, e impattare un po’ meno sui quartieri della città,  ma non tanto quanto avrebbe potuto disponendo di una banchina elettrificata.

In base a valutazioni, effettuate da diverse fonti  (ISPRA, Ente UK Ltd, Organizzazione Marittima Internazionale) è possibile stimare che, con il duplice trattamento fumi, applicati alle emissioni di un generatore diesel, a servizio dei consumi elettrici di un traghetto, prodotti con generatori diesel, con una potenza compresa tra 1.000 e 5.000 chiloWatt (kW), un traghetto come la GNV Polaris,  ogni ora, possa emettere in atmosfera da 5 a 10 chili di biossido  di azoto.

Vediamo ora quale sia l'emissione oraria di biossido di azoto di una moderna autovettura diesel, con trattamento fumi Euro 6D.

Figura 2. Autovettura diesel Euro 6D, potenza 121 kW

La Mazda 6, in Figura 2, è una Euro 6D, che utilizza diversi metodi per ridurre le sue emissioni di biossido di azoto: catalizzatore a tre vie, controllo elettronico della miscela, ottimizzazione della combustione.

Il suo motore diesel ha una potenza di 121 chiloWatt (kW), quindi almeno otto volte inferiore alla potenza di un generatore di un traghetto (1.000-5.000 kW).

Quest'auto, durante un percorso urbano, a 30 km/ora, in un'ora emette circa 1 grammo di biossido di azoto, nel pieno rispetto delle attuali normative.

Pertanto, l'emissioni oraria di biossido di azoto di un moderno traghetto, attraccato a moli non elettrificati,  equivale a quella di 5.000 - 10.000 autovetture diesel, della classe Madza 6D, in circolazione in citta', per la stessa durata di tempo.

Per avere un'idea del potenziale impatto sulla qualità dell'aria di Genova del trasporto terrestre e quello navale, può essere utile sapere che, nel 2020, a Genova erano immatricolate 220.000 autovetture diesel e che, nella stagione turistica, il  porto di Genova prevede 8-10 scali giornalieri di traghetti e navi da crociera (Figura 3) che rimangono attraccati ai moli, con i loro generatori accesi, per una decina di ore al giorno.

Questi due sistemi di trasporto, terrestre e navale, per le loro caratteristiche e per le modalità del loro uso, hanno  un impatto importante sulla qualità dell'ambiente delle città che li ospitano e per la salute dei loro abitanti.

Sono, tuttavia, "storie" diverse che meritano di essere ben comprese. 

Sono i “racconti” che faremo nei prossimi post.


Figura 3. Traghetti, navi da crociera, navi commerciali e di servizio (rimorchiatori, navi rifornimento..),  attraccate ai moli e partite alle 19:31 del 13 agosto 2024

La Figura 3 mostra l'affollamento dei moli del porto passeggeri di Genova, durante un normale tardo pomeriggio di agosto, con sette navi passeggeri ai moli, un traghetto appena partito e due nave commerciale (in verde) attraccate ai moli a sud.

Tutte queste navi, in gran parte varate tra dieci e venti anni fa, hanno anche frequenti problemi di corretta manutenzione dei motori, resi evidenti da pesanti e lunghe fumate scure.

Queste fumate, che denunciano il mancato rispetto di una una specifica Regola fissata dalla Capitaneria di Porto di Genova e sottoscritta da tutti gli armatori, nel Genoa Blue Agreement, nel corso del 2024, sono state anche documentate fotograficamente dalle Sentinelle dei Fumi dal Porto e visibili, nei loro circa 200 rapporti giornalieri, pubblicati nei social.

E per l’anzianità di servizio e per una inadeguata manutenzione dei motori, le emissioni orarie di biossido di azoto, di gran parte dei traghetti in servizio a Genova, sono certamente maggiori di quelle stimate per la  nuova GNV Polaris.

E la concentrazione di tutte queste fonti emissive in un’area ristretta e l’effetto di attrazione di traffico veicolare (leggero e pesante), certamente non tutto Euro 6, da parte dei traghetti, sono destinati a peggiorare la qualità dell’aria di tutta la zona portuale e delle aree urbane limitrofe.

Nel prossimo post, utilizzando le misure effettuate dalle centraline ARPAL, mostreremo quanto e come i fumi emessi dalle navi e dal traffico, pesino sulla qualità dell'aria dei quartieri in collina con  vista porto, i quali, d'estate, per molte ore al giorno, si trovano sottovento agli alti fumaioli delle navi ospitate dal porto.

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Biossido di azoto nei fumi navali: come si formano, effetti sulla salute, limiti di legge. 1)


 Gli ossidi di azoto: come si formano, effetti sulla salute, limiti.

