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martedì 8 settembre 2009

Incendi. Prevenzione Primaria

Le colline intorno a Genova hanno continuato a bruciare per tutta la notte  e di mattina presto è ripreso il passaggio di canadair ed elicotteri. Un ringraziamento ai coraggiosi piloti che non si risparmiano nel bombardare con precisione il fronte di fuoco, nonostante il vento e le complesse manovre per infilarsi nei canaloni che il fuoco sta divorando.

Sembra che alcuni focolai degli incendi abbiano una natura colposa: falò per eliminare le sterpaglie, fuggiti di mano a chi li aveva alimentati. Non ci voleva molto a capire che, vista la siccità e il vento, non era il caso. Ma qui, più che altrove, i vecchi contadini o ex contadini hanno la testa dura. "Amu fetu sempre cuscì" ( Abbiamo fatto sempre così. Mi scuso con i liguri veraci per la scorretta grafia; e per inciso,  questo è un esempio della follia di chi vuole l'insegnamento del dialetto: come si scrivono le parole di lingue che non hanno  una tradizione di scrittura?). Si è vero, da sempre il fuoco è stato usato per eliminare i rovi, tener pulito il bosco, ridare vigore ai pascoli. Ma erano altri tempi: i boschi erano tenuti puliti per sfruttarli meglio, erano frequentati dalle popolazioni locali, si conoscevano le regole ( non si appica il fuoco nella stagione secca!!!) e l'età media dei contadini e dei boscaioli era nettamente inferiore a quella attuale (anche questo fa)..

E' un fatto positivo e da incentivare che ci sia ancora gente che lavora nelle fasce e negli orti, intorno alla città, ma le circostanze oggettive ( il bosco è abbandonato), suggeriscono di introdurre ed imporre, nuove regole.

Se fossi al governo regionale, organizzerei una diffusa e capillare campagna di informazione e formazione sul compostaggio domestico rivolta ai gestori di orti urbani e peri-urbani; darei in comodato d'uso a chi gestisce orti e giardini un bel pò di compostiere, darei istruzioni personali per il loro corretto uso e metterei a disposizione, per chi ha un pò più di terra, un servizio di cippatura a domicilio di rovi e ramaglie.

Con quello che costa un'intervento di un canadair o di un elicottero ( si parla di 10.000 euro l'ora)  basterà ogni anno, evitare due o tre incendi,  per recuperare l'investimento necessario per comunicazione, acquisto di compostiere e cippatrici e stipendi per il personale.

Dopo di ciò, divieto assoluto di accendere fuochi e multe salate per chi li accende. E a controllare i fili di fumo e beccare in flagranza i potenziali incendiari, metterei  gli alpini, che qui sono di casa, e che sono assolutamente sprecati, come ha voluto il ministro Larussa, a pattugliare i vicoli della città antica, anche se così fanno più scena.

E già che ci siamo, caro ministro La Russa, che ne pensa: per la vera sicurezza dei cittadini è meglio respingere gli incendi o i clandestini?

Postato da: federico46 a 08:41 | link | commenti
ambiente e società, biomasse

lunedì, 07 settembre 2009
Genova brucia
Una  vasta nuvola grigia ricopre la città a levante e rende spettrale la luce del mattino. In città, piove cenere grigia e nere larve di rami e aghi di pino carbonizzati che si accumulano lungo i cigli dei marciapiedi e sulle auto in sosta. Elicotteri piccoli e grandi e canadair si alternano a bassa quota nella spola mare-colline e dal cielo piovono gocce di acqua salata. Insieme a vigili del fuoco e volontari ne avranno certamente ancora per molto, e fumo e fiamme sono malettamente vicine a tante case collinari.

Da ieri, le colline alle spalle di Nervi, Bogliasco, Pieve sono in fiamme. La lunga siccità e il forte vento di tramontana hanno certamente facilitato l'incendio, di proporzioni mai viste, ma le cause sono certamente umane.

