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martedì 8 gennaio 2008

Rifiuti Garantiti all'Inceneritore di Acerra

incenBresciaPer chi non avesse ancora capito che i "termovalorizzatori" trasformano rifiuti urbani, al peggio puzzolenti, in rifiuti tossici immessi in atmosfera, ricordo la quantità annua di emissioni a camino dell'inceneritore di Acerra, "garantiti" dai vari Commissari Straordinari succedutisi in quel di Napoli, nel pieno rispetto delle leggi:



1.025 ( mille venticinque) tonnellate (sic) all'anno!!

Avete letto bene, mille venticinque tonnellate di sostanze tossiche che in gran parte non sono presenti nei rifiuti "termovalorizzati": ossidi di zolfo, acido cloridrico, acido fluoridrico, ossidi di azoto, polveri fini, ossido di carbonio, composti organici, cadmio, mercurio, metalli pesanti, diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici...



Dalla Conferenza tenuta a Genova, il 28 ottobre 2003 dal Prof. Ing. Raffaele Vanoli, Vice Commissario di Governo per l'Emergenza Rifiuti Regione Campania


lunedì 7 gennaio 2008

Il Mago di Napoli: prime profezie avverate

Il Mago di Napoli in trasferta: prime profezie avverate
Spittelau IncineratorIn attesa di una verifica generale, una mia prima profezia si è avverata:






h) Si ridà fiato alla costruzione degli inceneritori previsti in Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Liguria



Su tutti i giornali di regime è un peana a favore dei "termovalorizzatori" e lo stesso Pecoraro Scanio dichiara di essere a favore di questi impianti.



Ha fatto eccezione il telegiornale di RAI 3 ieri sera, ma vedrete che sarà presto messo in riga (profezia i)



Peccato che non saranno i Termovalorizzatori a salvare Napoli  (profezia l, questa è sicura ) e che a causa dei termolarizzatori previsti (uno per ogni provincia) l'Italia, diventata il primo paese inceneritorista al mondo e l'unico paese al mondo che incentiva con danaro dei suoi cittadini l'incenerimento ( è già così, si chiama "Termovalorizzazione Assistita")  sarà sommersa dai rifiuti dei rifiuti termovalorizzati ( Profezia m, che spero possa essere smentita)

Postato da: federico46 a 13:09 | link | commenti (2)
ambiente e salute, vedi napoli


Commenti:
#1  08 Gennaio 2008 - 13:41
 
Purtroppo, e dico purtroppo, le ceneri dei termovalorizzatori (che rappresentano circa il 30% in peso e sono considerate rifiuti speciali altamente tossici) se calcolate in volume occupano molto meno spazio, pertanto un buco per esse (magari abusivo) lo si troverà sempre.
Basta fare notare che ogni volta che si nomina le ceneri prodotte dagli inceneritori gli amministratori cadono dalle nuvole... "Perchè, producono ceneri ? Vabbè, è comunque un problema minore.."
Disconoscono come queste ceneri siano enormemente più tossiche rispetto al materiale da cui originano, ma tanto finiscono nei bitumi.. nei fanghi.. nei terreni.. nei granulati.. ed alla fine nei nostri polmoni. Non se ne esce, l'unica vera sfida è non produrli.
utente anonimo
#2  08 Gennaio 2008 - 14:47
 
Ci sono anche i rifiuti ( tossici) dei rifiuti (urbani) mandati in atmosfera nel pieno rispetto dei limiti di legge.
Quelli misurati nel 2003 nei fumi in uscita dall'inceneritore di Brescia, quando "termovalorizzava" solo 552.000 tonnellate di rifiuti erano 270 tonnellate all'anno (ossidi di azoto, polveri fini, acido cloridrico, ossido di carbonio, composti organici vari...).
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Il Mago di Napoli

Anche la profezia D



d) Sull'onda delle decisioni, si da il via anche all'autorizzazione degli altri inceneritori campani, con procedura d'urgenza e senza valutazioni di impatto ambientale.






si sta avverando. In base alle notizie mandate ora in Rete,  la Campania avrà tre inceneritori, la cui localizzazione si avvarrà della procedura d'urgenza.

Postato da: federico46 a 14:36 | link | commenti (4)
ambiente e salute, vedi napoli


Commenti:
#1  08 Gennaio 2008 - 15:41
 
No, Federico, la Campania non avrà i tre inceneritori.

Non so se mi sono spiegato...