Gli ossidi di azoto si formano, prevalentemente, per reazione tra l'ossigeno e l'azoto presenti nell'atmosfera del nostro Pianeta.

Questa reazione avviene quando l'aria è sottoposta ad alte temperature e ad elevate pressioni, condizioni che si realizzano nei motori a combustione interna, in particolare nei motori diesel.

Pertanto, nei gas di scarico dei motori diesel sono presenti diversi ossidi di azoto (NOx); i più importanti sono: monossido di azoto (NO), biossido di azoto (NO2).

La loro quantità, in uscita dai tubi di scappamento, dipende dalla cilindrata dei motori, dalla loro manutenzione, dalla velocità delle auto, dai trattamenti fumi.

Respirare aria con questi inquinanti provoca effetti alla salute anche gravi (asma, disturbi respiratori, ictus, infarti, ....), che possono ridurre l'aspettativa di vita.

A seguito di evidenze sperimentali, anche recenti, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato ai Paesi ONU il rispetto di limiti (concentrazioni medie  in atmosfera) sempre più restrittivi, che sono stati recepiti dalla normativa europea e di conseguenza da quella italiana.

Attualmente (2024), i limiti del biossido di azoto, concentrazione medie che non devono essere superate, espresse come micro-grammi, milionesimo di grammo, per metro cubo di aria (ug/mc), in vigore nel nostro paese, sono i seguenti:

- media annuale: 40 ug/mc
- media oraria:   200 ug/mc, da non superare più di 18 volte nel corso di un anno.

A Genova, il limite annuale del biossido di azoto, non è mai stato rispettato in almeno due dei siti da traffico, monitorati dalla Agenzia Regionale Protezione Ambiente Liguria (ARPAL), via Buozzi e Corso Europa, rispettivamente a 44 e a 65 microgrammi per metro cubo, nel corso del 2023.

Pertanto, Genova contribuisce alla procedura di infrazione a carico dell’Italia, da parte dell’Unione Europea, per il mancato rispetto della Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria.

Nel 2023, la Corte di Giustizia Europea ha segnalato il perdurare di questa infrazione a carico dell’Italia  e, per questo, rischiamo  di essere sanzionati, come già avvenuto per simili “reati” ambientali,  con multe di decine di milioni di euro.

A seguito di nuove evidenze sperimentali, in particolare l'occorrenza di danni sanitari anche a seguito di esposizioni di breve durata, su raccomandazione dell'OMS, l'Unione Europea ha recentemente approvato nuovi limiti, per il biossido di azoto  che entreranno in vigore nel 2030.

In particolare, i nuovi limiti per il biossido di azoto sono:

- media annuale: 20 ug/mc
- media giornaliera: 50 ug/mc, da non superare più di 18 volte/anno
- media oraria: 200 ug/mc, da non superare più di 3 volte/anno

Da sottolineare  che la nuova normativa ha introdotto limiti  giornalieri, una scelta importante per i quartieri genovesi in fronte porto che si trovano sottovento alle emissioni portuali in particolari situazioni stagionali come le brezze di mare estive.

A causa della sua elevata reattività, una volta immesso in atmosfera, il biossido di azoto va incontro a una rapida degradazione, in funzione della temperatura ambiente e della intensità delle radiazioni solari. 
Pertanto, la sua concentrazione si riduce nel tempo, con un tempo di dimezzamento che, in base all’intensità della luce solare e altri parametri ambientali, va da 30 minuti a 24 ore. 

In ambito urbano il tempo di dimezzamento è più breve e va da 1 a 3 ore, a causa della interazione con altri inquinanti. 

In questo caso, il biossido di azoto, specialmente nel periodo estivo, contribuisce alla formazione di ozono, un’altro pericoloso inquinante che spesso sfora nelle zone periferiche delle città, che a Genova sono il parco di Acquasola e Quarto dove sono state collocate i campionatori per misurare in continuo l’ozono.

Altre reazioni che avvengono in atmosfera contribuiscono alla “scomparsa” del biossido di azoto, e alla formazione di altri composti problematici (acido nitrico, perossi acetil  nitrati, nitrati…) i quali, a loro volta, comportano la formazione di polveri sottili secondarie.

Per tutti questi motivi, a Genova , dovrebbe essere prioritario attivare, rapidamente, strategie efficaci per ridurre l’inquinamento da biossido di azoto, in particolare in ambito portuale, fonte prevalente di questo inquinante nel territorio comunale di Genova ma, di fatto, ignorato fino al 2020, quando su sollecitazione del Comitato Ambientale Genova Centro Ovest, si sono avviate le prime misurazioni da parte di ARPAL, presso largo San Francesco da Paola, in zona di impatto delle emissioni portuali.

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