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venerdì 8 giugno 2012

AAA vendesi inceneritori

Questa notizia, del 5 giugno 2012, è stata diramata da Reuter, fonte seria e degna di attenzione.
La tedesca E.ON, leader mondiale nel settore dell'energia,  ha messo sul mercato un suo inceneritore con recupero energetico, ma gli acquirenti latitano.
Motivo della vendita dell' impianto, con un valore stimato tra 800 e 1000 milioni di euro: far fronte al deficit economico dell'azienda che ha investito nel settore nucleare e che ora è in crisi, a causa della decisione del governo tedesco di chiudere tutte le sue centrali nucleari entro il 2022.
La data entro la quale le offerte dovevano arrivare è stata spostata al 25 giugno, in quanto il bando di gara rischiava di andare deserto.
Insomma, sembra che anche produrre energia dai rifiuti non sia più un grande affare.
Il problema è che la capacità di incenerimento della Germania è sovradimensinata rispetto all'offerta di rifiuti da bruciare.
Dagli anni '90, quando la Germania decise di incentivare la realizzazione di "termovalorizzatori" per ridurre la sua dipendenza dalle discariche, molte cose sono cambiate: al grande affare degli inceneritori si sta contrapponendo, l'altrettanto grande affare del riciclo in forte e costante crescita.
E poichè in Germania valgono le leggi del mercato (gli inceneritori tedeschi non ricevono alcun sussidio dallo Stato)  chi gestisce gli inceneritori è costretto a pagare di più (avete letto bene!) i rifiuti che ricevono e per di più i costi dell'energia elettrica prodotta dai loro impianti sono diminuiti.
Situazione analoga si sta verificando in tutti quei paese del nord Europa che negli anni passati hanno investito negli inceneritori e che ancora ci vengono portati ad esempio per convincere gli Italiani che incenerire è bello.
Gran parte di questi inceneritori non hanno ancora ammortizzato gli ingenti investimenti che sono stati necessari per la loro realizzazione e pertanto sono costretti ad importare combustibile (rifiuti) in quanto non possono chiudere.
Oltre alla Germania, anche Svezia e Olanda, per carenze di offerta di rifiuti dal mercato interno,  son ben felici di importare rifiuti da fuori e non solo da Napoli e, tra poco, da Roma.
Per vostra informazione  in Germania gli inceneritori con recupero energetico producono meno dell'1% dell'elettricità prodotta in questo paese.

mercoledì 6 giugno 2012

Vademecum per affrontare un terremoto

Su sollecitazione di un mio lettore allego un piccolo vademecum sulle cose da fare in caso di terremoto ( da Wikipedia, con una mia piccola integrazione in corsivo)

Ricordati: il terremoto è un fenomeno naturale (di breve durata) non prevedibile per quanto riguarda luogo, ora ed intensità del suo scatenarsi. Tuttavia, in base ai dati storici e agli studi geologici si consocono le aree del nostro Paese dove è maggiore la probabilità che avvenga un terremoto. CONTROLLA sulle mappe sismiche il livello di rischio dell'area dove abiti.


In un edificio i luoghi più sicuri sono :
  • sotto un muro portante;
  • sotto l’architrave di una porta;
  • sotto un tavolo o un mobile robusto.

Prima

In un edificio

  • fissa bene il mobilio e gli altri oggetti che potrebbero cadere con una semplice vibrazione;
  • verifica che i collegamenti all’impianto del gas siano fatti di materiale flessibile;
  • custodisci eventuali sostanze pericolose lontano da fonti di calore;
  • individua le strutture portanti (colonne, pilastri, architravi, ect.).

Durante

  • mantieni la calma, rifugiati nei pressi o sotto le strutture portanti;
  • non usare l’ascensore;
  • non sostare su scale, pianerottoli, terrazzi o balconi.
In un locale affollato:
  • non farti prendere dal panico;
  • non correre, non spingere, potresti ferirti o ferire qualcuno involontariamente;
  • alla fine della scossa dirigiti verso le uscite di emergenza.

Dopo

  • prima di uscire, chiudi gli interruttori del gas e dell’energia elettrica;
  • dirigiti verso luoghi aperti e sicuri per evitare di essere colpito da crolli provocati dalle vibrazioni;
  • stai lontano dai cornicioni delle case;
  • non sostare su ponti e passerelle;
  • evita di usare l’automobile;
  • usa il telefono solo per chiamate di soccorso;
  • fai verificare l’agibilità dell’edificio prima di rientrare;
  • ascolta le comunicazioni che le autorità diffonderanno con ogni mezzo (radio, TV, ect.).