Puoi contattarmi privatamente? E' abbastanza urgente.

falemagn (A T) libero (D O T) it
utente anonimo
#2  08 Gennaio 2008 - 15:45
 
Pardon, quello di sopra è il Fabio dei precedenti commenti.

Fabio
utente anonimo
#3  10 Gennaio 2008 - 01:30
 
Ma gle l'hanno spiegato a Pecoraro Scanio che gli inceneritori non sarebbero in grado di bruciare le eco-balle tritovagliate ??
Anche se avessero domani questi benedetti inceneritori, non potrebbero bruciare nulla, perchè le ecoballe NON sono CDR. Servono impianti di stabilizzazione, essiccazione, vagliatura, rimozione dei metalli pesanti, mentre le balle sono solamente RSU indifferenziato, tanto che persino quelle mandate in Germania anzichè bruciarle le seppelliscono in siti geologici di salgemma... siamo davvero messi male!
utente anonimo
#4  10 Gennaio 2008 - 06:45
 
A Pecoraro Scaio non hanno detto molte altre cose, ad esempio che raccolta differenziata non è sinonimo di riciclo e che in Italia il 50 % della plastica raccolta in modo differenziato finisce volutamente negli inceneritori.
Un'altra cosa che non gli hanno detto è che la dissociazione molecolare che piace tanto ai suoi amici non funziona se a monte non c'è una seria raccolta differenziata tipo porta a porta e un sistema di raffinazione con sistemi meccanico biologici
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domenica 6 gennaio 2008

Il Mago di Napoli

Provo a fare il veggente, prevedendo le misure che il Primo Ministro, in una vampata di decisionismo "responsabile", prenderà domani e gli effetti collaterali di queste decisioni:



a) Il Prefetto farà sgombrare con la forza i "facinorosi, infiltrati della camorra" che impediscono la riapertura della discarica di Pianura e con scorta armata verranno fatti affluire i camion della spazzatura.



b) Ripulite le strade e salvata l'immagine del Paese, tutto procederà come al solito, con un pò di raccolta differenziata di facciata, in attesa che entri i funzione il "termovalorizzatore" di Acerra.



c) Bassolino sarà graziato (se salta lui saltano tutti) mentre il Sindaco di Napoli Iervolino pagherà politicamente la sua scelta, in solitario, di essere contraria all'apertura della discarica



d) Sull'onda delle decisione, si da il via anche all'autorizzazione degli altri inceneritori campani, con procedura d'urgenza e senza valutazioni di impatto ambientale.



e) Per tener buono Pecoraro Scanio, che gioca in casa, l'inceneritore del Salernitano sarà un "Dissociatore Molecolare" in quanto inquina meno



f) Viene accantonata definitivamente ogni ipotesi di abolire i Certificati Verdi all'energia elettrica prodotta dai "termovalorizzatori"



g) Vista l'emergenza del costo del petrolio, il Governo conferma gli incentivi CONAI ( Consorzio Nazionale Imballaggi) alla termovalorizzazione e alla dissociazione molecolare degli imballaggi: in questo modo gli incentivi dei Certificati Verdi tolti alla "termovalorizzazione" della plastica, tornano sotto quest'altra veste.



h) Si ridà fiato alla costruzione degli inceneritori previsti in Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Liguria.



i) Il leader del PD Veltroni interviene personalmente per far recedere il Sindaco di Genova dalle scelte in corso  di privilegiare la riduzione, la raccolta Porta a Porta, l'utilizzo di tecniche a freddo per chiudere il ciclo, in quanto iniziative contrarie alle scelte democratiche del partito e che trovano favorevoli solo le ali estreme della sinistra di cui il nuovo PD si deve disfare, se vuole governare in santa pace.



h) La stampa e la televisione di regime avranno l'incarico di dare addosso ai comitati "NIMBY" che non vogliono il progresso, con la benedizione di Legambiente nazionale.







Il Mago di Napoli in trasferta

Postato da: federico46 a 10:18 | link | commenti (5)
ambiente e società, vedi napoli


Commenti:
#1  06 Gennaio 2008 - 17:27
 
pienamente d'accordo; al punto h) dimentichi la Sicilia e i suoi inceneritori
utente anonimo
#2  07 Gennaio 2008 - 03:09
 
Suvvia, Federico! Un po' di sano ottimismo... ;-)

Martedì mattina segui Radio Radicale, ci sarà l'Assise di Palazzo Marigliano a Pianura, in diretta, anche con Grillo in collegamento.