L'unica soluzione per por fine a questo scempio è ridare valore a boschi e macchia mediterranea: fonte di materia prima (cellulosa, una bio-plastica ), ma ancor di più serbatoi (sink) di carbonio,  sottratto all'atmosfera del Pianeta.

Quest'ultimo argomento , crediti carbonio a chi mantiene un bosco,  è un temache mi riprometto di approfondire sul Blog.

sabato 5 settembre 2009

Riciclo Con Risciacquo

Il galateo dell'ambiente vuole che ogni contenitore, (bottiglia, lattina,flacone), una volta vuoto,  prima di essere differenziato, sia debitamente lavato. Questo ulteriore impegno è un atto di cortesia per i lavoratori che li raccoglieranno e li separeranno, rende più facile lo stoccaggio in casa e negli spazi condominiali, aumenta il valore dei vostri scarti per il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) e per i riciclatore finale.

Se la vostra azienda di igiene urbana, non vi da questo consiglio, siete leggitimati a sospettare che il suo obiettivo non sia il riciclo di quanto avete pazientemente raccolto e separato.

Il risciacquo dei contenitori, se ben fatto, vi può portare un altro piccolo vantaggio: ridurre gli sprechi.

A questo scopo vi svelo un piccolo trucco di noi chimici quando vogliamo recuperare la maggiore quantità di sostanze utili per le nostre misure. La tecnica si chiama "estrazione frazionata" e nel nostro caso vuol dire che per pulire bene un contenitore è meglio lavare due, tre volte il recipiente con piccole quantità d'acqua, piuttosto che con un'unica, grande quantità.

Quindi se dovete lavare una bottiglia di latte o di di birra, scolate bene i recipienti e poi aggiungere due-tre dita di acqua; scuotete bene il recipiente, più volte e mettete da parte l'acqua usata per il primo lavaggio; rifate questa operazione altre due volte e, mi raccomando non buttate via le acque di lavaggio.

Il primo lavaggio sarà quello che avrà sciolto la maggiore quantità di cibo e bevanda ancora presente nel recipiente. Prima di buttarlo via, valutate se vale la pena utilizzarlo. Ad esempio, se avete lavato una bottiglia del latte, il latte annacquato della prima frazione, può essere aggiunto senza problemi alla tazza del latte che state utilizzando per la colazione, o potete bollirlo per farvi il the ( a cui non dovrete aggiungere la classica gocia di latte).

I tutti i casi non buttate i rischiacqui nel lavandino. Com vedremo sono possibili diverse altre soluzioni.

mercoledì 2 settembre 2009

Regolamento Concorso Compostiere Fai Da Te

Compostiera FAI-DA_TEVisto il grande interesse per il concorso "COMPOSTIERE FAI DA TE (FDT)"  vi do alcune regole per la partecipazione. Inviate al massimo quattro immagini ( formato JEPG) della vostra compostiera, al seguente indirizzo federico.valerio@fastwebnet.it

Le foto devono poter documentare i particolari della compostiera che giudicate più interessanti .
Alle foto allegate una breve descrizione tecnica su: materiali scelti, come li avete assemblati, pregi della vostra creatura...


Annotazioni sulle prestazioni (durata del compostaggio, qualità del compost prodotto, impatto ambientale evitato) sono gradite.
Tutte le schede ricevute saranno pubblicate nel blog. E le migliori realizzazioni, ad insindacabile giudizio dell'apposita giuria :-), saranno pubblicate sul mio sito e pubblicizzate in rete.
Il concorso è aperto all'infinito.Questo bando è aperto a consigli e proposte dei lettori. Ovviamente, è gradita la sua diffusione nella rete e con il passa parola.

E ora buon lavoro e ...buon compostaggio

martedì 1 settembre 2009

3° Concorrente Compostiere Fai DaTe

Terzo concorrente
3 concorrenteEd ecco a voi il terzo concorrente del concorso internazionale "Compostiera FAIDATE"

Davide presenta due compostiere di cui quella nella immagine è la prima della serie.