Link Utili

  • Edurisk, Itinerari per la risuzione del rischio: il progetto EDURISK nasce dalla scommessa di un gruppetto di ricercatori che hanno cominciato a lavorare insieme alla fine degli anni ’80 del XX secolo, nell’ambito di ricerche finanziate dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile (DPC) e promosse dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT), confluito dal 2001 nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
  • La protezione civile per i piccoli, sito a cura del Dipartimento della Protezione Civile
  • tinoni.com Sito per la sicurezza infantile della Protezione Civile del Comune di Lisbona

Compostaggio: down load di documenti

Siete in molti interessati al compostaggio domestico ( dove e come si fa, ruolo strategico nella gestione intelligente dei materiali post consumo...).
Spero che sia di interesse dei lettori e visitatori di questo Blog avere gli indirizzi dai quali scaricare diversi documenti sull'argomento.

1) Corso di Compostaggio domestico in Campagna e in Città. Ultima edigione aggiornata e correttT
     files.me.com/federico.valerio/oam9pd

2) Video YouTube " La Ricetta per un buon compostaggio domestico" a cura della Provincia di Genova  in collaborazione con Italia Nostra
http://www.youtube.com/watch?v=moiUeUwIe7c 

3) Presentazione " Il ruolo strategico del compostaggio per una gestione intelligente dei Materiali Post Consumo". Il documento fa riferimento alla Provincia di Genova, ma può essere adattato a tutte le realtà territoriali nazionali.
files.me.com/federico.valerio/g4or7n

4) Video YouTube "Il Modello Genova per una diversa gestione dei Materiali Post Consumo"
http://www.youtube.com/watch?v=ZAnZLOY3Qho&feature=related

e infine il mio intervento a "Il Chiodo Fisso" su RADIO3, trasmissione in onda ogni mattina feriale,  alla 10:40, dedicata, per tutto il mese di Giugno,  al tema "Rifiuti".

La compostiera sul poggiolo
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-a0c170ee-93a4-43ae-9f49-f768772e778c.htmlhttp://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-a0c170ee-93a4-43ae-9f49-f768772e778c.html



martedì 5 giugno 2012

Giornata della Terra 2012

Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, ma non c'è proprio niente da festeggiare.
Anche quest'anno, nonostante la crisi mondiale, la concentrazione media di anidride carbonica (C02)  del Pianeta è aumentata di circa due parti per milione.
Come ormai da diversi anni facciamo a Giugno, mese in cui abbiamo inaugurato questo Blog, siamo andati nel sito dell'Osservatorio di Mauna Loa, un'isola vulcanica alta 4000 metri nel centro dell'Oceani Pacifico,  dove a a partire dagli anni '70, sulla cima di un antico vulcano spento, si misura la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera del nostro Pianeta.
Come mostra la Figura ,chi è nato negli anni settanta, con il suo primo vagito ha inalato aria con circa 325 parti per milione di anidride carbonica (ogni milioni di litri d'aria, 325 litri erano di anidride carbonica) . Chi è nato a maggio  di quest'anno si è trovato nei polmoni circa 395 parti per milione ( 70 parti in più) di questo gas, innocuo, ma che non lascia passare i raggi infrarossi che la Terra, riscaldata dal Sole, emette verso lo spazio esterno.
Insomma, a causa dell'aumento della conentrazione di CO2, il Pianeta sta accumulando molta più energia termica che deve trovare sfogo in qualche cosa: un aumento della temperatura media dell'aria, ma anche piogge e tempeste più violente. Insomma grandi cambiamenti climatici sono in atto e non ci dobbiamo aspettare effetti positivi.
Per chi non lo ha ancora capito, la nostra specie, a partire dalla fine del 1700, con la cosidetta rivoluzione industriale, per alcuni secoli a sua insaputa e da circa 40 anni, senza scuse di ignoranza,  sta modificando sensibilmente la composizione chimica dell'aria del Pianeta.
Questo è dovuto al crescente uso di combustibili fossili ( carbone, petrolio, metano) e alla crescente deforestazione in Brasile, Africa centrale, indonesia...: entrambe queste scelte di crescita e sviluppo producono anidride carbonica.

ps: le oscillazioni regolari lungo la linea in crescita continua è l'effetto delle "naturali" oscillazioni stagionali della concentrazione di anidride carbonica dovuta alla ridotta attività clorofilliana e alla morte di piante e foglie nel periodo invernale ( la CO2 aumenta) e alla ripresa dell'assorbimento della CO2 in primavera e Estate da parte di tutta la vegetazione dell'emisfero nord ( la CO2 diminuisce).

