Nel primo fine settimana di Sole del 2012 , tutti al mare!
E le spiagge e gli scogli liberi di Bogliasco, si sono affollati come non mai.
Contenti gelaterie, pizzerie e bar, ma a farne le spese e' stato il decoro urbano cittadino.
Con il Porta a Porta attivato da Febbraio, sono spariti tutti i cassonetti dell'indifferenziato e i tanti bagnanti, non avendo altra soluzione, hanno subito riempito tutti i cestini dei rifiuti e lasciato accanto a loro, bottigliette, lattine, coppette gelato, carta per la focaccia...
Insomma, niente affatto un bel vedere.
Il Comune aveva provveduto a collocare alcuni contenitori per la raccolta differenziata di plastica, carta e lattine sulla spiaggia libera, ma di volume decisamente insufficente a fronteggiare l'invasione di "foresti" in cerca di frescura.
Stesso problema sul mio scoglio preferito. In questo caso i due bidoni per la raccolta indifferenziata, a servizio delle famiglie con vista sul mare, sono stati tolti, ma il Comune non ha neppure pensato ai turisti della domenica che amano gli scogli, in particolare ai tanti genovesi che con la raccolta differenziata al 30% non hanno ancora capito bene che differenziare è un obbligo, anche quando si va in vacanza o a prendere un pò di Sole in Riviera.
Sono graditi suggerimenti per porre rimedio al disagio e fronteggiare l'impatto del turismo giornaliero.
Dovremmo invitare tutti i nostri ospiti a riportarsi a casa i loro rifiuti, come si dovrebbe fare quanto si va in montagna?
Temo che il problema sia quello della copertura dei costi aggiuntivi per organizzare la RD nei mesi estivi.
Ecco come utilizzeremo i risparmi già fatti con il nostro Porta a Porta al 78%, risultato che dobbiamo comuneque matenere, nonostante le periodiche invasioni "barbariche",
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domenica 17 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
Differenziata Low Cost 3
Il trattamento della frazione organica, separata all'origine, si paga a peso.
Appena entrato all'interno del'impianto di trattamento (compostaggio o digestione anaerobica) il camion carico di organico viene pesato e una volta scaricato l'organico nella fossa, lo stesso mezzo viene ripesato all'uscita: la differenza di peso corrisponde all'organico conferito e in base al prezzo pattuito (a noi il compostaggio ci costa 80 euro a tonnellata, un prezzo giudicato equo e in linea con i prezzi di mercato) viene emessa una fattura a carico del Comune da dove l'organico proviene.
E' esperienza comune che una caratteristica, e un problema, della frazione organica è di avere un alto grado di umidità (di acqua) compreso tra il 45 e il 65%.
Insomma su 1.000 chili di "organico fresco", tra 450 e 650 chili sono fatti di sola acqua.
Dovrebbe essere una questione di buon senso evitare di trasportare, conferire agli impianti e pagare per il trattamento di tutta quest'acqua!
La raccolta differenziata dell'organico, permette di ridurre drasticamente la quantità di acqua presente negli scarti raccolti, senza consumare energia, riducendo in proporzione i costi di trasporto e trattamento.
Il segreto? Usare per lo stoccaggio domestico cestelli areati e idonei sacchetti compostabili e traspiranti.
Oggi, il mercato offre due tipi di sacchetti compostabili per la raccolta della frazione organica: quelli fatti con bio-polimeri e quelli fatti con carta riciclata. Con qualche attenzione, possono anche essere riutilizzati i sacchetti di carta per il pane.
Un piccolo consiglio ai Comuni che si apprestano a organizzare la raccolta porta a porta dell'umido: nella gara di appalto date la preferenza al sacchetto che garantisca la più elevata traspirazione, ossia la perdita di umidità (acqua) per evaporazione a temperatura ambiente.
Prove condotte dalla Scuola Agraria di Monza hanno ampiamente dimostrato che è la carta il materiale più traspirante, che permette una riduzione del peso dell'organico di oltre il 30%, nei sette giorni che normalmente intercorrono dal momento in cui l'organico è messo nel suo mastellino areato nel sotto lavello, fino al momento in cui il camion adibito al suo trasporto è pesato nel centro di compostaggio.
Tornando all'esperienza bogliaschina, nell'ipotesi che venissero usati sacchetti di carta, 1000 chili di organico separati all'origine, diventano 700 chili, sulla bilancia dell'impianto.