Questo il commento di Davide:

"ti invio le foto delle mie 2 "figliolette"
la prima, quella verde, l'ho realizzata con un bidone in plastica da 230 litri che ho forato sul fondo e sotto al coperchio con una punta da 20mm (per creare e favorire l'effetto camino) e sui lati con una da 8 mm.
Alla base ho realizzato uno sportellino rimuovibile tenuto da 2 ganci (si insomma,è la copia fai da te delle compostiere commerciali).

Il compost pronto l'ho estratto la prima volta dopo 4 mesi, ottimo e profumato; gli altri prelievi, ogni 6-8 settimane, circa.
Il tutto funziona ottimamente,  anche se la gestione necessita di un  po di attenzione per via della tendenza a mantenere il materiale un po troppo umido, comunque non emana nessun odore.
Per valutare la bontà del compost, ho fatto delle prove con dei semi di pomodoro; l'apparato radicale di quelli nati nel compost era pressochè quadruplo rispetto a quelli nati nel terreno normale.
La seconda compostiera (quella nera)nasce per risolvere i 2 più grandi problemi della precedente: il prelievo dell'humus e la tendenza a  mantenere troppo umido il materiale.
Stesso tipo di bidone, recuperato da una ditta di sott'aceti; gli ho tolto il fondo e praticato dei fori da 20 mm  vicino alla base, ho poi capovolto il contenitore sopra tre blocchi di tufo (nella foto si vede dell'erba tra i blocchi; l'ho sistemata là per caricare la prima volta la compostiera, in modo che fungesse da "tappo"poi , in seguito, il materiale da compostare rimane su da solo) e iniziato a riempirlo: la forma ad imbuto della zona inferiore della compostiera fa si che il materiale in via di compostaggio resti all'interno della compostiera, mentre solo il compost maturo  esce all'esterno, compost  che raccolgo ogni tanto con una palettina, senza alcuna difficoltà.
L'effetto camino,  creato dai fori più grandi  nella zona superiore, è sorprendente e la massa messa a compostare, non deve essere rimescolata. Attivata questa seconda compostiera ho ottenuto compost maturo gia dopo 5-6 settimane; successivamente,  ogni giorno, ne raccolgo un mezzo secchiello e la produzione è pressochè doppia rispetto all'altro composter.
Stesse prove di fitotossicita  con semi di pomodoro sul  compost  prodotto dalla seconda compostiera e stessi fantastici risultati.
Questi 2 bidoni-compostiere  mi hanno permesso di risparmiare il 30 % sulla tassa rifiuti e di migliorare il mio orticello.

Il costo è stato di 2.70 euro per i tre blocchi di tufo (0.90 l'uno)"


domenica 30 agosto 2009

2° Concorrente Compostiera Fai Da Te

Tommasone il Maialone ( Nome dEcco a voi il secondo concorrente al nostro concorso Compostiere Fai Da Te.

Come vedete è una Bio-Compostiera, nome d'arte "Tommasone, il maialone"

Segue  una prima nota tecnica della presentatrice, Marina:

"Nessuno rida, ma questo bel mailone si mangia tutto l'umido di due famiglie compresi gusci di uova e fondi di caffè, non c'è problema nemmeno per le deiezioni, perchè essendo in un recinto bello grande in terra battuta, vengono assorbite dal terreno e vi posso assicurare che non c'è nessun odore nemmeno molto vicino. Capisco però che come soluzione non è praticabile da tutti"

Chiediamo a Marina:  maggiori informazioni sulle quantità di "umido" che "Tommasone" è in grado di digerire giornalmente, il suo vero nome (se cel'ha) e un bel primo piano del candidato Biocompostatore.



martedì 25 agosto 2009

Auto Condizionata

Lo confesso, la mia automobile ha l'aria condizionata.

