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venerdì 16 novembre 2007

Fotovoltaico da Record

A Brandis, nell'Est della Germania è entrata in funzione il più grande impianto fotovoltaico al mondo.
Attualmente l'impianto ha una potenza di picco di 6 milioni di watt che diventeranno 40 milioni di watt nel 2009, quando l'intero impianto sarà realizzato.

http://www.juwi.de/international/information/press/PR_Solar_Power_Plant_Brandis_2007_02_eng.pdf

Il campo fotovoltaico si estende su 400.000 metri quadrati ed utilizza la superficie di un aeroporto militare dismesso e ha richiesto un investimento di 130 milioni di euro.

A regime, l'impianto produrrà annualmente 40 milioni di kilowattore e dopo un solo anno di funzionamento avrà recuperato tutta l'energia necessaria per la sua realizzazione.

L'obiettivo della JUWI, la società tedesca che lo ha realizzato, è quello di rendere competitiva l'energia fotovoltaica entro pochi anni e in tal modo dare l'autosufficienza energetica alle abitazioni che installano tetti fotovoltaici.

Nel frattempo a Monfalcone è stato inaugurato il più grande impianto fotovoltaico installato ad uso industriale da una azienda privata.
L'impianto è collocato sul tetto della Società Bulloneria Europea (SBE) e ha una superficie di 8.200 metri quadrati, con una potenza elettrica di picco di 500 chilowatt. L'energia elettrica prodotta con il Sole corrisponde al 10% dei consumi elettrici dell'azienda, che produce annualmente 55 mila tonnellate di viti e bulloni.
Questa scelta fa parte della strategia "verde" dell'azienda che recupera gli oli minerali esausti e rigenera l'acido solforico utilizzato nei suoi cicli produttivi producendo anche solfato di ferro, sottoprodotto della pulizia con acido dei bulloni , che viene venduto al mercato floro-vivaistico.
Positivo per l'ambiente anche un impianto di cogenerazione a metano per 2,5 megawatt.
Unico neo per la SBE il progetto di realizzare una centrale termoelettrica alimentata ad olio vegetale. Temiamo che si tratti di olio di palma importata dall'Indonesia, frutto avvelenato degli incentivi (Certificati Verdi) dati a scatola chiusa a chi produce elettricità bruciando "biomasse". Vedi Post del 30 Agosto 2007.

mercoledì 14 novembre 2007

Abbasso l'Umidità

ABBASSO L'UMIDITA'.

Se avete sperimentato il disagio di dover stare a lungo con le scarpe e i calzini bagnati dovreste aver chiaro il motivo per cui non è una bella notizia scoprire macchie di umidità sui muri.
Un muro bagnato disperde molto più calore di un muro asciutto, un danno certo per il vostro portafoglio; ma se le macchie di umidità si ricoprono di una patina nera cominciate a preoccuparvi seriamente: a rischio non c'è solo il vostro portafoglio ma anche la vostra salute. Quelle macchie sono il sintomo che In case vostra state ospitando colonie di muffe che prosperano sui muri umidi e che liberano nell'aria spore e sostanze chimiche che all'olfatto fanno percepire uno sgradevole odore di chiuso, ma possono scatenare anche allergie e asma.
Anche in questo caso, per combattere con efficacia l'umidità, la migliore arma è la prevenzione e per realizzarla è importante capire cosa è successo.
L'umidità sui muri ha diverse cause.
Perdita dell'impianto idraulico; infiltrazioni da tetti, terrazze, muri in pietra a vista; grondaie otturate. Questi sono gli eventi più facili da diagnosticare e da risolvere.
Se l'umidità interessa la parte semi interrata dei muri portanti, e procede dal basso verso l'alto, molto probabilmente la causa è una risalita di acqua per capillarità dalle fondamenta e in questo caso è meglio sentire al più presto una ditta specializzata a cui affidare diagnosi e cura.
Spesso, causa del disastro ambientale sono vostre scelte incaute, quale quella di spostare il vano cucina in un altro locale senza canna fumaria.
Prima di dare i consigli per rimediare al guasto, un poco di fisica elementare.
A temperatura ambiente l'acqua è presente sia allo stato liquido che a quello di vapore. La quantità massima di acqua allo stato di vapore che può essere presente in un determinato volume di aria dipende dalla temperatura dell'aria stessa.
Se l'aria è calda, la quantità di vapore acqueo può essere molto elevata, tuttavia se l'aria si raffredda, ad una determinata temperatura ( detta punto di rugiada) una parte del vapore acqueo passa alla forma liquida. Questo passaggio dell'acqua, da vapore a liquido, in base alla temperatura dell'aria, è la spiegazione della formazione invernali delle nebbie (micro-gocce di acqua in sospensione), della presenza di rugiada sul terreno di primo mattino, dei vetri del bagno che si appannano quando fate la doccia.
Nelle nostre case i locali dove è presente una maggiore quantità di vapore acqueo sono il bagno, la cucina e le stanze dove ci sono numerose persone ( con il nostro respiro emettiamo vapor acqueo).
Il vapore acqueo prodotto in casa naturalmente diffonde attraverso i muri (i muri devono essere traspiranti) e come sapete la temperatura dei muri decresce dall'interno verso l'esterno. Se la temperatura esterna è particolarmente bassa e se i muri di casa vostra non sono ben isolati (ricordate i punti freddi?) è possibile che la temperatura corrispondente a quella del punto di rugiada si registri all'interno del vostro muro. In questo caso è proprio all'interno del vostro muro che il vapore acqueo prodotto in casa passa allo stato liquido, bagna i muri, disperde il calore e diventa il substrato ideale per muffe e funghi.
Il rimedio?
Evitare che la concentrazione dell'umidità nella vostra abitazione raggiunga valori elevati.
Se avete fatto la sciocchezza di eliminare la canna fumaria che disperdeva fumi e vapori, potete rimediare aumentando il ricambio d'aria del locale a rischio di umidità. Questo obiettivo si può raggiungere con finestre con apertura a vasistas, utilizzate per circa mezz'ora dopo aver fatto la doccia o dopo aver cucinato.
Un rimedio può essere anche quello di inserire una ventola sulla parte alta del vetro della finestra più vicina alla fonte di vapore che si attivi automaticamente per espellere l'aria umida quando l'umidità supera un valore prefissato.
Solo dopo che avete eliminato la causa delle macchie di umidità potete pensare a togliere l'intonaco ammuffito e utiizzare le vernici traspiranti e anticondensa di cui abbiamo parlato nella precedente lezione.