Prima della raccolta Porta a Porta dell'organico, i 1000 chili messi in sacchetti di plastica impermeabili restavano 1000 chili al conferimento.
Quindi se prima pagavano 90 euro per il conferimento dell'organico indifferenziato in discarica, oggi potremmo pagare 56 euro per la quantità di organico "secco" realmente conferito all'impianto di compostaggio.
Nei conti è opportuno anche valutare il fatto che un "organico" più secco, puzza molto meno dell'organico "bagnato".
Appena entrato all'interno del'impianto di trattamento (compostaggio o digestione anaerobica) il camion carico di organico viene pesato e una volta scaricato l'organico nella fossa, lo stesso mezzo viene ripesato all'uscita: la differenza di peso corrisponde all'organico conferito e in base al prezzo pattuito (a noi il compostaggio ci costa 80 euro a tonnellata, un prezzo giudicato equo e in linea con i prezzi di mercato) viene emessa una fattura a carico del Comune da dove l'organico proviene.
E' esperienza comune che una caratteristica, e un problema, della frazione organica è di avere un alto grado di umidità (di acqua) compreso tra il 45 e il 65%.
Insomma su 1.000 chili di "organico fresco", tra 450 e 650 chili sono fatti di sola acqua.
Dovrebbe essere una questione di buon senso evitare di trasportare, conferire agli impianti e pagare per il trattamento di tutta quest'acqua!
La raccolta differenziata dell'organico, permette di ridurre drasticamente la quantità di acqua presente negli scarti raccolti, senza consumare energia, riducendo in proporzione i costi di trasporto e trattamento.
Il segreto? Usare per lo stoccaggio domestico cestelli areati e idonei sacchetti compostabili e traspiranti.
Oggi, il mercato offre due tipi di sacchetti compostabili per la raccolta della frazione organica: quelli fatti con bio-polimeri e quelli fatti con carta riciclata. Con qualche attenzione, possono anche essere riutilizzati i sacchetti di carta per il pane.
Un piccolo consiglio ai Comuni che si apprestano a organizzare la raccolta porta a porta dell'umido: nella gara di appalto date la preferenza al sacchetto che garantisca la più elevata traspirazione, ossia la perdita di umidità (acqua) per evaporazione a temperatura ambiente.
Prove condotte dalla Scuola Agraria di Monza hanno ampiamente dimostrato che è la carta il materiale più traspirante, che permette una riduzione del peso dell'organico di oltre il 30%, nei sette giorni che normalmente intercorrono dal momento in cui l'organico è messo nel suo mastellino areato nel sotto lavello, fino al momento in cui il camion adibito al suo trasporto è pesato nel centro di compostaggio.
Tornando all'esperienza bogliaschina, nell'ipotesi che venissero usati sacchetti di carta, 1000 chili di organico separati all'origine, diventano 700 chili, sulla bilancia dell'impianto.
Prima della raccolta Porta a Porta dell'organico, i 1000 chili messi in sacchetti di plastica impermeabili restavano 1000 chili al conferimento.
Quindi se prima pagavano 90 euro per il conferimento dell'organico indifferenziato in discarica, oggi potremmo pagare 56 euro per la quantità di organico "secco" realmente conferito all'impianto di compostaggio.
Nei conti è opportuno anche valutare il fatto che un "organico" più secco, puzza molto meno dell'organico "bagnato".
giovedì 14 giugno 2012
Differenziata Low Cost-2
Differenziare pile usate e farmaci scaduti è una buona pratica in quanto se questi scarti sono smaltiti in discarica o in inceneritori/gasificatori, senza le adeguate precauzioni, creano certamente dei problemi.
Ma avete un'idea di quanto costi lo smaltimento di pile e farmaci fatto a regola d'arte?
Ancora una volta, grazie alla politica della trasperenza adottata dal mio Comune (Bogliasco) posso darvi qualche cifra.
Smaltire una tonnellata di pile e di farmaci costa al mio Comune, rispettivamente, 800 e 1300 euro!
Sono cifre rilevanti, anche a confronto dei 91 euro che paghiamo per mandare a discarica il residuo secco.
Nel 2010, abbiamo differenziato 1,4 tonnellate di pile e 2,5 tonnellate di farmaci scaduti con una spesa, a carico del Comune di circa 3.500 euro.
Si tratta di un bel pò di soldini che sarebbe importante poter risparmiare, ovviamente senza rinunciare alla tutela dell'ambiente e della salute.
Per le pile, la soluzione c'è: passare in massa all'uso delle pile ricaricabili.
