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mercoledì 20 maggio 2009

TMB Crescono

Chi ama gli inceneritori da addosso ai Trattamenti Meccanico Biologici (TMB) affermando che per legge gli scarti biostabilizzati non possono essere stoccati per l'elevato potere calorifico che obbliga al loro incenerimento.

Da parte sua, l'ala più intransigente di  "Rifiuti-zero" avversa questa tecnologia, in quanto il materiale in uscita da questi impianti può essere utilizzato come combustibile da rifiuto (CDR).

Il rapporto 2008 del centro di Ispra sulla gestione dei rifiuti dedica molto spazio a TMB, in forte sviluppo e ci documenta che nel 2007 una decina di milioni di tonnellate di Materiali Post Consumo (MPC) è passato attraverso questi impianti che ricordo hanno il compito principale di degradare biologicamente la frazione organica fermentabile ( quella che puzza, tanto per capirci) che viene trasformata in anidride carbonica, acqua e metano grazie all'attività di svariati tipi di microorganismi.

Dai dati forniti dal 71% degli impianti TMB operativi in Italia apprendiamo che  nel 2007,   6 milioni di tonnellate di residui  inertizzati e sanificati ( batteri patogeni assenti) sono usciti da questi impianti in cui erano entrati circa 9 milioni di tonnellate di MPC.

Il destino finale di questi scarti è stato il sequente: 54,5% in discarica, 5% per coperture discarica, 2,4% metalli recuperati, 13,8 % in inceneritori, 1,6% in CDR utilizzato in cementifici e centrali a carbone. Nella restante parte ( 20.7%) ci sono anche 1 milione di tonnellate di ecoballe campane che, dopo essere uscite dagli impianti TMB di questa regione ( a detta di tutti gestiti malissimo) sono in attesa di sistemazione finale ( il rapporto afferma che lo "smaltimento finale  è costituito perlopiù dalla discarica").

Quindi non è affatto vero che i residui di lavorazione di TMB non possono essere messi in discarica e come si vede l'uso come combustibile è alquanto limitato ed ulteriormente riducibile e forse azzerabile se scarti cellulosi e plastiche miste, che opportuni sistemi meccanici possono separare, troveranno usi alternativi alla combustione, più utili e meno impattanti dal punto di vista ambientale e sanitario.

Ricordo comunque che in discarica gli scarti di TMB sono più sicuri delle loro eventuali ceneri e che, rispetto alle quantità in ingresso agli impianti (TMB e inceneritori) il volume degli scarti in uscita da questi due impianti, dopo opportuni trattamenti,  non è molto diverso.

giovedì 7 maggio 2009

La Soluzione Definitiva

LA SOLUZIONE AL PROBLEMA RIFIUTI? PRODURNE DI MENO!



Federico Valerio  Italia Nostra Genova
Oggi, la raccolta e lo smaltimento in sicurezza dei nostri rifiuti costa circa 15 centesimi al chilo e questa cifra è totalmente a carico del cittadino utente, al quale la Legge chiede la piena copertura dei costi del servizio, attraverso l’applicazione di una Tariffa di Igiene  Ambientale (TIA). Tuttavia, la stessa Legge prevede che la TIA deve tener conto della effettiva produzione di rifiuti da parte del cittadino contribuente. In altre parole dovrebbe “pagare di meno chi produce meno rifiuti”.

Da quasi due anni a  Genova siamo passati da Tassa Rifiuti a TIA, ma di questo possibile premio a famiglie e aziende che producono meno rifiuti, se ne parla poco. La scusa è che non esisterebbe  un “contatore “ della rumenta.

In attesa che anche a Genova si scoprano le opportunità offerte dall’informatica e da più moderni  metodi di separazione e raccolta dei rifiuti (il Porta a Porta) che hanno già permesso a diverse centinaia di migliaia di famiglie italiane di  pagare una giusta Tariffa di Igiene Urbana, fin da ora è possibile attuare in modo facile e rapido un sistema che permette di riconoscere e premiare economicamente  aziende e famiglie che producono meno rifiuti: applicare uno sconto a tutti coloro che auto-certificano specifiche pratiche a minor produzione di rifiuti.

