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domenica 7 aprile 2024

 Imparare dalla natura per catturare anidride carbonica 2)

Allevare cozze, ostriche e altri molluschi 


Ogni anno, in tutto il mondo, si producono e si raccolgono, circa 22 milioni di tonnellate di molluschi bivalvi (mitili, vongole, ostriche...). 

In Italia, nel 2016, la produzione, prevalentemente  di mitili e vongole, è stata di 93.253 tonnellate.

Di questa enorme quantità, circa il 20% in peso è l'ottimo alimento che allieta le nostre cene, ricco di proteine, vitamine del gruppo B  e sali minerali essenziali, come iodio e fosforo.

Ma anche i gusci, circa il 70% del peso iniziale, sono una risorsa tutta da scoprire e valorizzare, in quanto , con un processo naturale, ci danno una mano, niente affatto trascurabile, per sottrarre stabilmente anidride carbonica dall'atmosfera terrestre e contribuire a contrastare il cambiamento climatico in atto.

E' un processo biologico, che trasforma un gas clima-alterante, l'anidride carbonica, in un composto solido, destinato a trasformarsi in sedimenti e rocce sedimentarie, la cui durata si può misurare in milioni di anni.

Infatti i robusti gusci di mitili, vongole e ostriche, per il 90-95 % sono fatti di carbonato di calcio, un sale insolubile, composto da Calcio, Carbonio e Ossigeno che i molluschi producono a partire dall'anidride carbonica presente disciolta nell'acqua.





 Recentemente  due diversi studi sul ruolo delle coltivazioni di molluschi bivalvi nella segregazione di anidride carboniuca, sono stati condotti in Italia:

Entrambi gli studi, applicando metodi di Life Cycle Analyses  (LCA),  hanno concluso che nelle condizioni ambientali presenti nei mari italiani e con i nostri attuali sistemi di coltivazione,  per ogni chilogrammo di mitili allevato, si sottraggono dall'ambiente da 233 a 80 grammi di CO2.

Questi risultati potrebbero permettere  di riconoscere ai miticoltori adeguati crediti di carbonio, un compenso economico proporzionato  quantità di anidride carbonica che i loro allevamenti sottraggono, in modo stabile,  all'atmosfera del pianeta.











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sabato 2 marzo 2024

Imparare dalla natura per catturare l'anidride carbonica 1)


"National Geographic", nel numero di Novembre del 2023, 

(https://www.nationalgeographic.com/premium/article/remove-carbon-emissions

ha dedicato un lungo articolo ai metodi che abbiamo a disposizione per togliere dall'atmosfera quantità significative di anidride carbonica.

Il problema che oggi hanno tutti i viventi  è rappresentato dai 2,4 trilioni di tonnellate di anidride carbonica che le attività umane, con lo sfruttamento di combustibili fossili, hanno aggiunto all'atmosfera del pianeta Terra, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo.

Per questo motivo, la concentrazione planetaria di anidride carbonica  costantemente intorno  alle 270 parti per milione (ppm) nei secoli pre industriali, da circa 150 anni sta progressivamente aumentando, anno dopo anno.


Figura 1. Andamento della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre, dalla fine del 1700 al 2020. Si è passati da 278 ppm degli anni pre-industriali, ai 417 ppm del 2020.

L'articolo di NG descrive dodici delle  tecniche di cattura della anidride carbonica, a suo avviso più promettenti.

Tra quelle meno costose e "facili" da realizzare, a terra e in mare, in ordine crescente di quantità di anidride carbonica sottratta stabilmente dall'atmosfera sono:

  • Tecniche agricole più intelligenti
  • Crescita di foreste
  • Conservazione delle aree costiere
  • Coltivazioni alghe in ambiente marino
  • Recupero degli ecosistemi
Tra  questi, il metodi che NG giudica avere un effetto potenziale moderato è la coltivazione di alghe in ambiente marino; la riforestazione comporterebbe l'assorbimento di una minore quantità di anidride carbonica ( da bassa a moderata), anche se a costi più bassi.

Risultati decisamente migliori, sempre secondo la rivista, a basso costo, ma difficili da realizzar,  si potrebbero ottenere con tecniche di mineralizzazione della anidride carbonica e fertilizzando gli oceani a favore di alghe e plancton.

National Geographic non parla di due tecniche  di cattura di anidride carbonica "basate sulla natura" di grande interesse per il nostro paese e per quelli che si affacciano sul Mediterraneo: la coltivazione di vongole e mitili e la tutela e lo sviluppo delle praterie di poseidonia.
Saranno i metodi di Carbon Capture and Storage che descriveremo nei due prossimi post.