Chi fa questa scelta spende molto meno per alimentare i tanti piccoli elettrodomestici a pile. Personalmente, da diversi anni, alimento il mio rasoio con due pile ricaricaribili al Nichel e Idruri di Metalli, sempre le stesse.
Questo tipo di pile non hanno l'effetto memoria delle precedenti pile ricaricabili e si possono ricaricare centinaia di volte, senza apprezzabile perdita di potenza. Fatta questa scelta si evita di differenziare e smaltire centinaia di pile esauste di tipo convenzionale.
Per i farmaci da smaltire occorre fare due riflessioni.
La prima riguarda il fatto che 5000 persone, più o meno gli abitanti di Bogliasco, in un anno buttino via, anche se differenziandole, 3 tonnellate di farmaci!
Mi sembra uno spreco pazzesco. Le cose sono tre: 1) i miei concittadino sono un pò troppo smemorati e una volta comprate le medicine non le usano. 2) I medici prescrivono troppe medicine 3) Le confezioni contendono un numero di pastiglie eccessive rispetto alla effettiva durata della cura.
Ho l'impressione che siano vere tutte queste tre ipotesi e forse è il caso di darsi una regolata.
Ma occorre fare un'altra considerazione.
Tutti coloro che differenziano farmaci scaduti dovrebbero aver ben chiaro che nei contenitori davanti alla loro farmacia non devono mettere scatole, bugiardini nè, tantomeno flaconi in vetro e in plastica.
In una scatola di medicine l'imballaggio di cartone e il "bugiardino di carta" rappresentano circa il 40% de peso dell'intera confezione.
Se anche gli imballaggi riciclabili a costo "zero" si smaltiscono come farmaci, insieme ai farmaci veri e propri, è uno spreco "pazzesco" di danaro pubblico.
Ora che sapete tutto questo, due consigli:
- Al vostro medico chiedete la quantità di medicine strettamente necessarie per curare i vostri acciacchi.
- Se avete medicine da smaltire, riciclate tutti gli imballaggi (cartone, carta, vetro plastica), e nella raccolta differenziata dei farmaci mettete solo le pastiglie!
Ma avete un'idea di quanto costi lo smaltimento di pile e farmaci fatto a regola d'arte?
Ancora una volta, grazie alla politica della trasperenza adottata dal mio Comune (Bogliasco) posso darvi qualche cifra.
Smaltire una tonnellata di pile e di farmaci costa al mio Comune, rispettivamente, 800 e 1300 euro!
Sono cifre rilevanti, anche a confronto dei 91 euro che paghiamo per mandare a discarica il residuo secco.
Nel 2010, abbiamo differenziato 1,4 tonnellate di pile e 2,5 tonnellate di farmaci scaduti con una spesa, a carico del Comune di circa 3.500 euro.
Si tratta di un bel pò di soldini che sarebbe importante poter risparmiare, ovviamente senza rinunciare alla tutela dell'ambiente e della salute.
Per le pile, la soluzione c'è: passare in massa all'uso delle pile ricaricabili.
Chi fa questa scelta spende molto meno per alimentare i tanti piccoli elettrodomestici a pile. Personalmente, da diversi anni, alimento il mio rasoio con due pile ricaricaribili al Nichel e Idruri di Metalli, sempre le stesse.
Questo tipo di pile non hanno l'effetto memoria delle precedenti pile ricaricabili e si possono ricaricare centinaia di volte, senza apprezzabile perdita di potenza. Fatta questa scelta si evita di differenziare e smaltire centinaia di pile esauste di tipo convenzionale.
Per i farmaci da smaltire occorre fare due riflessioni.
La prima riguarda il fatto che 5000 persone, più o meno gli abitanti di Bogliasco, in un anno buttino via, anche se differenziandole, 3 tonnellate di farmaci!
Mi sembra uno spreco pazzesco. Le cose sono tre: 1) i miei concittadino sono un pò troppo smemorati e una volta comprate le medicine non le usano. 2) I medici prescrivono troppe medicine 3) Le confezioni contendono un numero di pastiglie eccessive rispetto alla effettiva durata della cura.
Ho l'impressione che siano vere tutte queste tre ipotesi e forse è il caso di darsi una regolata.
Ma occorre fare un'altra considerazione.
Tutti coloro che differenziano farmaci scaduti dovrebbero aver ben chiaro che nei contenitori davanti alla loro farmacia non devono mettere scatole, bugiardini nè, tantomeno flaconi in vetro e in plastica.