Gestione intelligente della frazione organica

Ieri, su sessantasette comuni della Provincia di Genova, solo dieci hanno partecipato al mio Seminario sul ruolo strategico del compostaggio per una gestione intelligente della frazione umida.
I presenti, in ordine alfabetico: Borzonasca (2.160 ab), Crocefieschi  (569 ab), Lavagna (13.084 ab), Mezzanego (1.592), Moneglia (2.853 ab), Recco (10.258 ab), Rovegno (580 ab), Sestri levante (17.846 ab),  Sori (4.276 ab), Torriglia (2.421 ab).
Tutti gli altri Comuni hanno perso l'occasione di apprendere come, grazie al compostaggio domestico, condominiale e collettivo, sia possibile risparmiare un bel pò di soldi per la gestione dei materiali post consumo prodotti dai propri concittadini ed ottemperare alle numerose leggi europee e nazionali che prevedono entro la fine del 2012 la raccolta differenziata al 65% e una netta riduzione del conferimento a discarica di frazioni biodegradabili organico + carta e cartone).
Chi è venuto si è portato a casa (gratuitamente) i manuali di compostaggio in campagna e in città, i pieghevoli che spiegano che cosa è e come si fa il compostaggio domestico e un bel DVD che fa vedere come sia possibile  fare compostaggio con successo e senza problemi.
Se chi legge è in contatto con i Comuni assenti, faccia sapere a chi di dovere che questo materiale è ritirabile presso la sede di Genova Quarto, della Provincia di Genova.
E se è garantita la presenza di un adeguato numero di assenti ingiustificati sono anche disponibile a replicare la presentazione, a patto che la ex Provincia di Genova, mi garantisca l'assistenza tecnica per la video proiezione ( ieri in parte resa disponibile grazie alla buona volontà di un dipendente della provincia che ringrazio.
Per tutti gli interssati la mia presentazione, fino al 30 giugno è scaricabile (gratuitamente) da questo indirizzo:
files.me.com/federico.valerio/g4or7n

ps: tra gli altri ieri mancava anche l'ex Assessore Sciortino. Si vede che passata l'elezione, questa iniziativa da lui voluta all'inizio del 2012, con 10.000 euro di investimento (stampa dei materiali, registrazione del video, seminario) non interessava più.

sabato 2 giugno 2012

Il chiodo fisso

Il prossimo lunedì, 4 giugno, avrò il dono dell'ubiquità.
Dalle 9 alle 13, sono nella sala multimediale dei Servizi Distaccati (Se.Di.) della Provincia di Genova (via Cattanei 3, Ge Quarto) a tenere un seminario sul ruolo strategico del compostaggio della frazione organica per affrontare con intelligenza e successo la chiusura del ciclo di questo particolare materiale post consumo.
Sono stati invitati i 31 Comuni della Provincia ai quali saranno consegnate copie della sesta edizione del "Corso di Compostaggio in Campagna e in Città", pieghevoli che spiegano in sintesi cosa è il compostaggio e come si fa.
Infine, ai presenti (al momento una decina) sarà consegnato copia di un DVD, in cui un filmato di venti minuti fa vedere come si trasformano gli scarti di cucina in terriccio fertile profumato di bosco. "Location" del filmato, la mia cucina e il mio balcone in quel di Bogliasco e il sottoscritto nel ruolo di "testimonial". Gli operatori mi hanno detto che i risultati sono buoni. Forse è l'inizio di una nuova carriera.
Nella stessa mattinata, alle 10:50, il mio "avatar" è a "Chiodo Fisso" su Radio 3. In sette minuti ho cercato di raccontare il mio rapporto, da ricercatore e socio di Italia Nostra, con la "rumenta" genovese.
La storia comincia negli anni '80, con la scoperta di un'anomala quantità di cadmio nell'aria di Staglieno, cadmio tornato a valori normali quanto il "termovalorizzatore" localizzato in quel quartiere genovese, fu spento "per manutenzione" e mai più riacceso. E la storia, per il momento,  finisce ai giorni nostri con il mio progetto di estendere lo sconto TIA a tutti coloro che compostano sul poggiolo di casa.
Il Progetto, che ho battezzato "30.000 compostiere in città", spero trovi ascolto presso  il nuovo Sindaco di Genova, Marco Doria e la nuova assessora all' Ambiente.
Parlare ad un microfono, negli studi RAI di Genova è stato un pò imbarazzante e la mia capacità oratoria, abituata  a parlare alle sale piene di gente, non ha dato il suo meglio. Conto sull'abilità del montaggio della brava redattrice.
Comunque "buon ascolto"!
Dimenticavo: il "Chiodo Fisso" di tutto il mese di Giugno, con appuntamenti quotidiani, sarà, indovinate un pò,  il rapporto di tutti le persone invitate con i Rifiuti, pardon, con i Materiali Post Consumo. Mi sa che meriti seguire l'intera serie.