Arrevutamme tutt'e cose! ;-)

Fabio
utente anonimo
#3  07 Gennaio 2008 - 10:15
 
ciao, volevo portarti a conoscenza di questa petizione contro la mafia per chiedere il risarcimento danni a cosa nostra http://www.petitiononline.com/nomafia/petition.html molti blog e siti hanno gia aderito firmando e inserendo uno di questi banner http://www.ilgrillodipalermo.it/node/24 Speriamo voglia partecipare anche tu
Utente: nalya Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. nalya
#4  07 Gennaio 2008 - 12:19
 
INCOMPATIBILITA' AMBIENTALE PRESIEDUTA DAL PRESIDENTE DELLA CASTA

----- Original Message -----
From: camillo.coppola@tele2.it
To: Walter COPPOLA ; NABABBO DI MIAMI ; Luigi Coppola ; Lina & Roberto IANDA ; Flavia COPPOLA ; Fabrizio STANISLAI ; Arden & Mariangela
Sent: Thursday, January 03, 2008 12:55 AM
Subject: ROSETTA E' NA ZOCCOLA E CI PIACE A MUNNEZZA - LA BANDA DEL TORCHIO


Ciao Nababbo,
questo messaggio l'ho ricevuto poco fa,Rosetta é il sindaco di Napoli Iervolino, l'utile idiota in mano ai Bassolino ed ai deliquenti con cravatta e camicia,essa ama indossare foulards di Hermes da 1000 euro e tagliare nastri augurali circondata dai più corrotti dirigenti del comune di Napoli.
La sera la custodiscono in una teca di vetro chiamata a Napoli scaravattolo,la mattina la ripongono sul pavimento e caricano la corda a molla che ha dietro le spalle,lei si muove,gira la testa e domanda:
In compenso due anni fà é stato cacciato da Napoli il procuratore capo della Procura della Repubblica delle Banane Agostino CORDOVA,indagava anche sulle ecoballe false, per incompatibilità ambientale ,
decretata dal consiglio superiore della magistratura che é presieduto dal presidente della repubblica;poi siccome l'appetito vien mangiando hanno ripetuto la stessa cosa con il magistrato de Magistris in Calabria(indagava su MASTELLA e PRODI ed i fondi europei) ed ancora con la FORLEO che a Milano indagava sulla scalata della UNIPOL alla BNL,sull'argomento il compagno di merende D'Alema ebbe a dire: Frase da me tradotta nel seguente modo

MALA TEMPORA CURRUNT,PRODI NON E' UNA MORTADELLA MA UN CAVALLO DI TROIA.
----- Original Message -----
From: mariapia del forno
To: Camillo Coppola
Sent: Wednesday, January 02, 2008 7:17 PM
Subject: FW:






--------------------------------------------------------------------------------
From: ivanedina@virgilio.it
To: miccolialberto@virgilio.it; aldocarriola@fastwebnet.it; annettaboom@libero.it; info@segacarlo.191.it; elenacavallo1982@libero.it; coccolele@libero.it; marvin58@libero.it; ciccio83dm@yahoo.it; franci1000@hotmail.it; gavetr@tin.it; genniraptor@libero.it; giannistrazzullo@tiscali.it; firewoman05@libero.it; acchiappasogni2005@libero.it; luanabaragliu@tiscali.it; madduccia@hotmail.it; manufiona@hotmail.it; viola_92@hotmail.it; delforno@hotmail.it; sergioluesband2002@yahoo.it; francillo@inwind.it; pacifico.mazzella@fastwebnet.it; paola_carnevale@libero.it; g.lubrano@tiscali.it; fellengher@hotmail.com; carmine37@virgilio.it; silvioantimo@libero.it; umbe_sunschine@yahoo.it; v.digiulio67@libero.it
Subject:
Date: Tue, 1 Jan 2008 20:22:50 +0100


Stamattina, come tantissimi mie colleghi, sono stato di servizio. Appena prelevata l'auto del corpo al garage di soccavo notavamo dei manifesti appesi in varie parti del rione traiano. Considerato che li ho trovato carini ...ve li spedisco in visione.
Colgo l'occasione per augurarvi un felice 2008
p.s. si sottolinea la firma degli autori, in basso a sinistra.
utente anonimo
#5  10 Gennaio 2008 - 22:26
 
Hai pienamente ragione, la sindrome BAU (business as usual) è troppo forte perchè solo si possa pensare di porvi rimedio con qualche piccolo ragionamento di buon senso.