Postato da: federico46 a 14:21 | link | commenti
energia, economia domestica

martedì, 13 novembre 2007
Economia Domestica 8
IL BIANCO CHE ISOLA

Casina vostra ha bisogno di una mano di bianco?
Ecco l'occasione per aumentare, anche se di poco, l'isolamento termico della vostra abitazione in breve tempo e con una spesa contenuta.
Il segreto è scegliere la vernice adatta.
Per esperienza personale, il mio consiglio è di dare su tutte le pareti di casa (soffitto compreso) due belle mani di Casa Viva Anticondensa, un prodotto Brignola*.
Il segreto di questa vernice sono microsfere cave in vetro che funzionano, come abbiamo già visto, come un ottimo isolante termico.
Poiché lo spessore di vernice che si mette sulle pareti è necessariamente piccolo, non aspettatevi miracoli; ovviamente questo intervento non sostituisce un isolamento termico fatto a regola d'arte.
Comunque mi sono convinto a dare Casa Viva su tutte le pareti fredde di casa mia, in base al test che mi ha fatto fare il mio fornitore: mettere una mano su due lastre di ardesia, di cui una verniciata con Casa Viva e l'altra con una normale vernice da parete.
La lastra trattata con una normale vernice era sensibilmente più fredda dell'altra!
Questo significa che Casa Viva effettivamente rallenta il passaggio di calore dalla mano calda alla lastra fredda, a temperatura ambiente; proprio quello che ci si aspetta da un isolante termico.
Un'altra interessante caratteristica di Casa Viva Anticondensa è la capacità di ridurre drasticamente l'umidità dei muri, un problema che analizzeremo nel prossimo capitolo di questo Corso.
Avvertenza: Casa Viva costa di più della normale vernice, ma come dice mia mamma, avendolo imparato dalla nonna: " Chi più spende meno spende".
In questo caso il maggior costo nella applicazione verrà coperto dai minori costi di riscaldamento (e raffreddamento) negli anni a venire, anno dopo anno (quanti ne possono passare fino al prossimo rifacimento dell'intonaco di casa vostra).

* Questo consiglio è esente da personali conflitti di interesse.

martedì 13 novembre 2007

I Fanghi di Ardesia da Problema a Risorsa

In Liguria, l'attività di estrazione e lavorazione dell'ardesia condotta nella Val Fontanabuona, alle spalle di Lavagna, è una importante fonte di reddito, ma ogni anno si lascia alle spalle una pesante eredità: 7.000 tonnellate di fanghi, 28.000 tonnellate di scarti di lavorazione e 58.000 tonnellate di scarti di cava.
Particolarmente pericolosi per l'ambiente sono i fanghi, in grado di far sparire per soffocamento, ogni forma di vita dai ruscelli in cui fossero versati.
Da tempo le aziende si sono messe i regola e l'ambiente è salvaguardato, ma oggi le stesse aziende devono fronteggiare la carenza di discariche e i costi crescenti dei trattamenti per lo smaltimento.
Per fortuna ci sono bravi chimici (Università di Genova e Sassari) che hanno studiato il problema e non solo lo hanno risolto, ma grazie ai loro studi quello che era un costo potrebbe diventare fonte di nuovi guadagni, senza impatti negativi per l'ambiente e la salute.
L'idea vincente è stata quella di utilizzare fanghi e scarti di ardesia sminuzzati a circa un millimetro di diametro e mescolarli ad un legante polimerico. In questo modo, senza solventi e con bassi consumi energetici in pochi minuti si riescono ad ottenere manufatti ( al momento lastre e masselli) esteticamente molto simili all'ardesia, e con ottime caratteristiche meccaniche, resistenza alle macchie e ad agenti chimici e con un' alta impermeabilità all'acqua.
I primi bilanci economici segnalano che questo trattamento è remunerativo.
Pertanto ci sono tutte le condizioni perché la lavorazione dell'ardesia possa diventare un'attività a "Rifiuti Zero".