In una scatola di medicine l'imballaggio di cartone e il "bugiardino di carta" rappresentano circa il 40% de peso dell'intera confezione.
Se anche gli imballaggi riciclabili a costo "zero" si smaltiscono come farmaci, insieme ai farmaci veri e propri, è uno spreco "pazzesco" di danaro pubblico.
Ora che sapete tutto questo, due consigli:
- Al vostro medico chiedete la quantità di medicine strettamente necessarie per curare i vostri acciacchi.
- Se avete medicine da smaltire, riciclate tutti gli imballaggi (cartone, carta, vetro plastica), e nella raccolta differenziata dei farmaci mettete solo le pastiglie!
mercoledì 13 giugno 2012
Differenziata low cost-1
Non so come sia da voi, ma qui in Liguria avere i bilanci delle aziende che gestiscono i rifiuti è un'impresa quasi impossibile. Grazie alla scelta di trasparenza del mio Sindaco, ho potuto chiarirmi le idee su come sia possibile passare dalla raccolta indifferenziata, con un po di "riciclo" di facciata, ad una moderna gestione dei nostri scarti, finalizzata alla loro riduzione e al loro riciclo, risparmiandoci un bel pò di soldi.
Le mie riflessioni riguardano il comune di Bogliasco, ma è probabile che analoghe considerazioni si possano fare per molti altri Comuni.
Il primo, importante elemento è che la Società che effettua per noi la pulizia strade e la raccolta dei Materiali Post Consumo (MPC) lo fa in base ad un canone annuo, forfettario. Questo significa che qualunque sia la % di RD e la qualità delle singole frazioni raccolte, la Società riceve sempre i 552.142 euro annui pattuiti.
E' evidente che la Società non ha nessun interesse a spingere la RD e a controllarne la qualità. Anzi, dovrebbe sperare che la RD sia bassa, poichè in questo caso deve mettere a disposizione dei cittadini meno bidoni per la differenziata e può utilizzare meno uomini e meno mezzi per effettuare i ritiri giornalieri.
A mio avviso, i disguidi dei primi giorni di Porta a Porta a Bogliasco, con i cassonetti per la differenziata subito pieni, si sono originati proprio dai risultati della gara di appalto, vinta al ribasso, e dalla bravura delle tante famiglie che si sono messe a differenziare, da subito, di buona lena, con risultati da record (78% di RD).
In base a questo tipo di contratti è evidente che i soggetti maggiormente interessati a differenziare tanto e bene, sono solo il Comune e i suoi cittadini.
Il motivo è che ogni tonnellata d'indifferenziato mandato in discarica ci (Comune e cittadini) costa 91 € (+IVA) per lo smaltimento, piu 17 € di "ecotassa" regionale (complessivamente 108 €/ton).
Invece il riciclo di carta, vetro, metalli, plastica non ci costa nulla, a patto che queste singole frazioni siano sufficentemente pulite.
Come accennato in precedenza, il Comune di Bogliasco, in base alle valutazioni di un suo consulente, ha rinunciato a convenzionarsi con il CONAI, in quanto il consulente ha ritenuto rischioso farlo, a causa della "nota" bassa qualità dei materiali separati.
In effetti, se le frazioni riciclate sono "sporche" vanno in discarica e "noi paghiamo!".
Dato che a Bogliasco la qualità di carta, plastica, vetro e metalli risulta, in base a fatti accertati, buona, è ovvio che, ancora una volta, è tutto interesse del Comune far si che i Bogliaschini imparino a separare ancora meglio le loro frazioni ed è altrettanto interesse del Comune sottoscrivere la convenzione con il Conai, accordo che vale un bel pò di soldini.
I primi risultati del PaP permettono di stimare che Bogliasco, in un anno, invii al riciclo 200 tonnellate di carta e cartone e 183 tonnellate vetro.
Gli accordi tra l'Associazione Nazionale Comuni Italiani ( ANCI) e il Consorzio Nazionale imballaggi (CONAI) prevedono che per ogni tonnellata di imballaggi cellulosici consegnati, il Comune riceva 93,09 euro (corrispettivi 2012) e, per ogni tonnellata di vetro, 38,27 euro.
Pertanto, noi bogliaschini, ratificando la convenzione ANCI-CONAI e facendo una buona differenziata di carta, cartoni e vetro, potremmo portare nelle casse comunali ben 25.621,41 euro all'anno.