Paolo

venerdì 4 gennaio 2008

La Cina trasforma le stoppie in benzina

La Cina trasforma le stoppie di granturco in benzina
maisDal settembre del 2006 la Cina ha avviato la produzione di etanolo a partire dalle stoppie di grano e granturco prodotti in loco.
Si tratta del primo di una lunga serie di impianti di questo tipo, il cui obiettivo è di produrre 1,25 miliardi di litri di etanolo da scarti cellulosici entro il 2012.
La Cina, attraverso la China Resources Alcohol Corporation (CRAC) ha investito 5 miliardi di dollari per la produzione di etanolo da scarti cellulosici, una scelta politica importante, in quanto la Cina ha deciso di non produrre più etanolo a partire da grano e granturco, scelta che sottrae una importante fonte di cibo per la sua popolazione.
La tecnica utilizzata per trasformare cellulosa, emicellulosa e lignina in zuccheri fermentabili che , a loro volta si trasformano in etanolo è quella della esplosione in fase vapore: le biomasse fibrose sono esposte per 1-10 minuti a vapore ad alta pressione, successivamente la miscela è portata velocemente ( in modo esplosivo) a pressione ambiente.
Conosciuta da oltre 70 anni questa tecnologia è stata notevolmente migliorata con un processo in continuo dalla SunOpta, azienda canadese che si è specializzata in processi di chimica verde per l'utilizzo delle biomasse
(http://www.sunopta.com/sunopta/uploadedFiles/bioprocess/BioProcess%20Brochure.pdf ).
Il sistema adottato dalla SunOpta appare interessante, in quanto non usa reattivi chimici e organismi geneticamente modificati per la trasformazione degli scarti cellulosici in etanolo

Postato da: federico46 a 10:20 | link | commenti (2)
energia, ambiente e società, biomasse, rifiuti zero


Commenti:
#1  07 Gennaio 2008 - 14:17
 
in tema di effetto serra,e con le premesse della paventata tassa europea:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/northern_ireland/662397.stm#cooliris

segnalo e ritrasmetto...

Eliminare il metano dai peti delle vacche:

Ci sta provando un team di ricercatori australiani, con lo scopo di ridurre le emissioni di gas nell'atmosfera.

I peti delle vacche sono ricchi di metano, mentre quelli dei canguri no. Per questo motivo un gruppo di ricercatori australiani sta tentando di rendere i peti delle vacche simili a quelli dei canguri, introducendo un particolare batterio negli stomaci del bestiame al pascolo.

Potrebbe sembrare una leggenda metropolitana o un pesce d'aprile fuori stagione, ma la notizia è stata ripresa da numerosi organi di informazione locali (e non solo). Comunque secondo dati diffusi dagli stessi ricercatori pare che circa il 14% delle emissioni di gas nell'atmosfera in Australia sia causato dai peti di vacca, quindi l'idea potrebbe rivelarsi meno stupida di quanto appare. Altrettanto reali sono le proteste degli animalisti.


AUSTRALIAN scientists are trying to give kangaroo-style stomachs to cattle and sheep in a bid to cut the emission of greenhouse gases blamed for global warming, researchers say.

Thanks to special bacteria in their stomachs, kangaroo flatulence contains no methane and scientists want to transfer that bacteria to cattle and sheep who emit large quantities of the harmful gas.
utente anonimo
#2  07 Gennaio 2008 - 17:21
 
Avrei un'altra soluzione: diventare tutti vegetariani!
E i peti umani?
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46

giovedì 3 gennaio 2008

Benzina dalla legna

Benzina dalla legna
pioppetoOggi il prezzo di un barile di petrolio è arrivato a 100 euro e tutte le borse sono andate giù.
Immagino che i danni maggiori siano a carico delle aziende petrolchimiche, ma come è andata per le aziende che hanno investito nella produzione di biocombustibili a partire dagli scarti cellulosici?
Principali componenti di tutti i vegetali sono cellulosa, emicellulosa, lignina, lunghe molecole a base di zuccheri (il loro termine scientifico è polisaccaridi) la cui funzione è quella di formare le strutture portanti delle piante, in qualche modo il loro scheletro.
Fino a ieri, tra questi materiali cellulosici solo la cellulosa ha avuto un importante utilizzo, quello di produrre carta, mentre la lignina, anche se presente in grandi quantità come sottoprodotto dell'industria cartaria non ha trovato miglior utilizzo che essere bruciata per produrre calore.
Ma le cose stanno cambiando velocemente e i prezzi crescenti del petrolio e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra, stanno cambiando rapidamente il panorama, anche se l'Italia sembra non accorgersene.
La novità rivoluzionaria è che sono già disponibili diverse tecniche per trasformare gli scarti cellulosici in etanolo ( alcool etilico) un liquido che oltre a far girare la testa, si mescola bene con la benzina e ne può sostituire le funzioni.
Questo significa che carta e cartoni non riciclabili, pallet di legno non riutilizzabili, scarti di falegnameria, paglia, stoppie di granturco possono essere trasformati in un combustibile liquido ( l'etanolo, appunto) ad alto valore aggiunto, sia commerciale che energetico.
E mentre l'Italia continua a gingillarsi con "termovalorizzatori" a biomasse che bruciano tutto il bruciabile, da quelle stesse biomasse, Canada, Cina, Spagna, Svezia stano producendo bioetanolo il cui valore è destinato ad aumentare man mano che quello del petrolio crescerà.