sabato 3 novembre 2007

Punti Freddi

Continua la caccia ai punti freddi.
Rincuorato dagli apprezzamenti dei miei quattro (cinque?) fedeli lettori continuamo la caccia ai punti più freddi di casa nostra, quelli da cui, come abbiamo ben capito, fugge a gran velocità una bella fetta degli Euro che ci tocca spendere per le bollette del riscaldamento.
Purtroppo in ogni casa ci sono numerosi punti con queste caratteristiche: i vani finestra.
Proprio qui, inevitabilmente (almeno in parte), si trovano le più sottili superfici che separano il calduccio della vostra cameretta preferita dal freddo mondo esterno. E, come abbiamo capito, questa caratteristica non è un punto a favore del risparmio energetico.
Comunque non disperate, scienza e tecnologia, se ben usate, riescono a fare piccoli miracoli come vedremo meglio in un prossimo post dove sveleremo i trucchi da adottare con le superfici vetrate, che in questo modo possono diventare una fonte gratuita di energia rinnovabile anche in pieno inverno.
Adesso focalizzeremo la nostra attenzione su uno dei luoghi maggiormente responsabile di sprechi: la parete sotto finestra.
A proposito, tra di voi c'è qualcuno che mi può spiegare per quale motivo sensato, nella maggior parte dei casi, lo spessore della parete sotto una finestra è molto più sottile della parete in cui è stato ricavato il vano finestra?
Nel passato, con mura portanti spesse anche più di un metro, questa scelta aveva anche una funzione ben precisa e finalizzata proprio al risparmio energetico: nel vano sottofinestra, alla minore distanza dalla superfice vetrata si ricavava uno spazio in cui sedersi per sfruttare il più a lungo possibile la luce naturale e portare avanti lavori quotidiani vitali per l'economia domestica di quei tempi quali ricamo, cucito, lavori all'uncinetto, ma anche leggere e scrivere.
La prossima volta che visiterete un palazzo medioevale o rinascimentale fate attenzione all'organizzazione dei vani sottofinestra: è altamente probabile che qui, ai due lati del vano troverete altrettante sedute in pietra e già che ci siete, verificate sperimentalmente quanto vi ho detto. Sedetevi e provate a leggere alla luce naturale la vostra guida. Questo esperimento funziona al meglio d'inverno e sul far della sera e già che che ci siete, verificare quale è l'orientamentamento dei vani finestra con seduta.
Scommettiamo che la maggior parte guarda a Sud?


Postato da: federico46 a 13:59 | link | commenti (3)
economia domestica


Commenti:
#1  04 Novembre 2007 - 14:47
 
In casa mia ho i termosifoni incassati nel sottofinestra, sono convinto rappresentino dei veri e propri BUCHI termini, senza poi considerare che comunicano con l'esterno tramite il piano di marmo sulla parte superiore.

Con 2 euro, ho provveduto ad un isolamento di massima, come ho fatto ?

Ho acquistato due di quei fogli termici argentati che si usano per schermare i parabrezza delle auto al sole, ho pensato, se non fanno entrare le radiazioni termiche all'interno della vettura, forse sono buoni anche per coibentare gli interni. In effetti sono due fogli sottili con una intercapedine di aria.

Ho tagliato i pannelli sagomandoli in maniera tale da infolarli DIETRO i termosifoni, avendo cura di coprire anche la parte superiore che in questo modo convoglia l'aria senza toccare il piano di marmo.

Non vi saprei dire dell'efficienza, ma confido che questo inverno mi facciano risparmiare ben oltre i 4 euri che li ho pagati, e con i quali ho schermato 4 termosifoni incassati da parete. Caro federico valerio, può verificare la mia teoria e farci un bel post ? Saluti.. Paolo Marani, MIZ Cesena
utente anonimo
#2  04 Novembre 2007 - 15:06
 
Caro Paolo ottimo.
La tua soluzione mi sembra perfetta e da raccomandare
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46
#3  10 Novembre 2007 - 14:52
 