Ultima considerazione per l'organico raccolto: su base annua, sottraiamo alla discarica 524 tonnellate (e quindi per ogni tonnellata non smaltita risparmiamo 108 €) ma dobbiamo mandare tutto ad un impianto di compostaggio di Alessandria e questo ci costa 80 euro a tonnellata. Se la matematica non è un'opinione, la scelta di fare la raccolta dell' organico ci fa risparmiare 28 euro a tonnellata e quindi sono altri 14.672 euro all'anno risparmiati!
Ma non sarebbe finita. I primi dati ci dicono che i bogliaschini conferiscono, all'isola ecologica, 67 tonnellate/anno di "verde": sono gli sfalci e le potature dei tanti giardini, fasce e orti di cui gode questo bel paese. Se i proprietari di questi spazi verdi si convertissero al compostaggio domestico, riservando a cumuli e compostiere una piccola parte del loro terreno, potremmo togliere un altro bel pò di organico all'impianto di compostaggio fuori regione e sarebbero altri 5.360 euro/anno risparmiati.
Al prossimo post i possibili risparmi con la raccolta differenziata di rifiuti pericolosi ed ingombranti.
Le mie riflessioni riguardano il comune di Bogliasco, ma è probabile che analoghe considerazioni si possano fare per molti altri Comuni.
Il primo, importante elemento è che la Società che effettua per noi la pulizia strade e la raccolta dei Materiali Post Consumo (MPC) lo fa in base ad un canone annuo, forfettario. Questo significa che qualunque sia la % di RD e la qualità delle singole frazioni raccolte, la Società riceve sempre i 552.142 euro annui pattuiti.
E' evidente che la Società non ha nessun interesse a spingere la RD e a controllarne la qualità. Anzi, dovrebbe sperare che la RD sia bassa, poichè in questo caso deve mettere a disposizione dei cittadini meno bidoni per la differenziata e può utilizzare meno uomini e meno mezzi per effettuare i ritiri giornalieri.
A mio avviso, i disguidi dei primi giorni di Porta a Porta a Bogliasco, con i cassonetti per la differenziata subito pieni, si sono originati proprio dai risultati della gara di appalto, vinta al ribasso, e dalla bravura delle tante famiglie che si sono messe a differenziare, da subito, di buona lena, con risultati da record (78% di RD).
In base a questo tipo di contratti è evidente che i soggetti maggiormente interessati a differenziare tanto e bene, sono solo il Comune e i suoi cittadini.
Il motivo è che ogni tonnellata d'indifferenziato mandato in discarica ci (Comune e cittadini) costa 91 € (+IVA) per lo smaltimento, piu 17 € di "ecotassa" regionale (complessivamente 108 €/ton).
Invece il riciclo di carta, vetro, metalli, plastica non ci costa nulla, a patto che queste singole frazioni siano sufficentemente pulite.
Come accennato in precedenza, il Comune di Bogliasco, in base alle valutazioni di un suo consulente, ha rinunciato a convenzionarsi con il CONAI, in quanto il consulente ha ritenuto rischioso farlo, a causa della "nota" bassa qualità dei materiali separati.
In effetti, se le frazioni riciclate sono "sporche" vanno in discarica e "noi paghiamo!".
Dato che a Bogliasco la qualità di carta, plastica, vetro e metalli risulta, in base a fatti accertati, buona, è ovvio che, ancora una volta, è tutto interesse del Comune far si che i Bogliaschini imparino a separare ancora meglio le loro frazioni ed è altrettanto interesse del Comune sottoscrivere la convenzione con il Conai, accordo che vale un bel pò di soldini.
I primi risultati del PaP permettono di stimare che Bogliasco, in un anno, invii al riciclo 200 tonnellate di carta e cartone e 183 tonnellate vetro.
Gli accordi tra l'Associazione Nazionale Comuni Italiani ( ANCI) e il Consorzio Nazionale imballaggi (CONAI) prevedono che per ogni tonnellata di imballaggi cellulosici consegnati, il Comune riceva 93,09 euro (corrispettivi 2012) e, per ogni tonnellata di vetro, 38,27 euro.
Pertanto, noi bogliaschini, ratificando la convenzione ANCI-CONAI e facendo una buona differenziata di carta, cartoni e vetro, potremmo portare nelle casse comunali ben 25.621,41 euro all'anno.