mercoledì 2 gennaio 2008

Gasolio dalla legna

Gasolio dalla legna
Raccolta di MischantusNel 2009, a Friburgo (Germania) entrerà in funzione il primo impianto commerciale in grado di trasformare in gasolio per autotrazione, biomasse cellulosiche, in altre parole, potature, scarti della lavorazione del legno, scarti agricoli e piante erbacee appositamente coltivate su terreni marginali e non utilizzabili per l'alimentazione umana (http://www.choren.com/en/)
Per ogni 9 tonnellate di biomasse secche in ingresso nell'impianto, usciranno 1,8 tonnellate di gasolio e la produzione annuale prevista è di 16,5 milioni di litri, ottenuti da 75.000 tonnellate di biomassa.
E questo è solo l'inizio, perchè nel 2009 partirà la costruzione di un secondo impianto con adeguate economie di scala, il primo di una lunga serie, con una produzione annuale di 200.000 tonellate di gasolio ottenute trattando un milione di tonnellate di scarti cellulosici secchi.
Per avere un'idea delle potenzialità di questa tecnologia si segnala che in Germania la produzione annuale di grano si accompagna alla bio-sintesi di 40 milioni di tonnellate di paglia, di cui la metà resta inutilizzata sui campi.
Due parole sul processo utilizzato.
La prima fase prevede una gasificazione a bassa temperatura che produce una frazione gassosa ed una solida (carbone). Nella seconda fase il gas che contiene molecole volatili ad alto peso molecolare viene ossidato e ulteriormente gasificato a caldo. Nella terza fase, la frazione solida carboniosa opportunamente polverizzata è mescolata ai gas caldi, dalla loro reazione si forma un gas di sintesi formato in prevalenza da ossido di carbonio e idrogeno.
Nell'ultima fase di lavorazione un opportuno catalizzatore trasforma il gas di sintesi in gasolio.
Per gli automobilisti il prezzo del biodiesel prodotto sarà simile a quello attualmente in commercio e chi fornisce biomasse sarà pagato da 40 ad 80 euro a tonnellata.
La ditta garantisce l'uso di sole biomasse di scarto o da coltivazioni dedicate a scopo energetico e afferma che saranno privilegiate le produzioni locali. Espressamente esclusi legnami derivanti da disboscamenti intensivi e da processi con effetti negativi sul clima e l'ambiente.
Queste scelte non sono dovute ad una particolare sensibilità ecologica della azienda (tra i suoi partner la Shell), queste sono le condizioni che il governo Tedesco ha messo a chi vuole produrre biocarburanti, a fronte di una esenzione delle tasse sui carburanti, esenzione garantita fino al 2015.
Ogni confronto con le scelte devastanti degli incentivi dei governi italiani che rendono vantaggiosa la produzione di elettricità da qualunque cosa bruci, compreso l'olio di palma importato dall'Indonesia e i combustibili da rifiuto (CDR), è lecito ed opportuno.

Postato da: federico46 a 14:36 | link | commenti (2)
energia, biomasse


Commenti:
#1  18 Aprile 2010 - 00:40
 
ottimo ma è partita veramente questa cosa?questo è veramente biodiesel,non quello fatto con la colza che è su terreni sotratti alla foresta amazzonica
utente anonimo
#2  19 Aprile 2010 - 07:00
 
Da una rapida ricerca il primo biodiesel prodotto da cippato di legno dovrebbe uscire quest'anno dall'impianto che la Choren ha realizzato a Frieberg in Germania.
Nel Frattempo la stessa ditta ha firmaqto un accordo con i francesi per un realizzare un analogo impianto in Francia