Ed proprio questa è la proposta che Italia Nostra fa ad AMIU, l'azienda genovese per la gestione dei Materiali Post Consumo e al comune di Genova.

In tutte le situazioni in cui cittadini ed aziende possono facilmente dimostrare, per auto-certificazione, di  avere una produzione di rifiuti inferiore alla media, il Comune riconosce sulla loro bolletta TIA un premio per “mancata produzione”, un premio che può essere stimato in 8 centesimi per ogni chilo di rifiuto non prodotto, circa la metà dei costi per il suo ritiro e smaltimento.

L’AMIU vedrà ridotte le proprie entrate, ma potrà ridurre le uscite su altre voci di bilancio, in quanto per ogni chilo di rifiuto non prodotto non dovrà raccoglierlo, trasportarlo, pre-trattarlo, smaltirlo, pagare l’eco-tassa. Meno rifiuti da raccogliere significa anche meno cassonetti da distribuire sul territorio, meno cassonetti da lavare, ma anche una più lunga vita utile della discarica di Scarpino e una minore vita post-chiusura della discarica: e tutto questo produce ulteriori risparmi per l’azienda.

Meno rifiuti da raccogliere significa anche meno mano d’opera da utilizzare a questo specifico scopo, ma certamente è manodopera da utilizzare meglio nella raccolta Porta a Porta che, sappiamo, richiede più forza lavoro, ma che, se estesa a tutta la città, alla fine costerà meno (per evitato smaltimento, grazie al riciclo) dell’attuale gestione, con un possibile ulteriore riduzione dei costi a carico dei cittadini.

Vediamo ora alcuni esempi di come produrre meno rifiuti in modo quantificabile e verificabile, ovvia condizione per  ottenere lo sconto TIA:

- Compostaggio domestico: si autocertifica la  regolare applicazione di questa pratica, la disponibilità di una compostiera anche auto costruita, di un orto o un giardino, ma anche di terrazzi e balconi fioriti

- Uso di pannolini lavabili: si allega all’autocertificazione il certificato di nascita del proprio bambino e le ricevute per l’acquisto dei pannolini “ecologici”.

- Uso di acqua alla spina e in brocca nei bar e nella ristorazione: ricevuta acquisto impianto di depurazione e verifica

- Abolizione di stoviglie “usa e getta” nella ristorazione aziendale e nei locali pubblici: verifica diretta

- Uso di sapone e shampoo in dispenser per la clientela alberghiera:  ricevute acquisto prodotti sfusi e verifica

- Cessione al Banco Alimentare e al Last Minute Market delle derrate in scadenza o fuori specifiche dei centri commerciali e della ristorazione: copia dell’accordo con le rispettive onlus che provvedono a ritirare gli alimenti e a distribuirli agli enti di beneficenza.



Per la quantificazione degli sconti TIA da applicare a tutte queste e simili iniziative, vale il criterio generale che lo sconto deve essere proporzionale all’effettiva o presunta riduzione nella produzione di rifiuti, la cui entità dovrà essere oggetto di specifici studi di settore.

Proviamo  ora a fare qualche conto in tasca ai genovesi, se questa ipotesi troverà favorevoli Comune e AMIU.

Un esempio concreto e ben sperimentato, anche grazie ai corsi locali e regionali promossi da Italia Nostra,  è il compostaggio domestico. La famiglia che attiva questa pratica, che trasforma in terriccio gli scarti di cucina e usa questo terriccio nel proprio orto, nel proprio giardino o nei vasi di gerani tenuti sui balconi o sul terrazzo, evita la produzione di circa 50 chili di rifiuti ogni anno, per ognuno dei suoi componenti. Per una famiglia tipo di tre persone, fanno 150 chili di rifiuti non prodotti, che rappresentano dal 20 al 30 % della produzione della stessa famiglia se non facesse compostaggio.