Ultima considerazione per l'organico raccolto: su base annua, sottraiamo alla discarica 524 tonnellate (e quindi per ogni tonnellata non smaltita risparmiamo 108 €) ma dobbiamo mandare tutto ad un impianto di compostaggio di Alessandria e questo ci costa 80 euro a tonnellata. Se la matematica non è un'opinione, la scelta di fare la raccolta dell' organico ci fa risparmiare 28 euro a tonnellata e quindi sono altri 14.672 euro all'anno risparmiati!
Ma non sarebbe finita. I primi dati ci dicono che i bogliaschini conferiscono, all'isola ecologica, 67 tonnellate/anno di "verde": sono gli sfalci e le potature dei tanti giardini, fasce e orti di cui gode questo bel paese. Se i proprietari di questi spazi verdi si convertissero al compostaggio domestico, riservando a cumuli e compostiere una piccola parte del loro terreno, potremmo togliere un altro bel pò di organico all'impianto di compostaggio fuori regione e sarebbero altri 5.360 euro/anno risparmiati.
Al prossimo post i possibili risparmi con la raccolta differenziata di rifiuti pericolosi ed ingombranti.
lunedì 11 giugno 2012
Incidenti eolici
Una pala eolica collassata non è un bel vedere, ricorda molto un uccello ucciso e caduto a terra.
Se ne parla poco, ma anche le grandi pale eoliche possono subire gravi incidenti e diversi incidenti, più o meno gravi sono già avvenuti. E quando viene giù una torre eolica alta più di cento metri deve fare proprio un bel botto.
Per quanto ne so al momento non sembra che questi incidenti abbiamo provocato vittime umane.
Obbiettivamente incidenti di questo tipo, pur gravi, non hanno sull'ambiente e la salute umana, tutte le conseguenze, nel breve e lungo termine, di incidenti che hanno coinvolto centrali nucleari, miniere di carbone o pozzi petroliferi.
Tuttavia, anche per le rinnovabili vale il criterio che è necessario dare priorità alla prevenzione.
Ad esempio, la pala eolica dell'immagine che segue, ha preso fuoco durante una forte tempesta che ha colpito le coste scozzesi. Probabilmente il sistema automatico che, in caso di forte vento, mette in "bandiera" le pale e ne blocca la rotazione non ha funzionato e il motore si è surriscaldato. Il lancio di rottami incandescenti non deve aver fatto piacere ai vicini che certamente hanno chiamato i pompieri anche se le pecore al pascolo che si intravedono in basso a destra, sotto le pale, non sembrano essersi accorte di nulla.
E' una lezione che occorre studiare bene , per evitare che casi simili si ripetano.
E in linea di massima mi sento di affermare che il "gigantismo" giustificato solo da conti economici non è una scelta obbigata e sicuramente è una scelta che non può essere intrisecamente sicura.
A naso, impianti eolici ad asse verticale dovrebbero essere più sicuri, in quanto con minori sollecitazioni meccaniche rispetto a quelli ad asse orizzontale con il motore in cima alla torre e questo loro pregio dovrebbe controbilanciare il "difetto" di una minore efficenza nella conversione del vento in energia elettrica.
Insomma anche le fonti di energia rinnovabile possono essere pericolose, specialmente se sono realizzate ed utilizzate secondo un'ottica di sfruttamento capitalistico delle risorse, poco attenta agli interessi collettivi.
Se ne parla poco, ma anche le grandi pale eoliche possono subire gravi incidenti e diversi incidenti, più o meno gravi sono già avvenuti. E quando viene giù una torre eolica alta più di cento metri deve fare proprio un bel botto.
Per quanto ne so al momento non sembra che questi incidenti abbiamo provocato vittime umane.
Obbiettivamente incidenti di questo tipo, pur gravi, non hanno sull'ambiente e la salute umana, tutte le conseguenze, nel breve e lungo termine, di incidenti che hanno coinvolto centrali nucleari, miniere di carbone o pozzi petroliferi.
Tuttavia, anche per le rinnovabili vale il criterio che è necessario dare priorità alla prevenzione.
Ad esempio, la pala eolica dell'immagine che segue, ha preso fuoco durante una forte tempesta che ha colpito le coste scozzesi. Probabilmente il sistema automatico che, in caso di forte vento, mette in "bandiera" le pale e ne blocca la rotazione non ha funzionato e il motore si è surriscaldato. Il lancio di rottami incandescenti non deve aver fatto piacere ai vicini che certamente hanno chiamato i pompieri anche se le pecore al pascolo che si intravedono in basso a destra, sotto le pale, non sembrano essersi accorte di nulla.
E' una lezione che occorre studiare bene , per evitare che casi simili si ripetano.