Ottima soluzione che... provvedo a copiare subito-subito!!!
Complimentissimi per il blog e i consigli!!!
David
Utente: tritoneOV Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tritoneOV

venerdì 2 novembre 2007

Calore Riflesso

Perchè i vigili del fuoco che operano negli aeroporti indossano tute argentate?
La spiegazione è che un oggetto caldo (in questo caso un aereo in fiamme) emette energia termica sotto forma di luce. Una superficie a specchio riflette questa luce e il calore ad essa associato; pertanto così protetto il vigile si può avvicinare incolume anche a roghi molto intensi.
La luce che emettono corpi caldi a temperatura ambiente non è visibile ad occhio umano ma è visibile agli occhi di un serpente a sonagli che sono sensibili a questo tipo di radiazione luminosa, definiti raggi infrarossi.
Pertanto un serpente a sonagli al buio vede bene un topolino vivo che , in quanto caldo, emette radiazioni infrarosse ma non è in grado di accorgersi della presenza un topino morto e freddo.
Anche termosifoni, stufe, caminetti, una volta accesi, emettono energia sotto forma di radiazioni infrarosse che si comportano con le stesse regole della luce.
Lasciare libero alla vista un corpo riscaldante è quindi importante per sfruttare al meglio la sua capacità di trasportare a distanza il calore, per irraggiamento.
Questa è la spiegazione del consiglio di non ostruire alla vista i caloriferi e di sistemare un pannello argentato sulla parete a cui sono appoggiati.
Se una superficie lucida e argentata respinge il calore quale è il colore di un oggetto che favorisce l'assorbimento delle radiazioni infrarosse e della luce visibile e quindi ne facilita il riscaldamento?

Postato da: federico46 a 12:07 | link | commenti (4)
energia, economia domestica


Commenti:
#1  09 Novembre 2007 - 16:52
 
Direi che il contributo dato dalla convezione sia largamente preponderante rispetto all'irraggiamento, in quanto l'irraggiamento in ogni caso permette di trasferire calore solamente se l'oggetto è "in vista" rispetto all'osservatore, invece è evidente come il calore di un calorifero si propaghi (se ben dimensionato) in tutti gli angoli della stanza. Piuttosto, l'idea oscena di coprire i termosifoni con quelle cuffiette tanto estetiche, è deleteria proprio per la convezione, infatti bloccano il flusso dell'aria ascensionale. Tale aria, surriscaldata e frenata, vorrebbe salire verso l'alto ma non può, evitando di richiamare altra aria fredda sotto. Il pannello, a mio parere, serve per evitare di scaldare eccessivamente il muro. E' noto infatti che lo scambio di calore con l'esterno è tanto più efficiente quanto è alta la differenza di temperatura, pertanto conviene avere i muri esterni FREDDI ma l'interno CALDO. Inoltre, ho l'impressione empirica che facendo rimbalzare tramite uno specchio termico dietro il termosifone, i raggi infrarossi, questi ritornano a colpire di rimbalzo il calorifero, che pertanto mantiene più alta la propria temperatura e migliora l'efficienza... Avete presente che le lampade alogene nel retro hanno tutte uno specchio argentato ?? Teoria balzana ? Boh, non sono un superfisico alla Rubbia ma l'idea ha secondo me una parvenza scientifica.

Paolo Marani
utente anonimo
#2  10 Novembre 2007 - 08:18
 
I CALORIFERI RISCALDANO L'AMBIENTE ANCHE PER IRRAGGIAMENTO CHE AVVIENE A 360 GRADI A PARTIRE DA CIASCUN CALORIFERO.
OVVIAMENTE LA QUANTITA' DI CALORE CHE ARRIVA PER IRRAGGIAMENTO SU UNA DETERMINATA SUPERFICIE DIMINUISCE CON LA DISTANZA DAL CALORIFERO.
ECCO LE TEMPERATURE CHE HO REGISTRATO STAMANI CON UN TERMOMETRO A RAGGI INFRAROSSI
A DISTANZA CRESCENTE DA UN CALORIFERO:
5 CENTIMETRI 47 GRADI C°
1 METRO 35 C°
2 METRI 28 C°
3 METRI 24 C°

LA MISURA DELLA TEMPERATURA DI UNA PARETE NELLA STESSA STANZA ( SENZA CALORIFERO) SEGNALAVA 19 GRADI C°.
IN CONCLUSIONE, IMPEDIRE IL FLUIRE DELLA RADIAZIONI INFRAROSSE DA UN CALORIFERO, CON TENDE, POLTRONE RIDUCE LA QUANTITA' DI CALORE UTILIZZABILE PER IL BENESSERE TERMICO DEGLI ABITANTI.
UN PANNELLO ISOLANTE E RIFLETTENTE SULLA PARETE DIETRO AI CALORIFERI, DIMINUISCE NETTAMENTE LE DISPERSIONI E I CONSUMI DELL'IMPIANTO.
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#3  12 Novembre 2007 - 20:52
 
ciao,
potrebbe essere il colore nero?
Domanda spontanea: ma allora perchè alcuni popoli del deserto vanno vestiti di nero?
ciao
David
Utente: tritoneOV Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tritoneOV
#4  13 Novembre 2007 - 07:41
 