La prossima scossa al Sud?

 Ho ricevuto buone referenze sulla serietà professionale dei prof Pansa e Martelli. Prevedere un fenomeno (vincita di una squadra o alla roulette, o un terremoto...) con il 90% di probabilità mi sembra sia un fatto degno di attenzione.
Come si afferma nel documento allegato, prevedere un terremoto, pur con margini di incertezza comuni a molte stime, non composrta la necessità di evacuare intere popolazioni, ma almeno serve ad allertare la protezione civile e prepararsi individualmente all'evento, per ridurre i danni alle persone e alle cose. Non ci resta che aspettare... 
Se nel frattempo il governo decidesse di rilanciare l'occupazione con un Piano di Prevenzione Alluvioni, Frane, Terremoti, Incendi, Inquinamento, non sarebbe male. Certamente ci costerebbe meno, rispetto a non far niente, come al nostro solito.
 

Il terremoto era stato previsto, ora se ne aspetta uno catastrofico al sud
mag 22nd, 2012 @ 05:41 pm › admin
PREMESSA Ogni terremoto sembra trovarci impreparati: impreparata la popolazione che non sa come reagire, non sa capire i segni, se ce ne sono, della natura. Impreparata la politica che ogni volta si trova a contare i morti e a ricostruire ciò che avrebbe potuto rendere più sicuro, rinforzare, rendere anti sismico. Ogni volta a stupirci e a non capire che l’Italia è TUTTA sismica. Saperlo non dovrebbe servire, come invece è, ad aumentare paura, ma dovrebbe spingere chi di competenza, le Istituzioni, a darsi da fare. Come? In primis adeguando le strutture, e poi educando la popolazione: cosa fare durante un sisma, cosa tenere a fianco a letto SEMPRE, come valutare la condizione della propria abitazione.Sapere lo si sa, ma si fa davvero poco. Il rischio , dalla scienza attuale, viene considerato come una probabilità lontana, perché la scienza sa dirci poco o nulla sulla previsione. Nei giorni scorsi su tutti i mezzi di stampa, è uscita la notizia di uno studio, italiano, che invece avrebbe “previsto” il sisma in Emilia, o meglio, avrebbe annunciato il rischio in un dato periodo. Lo studio realizzato da Giuliano Panza, ordinario di sismologia dell’Università di Trieste e dai colleghi del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare (TS) , evidenzia due algoritmi: CN ed M8. Lo studio presenta una mappa e dentro una zona nella quale, secondo gli studi, si può prevedere, a medio termine, uno terremoto di magnitudo significativa. Lo studio va avanti da sei anni e il 4 maggio il professor Panza ha consegnato il suo materiale alla Commissione Grandi Rischi, alla presenza di Antonella Peresan dell’Università di Trieste e del Direttore del Centro Ricerche Enea di Bologna, Alessandro Martelli. Il documento, ora nelle mani della Commissione Grandi Rischi, evidenziava il rischio nella zona emiliana, un rischio a medio termine entro settembre. I due algoritmi CN ed M8 utilizzano informazioni contenute nel catalogo dei terremoti e individuano nell’attività sismica moderata variazioni che possono essere considerate precursori di un forte sisma. Calcolano gli intervalli temporali in cui risultata aumentata, rispetto a condizioni normali, la probabilità in cui si verifichi un sisma superiore. Lo studio del dottore Panza è italiano ma parte da studi internazionali, infatti l’algoritmo CN si chiama così perché nasce da studi fatti in California e Nevada, e l’M8 è stato messo messo a lavoro per terremoto di magnitudo superiore a 8. I risultati degli studi sono di grande interesse scientifico, anche e soprattutto perché la loro attendibilità è superiore al 95% (algoritmo CN) e al 99% (algoritmo M8) secondo Panza, che già tre anni presentò alcuni risultati in una prolusione all’inaugurazione dell’anno accademico a Trieste. Al Tg3 Leonardo Alessandro Martelli sismologo Enea Bologna spiega: “I terremoti si possono prevedere, ma sempre con incertezza. Questi studi non definiscono luogo e ora precisa di un sisma, ma una previsione da qualche mese ad un anno in una determinata zona e possono offrire uno scenario su cui incidere. Questi studi per ora non sono in grado di permettere l’evacuazione ma sono importanti per verificare la sicurezza delle strutture, per organizzare la protezione civile e migliorare l’informazione alla