E in linea di massima mi sento di affermare che il "gigantismo" giustificato solo da conti economici non è una scelta obbigata e sicuramente è una scelta che non può essere intrisecamente sicura.
A naso, impianti eolici ad asse verticale dovrebbero essere più sicuri, in quanto con minori sollecitazioni meccaniche rispetto a quelli ad asse orizzontale con il motore in cima alla torre e questo loro pregio dovrebbe controbilanciare il "difetto" di una minore efficenza nella conversione del vento in energia elettrica.
Insomma anche le fonti di energia rinnovabile possono essere pericolose, specialmente se sono realizzate ed utilizzate secondo un'ottica di sfruttamento capitalistico delle risorse, poco attenta agli interessi collettivi.
domenica 10 giugno 2012
Tempeste solari prossime venture
Il passaggio del pianeta Venere sul disco solare, avvenuto il 5 giugno scorso, è stato ampiamente divulgato dai mass media, con immagini spettacolari.
Si è posta grande enfasi al pallino nero (Venere) sul bordo del Sole (alle ore 11, nella immagine a fianco), molto meno alle zone chiare lungo l'equatore solare e alle sfumature lungo i bordi del Sole (ore 8, 10, 4). Questi, sono tutti segni di una aumentata attività del Sole, quella della complessa macchina termonucleare della nostra Stella che ci da luce, calore e vita e che sta arrivando al massimo dei suoi cicli, la cui durata è di circa 11 anni.
In condizioni di Sole attivo, la nostra Stella produce vere e proprie tempeste solari che provocano l'emissione di raggi ultravioletti e raggi X che viaggiano alla velocità della luce ( 300.000 km/secondo) e sciami di particelle molto veloci espulse dai centri di attività solare, la cui velocità arriva a circa 40.000 km/secondo. Giunge per prima a contatto con la nostra atmosfera, in circa otto minuti, l'ondata di radiazione ultravioletta ed X. La conseguenza è la produzione di una grande quantità di particelle caricate elettricamente nell'alta atmosfera (ionizzazione), con fortissimi disturbi nelle radiocomunicazioni. Poi, un'ora dopo, giungono i protoni (particelle con carica positiva) più veloci, appena deviati dal campo magnetico terrestre. Infine arriva, tra le 20 e le 40 ore dopo, il grosso delle particelle più lente, che, deviate dal campo magnetico terrestre, si concentrano ai Poli terrestri producendo una intensa ionizzazione della nostra atmosfera. Il fenomeno più appariscente è quello delle aurore boreali, prodotte dalla luce che si sviluppa durante la ionizzazione dei gas presenti negli alti strati dell'atmosfera terrestre e visibili nelle regioni artiche ed antartiche in vicinanza dei poli magnetici. In condizioni di particolare intensità dell'attività solare, le aurore polari possono spingersi anche a latitudini temperate. Si scatena, allora, una vera e propria tempesta magnetica: le bussole impazziscono mentre le radiocomunicazioni, già disturbate, possono addirittura interrompersi.
Una supertempesta solare, della massima intensità finora documentata, si è verificata nel 1859 e quell'anno le aurore boreali furono osservate quasi fino all'equatore, a Panama e alle isole Haway.
Il campo magnetico creato in quest'occasione fu così forte da indurre la produzione di corrente elettrica lungo le linee telegrafiche. Qualche stazione fu danneggiata, altre, con sorpresa, continuarono a trasmettere messaggi Morse, senza aver bisogno delle normali batterie.
Ma in una società più moderna, fortemente dipendente dall'elettricità, gli effetti di una super tempesta solare possono essere molto più gravi di quelli registrati nel 1859.
A quest'argomento, l'ultimo numero di National Geographic ha dedicato la sua copertina. In base a tempeste solari meno intense di quelle del 1859, avvenute ad esempio nel 1958 e nel 1989, certamente saranno problematici i voli aerei che oggi si basano interamente sulla "navigazione satellitare" (GPS). Ma il rischio maggiore è quello che la tempesta magnetica scatenata dal Sole possa mettere fuori uso i nostri sistemi di distribuzione dell'elettricità, con black out di grande stensione e durata.
Come per i terremoti. che prima o dopo ci saranno, anche tempeste solari di grande intensità prima o dopo avverranno e la probabilità che questo sia l'anno buono è molto alta.