Risposta esatta. Gli oggetti che percepiamo come neri sono tali in quanto assorbono la luce solare in tutte le sue componenti ( i colori dell'arcobaleno). Pertanto gli oggetti neri assorbono energia solare che viene convertita in calore. Esponi al sole una pietra bianca ed una nera di dimensioni simili e dopo un'ora metti una mano su l'una e l'altra. La pietra nera sarà nettamente più calda.
Sul colore dei vestiti dei popoli del deserto non ho adeguate informazioni, posso solo dirti che nel deserto esistono forti escursioni termiche: di notte fa freddo.
Peraltro non è un caso che in tutte le abitazioni del mediterraneo il colore dominante sia il bianco.
Utente: federico46 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. federico46

domenica 28 ottobre 2007

Punti Freddi e altre astuzie

A CACCIA DI PUNTI FREDDI.
Stabilite le temperature ottimali da mantenere in casa, il vostro successivo obiettivo dovrà essere quello di individuare i punti della vostra casa da dove il calore che avete prodotto a caro prezzo, fugge via in quantità maggiore: le pareti fredde.
Su queste pareti dovrete focalizzare tutti i vostri sforzi per ridurre gli sprechi energetici di casa vostra.
Queste zone critiche sono certamente tutte le pareti della vostra abitazione che danno direttamente sull'esterno, e in particolare tutte le pareti esterne orientate da EST ad OVEST passando dal NORD.
Infatti le pareti orientate in questo modo di inverno non vedono mai un raggio di sole e quindi, a parità di temperatura esterna, sono più fredde delle pareti rivolte a Sud, che grazie alle radiazioni solari che ricevono durante il giorno, sono sensibilmente più calde delle pareti Nord.
Come si neutralizzano le fughe di calore dalle pareti fredde?
Esiste una soluzione semplice, efficace e molto economica a cui, di solito nessuno pensa:
nell'arredo casalingo individuare proprio le pareti fredde, come luogo privilegiato su cui poggiare armadi e librerie.
Ci avete mai pensato?
Un armadio è fatto in legno, un ottimo isolante termico, i vestiti contenuti nell'armadio sono a loro volta fatti di materiali isolanti, e gli strati di aria ferma tra un vestito e l'altro fanno il resto, per lasciare il freddo fuori casa e ridurre la quantità di calore che dalla vostra casa fluisce verso l'esterno.
Stesse funzioni di isolamento termico si possono ottenere con una libreria ben fornita di libri ( la cellulosa è un ottimo isolante), ma anche CD e cassette video possono contribuire a ridurre le vostre perdite di calore.
Infine un consiglio, se ad essere freddi sono i vostri pavimenti, usate tanti bei tapppeti per rendere più piacevole e confortevole casa vostra.
Ricordate che gli arazzi che pendevano dalle pareti delle famiglie più nobili, oltre ad essere un segno del potere economico di queste famiglie erano anche un modo per rendere più confortevole la vita a chi abitava quei palazzi, isolando i suoi abitanti dal freddo delle mura in pietra.

Postato da: federico46 a 15:18 | link | commenti (4)
economia domestica

venerdì, 26 ottobre 2007
Economia Domestica 2
Avete risposto alle domande della puntata di ieri?
Ecco le risposte esatte:
a) Il caffellate versato in una tazza di alluminio si raffredda più rapidamente, in quanto l'alluminio, come tutti i metalli, è un buon conduttore di calore. In generale, questo significa che bisogna scegliere con accortezza il materiale con cui costruire una casa, in modo che sia solida, ma anche ben isolata termicamente dalle temperature esterne.
Se avete la sfortuna di abitare una casa costruita durante il boom economico (anni 60-70) è molto probabile che casa vostra sia un vero e proprio colabrodo termico: un muro di mattoni forati, un pò di calce dentro e fuori e via! E voi pagate...
b) Due giornali, uno sull'altro,  isolano meglio di uno e quindi la tazza si raffredderà più lentamente. Nell'isolamento termico di un appartamento oltre, alla qualità del materiale scelto come isolante per pareti, soffitti, pavimenti, conta anche il suo spessore.
c) Nella carta appallottolata si creano dei vuoti in cui resta intrappolata l'aria. L'aria ferma è un ottimo isolante termico. Questo è il trucco usato dalle oche per stare al caldo senza pesare troppo: il loro folto piumino racchiude una grande quantità di aria. Questo stesso trucco è sfruttato in gran parte dei materiali isolanti usati in edilizia: mattoni forati, polistirolo, poliuretano, argilla espansi, lana di vetro, sughero..
Torniamo ora a casa nostra e applichiamole le nozioni che abbiamo appreso:
1) Una casa calda cede calore all'esterno freddo: la quantità di calore ceduto dipende dalla differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno e dalla capacità di isolamento termico delle pareti, del soffitto, del pavimento.
2) Per mantenere a temperatura costante un appartamento, la calderina deve produrre la stessa quantità di calore che la casa disperde.
Pertanto, per consumare meno combustibile, nostro obiettivo sarà quello di ridurre al massimo le dispersioni di calore e di mantenere in casa temperature confortevoli.
A questo punto vi dovrebbe essere chiaro che la prima cosa da fare, per risparmiare sulla bolletta del gas,  è di ridurre al massimo la differenza di temperatura tra l'interno di casa vostra ed il freddo e buio mondo esterno.
Per quanto riguarda la temperatura esterna non potete fare granch'è , anche se con le vostre probabili dispersioni contribuite ad aumentare la temperatura media della vostra città ( i meteorologi parlano di bolle termiche urbane). Invece il valore della temperatura dentro casa vostra dipende da voi , o meglio dal vostro termostato.
Se non avete ancora un termostato che, in base alle temperature da voi prefissate, accende e spegne automaticamente  la calderina, affrettatevi a fare questo piccolo investimento: è essenziale per aprire la via al risparmio energetico.
Il mio termostato, collocato nella camera da letto (la stanza che frequento di più) è regolato tra un massimo di 18 gradi e un minimo di 16 gradi. Questo significa che nelle ore prefissate ( le ore del giorno in cui normalmente c'è qualcuno in casa), grazie al termostato,  la temperatura della mia casa è costantemente a 18 gradi. Di notte, con la calderina spenta,  la temperatura può scendere, ma non meno di 16 gradi. Sono temperatura inferiori a quelle consigliate (20 gradi centigradi), ma con una vecchia calda maglia di lana indossata in casa  e un bel piumino d'oca come coperta, il confort termico è assicurato e il contatore del gas gira molto lentamente.
Ma si può fare di più...