In base alla nostra proposta, questa famiglia potrebbe godere uno sconto annuo  di 12 euro.

Questa cifra è molto simile a quella che già oggi il Comune di Genova sconta sulla TIA (15 euro) alle circa 300 famiglie che, nei primi mesi di attuazione, hanno autocertificato di fare compostaggio domestico, una frazione delle 80.000 famiglie che a Genova fanno regolarmente giardinaggio e degli oltre mille partecipanti ai corsi di compostaggio organizzati aGenova da Italia Nostra.

Ipotizziamo che nel giro di qualche mese, dopo una ben orchestrata campagna promozionale,  il 20% della popolazione genovese (120.000 persone, 40.000 famiglie), convinta dagli sconti sulla TIA, aderisca alla campagna di riduzione della produzione di rifiuti e che ognuno di loro contribuisca a ridurre del 20 % la sua attuale produzione media di rifiuti.

In questo caso l’AMIU non dovrà più gestire 14.400 tonnellate di rifiuti all’anno (4% dell’attuale produzione), con una riduzione delle proprie entrate di 1.152.000 euro all’anno (l’1% del suo attuale bilancio), soldi che, scontati dalla TIA, entreranno nei bilanci delle famiglie e delle aziende che avranno autocertificato le proprie pratiche di riduzione.

L’AMIU, a sua volta, potrà cancellare circa 2.000 viaggi di camion all’anno per il conferimento a Scarpino (e il gasolio da loro consumato) dei rifiuti non prodotti e potrà togliere dalla città almeno 150 cassonetti, diventati inutili. Infine, ogni anno, a Scarpino si risparmieranno 48.000 metri cubi di volumi disponibili, pari a circa l’1% dei volumi attualmente autorizzati.

E infine l’Amiu, per questi rifiuti non prodotti, non dovrà più pagare l’eco-tassa regionale, circa 12 euro per ogni tonnellata di rifiuto conferito a Scarpino, con un ulteriore risparmio di circa 173.000 euro all’anno.

venerdì 10 aprile 2009

Estote Parati

"Siate preparati"

Il motto degli scout, potrebbe essere la parola d'ordine di tutti coloro che vivono in aree ad alta sismicità.

In assenza dello Stato, che neanche sa che cosa sia la prevenzione, prepariamoci ad affrontare il possibile prossimo sisma, per minimizzarne i danni.

Come avete capito, l'ideale sarebbe abitare in case antisismiche,  ben progettate. Se cercate casa, appurate che la vostra nuova abitazione, oltre ad essere efficente dal punto di vista energetico,  abbia questo requisito e, per questo, mi raccomando non badate a spese.

In tutti i casi,  è opportuno sostituire all'italico atteggiamento scaramantico e fatalista, un più efficace atteggiamento di prudenza e di prevenzione attiva.

Provo ad elencare alcune azione alla nostra portata, in grado di minimizzare i danni in caso di terremoto:

  1. Se non lo avete ancora fatto, e il consiglio vale anche per chi vive in zone a bassa sismicità, fissate alle pareti, con robusti tasselli ad espansione, tutte i mobili alti, in particolare le librerie. Contemporaneamente provvedete a spostare in basso, tutti gli oggetti più pesanti. Durante un terremoto la caduta di questi mobili è garantito e finire schiacciati dalla propria cultura non è un modo elegante per finire i propri giorni
  2. A casa e nel posto di lavoro individuate e memorizzate la via di fuga più rapida e sicura e gli spazi aperti più sicuri dove riparare durante il terremoto.
  3. Magari aiutati da un bravo geometra, individuate quali sono le travi portanti della vostra abitazione, quelle che dovrebbero resistere al sisma e sotto le quali proteggersi, quanto tetti e soffiti dovessero crollare. Ho appreso dai miei nonni, con casa in Irpinia, che gli archi nei muri portanti sono i posti più sicuri ed è qui che entrambi si rifugiarono quando nel 1980 la loro casa fu sfiorata dal terremoto.
  4. Individuate in ogni stanza il tavolo più robusto sotto il quale rifugiarsi se i soffitti cominciano a crollare
  5. Insieme ai vostri bambini, ma si possono coinvolgere anche i nonni, fate ogni tanto e a sorpresa il gioco "Il terremoto-il terremoto" che funziona così: non appena qualcuno, a sorpresa ( questo è il gioco)  lancia l'allarme ( il terremoto, il terremoto) , tutti si rifugiano sotto i luoghi sicuri individuati in precedenza. Chi arriva per ultimo, paga pegno (ad esempio lava i piatti per  una settimana :-))
  6. Se volete essere i primi della classe in termini di prevenzione, provvedete a collocare nei pressi dei rifugi domestici o sotto i tavoli, un kit di sopravvivenza: caschetti da rocciatori, pronto soccorso, mascherine anti polvere, fischietto, provviste di bevande in lattina ( ricordatevi di sostituirle prima della scadenza). Il tutto vi potrebbe tornare utile se rimanete bloccati, ma vivi, sotto al tavolo o sotto all' arco. 
  7. E infine, nei pressi delle vie di fuga tenete sempre pronto all'uso uno o più zainetti  con tendina canadese, chiavi dell'auto, sacchi a pelo, tuta, poncho, pronto soccorso, ricambi, in quantità sufficente per l'intera famiglia; insomma tutto quello che vi potrebbe servire, anche se sieti scappati in pigiama, per stare il più confortevolmente possibile all'aperto, in attesa dei soccorsi.

mercoledì 8 aprile 2009

Radon Anomalo

Ho scaricato dalla rete un recente articolo sulla predittività dei terremoti in base alle anomale concentrazioni di radon emesso dal suolo.

L'articolo è a firma di Miklavcic I. insieme ad altri colleghi del Dipartimento di Fisica di Osijck (Croazia). Titolo dell' articolo "Radon anomaly in soilgas as an earthquake precursor"  (Anomalie delle emissioni gassose di Radon dal suolo quale precursore di terremoti) e la rivista che lo ha pubblicato, nel 2008, è Applied Radiation and Isotopes.

Dalla lettura dell'articolo si capiscono alcuni problemi nell'uso delle misure del radon quale sistema per prevedere i terremoti.

Ogni terremoto è preceduto da deformazioni delle rocce interessate dai movimenti tettonici; tanto per capirci, quel fenomeno chiamato "deriva dei continenti",  in base al quale, ad esempio, Africa e Americhe si allontanano lentamente l'una dalla'altra. Queste deformazioni possono favorire un aumento del flusso di radon attraverso il suolo e questo fenomeno può anticipare di poche settimane o alcuni mesi il terremoto, il quale avviene quando la deformazione provoca, improvvisamente, la rottura degli strati di roccia interessati, liberando grandi quantità di energia.

L'ampia variabilità dell' intervallo di tempo tra l'avvio della anomala fuoriuscita di radon e lo scatenamento del terremoto è già un problema; a questo problema si aggiunge il fatto che i flussi di radon normalmente variano anche in base alla pressione atmosferica, alla temperatura dell'aria e alla piovosità.

I ricercatori croati hanno proposto una formula empirica che permette di valutare se l'anomalia dipende da fattori meteorologici o da eventi sismici in atto. Con questo accorgimento, in 4 anni di misure  effettuate in una sola località è stato previsto il 46% dei terremoti di magnitudo  (scala Richter) maggiore o uguale a 3 e con un epicentro entro 200 chilometri dal punto di misura del radon. E in questi casi il terremoto è stato registrato, in media, 31 giorni dopo l'anomala fuoriuscita di radon.

Se ho capito bene,  in questo studio non tutti i terremoti sono stati previsti, ma quelli previsti sono effettivamente accaduti.