Come conclude National Geographic, sarebbe intollerabile arrivare impreparati a questi eventi. E per arrivare preparati, sia nel caso dei terremoti che delle tempeste solari, investire in Scienza e Ricerca è fondamentale.
venerdì 8 giugno 2012
I veri costi del Porta a Porta
A quattro mesi dall'introduzione del Porta a Porta (PaP) a Bogliasco, una cittadina a pochi chilometri da Genova con 4.500 abitanti, il sindaco Luca Pastorino ha resi pubblici i primi risultati.
La raccolta differenziata è passata dal 22 al 78% (stima per 12 mesi di PaP), ma il dato più interessante è che non è affatto vera la leggenda metropolitana che la raccolta differenziata Porta a Porta costa di più.
Con la precedenza gestione dei materiali post consumo, i bogliaschini pagavano 600.000 euro e il Comune 169.000 euro.
Con il Porta a Porta e il ritiro a domicilio (gratuito) degli ingombranti, i bogliaschini continuano a pagare 600.000 euro e il Comune ha ridotto la spesa a 46.000 euro, grazie al mancato conferimento in discarica, con un risparmio annuo stimato in 100.000 euro.
Ma i risparmi per il Comune e per tutti i bogliaschini non finiscono qui.
Il Comune, avendo superato l'obiettivo di RD previsto per la fine del 2012 (65%), non dovrà pagare più l' eco sovratassa regionale (2 euro per tonnellata conferita in discarica) e ovviamente non paga più nemmeno l'ecotassa (15 euro per tonnellata) sulle tonnellate di indifferenziato inviato nella discarica: complessivamente sono circa altri 20.000 euro risparmiati ogni anno.
Un altro risultato positivo è che la qualità dei diversi materiali differenziati è soddisfacente e pertanto gran parte di essi è stato avviato al riciclo.
A questo punto, dati alla mano, il mio Sindaco si deve convincere che val la pena fare una convenzione con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e percepire i contributi previsti.
Tanto per dare un'idea, le 240 tonnellate di carta e cartone differenziato che raccoglieremo su base annua, valgono per il CONAI, 22.300 euro che, oggi, di fatto, in base ad una scelta troppo prudente, sono regalati alla società che effettua la raccolta.
E a questo punto, un grazie si cuore alla gran parte dei bogliaschini che hanno rapidamente cambiate le loro abitutidini e al mio Sindaco e al mio Vice Sindaco Brisca che, in questi 4 mesi, si sono "sbattutti" per risolvere i tanti piccoli e gravi problemi che la rivoluzione del PaP ha portato nel paese.
La raccolta differenziata è passata dal 22 al 78% (stima per 12 mesi di PaP), ma il dato più interessante è che non è affatto vera la leggenda metropolitana che la raccolta differenziata Porta a Porta costa di più.
Con la precedenza gestione dei materiali post consumo, i bogliaschini pagavano 600.000 euro e il Comune 169.000 euro.
Con il Porta a Porta e il ritiro a domicilio (gratuito) degli ingombranti, i bogliaschini continuano a pagare 600.000 euro e il Comune ha ridotto la spesa a 46.000 euro, grazie al mancato conferimento in discarica, con un risparmio annuo stimato in 100.000 euro.
Ma i risparmi per il Comune e per tutti i bogliaschini non finiscono qui.
Il Comune, avendo superato l'obiettivo di RD previsto per la fine del 2012 (65%), non dovrà pagare più l' eco sovratassa regionale (2 euro per tonnellata conferita in discarica) e ovviamente non paga più nemmeno l'ecotassa (15 euro per tonnellata) sulle tonnellate di indifferenziato inviato nella discarica: complessivamente sono circa altri 20.000 euro risparmiati ogni anno.
Un altro risultato positivo è che la qualità dei diversi materiali differenziati è soddisfacente e pertanto gran parte di essi è stato avviato al riciclo.
A questo punto, dati alla mano, il mio Sindaco si deve convincere che val la pena fare una convenzione con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e percepire i contributi previsti.
Tanto per dare un'idea, le 240 tonnellate di carta e cartone differenziato che raccoglieremo su base annua, valgono per il CONAI, 22.300 euro che, oggi, di fatto, in base ad una scelta troppo prudente, sono regalati alla società che effettua la raccolta.
E a questo punto, un grazie si cuore alla gran parte dei bogliaschini che hanno rapidamente cambiate le loro abitutidini e al mio Sindaco e al mio Vice Sindaco Brisca che, in questi 4 mesi, si sono "sbattutti" per risolvere i tanti piccoli e gravi problemi che la rivoluzione del PaP ha portato nel paese.
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