popolazione.” Dati di grande interesse c’erano prima del sisma a L’Aquila e prima di quello in Emilia. Perché non è stato fatto nulla né a L’Aquila né in Emilia? “Martelli spiega: “Questa metodologia anche se in sviluppo avanzato non è ben accetta nel mondo ufficiale dei sismologi.” EPILOGO Alessandro Martelli, direttore del Centro Enea di Bologna, in un’intervista pubblicata su Affari Italiani, rivela come il terremoto dell’Emilia fosse ampiamente prevedibile e lancia l’allarme per un imminente scossa violenta nel Sud d’Italia. Dalle sue parole si evince come la Commissione Grandi Rischi fosse stata informata del pericolo di scossa in Emilia già il 4 Maggio. Direttore, era prevedibile il terremoto in Emilia? Ci sono state analisi precedenti? Si, era stato previsto. Ci sono dei “cosiddetti” strumenti di previsione che sono fatti in diversi Paesi, in Italia li fa l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) e l’Università di Trieste. In base al verificarsi di possibili anomalie nelle tre zone italiane, nord, centro e sud vengono emessi degli allarmi. E’ un po’ come misurare la temperatura corporea e vedere se hai la febbre. E sono stati emessi allarmi? Si, in marzo è stato diramato un allarme per la zona nord perché era stato stimato un movimento del terreno di magnitudo maggiore del 5,4. C’erano notevoli probabilità che a nord sarebbe arrivato un terremoto. La regione allarmata era questa anche perché c’erano stati terremoti vicini, nel Garda, nel veronese, poi a Parma. L’algoritmo dell’analisi mostrava che era fortemente probabile. E come mai nessuno lo sapeva? Si tratta di metodologie sperimentali. Gli allarmi non vengono divulgati ma comunicati a un gruppo di esperti nazionali. Nella Commissione Grandi Rischi si sapeva, ne abbiamo proprio parlato il 4 maggio. E cosa è stato fatto in proposito per preparare all’evento? Se ne discusse anche perché questo tipo di analisi non sono accettate da tutti i sismologi. Io posso solo dire che la Commissione Nazionale Grandi Rischi era informata dai primi di marzo. Sono previste altre scosse in Emilia? Non si può dire. Ha ragione Gabrielli (Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ndr) che bisogna attendere e stare attenti. Ci potrebbero essere solo scosse di assestamento come scosse più forti. Non occorre arrivare a conclusioni senza avere tutti gli elementi. Ma cosa bisognerebbe fare in questi casi? Non si possono immediatamente evacuare delle zone per mesi ma di sicuro si può verificare le strutture strategiche, e organizzare la protezione civile, informare la popolazione su come si deve comportare. Ma che sia andata come è andata non l’allarma? Certo! PREVISIONE Più del nord adesso però mi preoccupa il sud. Per il nord c’erano stati due studi. Uno allarmava per un eventuale terremoto e l’altro no. Ed è arrivato il terremoto in Emilia. C’è un allarme per il sud più grave in arrivo perché lì sono stati applicati tre modelli di studio. Tutti e tre danno l’allarme rosso. Quindi questo preoccupa oltretutto perché prefigura un eventuale terremoto molto violento. Ma lei non aveva denunciato tempo fa che in Italia, al sud, esistono stabilimenti industriali potenzialmente soggetti a rischio di incidente rilevante in caso di terremoti? Si, hanno sostanze potenzialmente pericolose in elevate quantità. Sono impianti chimici, ci sono stabilimenti che contengono serbatoi di gas naturale liquefatto (Liquefied Natural Gas o LNG), altri serbatoi di stoccaggio di grandi dimensioni, rigassificatori… Ma quel’è il problema tecnico di questi impianti? Il problema è che le scelte progettuali degli impianti sono state lasciate ai gestori e, generalmente, non è noto, per i diversi stabilimenti, se e quali criteri antisismici siano stati adottati. Poi c’è il rischio da maremoto, evento raro, ma non impossibile (vedi l’incidente di Fukushima, ndr) e che, quando si verifica, è devastante: questo rischio appare del tutto trascurato negli impianti chimici italiani situati in prossimità delle coste, e in aree sismiche come ad esempio a Milazzo o se penso ai serbatoi sferici situati a Priolo-Gargallo, sono alquanto pessimista e preoccupato. Manca In Italia una specifica normativa per la progettazione antisismica degli impianti chimici