La uso, prevalentemente,per i viaggi lunghi e non rimpiango i bagni di sudore,della mia lontana gioventù durante avventurosi trasferimenti estivi,  con la tenda sul tettuccio della "500" .

Detto questo, si può fare un uso responsabile anche di questo accessorio, se non altro per risparmiare un bel pò di euro. Infatti, con il condizionatore acceso, i consumi di benzina inevitabilmente crescono; le stime parlano del 3-6% in media, con punte del 20%.

Per capire come sia possibile risparmiare sulla voce climatizzazione, ancora una volta è importante capire come avviene il raffreddamento dell'abitacolo, insomma, come funziona un frigorifero.

Il lavoro di togliere calore dalla vostra auto e di sbatterlo all'esterno lo fa un compressore che riduce il volume di un apposito gas, il quale, quando si espande all'interno di una serpentina, lambita dall'aria calda prelevata dall'abitacolo,  la raffredda. A questo punto, il calore passa al gas che si riscalda. Il gas caldo viene fatto passare in un radiatore raffreddato ad aria e in questo modo il calore  presente nell'aria dell'abitacolo passa all'ambiente esterno. Il gas raffreddato viene nuovamente compresso e il ciclo di refrigerazione può ricominciare.

Nella fase di raffreddamento, l'umidità dell'aria presente nella vostra macchina, si condensa, sotto forma di acqua allo stato liquido  che, a sua volta,  viene liberata all'esterno. Pertanto, il ripertersi di questo ciclo di compressione ed espansione raffredda e deumidifica in continuazione l'aria del vostro abitacolo.

E ora, forse, vi è chiaro perchè, con il condizionatore in funzione, la vostra auto "piscia" acqua e perchè si avverte una forte vampata di calore quando, uscendo, passate vicino al vano motore ancora acceso.

L'energia meccanica per far funzionare il compressore e l'alternatore che produce l'elettricità che alimenta il ventilatore il quale, a sua volta, aspira l'aria calda e riimmette nell'abitacolo l'aria fredda,  viene tutta dalla vostra benzina.

Pertanto, con il condizionatore acceso, non solo consumerete più benzina, ma sottrarrete alla forza motrice che spinge la vostra macchina, la potenza di qualche cavallo, quella necessaria per far funzionare il compressore. Pertanto, se la vostra vettura non è molto potente, avrete notato che, con il condizionamento acceso,  si ha una ripresa più lenta.

E ora veniamo ai consigli per consumare meno benzina.