Insomma, se con questo sistema le popolazioni interessate (e la protezione civile) fossero state allertate,  in tutti questi casi di allerta, tutti si sarebbero trovati preparati (tecnicamente e psicologicamente) all'evento.

E come vedremo non è l'evacuazione la giusta risposta ad un sistema di allarme terremoti.

In sintesi,  nelle situazioni in cui i terremoti sono preceduti da una maggiore emissione di radon ( e l'Abbruzzo sembra avere questa caratteristica)  misure accurate di questo gas possono prevedere gran parte dei sismi che possono avvenire nella zona. Una rete di rilevatori di radon, come affermato i ricercatori Croati  potrebbe permettere di localizzare il possibile epicentro del fenomeno (e quindi l'area potenzialmente interessata dal terremoto) ed una analisi statistica fatta per un tempo sufficentemente lungo sui terremoti di minore intensità che si sviluppano in quell'area sismica, permetterebbe di prevedere l'intervallo di tempo medio entro il quale ci potrà essere lo scatenamento di eventi sismici di significativa intensità segnalato dalle anomalie di radon e questo intervallo di tempo potrebbe corrispondere alla durata dello stato di allarme.

Mi sembra che lo stato dell'arte di questo sistema giustifichi un intensificarsi degli studi per individuare le aree sismiche interessate dalle emissioni di radon,  aumentare la predittività e ridurre i tempi di allarme.

martedì 7 aprile 2009

Profeti di Sventura

Profeti di sventura 2
Ritorno sul caso di Gioacchino Giuliani,  che afferma di avere previsto il terremoto di Abruzzo.

Questa affermazione è  vera: lo ha previsto, ha avvisato le amministrazioni competenti, è stato denunciato per procurato allarme e ha salvato se stesso, la famiglia e qualche amico, uscendo di casa tre ore prima dell'arrivo della scossa devastante,  preannunciata dall'anomala crescita del Radon che usciva dalle viscere profonde del terreno, registrata dalle sue apparecchiature e che, a quanto pare, in Italia solo lui stava misurando regolarmente da tempo.

Oggi i mass media, imbeccati dagli esperti di turno, confermano che i terremoti non si possono predire e chiudono il caso Giuliani, facendo notare che non ha neppure una laurea (è tecnico di laboratorio presso l'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso).

Cerchiamo di far chiarezza. Se non si può prevedere esattamente ora, luogo, scala Richter di un evento sismico, non si possono fare previsioni altrettanto accurate nemmeno nelle  previsioni del tempo. Nessuno è e sarà in grado di prevedere con certezza che il 18 aprile del 2009, dalle ore 15,30  ale 18,56 sul tetto della casa del dr. Valerio , localizzata a Bogliasco, con le seguenti coordinate geografiche...... , cadranno 250 millimetri di pioggia.

Ovviamente,  le previsioni del tempo si fanno e in base a queste previsioni, nonostante la loro incertezza, si stabiliscono i livelli di allarme che sono comunicati alla protezione civile, ai prefetti, ai sindaci, alla popolazione. Scopo dell'annuncio è quello di prepararsi all'evento catastrofico e attivare, ognuno per le proprie possibilità e responsabilità, tutte le misure precauzionali del caso. Per i cittadini, ad esempio, il consiglio da seguire è quello di non uscire di casa se non per inderogabile necessità. Poi , spesso, l'alluvione non c'è;  a volte neanche piove, ma nessuno denuncia nessuno per procurato allarme e neppure lo marchia come "imbecille".

Giuliani, non sarà laureato, ma non è nemmeno un mago millantatore. Le misure di radon quale sistema per prevedere i terremoti è un sistema studiato da tempo e nella letteratura scientifica sono numerose le pubblicazioni, anche recenti, sull'argomento e, guarda caso, quelle che sono state firmate da ricercatori italiani sono veramente poche.