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economia domestica

giovedì, 25 ottobre 2007
Economia Domestica 1
Nonostante gli inverni sempre più miti è arrivato il freddo e di conseguenza la bolletta energetica famigliare comincia ad impennarsi, in considerazione anche dei preannunciati rincari dell'energia.

Cominciamo quindi a vedere come sia possibile stare al calduccio nelle nostre case e pagare meno.

Per raggiungere questo obiettivo forse è meglio capire come si comporta il calore che a caro prezzo generano le nostre calderine. Cominciamo con un esempio pratico.

E' una fresca giornata d'autunno, siete sul terrazzo ad ammirare il bel tramonto e vi state sorseggiando in santa pace la bevanda calda che più vi piace. Vi chiamano al telefono e frenando a stento un accidenti rivolto allo scocciatore vi inventate un metodo spiccio per tenere al caldo la vostra tazza, in attesa del vostro ritorno.

Quale è la vostra soluzione?

La mia è quella di trovare un coperchio di fortuna  con cui coprire la tazza e un foglio di giornale. Appallottolerei il giornale senza schiacciarlo troppo e con questo avvolgerei completamente la mia tazza. Finita la telefonata sono certo di trovare il caffellatte ad una temperatura ancora accettabile, sicuramente maggiore di quella che avrei trovato senza questi piccoli  accorgimenti.

Se avete una innata mentalità sperimentale, potete misurare questo fenomeno: procuratevi due termometri, riempite due tazze uguali di acqua ben calda, ricoprite con il vestitino di carta stropicciata una delle tazze e misurate ad intervalli regolari (ogni minuto ) la temperatura dell'acqua di ciascuna tazza. Per meglio evidenziare il fenomeno disegnate un grafico in cui sull'asse verticale riportate la temperatura in gradi centigradi e su quello orizzontale il tempo in minuti. Quello che vedrete è che la temperatura della tazza "svestita" si riduce velocemente fin dai primi minuti di misura poi sempre più lentamente fino a raggiungere la temperatura ambiente. Invece la tazza "vestita" con la carta di giornale  si raffredderà molto più lentamente ma anch'essa alla fine ( ben oltre il tempo per fare una rapida telefonata) raggiungerà la temperatura esterna.

Con questa prova empirica avrete evidenziato alcuni comportamenti del calore:

1) il calore passa spontaneamente da oggetti caldi a quelli freddi

2) la velocità del raffreddamento dipende dai materiali che mettono in contatto gli oggetti caldi con quelli freddi.

Queste regole si applicano anche a casa vostra: la tazza rappresenta  il materiale con cui sono fatte le pareti di casa vostra; il calore che ha riscaldato il caffelatte è equivalente quello che la vostra calderina produce per riscaldare l'aria e gli oggetti presenti nella  vostra abitazione; il giornale stropicciato simula il "cappotto" isolante che forse è opportuno mettere sulle pareti di casa vostra per ridurre la quantità di calore che dall'interno della casa calda fugge verso l'esterno freddo.

Per vedere se avete compreso il senso di questa prima lezioncina teorica ( non preoccupatevi la pratica verrà subito dopo) provate a rispondere a queste domande:

a) Se la tazza ricoperta fosse stata di alluminio invece di ceramica quale sarebbe stato l'andamento della temperatura?

b) Quale effetto mi dovrei aspettare se copro la tazza con due giornali stropicciati, uno sull'altro ?

c) Per quale motivo ho stropicciato e appallottolato la carta con cui ho ricoperto la tazza calda?