  • Il primo consiglio è di fare la scelta giusta al momento dell'acquisto: una macchina chiara, metallizzata, esposta al Sole, si riscalda molto meno di una macchina scura e con vernice opaca.
  • se la mia spiegazione è stata chiara, avete capito che maggiore è la differenza tra temperatura esterna e temperatura interna, maggiore è il consumo di benzina.
  • pertanto, il secondo consiglio è di regolare la temperatura interna, in modo che sia sempre di circa cinque gradi inferiore a quella esterna.
  • seguendo questa regola, oltre a consumare meno, eviterete raffreddori e/o dolori muscolari che accompagnano sempre il brusco passaggio dal caldo al freddo e viceversa.
  • se possibile, posteggiate la vostra vettura all'ombra; in particolare,  l'ombra dovrebbe essere garantita per il tempo più lungo possibile, prima del successivo utilizzo. Prendere famigliarità sul percorso in cielo del Sole nelle diverse stagioni è utile per prevedere dove alberi e case proietteranno la loro ombra, nell'ora in cui salirete in macchina.
  • Quando parcheggiate, lasciate da tutti i finestrini un'apertura di almeno due dita. E' di li che uscirà l'aria più calda e, con questo accorgimento,  anche dopo una lunga sosta al sole, il vostro abitacolo sarà ad una temperatura di qualche grado inferiore a quella che avreste raggiunto con tutti i finestrini chiusi. Tra parentesi, è grazie all'effetto serra (quello vero) che l'interno della vostra auto, se esposta al Sole, raggiunge temperature intorno a 70-80 gradi.
  • Consigliabile mettere tendine parasole fisse su tutti i vetri laterali  e usare uno schermo riflettente mobile per il parabrezza. Meglio mettere questo schermo all'esterno del parabrezza, tenuto fermo dai tergicristalli. In tutti i casi, scegliete un modello di schermo con superfice a specchio, il più chiaro possibile.
  • Quando prendete la macchina dopo un lungo parcheggio al Sole, aprite bene tutte le portiere e aspettate qualche minuto prima di salire a bordo,  per smaltire il più possibile l'aria calda che si è accumulata all'interno.
  • Nei primi minuti di avvio a caldo, in marcia, tenete aperti tutti i finestrini e azionate al massimo il ventilatore per ridurre, il più rapidamente possibile, la temperatura dell'abitacolo. Solo quando l'abitacolo ha raggiunto la temperatura esterna (utile un termometro interno supplementare), chiudete tutti i finestrini ed accendete il condizionatore, regolandone la temperatura, in base alla temperatura esterna.
  • Se il vostro impianto ha la funzione di deumidificatore separata da quella del raffreddamento, ricordate che togliere l'umidità dall'aria richiede molto meno energia (meno benzina) di quella necessaria per raffreddare l'aria e che, con l'aria secca deumidificata, il disagio termico avvertto è minore,  anche con elevate temperature. Pertanto,  il consiglio, dopo una partenza a "caldo", è questo: raggiunta  per ventilazione naturale la temperatura esterna, chiudete i finestrini ed attivate la sola funzione di deumidificazione e valuate la senzazione di confort che vi da l'aria secca. Se è sufficente continuate così.

Buon viaggio e mi raccomando... spegnete il cellulare mentre guidate.

lunedì 24 agosto 2009

Buon Compleanno

Mauna Loa 2009 bis
In questi giorni il mio Blog compie tre anni e, come è ormai consueto, "festeggiamo" andando a vedere che ci dice l'osservatorio di Mauna Loa sull'andamento della concentrazione di anidride carbonica del Pianeta. Nel Luglio 2009 eravamo a 387,28 parti per milione (ppm) , 1,41 ppm in più, rispetto al valore  registrato un anno prima. Nella figura, la linea nera rappresenta l'andamento mensile corretto rispetto all'andamento stagionale ( linea in rosso) che descrive "il respiro " di Gaia, l'effetto dei cicli stagionali sulle piante che crescono in primavera e assorbono anidride carbonica e muoioni in autunno, restiduendo anidride carbonica all'atmosfera.

Insomma, lo strato di "vetro" virtuale (quello formato dalle molecole di anidride carbonica ) che ricopre il Pianeta Terra, si è "ispessito" ancora un pò e quest'anno, nella serra in cui viviamo, il nostro Pianeta, abbiamo intrappolato un pò più di energia solare, rispetto all'anno prima.

Effetti: temperature degli oceani un pò più alti, eventi meteorologici un pò più violenti,  ghiacciai e callotte polari un pò meno estesi.

Mauna Loa 1960-2009Come potete vedere dalla figura, che ci viene sempre da Mauna Loa, è dalla fine degli anni '50, da quando su  questa isola in mezzo all'Oceano Pacifico, a 3.200 metri di altezza sul livello del mare  si sono cominciate a fare misure,  che le cose vanno così: anno dopo anno, la concentrazione di anidride carbonica aumenta, a vista d'occhio.

E le cause di questo fenomeno sono stranote: è la corsa mondiale alla crescita del Prodotto Interno Lordo, (PIL) con la sua coda di deforestazioni, di aumento dei consumi di combustibili fossili e non fossili.

E Il fatto che un anno di crisi mondiale, con il crollo di tutti i mercati e dei consumi globali, non abbia dato nessun segno visibile di inversione di tendenza del fenomeno, quantomeno con un rallentamento della crescita, è un dato che aumenta la mia preoccupazione.