In questa vicenda, quello che mi aspetterei da parte di un ricercatore serio,  è una critica scientifica al metodo Giuliani, non la sua personale denigrazione. E nessuno, ad oggi, ha fatto qualche cosa di simile.

E diciamolo pure! Che Giuliani non abbia una laurea, può essere un vantaggio per lui e per le sue intuizioni. Nel mondo universitario il conformismo scientifico regna sovrano, se si vuole fare carriera; non sono ammessi "eretici", ma spesso gli eretici ci azzeccano.


lunedì, 06 aprile 2009
Profeti di sventura
E' il destino di molti ricercatori seri, subire le frustrazioni e a volte le persecuzioni a cui andò incontro  Cassandra, l'inascoltata profetessa che aveva messo in guardia i Troiani del dono avvelenato degli Achei, in falsa ritirata.

La settimana scorsa, in modo drammatico, il ruolo di Cassandra è toccato a Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.

Il dr. Giuliani, per il mestiere che fa, è in grado di misurare con accuratezza le emissioni di gas Radon dalle viscere della Terra. Questo gas, radioattivo, è un prodotto di reazioni nuclari che avvengono naturalmente negli strati profondi del Pianeta. E' noto da tempo che l'emissione di Radon aumenta nell' imminenza di un terremoto. Probabilmente prima della rottura delle rocce, causata dei movimenti tettonici delle masse continentali, rottura improvvisa che scatena il terremoto, le rocce stesse diventano più permeabili al passaggio del Radon che, quindi in quantità maggiore del solito affluisce in superfice.

La settimana scorsa Giuliani ha notato come, insieme a schiami di scosse di bassa intensità registrate in Abruzzo, aumentasse anche l'emissione di Radon e coerentemente ha avvisato le amministrazioni pubbliche che, per tutta risposta, visto che nei giorni previsti da Giuliani (la settimana scorsa) non era successo niente, lo hanno denunciato per procurato allarme.

Ora scopriamo che Giuliani aveva sbagliato solo di una settimana, ma la cosa grave è che il terremoto che ha colpito questa mattina l'Aquila e i paesi vicini è stato di elevata intensità, proprio come i suoi modelli avevano predetto.

Oggi, sconvolto per la tragedia che ha colpito l'Abruzzo, Giuliani chiede le scuse, in particolare da Bertolaso che lo ha ridicolizzato anche come ricercatore.

Riprendo le vesti di "Mago di Napoli" e prevedo che tutta questa questione sarà messa a tacere;  come tutti sanno, i terremoti non si possono prevedere.

lunedì 30 marzo 2009

Pupi a Basso Impatto Ambientale

Lo sapevo che quando i miei compaesani si muovono, la loro creatività e fantasia permette di affrontare e risolvere brillantemente tutti i loro problemi.

Notizia di oggi, la scelta da parte degli ordini dei farmacisti di Napoli di mettere in vendita presso diverse farmacie del capoluogo campano, confezioni di pannolini per bambini, da riusare, dopo lavaggio.

E' una bella idea che giro al mio assessore ai rifiuti che ha già promosso questo uso a Genova, ma la vendita presso le farmacie è una scelta vincente, in quanto sicuramente incentiverà l'uso dei pannolini ecologici, sottraendoli ai circuiti commerciali alternativi dove, al momento, sono relegati.

Sui vantaggi ambientali di questi pannolini che riducono fortemente la produzione di rifiuti, abbiamo già parlato nel Blog; se siete interessati ai numeri,  andate a cercare il post (14 ottobre 2007)

Aggiungo che a Napoli, come a Genova, sarebbe utile che alle famiglie che si convertono ai pannolini riusabili sia riconosciuto anche un congruo sconto sulla tariffa rifiuti, proporzionale alla quantità di rifiuti non più prodotti, da aggiungere ai sensibili risparmi sui pannolini convenzionali. Certamente avere a disposizione qualche euro in più nel bilacio famigliare potrebbe vincere le resistenze dei genitori più restii ad usare la lavatrice, al posto dell'"usa e getta".