Postato da: federico46 a 12:37 | link | commenti
economia domestica

mercoledì, 24 ottobre 2007
Economia Domestica
Con oggi comincio una mia nuova rubrica che spero sarà giudicata utile dai miei quattro lettori.
Un pò provocatoriamente l'ho battezzata "Economia Domestica" e questa sarà la parola chiave da utilizzare per richiamare tutti i prossimi post su questo argomento.
Obiettivo  di questa rubrica è quello di realizzare quel Manuale di Sopravvivenza Metropolitana  preannunciato dal titolo di questo Blog.
In sintesi, di volta in volta proporrò soluzioni, in gran parte sperimentate a casa mia, per ridurre la dipendenza energetica delle nostre abitazioni, con riferimento al riscaldamento domestico, al consumo di acqua e elettricità, alla produzione di materiali post consumo ( ex rifiuti).
Obiettivo generale:  diminuire significativamente il costo delle diverse bollette che ci tocca pagare e se possibile, contemporaneamente migliorare la nostra qualità di vita e avvicinarci alla autosufficenza energetica.
Il Manuale è rivolto in particolare a chi abita una casa con riscaldamento autonomo, non si spaventa a fare un pò di "bricolage", è disposto a monitorare per un pò di tempo (12 mesi) i consumi della propria abitazione e vuole investire in qualità ambientale una piccola parte dei propri guadagni.
Chi vuole imbarcarsi in questa avventura è invitato, come prima cosa, a raccogliere le proprie bollette di gas, luce ed acqua degli ultimi due anni, sommare l'ammontare di ciascuna bolletta ( per ciascuna tipologia) e di dividere questa somma per il numero complessivo di giorni coperti dalle bollette.
Nelle bollette andate a trovare anche i dati sui vostri consumi, in particolare quanti chilowattore di elettricità, quanti metri cubi di acqua, quanti metri cubi di metano o litri di gasolio avete consumato. Anche in questo caso fate le somme e dividete per il numero di giorni che avete monitorato.
In questo modo avrete un'idea del vostro peso giornaliero sulla bilancia energetica del paese e potrete confrontare i vostri consumi storici con quelli  che registrerete subito dopo l'adozione di qualcuno degli accorgimenti che vi avrò suggerito.
Per partecipare a questo grande gioco è anche Indispensabile sapere dove si trova il  vostro contatore della luce, del gas e dell'acqua e, se il caso imparare a leggere i valori che questi strumenti riportano.
Questi valori ( quanto vi costa al giorno, riscaldare ( raffreddare), illuminare, pulire... casa vostra e i suoi abitanti e quanto consumate) vi serviranno per verificare quanto effettivamente sarete in grado di risparmiare seguendo tutti o in parte i consigli che questa Rubrica vi fornirà.
Ovviamente i post di "Economia Domestica" sono aperti a tutti i vostri suggerimenti, consigli, critiche, domande... a cominciare da vostri commenti su che cosa pensate di quest'idea.
Se l'idea vi sembra stuzzicante, oltre alla vostra partecipazione diretta, il vostro passaparola ad amici e conoscenti della Rete, per far conoscere loro l'iniziativa è molto gradita.
Alla prossima...

lunedì 22 ottobre 2007

Emendamenti per incentivare il compoistaggio

Emendamenti di Italia Nostra per incentivare il compostaggio
Spero di fare cosa utile ai lettori rendendo pubblici gli emendamenti che Italia Nostra ha proposto al Ministero dell'Ambiente sul regolamento del Consorzio Nazionale Imballaggi, durante le consultazioni per la revisione del decreto 152/2006  (vedi post del 22 settembre 2007).
Decreto Legislativo 152/2006
Titolo II: Gestione degli imballaggi
Titolo III: Gestione di particolari categorie di rifiuti
Proposte di emendamenti di Italia Nostra.
 
Premessa
Numerosi studi indipendenti concordano nell’affermare che il sistema di gestione dei Materiali Post Consumo (MPC) che garantisce il minor impatto ambientale, la maggiore riduzione di emissione di gas serra e il maggior risparmio energetico, sia quello finalizzato al riuso, al recupero di materiali, al riciclo, alla produzione di compost.
 
La superiorità di queste scelte si evince anche nei confronti della cosidetta termovalorizzazione.
 
A titolo di esempio, il risparmio di energia che si ottiene con il riciclaggio, grazie alla evitata produzione a partire dalle materie prime vergini è stimata essere circa quattro volte maggiore dell’energia che si recupera “termovalorizzando” quella stessa quantità di MPC.
 
Innovativi e collaudati sistemi di raccolta differenziata, denominati “Porta a Porta” stanno rivoluzionando, a livello internazionale, questo settore. La separazione realizzata a monte da parte delle singole famiglia risulta di alta qualità (gli scarti sono inferiori al 10%) ed in grado di intercettare e separare flussi rilevanti di MPC .
 
In numerose realtà Italiane, comprese città di medie dimensioni (Novara) e quartieri popolosi di grandi città (Torino, Roma, Bari) certificano raccolte differenziate di qualità stabilmente a valori superiori al 50%, con punte superiori al 70%.
 
Un recente studio promosso a livello nazionale da Italia Nostra che ha coinvolto 109 famiglie, ha potuto verificare che mediamente un nucleo famigliare motivato e ben servito è in grado di separare in nove classi merceologiche, l’82% dei propri scarti.
E’ probabile che questo possa essere l’obiettivo di riferimento delle attuali potenzialità di differenziazione.
 