Per avere lo sconto potrebbe essere sufficente che i genitori  autocertifichino l'uso dei pannolini lavabili, allegando copia del certificato di nascita del pupo e la prima ricevuta per l'acquisto dei pannolini ecologici. E il Comune applicherà  d'ufficio lo sconto concordato per i primi due - tre anni di vita del bimbo.

Che ne dite? Mi è rimasta un pò della creatività napoletana?

lunedì 23 marzo 2009

MPC 2007

Arrivano i bilanci europei e nazionali sulla gestione dei Materiali Post Consumo, aggiornati a tutto il 2007.

Nell'Europa dei 27, la produzione media pro capite è a 522 chili; un italiano medio ne ha prodotto poco più, 550 chili.

Le stime del centro di ricerca di ISPRA, relative allo stesso anno, ci attribuisce qualche chilo in meno ( 546 kg) ma questo stesso Ente certifica che, nel 2006, i kg procapite  prodotti da un italiano medio  erano 550. Quindi il 2007 è il primo anno in cui in Italia, la continua crescita della produzione procapite di rifiuti non solo si è fermata ma ha dato segni di decrescita. Era ora!

Questo dato va di pari passo con la produzione complessiva di MPC di origine urbana ed assimilata che, in Italia, nel 2007 è stata di 32,5 milioni di tonnellate, solo l'0,1 % in più rispetto all'anno precedente; al momento la crescita più bassa.  Vedremo come è andata nel 2008 e ancor più come andrà nel 2009.

E' il caso di ricordare che nel 2007 abbiamo continuato a consumare e produrre rifiiuti come se niente fosse e quasi nessuno prevedeva l'arrivo della crisi globale e la conseguente riduzione dei consumi. con un presumile riflesso sulla produzione di rifiuti.

Tornando all'Europa, vediamo che fine fanno i MPC degli Stati più virtuosi.

La Germania (con 564 chili a testa)  ne ricicla il 46% ( è la migliore della classe ) e invia al compostaggio un altro buon 18 %.

Il Belgio (produzione 492 kg  a testa) ricicla il 39 % e composta il 23%.

L'Austria (produzione procapite 597 chili) ricicla il 21% e composta il 38% (il risultato migliore tra i paesi europei, per quanto riguarda il compostaggio).

Tutte queste tre nazioni, insieme all'Olanda ,  riciclano e compostano più rifiuti di quanti non ne mandino ai rispettivi  inceneritori.

Belgio, Germania e Austria, nel 2007,  hanno incenerito rispettivamente il 34, il 35 e il 28 % dei loro MPC.

La discarica, utilizzata in Italia per il 46% dei MPC nazionali, non è sparita da nessuna parte.

Belgio, Germania, Austria hanno fatto ricorso alle discariche per il 4, 1, 13 % rispettivamente.

In questa classifica  europea,  l'Italia spicca per la quota compostata,  pari al 33%, che la pone al secondo posto, subito dopo l'Austria,  mentre il riciclaggio si ferma al l' 11%, la stessa percentuale dei nostri rifiiuti inceneriti.

Insomma se riuscissimo a riciclare come la Germania (46%: obiettivo ancora lontano, ma ampiamente raggiunto in diverse regioni)  e a compostare come l'Austria (38%; ci siamo quasi) ci saremmo tolti di mezzo l'84% dei nostri MPC. Pertanto , con gli attuali inceneritori (11 % di incenerimento) e  solo un 5% di discarica potremmo chiudere a basso impatto ambientale il ciclo di tutti i rifiuti prodotti in Italia.

Ovviamente tutto diventa più facile se nel frattempo, come pare stiamo cominciando a fare, impariamo  a produrre meno rifiuti.

Come sapete chi è al governo e all'opposizione non la pensa proprio così e, grazie ai facili guadagni dei certificati verdi e dei CIP 6 dati agli incenritori,  aspira a farci diventare la prima nazione inceneritorista in Europa.