I piani industriali della NOVAMONT e più in generale la riscoperta delle biomasse come fonte di materie prime e gli inevitabili maggiori costi del petrolio, fanno ritenere che, in tempi molto brevi, sia possibile una nuova rivoluzione nel settore imballaggi: la progressiva sostituzione dei polimeri di sintesi per la confezione di alimenti freschi con bio-polimeri biodegradabili e compostabili.
Questa scelta apre la via alla possibilità di “assimilare” ad imballaggio non solo gli attuali e futuri imballaggi biodegradabili e quindi compostabili, ma anche tutti gli scarti umidi di origine urbana, in modo che anche la raccolta separata di questa frazione possa accedere ai contributi CONAI.
 
Ricordiamo che per il CONAI la prassi della assimilazione non sarebbe una novità, in quanto, già oggi, riviste e quotidiani sono stati assimilati agli imballaggi e la loro raccolta differenziata può usufruire dei contributi CONAI.
 
A nostro avviso è opportuno che grazie alla revisione del Decreto Legislativo 152/2006 si introducano nella nostra legislazione norme che favoriscano questi cambiamenti e che nel contempo si eleminino le distorsioni create dagli incentivi a favore dell’incenerimento, in quanto non coerenti con gli interessi collettivi nazionali.
 
Segnaliamo che probabilmente l’Italia è l’unico paese al mondo che ha introdotto generosi incentivi di danaro pubblico a favore della “termovalorizzazione”, con l’attribuzione di certificati verdi all’energia elettrica da loro prodotta, grazie alla l’assimilazione dei rifiuti urbani a fonte energetica rinnovabile.
 
Questa scelta è in aperto contrasto con le decisioni politiche di altri paesi europei, i quali tassano la termovalorizzazione dei rifiiuti, nonostante l’importante ruolo dell’incenerimento nella gestione dei loro rifiuti.
 
Seguono esempi dell’ammontare delle tasse fatte pagare da alcuni paesi europei per tonnellata di rifiuto termovalorizzato il cui valore è diverso a seconda delle tecnologie di incenerimento applicate:
 
Austria: 14 – 71 €
Belgio: 3,7 – 22,3 €
Danimarca: 38 – 44 €
Svezia: 10 €
 
Segnaliamo che le agevolazioni pagate agli inceneritori con danaro che viene direttamente dalle finanze famigliari non sono solo quelle dei CIP 6 e dei Certificati Verdi, ma anche quote pagate da alcuni consorzi del CONAI per gli imballaggi termovalorizzati, pratica ancora una volta “assimilata” al riciclo.
 
E’ possibile che la politica possa giocare con le parole, ma le leggi della fisica e della chimica sono ineludibili.
 
Ricordiamo che ogni tonnellata di imballaggi riciclabili che viene dirottata, grazie a questi incentivi, alla termovalorizzazione comporta un aumento oggettivo delle emissioni di gas serra, dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti.
 
Sono questi i motivi che dovrebbero suggerire al Governo l’opportunità di eliminare ogni agevolazione all’incenerimento che può provare a stare sul mercato vendendo energia elettrica e calore e il servizio di smaltimento rifiuti.
 
Certamente è di interesse collettivo dirottare al riciclo e al compostaggio le risorse oggi appannaggio dell’incenerimento. Ricordiamo che riciclo e compostaggio, insieme ai trattamenti di inertizzazione a freddo di tipo meccanico biologico delle frazioni indifferenziate residuali, sono in grado di chiudere il ciclo dei materiali post consumo con impatti ambientali nettamente inferiori a quelli della “termovalorizzazione”.
 
 
Proposte di Emendamenti ( in grassetto le aggiunte)
 
Art. 217
Il presente articolo disciplina la gestione degli imballaggi, per garantire prioritariamente il maggiore risparmio energetico ed il minore impatto ambientale alla fine del loro ciclo di vita. Sue finalità sono anche: prevenirne e ridurne l’impatto…
 
Art 218 comma n . Sostituire “termovalorizzazione” con “trattamenti termici
 
Art. 220 comma 3
Ommettere e sostituire.
3. Le pubbliche amministrazioni e i gestori incoraggiano per motivi ambientali ed in considerazione dei costi-benefici, il riciclaggio e il compostaggio.
 
Art 220 comma 5
Dette somme saranno utilizzate per promuovere la prevenzione, la raccolta differenziata, il riciclaggio, il compostaggio, il recupero dei rifiuti di imballaggio.
 
Art.224 3b
Definisce… provenienti dalla raccolta differenziata, comprensivi della frazione umida.
 
Art. 224 3d
Promuove accordi…riciclaggio e recupero dei rifiuti di imballaggio ed assimilati (carta e umido) e ne garantisce l’attuazione.
 
Art 224 5b
L’entita del corrispettivo per gli oneri della raccolta differenzoata dei rifiuti di imballaggio ed assimilati
 
Art. 224 7 bis (nuovo)
Non sono previsti contributi ambientali CONAI per i recuperi energetici e per il recupero di materiali (metalli) dopo trattamenti termici degli imballaggi
 
Art 236 12 e2)
In caso ostino effettivi vincoli di carattere tecnico economico ed organizzativon alla combustione, alla pirolisi, alla gasificazione e al coincenerimento.